Quest’oggi, domenica della Festa del Battesimo del Signore, Papa Francesco ha celebrato la Santa Messa nella Cappella Sistina. Durante la funzione, ha amministrato il Sacramento del Battesimo a 13 bambini, sottolineando l'importanza di questo evento non solo per i neonati ma per tutta la comunità cristiana.

Il Sacramento del Battesimo: Una Nascita Spirituale
La Celebrazione in Cappella Sistina
Nella sua breve Omelia pronunciata a braccio, il Pontefice ha ringraziato i genitori per aver fatto entrare i loro figli nella Chiesa. Ha esortato inoltre i padrini e le madrine ad aiutare i bambini ad andare avanti sulla strada della cristianità, sottolineando che la preghiera è la prima cosa da insegnare: “Ci viene insegnato a pregare da bambini: che imparino a pregare come bambini”, almeno “facendo i gesti…”.
Il Papa ha concluso la sua riflessione evidenziando come questo debba essere un giorno di festa, la festa dell’inizio di un bel cammino cristiano. Durante la celebrazione, ha detto: “Adesso sono tutti zitti, e va bene. Ma forse qualcuno incomincerà. E siccome i bambini sono sinfonici, tutti andranno dietro questo. Lasciateli gridare, lasciateli piangere. Forse qualcuno piange di fame: allattateli. Con tutta libertà.”
Il Battesimo come "Nuovo Compleanno"
Il Battesimo è come un compleanno che ci fa rinascere nella vita cristiana. La nascita di un figlio segna l’alba di una nuova vita e il Battesimo è l’alba della nuova vita cattolica e cristiana. È una seconda nascita, dopo quella nel mondo, quella nella comunità cattolica. Con questo sacramento, si entra a far parte della comunità Cristiana Cattolica, e si ha il più importante incontro della vita, quello con Gesù. Il Battesimo è un attimo, ma l’amore di Dio che ci segue e ci protegge è per tutta la vita. Oggi si fa il primo passo nell’avvicinarsi a Dio, trovando nell’acqua battesimale la via verso la purezza, la luce e la benedizione. Il Battesimo è un dono sacro, che ci riempie di gioia e amore puro, segnando l’inizio di una vita piena di benedizioni e amore divino, un percorso illuminato dalla fede. La veste bianca che si riceve oggi protegga sempre, e l'Acqua Santa conservi puri per sempre.
Il Battesimo di Gesù: Rivelazione e Unzione dello Spirito
L’odierna festa del Battesimo del Signore conclude il tempo del Natale e ci invita a pensare al nostro Battesimo. Così facendo, Egli ha manifestato ciò che abbiamo celebrato nel Natale: la disponibilità di Gesù a immergersi nel fiume dell’umanità, a prendere su di sé le mancanze e le debolezze degli uomini, a condividere il loro desiderio di liberazione e di superamento di tutto ciò che allontana da Dio e rende estranei ai fratelli.

Il Racconto Evangelico e la Trinità
Come a Betlemme, anche lungo le rive del Giordano Dio mantiene la promessa di farsi carico della sorte dell’essere umano, e Gesù ne è il Segno tangibile e definitivo. Nel Vangelo di Marco, la scena del battesimo di Gesù è così descritta: «In quei giorni, Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”» (Mc 1, 9-11). Tutta la Trinità si è data appuntamento, in quel momento, sulle rive del Giordano: il Padre che si fa presente con la sua voce, lo Spirito Santo che scende su Gesù in forma di colomba, e Colui che il Padre proclama suo Figlio amato, Gesù. È un momento molto importante della Rivelazione, un momento importante della storia della salvezza.
Papa Francesco ha sottolineato che il Battesimo di Gesù rappresenta un momento di profonda vicinanza con l’umanità: “Gesù si unisce al suo popolo, che va a ricevere il battesimo per il perdono dei peccati”. In questo momento, avviene l’Epifania di Dio, che rivela il suo volto nel Figlio e fa sentire la sua voce che dice: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. Giovanni Battista battezzava compiendo “un rito di purificazione”: per quanti, con umiltà e sincerità, si bagnavano nel fiume Giordano esprimeva “l’impegno a lasciare il peccato e a convertirsi”.
L'Unzione dello Spirito Santo: Messia e Cristo
La risposta all'importanza del battesimo di Gesù la troviamo nelle parole che Gesù pronuncia, poco tempo dopo, nella sinagoga di Nazaret, con chiaro riferimento all’evento del Giordano: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione» (Lc 4, 18). Nel Giordano Dio Padre ha “unto di Spirito Santo”, cioè ha consacrato Gesù come Re, Profeta e Sacerdote. Infatti, con olio profumato venivano unti nell’Antico Testamento i re, i profeti e i sacerdoti. Nel caso di Cristo, al posto dell’olio fisico, c’è l’olio spirituale che è lo Spirito Santo, al posto del simbolo c’è la realtà: c’è lo Spirito stesso che scende su Gesù. Gesù era pieno di Spirito Santo fin dal primo istante della sua Incarnazione, ma quella era una “grazia personale”, incomunicabile. Ora, con questa unzione, riceve la pienezza del dono dello Spirito per la sua missione che, come capo, comunicherà al suo corpo che è la Chiesa, e a ognuno di noi.
Per questo la Chiesa è il nuovo “popolo regale, popolo profetico, popolo sacerdotale”. Il termine ebraico “Messia” e quello corrispondente in greco “Cristo” - Christós -, entrambi riferiti a Gesù, significano “unto”: è stato unto con l’olio della gioia, unto con lo Spirito Santo. Cristo è il capo, il nostro Sommo Sacerdote, lo Spirito Santo è l’olio profumato e la Chiesa è il corpo di Cristo in cui esso si diffonde.
Il Cristiano: "Profumo di Cristo nel Mondo"
Il Santo Padre ha sottolineato che, lasciandosi ungere dallo Spirito, il cristiano si impegna a realizzare la «vocazione sublime di essere il buon odore di Cristo nel mondo». La Messa del Giovedì Santo, consacrando l’olio detto “Crisma”, vede il vescovo affermare, riferendosi a coloro che riceveranno l’unzione nel Battesimo e nella Confermazione: «Questa unzione li penetri e li santifichi, perché, liberati dalla nativa corruzione e consacrati tempio della sua gloria, spandano il profumo di una vita santa». Questa applicazione risale a San Paolo, che ai Corinzi scrive: «Noi siamo infatti, dinanzi a Dio, il profumo di Cristo» (2 Cor 2, 15). L’unzione ci fa profumo, e una persona che vive con gioia la sua unzione profuma la Chiesa, la comunità, la famiglia con questo profumo spirituale.
Purtroppo, a volte i cristiani non diffondono il profumo di Cristo, ma il cattivo odore del proprio peccato. Il peccato ci allontana da Gesù e ci fa diventare “olio cattivo”. Il profumo di Cristo si sprigiona dai “frutti dello Spirito”, che sono «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5, 22). Chiediamo allo Spirito Santo che ci faccia più consapevoli unti, unti da Lui.
L'Importanza del Proprio Battesimo e l'Appello di Papa Francesco

Ricordare la Data del Battesimo
Papa Francesco invita costantemente a riflettere sul dono ricevuto attraverso il Battesimo e sulla propria relazione con Dio. “Io non posso farvi la domanda se voi ricordate il giorno del vostro battesimo, perché la maggioranza di voi eravate bambini, come me; da bambini siamo stati battezzati. Ma vi faccio un’altra domanda: voi sapete la data del vostro battesimo? Conoscete in quale giorno siete stati battezzati?”. Il Papa esorta a ricordare e a festeggiare la data del proprio Battesimo come un “nuovo compleanno”, perché con il Battesimo si è nati alla vita della Grazia. “Se tu non la ricordi, quando tornerai a casa, domandala, per non dimenticarla più”. Il Santo Padre ha dato un vero e proprio "compito a casa" ai fedeli, invitandoli a chiedere ai genitori o ai parenti la data del loro Battesimo per non dimenticarla mai più.
Il Battesimo come Fondamento della Vita Cristiana
Il Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il primo dei sacramenti, la porta che permette a Cristo Signore di prendere dimora nella nostra persona e a noi di immergerci nel suo mistero. È anche chiamato “Illuminazione”, perché la fede illumina il cuore e fa vedere le cose con un’altra luce. Il Battesimo accende la vocazione personale a vivere da cristiani, che si svilupperà in tutta la vita. Grazie al Battesimo, siamo capaci di perdonare e di amare anche chi ci offende e ci fa del male; riusciamo a riconoscere negli ultimi e nei poveri il volto del Signore che ci visita e si fa vicino. In memoria del nostro Battesimo, accogliamo la presenza di Dio in noi. Con il Battesimo, si entra a far parte di una famiglia ancora più grande, e l'amore di due persone si arricchisce con la nascita di un figlio, che il Battesimo guida verso una vita straordinaria.
La Comunità di Amici e l'Appartenenza alla Chiesa
Nel Battesimo ciascun bambino viene inserito in una compagnia di amici che non lo abbandonerà mai nella vita e nella morte, perché questa compagnia di amici è la famiglia di Dio, che porta in sé la promessa dell’eternità. Il Battesimo è il ponte che Gesù ha costruito tra sé e noi, la strada per la quale si rende a noi accessibile; è l’arcobaleno divino sulla nostra vita. È Dio che viene in noi, purifica, guarisce il nostro cuore, ci fa suoi figli per sempre, suo popolo, sua famiglia, eredi del Paradiso. Il Battesimo è il miglior regalo che abbiamo ricevuto: ci fa appartenere a Dio e ci dona la gioia della salvezza. È il sacramento su cui si fonda la nostra stessa fede e che ci innesta come membra vive in Cristo e nella sua Chiesa. Il giorno del Battesimo costituisce l’impegnativa carta d’identità del credente. Benvenuto nel grembo della Chiesa, caro nipote, e che il Signore ti illumini sempre la strada e ti protegga da ogni male.
Il Ruolo dei Genitori, Padrini e Madrine
L'Educazione alla Preghiera e alla Vita Cristiana
Il Papa esorta a ringraziare Dio per il Battesimo, anche "per i genitori che ci hanno portato al fonte, per chi ci ha amministrato il sacramento, per il padrino, per la madrina, per la comunità in cui lo abbiamo ricevuto”. La cerimonia del Battesimo vede coinvolti in prima linea, oltre naturalmente il neonato e i suoi genitori, anche i padrini e/o le madrine che svolgono un ruolo importante, non solo nel giorno del battesimo, ma per tutta la vita del bambino, che ne diventa infatti il “figlioccio” o la “figlioccia”. I padrini e le madrine sono chiamati ad aiutare i bambini ad andare avanti sulla strada della cristianità, insegnando loro la preghiera.
Il Battesimo per i Bambini: Fiducia nello Spirito Santo
Alcuni si domandano perché battezzare un bambino che non capisce. Dicono: ‘speriamo che cresca, capisca, che sia lui stesso a chiedere il battesimo’. Ma Papa Francesco afferma che questo significa non avere fiducia nello Spirito Santo, che entra nel bambino e fa crescere le virtù cristiane che poi fioriranno. La carità del Signore Risorto infiamma i cuori dei battezzati, colmandoli di luce e calore. Il sacramento del Battesimo non è una formalità ma è un atto fondamentale. È proprio con il Battesimo che il cielo è realmente aperto e continua ad aprirsi, e possiamo affidare ogni nuova vita che sboccia alle mani di Colui che è più potente dei poteri oscuri del male. L’acqua con la quale questi bambini saranno segnati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, li immergerà in quella “fonte” di vita che è Dio stesso e che li renderà suoi veri figli.
Ulteriori Riflessioni di Papa Francesco sul Battesimo
Il Battesimo come Porta della Fede
Il rito religioso del Battesimo rappresenta l’ingresso per ogni bambino e bambina nelle Chiese cristiane ed il primo dei sette sacramenti nella vita dei fedeli. Il Battesimo rende ognuno di noi un figlio di Dio e cancella il nostro peccato originale. Il rito consiste in un’immersione nell’acqua, che simboleggia la fine di un vecchio modo di vivere e un nuovo inizio. Si tratta di un lavacro di rigenerazione e di illuminazione. Nel sacramento del Battesimo sono rimessi tutti i peccati, il peccato originale e tutti i peccati personali, come pure tutte le pene del peccato. Il Battesimo è un atto di fratellanza, un atto di filiazione alla Chiesa. La parola “battesimo” significa letteralmente “immersione”, e infatti questo Sacramento costituisce una vera immersione spirituale nella morte di Cristo, dalla quale si risorge con Lui come nuove creature. Siamo portatori di una speranza nuova, perché il Battesimo ci dà questa speranza nuova: la speranza di andare sulla strada della salvezza, tutta la vita. Noi, con il Battesimo, veniamo immersi in quella sorgente inesauribile di vita che è la morte di Gesù, il più grande atto d’amore di tutta la storia; e grazie a questo amore possiamo vivere una vita nuova, non più in balìa del male, del peccato e della morte, ma nella comunione con Dio e con i fratelli.
Il Cielo Aperto e la Speranza Nuova
Papa Francesco, in occasione dell’Angelus per la Festa del Battesimo di Gesù, ha offerto una profonda riflessione sul significato di questa festa, invitando i fedeli a meditare sulla propria vita battesimale. Il Santo Padre ha sottolineato che questa celebrazione ci riporta al momento in cui Gesù si unisce al popolo in cerca del battesimo per il perdono dei peccati. Francesco ha spiegato che il Battesimo di Gesù è il momento in cui si manifesta lo Spirito Santo e si rivela l’Epifania di Dio. Il Papa ha invitato tutti a riflettere sulla propria esperienza battesimale, ponendo domande profonde: “Ci sentiamo amati e accompagnati da Dio? Riconosciamo il suo volto in Gesù e nei fratelli? Siamo abituati ad ascoltare la sua voce?”. Ha poi esortato i fedeli a ricordare la data del proprio Battesimo e a celebrarla come un giorno di rinascita nello Spirito. La Chiesa, come una madre, continua a generare nuovi figli in Cristo nella fecondità dello Spirito Santo. C’è una catena nella trasmissione della fede mediante il Battesimo. E ognuno di noi è un anello di quella catena: un passo avanti, sempre; come un fiume che irriga. Il Signore Risorto lasciò agli Apostoli questa consegna: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura.”