Il Vangelo del 12 Giugno: Oltre la Legge, verso l'Amore

La Giustizia che Supera gli Scribi e i Farisei

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.»

Il Vangelo di oggi ci presenta un insegnamento radicale di Gesù, che invita a superare una giustizia basata esclusivamente sull'osservanza esteriore delle leggi, per abbracciare una giustizia che nasce dal cuore e si manifesta nell'amore.

illustrazione di Gesù che parla ai discepoli sul monte

Dall'Omicidio all'Ira: la Profondità del Comando

Gesù riprende il comandamento «Non ucciderai», ma ne amplia il significato ben oltre l'atto fisico. Egli afferma: «Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.»

Questa "chirurgia" sul cuore, come viene definita, sottolinea come anche i pensieri e le parole cariche di disprezzo o rabbia verso il prossimo abbiano conseguenze spirituali. L'insulto, espresso in ebraico con parole come "Raqà" (testa vuota, cretino), aveva un peso e un'offesa gravissima.

La Riconciliazione Prima del Dono

L'insegnamento di Gesù diventa ancora più concreto quando lega la pratica religiosa alla riconciliazione fraterna: «Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.»

Prima ancora di manifestare la propria devozione a Dio attraverso la preghiera o l'offerta, è fondamentale risolvere le discordie con i fratelli. L'invito è a trovare un accordo tempestivamente: «Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione.»

Questo principio evidenzia come il nostro rapporto con Dio sia intrinsecamente legato al nostro rapporto con il prossimo. L'amore al prossimo è un atteggiamento talmente fondamentale che Gesù afferma che il nostro rapporto con Dio non può essere sincero se non vogliamo fare pace con chi ci sta accanto.

illustrazione di due persone che si stringono la mano per fare pace

La Giustizia come Sapienza di Dio

Gesù non si limita a stabilire norme, ma va alla radice della Legge, puntando sull'intenzione e sul cuore dell'uomo. Per ottenere comportamenti buoni e onesti, non bastano le norme giuridiche, ma occorrono motivazioni profonde, espressione di una sapienza nascosta: la Sapienza di Dio.

Questa sapienza può essere accolta grazie allo Spirito Santo, e attraverso la fede in Cristo, possiamo aprirci alla sua azione, che ci rende capaci di vivere l'amore divino. È un amore la cui unica misura è di non avere misura, di andare oltre ogni calcolo.

Le Beatitudini: la Descrizione di Gesù

Il Vangelo ci presenta anche un brano delle Beatitudini, dove Gesù, salendo sul monte, descrive la vera identità di chi segue Dio: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.»

Queste non sono da intendere come un comando da adempiere, ma come una constatazione della realtà di coloro che vivono secondo lo Spirito di Dio. Le beatitudini sono la più bella descrizione che Gesù fa di sé stesso: Egli è il povero in spirito, il compassionevole, il mite, l'affamato di giustizia, il misericordioso, il puro di cuore, l'operatore di pace.

un'infografica che illustra le otto beatitudini con simboli

La Libertà dello Spirito e la Trasparenza

La Seconda Lettura, tratta dalla Prima Lettera ai Corinzi, ci parla di un velo che copre il cuore dei figli d'Israele quando si legge Mosè, ma che si toglie con la conversione al Signore. Dove c'è lo Spirito del Signore, c'è libertà.

San Paolo sottolinea che non siamo chiamati a essere cristiani "perfetti" in senso umano, ma "trasparenti": persone che si lasciano attraversare dalla luce di Dio, anche quando è difficile. La misericordia è questa luce che cambia lo sguardo.

«Noi infatti non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore: quanto a noi, siamo i vostri servitori a causa di Gesù.» Questa affermazione ci ricorda che il nostro ministero, la nostra testimonianza, deve puntare a Cristo, non a noi stessi.

Superare l'Abitudine: il Bene non è l'Ottimo

Gesù ci invita ad andare più in là di quanto possa vivere un semplice osservante della legge. Molte volte, l'abitudine al comportamento corretto può indurire il desiderio della ricerca della santità, portandoci ad accontentarci del "bene" senza aspirare all'"ottimo".

Come soleva ripetere San Giovanni Bosco, «Il buono è nemico dell’ottimo». La Parola del Maestro ci spinge a realizzare cose "maggiori", che partono da un atteggiamento diverso, spesso attraverso le cose più piccole e apparentemente insignificanti.

La carità, come afferma San Paolo, riassume tutta la Legge: «Amerai il tuo prossimo come te stesso. La carità non fa alcun male al prossimo: pienezza della Legge infatti è la carità» (Rom 13,9-10).

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