Nella tradizione biblica, gli abiti indossati dal Sommo Sacerdote non erano semplici vesti, ma indumenti carichi di significato, descritti dettagliatamente nel libro dell'Esodo. Ogni elemento aveva un preciso scopo e un simbolismo profondo, rappresentando la sacralità del ruolo e la responsabilità verso Dio e il popolo.
La Composizione degli Abiti Sacerdotali
Il Signore elencò in modo dettagliato gli abiti che dovevano essere realizzati per il Sommo Sacerdote. Questi includevano il pettorale e l’efod, il manto, la tunica ricamata, il turbante e la cintura. Sebbene il Signore ne elenchi sei in un passaggio, in tutto gli abiti del Sommo sacerdote erano otto.
Quattro di questi indumenti erano detti “intimi”, in quanto erano quelli a contatto diretto col corpo. Erano anche definiti “abiti bianchi” (bigdé lavàn) perché confezionati prevalentemente con tessuto di lino bianco.
Il processo di vestizione era un rito sacro, come si evince dal racconto biblico: «Poi Mosè fece avvicinare i figli di Aronne, li vestì di tuniche, li cinse con le cinture e legò sul loro capo i turbanti, come il Signore aveva ordinato a Mosè» (Esodo 29).

Descrizione e Simbolismo Specifico degli Indumenti
La Tunica
La tunica rivestiva un significato profondo. Ricordando la tunica di Giuseppe, macchiata del sangue di un agnello dai fratelli per far credere al padre che il figlio fosse morto, essa rappresenta il peccato di omicidio non punito dal tribunale per assenza dei previsti due testimoni. Tutto il popolo è quindi ritenuto responsabile di questo peccato di fronte a Dio. È interessante osservare che Giuseppe non era stato ucciso fisicamente, ma venduto ad un mercante che lo portò schiavo in Egitto.
La Fascia o Cintura
La fascia o cintura, indossata sul cuore, aveva la misura di 32 cubiti, un valore numerico che nella tradizione ebraica si collega alla parola לב (lev), che significa 'cuore'.
Il Pettorale e l'Efod
Il pettorale, anch’esso posto sul cuore, era strettamente collegato all'efod. L’efod, in particolare, aveva la funzione di espiare il peccato di idolatria.
Nel corso dell’Antico Testamento, la descrizione dell'efod non è uniforme, segno di una diversità o di un cambio di funzione nel tempo. In alcuni contesti, con il termine efod si indicava una sorta di perizoma retto da spalline che ricopriva i fianchi delle divinità e dei sacerdoti. Un esempio notevole è l’episodio di Davide che danza davanti all’arca del Signore, cinto solo con un efod di lino. Per questo Mical ne provò disprezzo, dicendo: «Bell’onore si è fatto oggi il re d’Israele scoprendosi davanti agli occhi delle serve dei suoi servi, come si scoprirebbe davvero un uomo da nulla!» (2 Samuele 6,20). In Esodo, l'efod è parte importante degli abiti del Sommo Sacerdote, strettamente collegato al pettorale del giudizio e alla funzione divinatoria.
Confezione dell'Efod
L'efod era realizzato con una ricca combinazione di materiali: oro, porpora viola e porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto, il tutto artisticamente lavorato. Indossato sopra la veste, era confezionato con 5 diversi materiali e un ricco procedimento di fili ritorti, ricamato in modo che i disegni esterni fossero diversi da quelli interni.
Avrebbe avuto due spalline attaccate alle due estremità, formando così un pezzo ben unito. Era dotato inoltre di due bretelle unite alla cintura. Su due pietre di ònice incise con i nomi dei figli d’Israele (sei nomi sulla prima pietra e gli altri sei sulla seconda, in ordine di nascita), inserite in castoni d’oro, l'efod portava la memoria delle dodici tribù.

Il Turbante e il Diadema
Il copricapo del Sommo Sacerdote, rotondo e chiamato mitznèfet, differiva da quello appuntito dei sacerdoti comuni. Ad esso era legato il diadema, posto sulla fronte del Sommo Sacerdote. La sua posizione richiamava il detto profetico sulla “sfrontatezza di prostituta” (Ger 3,3), invitando alla purezza e all'umiltà.
Interpretazione Cristiana degli Abiti Sacerdotali
Anche la lettura cristiana dei Padri della Chiesa si sofferma sull’aspetto simbolico degli abiti dei sacerdoti. Essi sono visti come “figura” delle virtù che saranno richieste ai sacerdoti della nuova alleanza, qualità che nascono tutte dalla Carità e dall’Umiltà.
Per l'insegnamento del Vangelo e degli apostoli, la carità si diversifica in ogni specie di virtù, di cui è la madre, la custode, il principio e il fine. Così, le parti principali di quegli arredi rappresentano egregiamente le qualità e le diverse funzioni delle principali virtù. In questa prospettiva, la figura del Sommo Sacerdote e i suoi abiti puntano a Cristo, "agnello di Dio che porta su di sé e i peccati del mondo" (Agnus Dei qui tollis peccata mundi).
