Sebbene il significato specifico di espressioni latine classiche, come Cives magna vi et fortitudine moenia urbis, possa richiedere un'attenta analisi filologica non sempre immediatamente disponibile, il fascino della cultura antica e della lingua latina continua ad ammaliare quasi tutti. Con l'uso sapiente delle parole latine, infatti, si possono ancora fare dei figuroni, conferendo un'aura di raffinatezza e perizia linguistica al proprio discorso. L'impresa di maneggiare tali espressioni con precisione non è semplice per tutti, ma quelle che si sono conservate nella nostra lingua fanno subito un effetto "chic-linguistico".un'antica pergamena con scritte latine
"Excusatio non petita, accusatio manifesta": un esempio di locuzione latina nel linguaggio moderno
Una delle espressioni latine più note e utilizzate è Excusatio non petita, accusatio manifesta. Questa locuzione è imparentata, per quanto riguarda il senso, all'italiana «chi si scusa, si accusa». Letteralmente significa scusa non richiesta, accusa manifesta (nel senso di chiara). Insomma, chi adduce una giustificazione che non gli è stata richiesta (auto)denuncia una chiara colpevolezza.
Sebbene l'espressione sia effettivamente in latino, è importante non farsi trarre in inganno dalla sua apparente antichità: non è infatti nata ai tempi di figure classiche come Cicerone e Sallustio, bensì nel Novecento. La sua diffusione è attribuita all'iniziativa del poeta Gabriele D’Annunzio, che intendeva omaggiare (sebbene in un contesto che oggi potremmo considerare controverso) uno strumento bellico, il Motoscafo Armato Silurante (il cui acronimo, MAS, è uguale a quello di questa locuzione, se consideriamo il latino originale). Questa storia evidenzia come anche le frasi latine possano avere origini più recenti e contesti inattesi.

Altre significative locuzioni e espressioni latine
La lingua latina ha arricchito il nostro lessico e il nostro pensiero con innumerevoli locuzioni che, sebbene a volte complesse nella loro origine e nel loro significato preciso, continuano a risuonare nella cultura contemporanea, arricchendo il linguaggio e offrendo spunti di riflessione. Di seguito, una selezione di tali espressioni:
- Ab ovo usque ad mala: Dall'inizio alla fine (letteralmente, "dall'uovo fino alle mele", riferendosi all'uso romano di iniziare il pasto con le uova e finire con la frutta).
- Absit invidia (o iniuria) verbis: Lungi sia l'invidia (o l'offesa) dalle parole.
- Ad multos annos: Per molti anni (augurio di lunga vita).
- Ad usum fabricae: Per uso di fabbrica (indicava prodotti esenti da tasse, oggi usato ironicamente per cose "a ufo").
- Agenda: Le cose da fare (dal gerundivo agere = fare).
- Alibi: Altrove (avverbio che indica la prova della propria assenza dal luogo del delitto).
- Alter ego: Un altro me (formato da due pronomi, si usa per riferirsi a una persona che sostituisce un'altra o è molto simile ad essa).
- Amantium irae amoris integratio: Le ire degli amanti sono un rinnovamento dell'amore.
- Amicitia magis elucet aequales: L'amicizia risplende maggiormente tra pari.
- Amor et melle et felle est fecundissimus: L'amore è ricchissimo sia di miele che di fiele.
- A priori: Da ciò che viene prima (basato su un ragionamento deduttivo o una conoscenza precedente).
- Bis: Due volte (avverbio per indicare ripetizione).
- Candida pax homines, trux decet ira feras: Agli uomini si addice una pace luminosa, alle bestie una truce ira.
- Candor in hoc aevo res intermortua paene: L'onestà in quest'epoca è cosa quasi morta (Ovidio).
- Certa amittimus, dum incerta petimus: Perdiamo ciò che è certo, mentre inseguiamo ciò che è incerto.
- Consuetudinis magna vis est: Grande è la forza dell'abitudine.
- Consuetudo quasi altera natura: L'abitudine è quasi un'altra natura (Cicerone).
- Corruptissima re publica plurimae leges: Nello stato più corrotto ci sono moltissime leggi.
- Cui bono?: A chi giova? (Chi ne trae vantaggio?).
- Cui fortuna favet, multos amicos habet: Chi è favorito dalla fortuna, ha molti amici.
- Cui prodest?: A chi è utile?
- Cui prodest scelus is fecit: Colui che ha tratto vantaggio dal delitto, lo ha commesso.
- Cuius vulturis hoc erit cadaver?: Di quale avvoltoio sarà questo cadavere?
- Curriculum vitae: Corso della vita (documento che riassume la storia professionale e formativa).
- Deus ex machina: Dio dalla macchina (nel teatro greco e romano, un attore che impersonava una divinità veniva fatto scendere sulla scena dall'alto, con un macchinario, per risolvere una vicenda intricata).
- Discipulus est prioris posterior dies: Il giorno seguente è discepolo del precedente.
- Doloris magnitudinem celeritas, diuturnitatem allevatio consolatur: La grandezza del dolore è consolata dalla celerità, la sua durata dalla mitigazione.
- Do ut des: Do affinché tu dia (principio di reciprocità).
- Dum loquor, hora fugit: Mentre parlo, il tempo fugge.
- Dum vires annique sinunt, tolerate labores: Finché forze ed anni lo permettono, sopportate le fatiche.
- Durum est negare, cum superior supplicat: È difficile negare, quando un superiore supplica.
- Dux atque imperator vitae mortalium animus est: Guida e comandante della vita dei mortali è l'animo.
- Enumerare omnes fatorum vias longum est: È lungo enumerare tutte le vie del destino.
- Est eius qui dat, non qui petit, condiciones dicere pacis: Spetta a chi dà, non a chi chiede, stabilire le condizioni di pace.
- Est modus in rebus: C'è una misura in tutte le cose.
- Etiam sapientibus cupido gloriae novissima exuitur: Anche nei sapienti la brama di gloria si spegne per ultima.
- Exilis nummus, brevem parit missam: Denaro scarso, messa breve.
- Expedit reipublicae ne quis re sua male utatur: Conviene allo stato che nessuno faccia cattivo uso dei propri beni.
- Fac sapias et liber eris: Sii saggio e sarai libero.
- Facilior inter malos consensus ad bellum, quam in pace ad concordiam: Più facile è tra i malvagi l'accordo per la guerra che per la concordia in pace.
- Facsimile: Fai una cosa simile (termine impiegato per indicare la copia esatta di un testo o documento).
- Fere plus nobis videmur posse quam possumus: Quasi ci sembra di poter fare più di quanto possiamo.
- Ferme acerrima proximorum odia sunt: Quasi sempre gli odi dei congiunti sono i più acerrimi.
- Fortuna hominibus plus quam consilium valet: La fortuna può più sugli uomini che la ragione.
- Fundamentum est iustitiae fides, id est dictorum conventorumque constantia et veritas: Il fondamento della giustizia è la lealtà, cioè la coerenza e la verità delle parole e degli accordi.
- Habemus papam: Abbiamo il papa (parte finale della formula con cui viene annunciata l'elezione del papa).
- In camera caritatis: Nella camera della carità (in privato, in segreto).
- Iniquissima haec bellorum condicio est: prospera omnes sibi vindicant, adversa uni imputantur: Questa è la condizione più iniqua delle guerre: i successi tutti se li attribuiscono, le avversità sono imputate a uno solo.
- Linguae tempera!: Frena la lingua!
- Lippis et tonsoribus: A ciabattini e barbieri (cioè, a tutti, anche i più umili).
- Lupus est homo homini, non homo: L'uomo è un lupo per l'uomo, non un uomo.
- Morte magis metuenda senectus: La vecchiaia è più da temere della morte.
- Mulier recte olet ubi nihil olet: Una donna ha un buon odore quando non ha nessun odore.
- Multorum obtrectatio devicit unius virtutem: La maldicenza di molti ha vinto la virtù di uno solo.
- Nemo umquam imperium flagitio quaesitum bonis artibus exercuit: Nessuno mai esercitò con buone arti un potere ottenuto con la scelleratezza.
- Nobilitas sola est atque unica virtus: La sola ed unica nobiltà è la virtù.
- Non exercitus neque thesauri praesidia regni sunt, verum amici: Non gli eserciti né i tesori sono le difese di un regno, ma gli amici.
- Non expedit: Non conviene (non è opportuno).
- Non est ante edendum quam fames imperet: Non si deve mangiare prima che la fame lo ordini.
- Non ignara malis, miseris succurrere disco: Non ignara dei mali, imparo a soccorrere i miseri.
- Nulla servitus turpior est quam volontaria: Nessuna schiavitù è più turpe di quella volontaria.
- Nullum magnum ingenium sine mixtura dementiae fuit: Nessun grande ingegno è esistito senza un pizzico di follia.
- Oratorem irasci minime decet: All'oratore non conviene affatto adirarsi.
- O vita misero longa, felici brevis!: O vita lunga per l'infelice, breve per il felice!
- Parce sepolto: Risparmia il sepolto.
- Parentes obiurgatione digni sunt qui nolunt liberos suos severa lege proficere: Sono degni di rimprovero i genitori che non vogliono che i loro figli progrediscano con severa disciplina.
- Patria communis est parens omnium nostrum: La patria comune è madre di tutti noi.
- Per lacrimas dolorem non sequimur, sed ostendiamo: Con le lacrime non perseguiamo il dolore, ma lo mostriamo.
- Philosophia, omnium mater artium, quid est aliud nisi donum deorum?: La filosofia, madre di tutte le arti, che cos'è se non un dono degli dèi?
- Piscis nequam est nisi recens: Il pesce è cattivo se non è fresco.
- Plerumque in novitate rem fama antecedit: Per lo più nella novità la fama precede la cosa.
- Ploratur lacrimis veris amissa pecunia: Il denaro perduto si piange con vere lacrime.
- Populus est novarum rerum cupiens pavidusque: Il popolo è desideroso e timoroso di cose nuove.
- Primum gotum bibe totum, ad secundum vide fundum, erit tertium sicut primum, et sic semper bibe vinum: Al primo sorso bevi tutto, al secondo guarda il fondo, il terzo sarà come il primo, e così bevi sempre il vino.
- Probatio est innocentiae nostrae iniquitas vestra: La vostra iniquità è la prova della nostra innocenza.
- Probitas laudatur, et alget: L'onestà è lodata e muore di freddo.
- Proprium est nocentium trepidare: È proprio dei colpevoli tremare.
- Pulchrum et decorum est pro patria mori: È bello e decoroso morire per la patria.
- Quae fato manent, quamvis significata, non vitantur: Le cose che il destino riserva, anche se preannunciate, non si evitano.
- Quid dulcius quam habere amicum, cum quo audeas ut tecum omnia loqui?: Cosa c'è di più dolce che avere un amico con cui osi parlare di tutto come con te stesso?
- Quid est gloriosius quam iram amicitia mutare?: Cosa c'è di più glorioso che cambiare l'ira in amicizia?
- Quid recitaturus circumdas vellera collo? Conveniunt nobis auribus ista magis.: Perché cingi il tuo collo prima di declamare con una sciarpa? Queste cose convengono più alle nostre orecchie.
- Quid sit futurum cras fuge quaerere: Evita di chiedere cosa sarà il domani.
- Qui in altum mittit lapidem, super caput eius cadet: Chi getta una pietra in alto, essa gli cadrà sulla testa.
- Qui potest mulieres vitare, vitet: Chi può evitare le donne, le eviti.
- Qui sapientiae vacant soli vivant: Coloro che si dedicano alla saggezza vivano da soli.
- Quis custodiet custodes?: Chi sorveglierà i sorveglianti?
- Qui taurum sustulit, vitulum tollere potest: Chi ha sollevato un toro, può sollevare un vitello.
- Quocumque aspexi, nihil est nisi mortis imago: Ovunque ho guardato, non c'è nulla se non l'immagine della morte.
- Quod raro fit, non observant legislatores: Ciò che accade raramente, i legislatori non lo prendono in considerazione.
- Quotidie morimur: quotidie enim demitur aliqua pars vitae, et, tunc quoque cum crescimus, vita decrescit: Ogni giorno moriamo: ogni giorno, infatti, ci viene tolta qualche parte della vita, e, anche quando cresciamo, la vita decresce.
- Ratione, non vi, vincenda adulescentia est: La gioventù deve essere vinta con la ragione, non con la forza.
- Sapientes nec secunda evehunt, nec adversa demittunt: I sapienti né si esaltano per la buona sorte, né si abbattono per quella avversa.
- Sapientiam numquam sui paenitet: La saggezza non si pente mai di sé stessa.
- Secundae res acrioribus stimulis animos explorant, quia miseriae tolerantur, felicitate corrumpimur: La prosperità mette alla prova gli animi con stimoli più acri, perché le avversità si sopportano, ma dalla felicità ci si corrompe.
- Secundas fortunas decent superbiae: Le fortune propizie si addicono all'orgoglio.
- Se iudice nemo nocens absolvitur: Nessun colpevole si assolve con il proprio giudizio.
- Semel in anno licet insanire: Una volta all'anno è lecito fare pazzie.
- Servitus postremum omnium malorum (est): La schiavitù è l'ultimo di tutti i mali.
- Sic fac omnia, tamquam spectet aliquis: Fa' ogni cosa come se qualcuno ti osservasse.
- Sic itur ad astra: Così si giunge alle stelle (modo per esaltare imprese eroiche).
- Sic utere tuo ut alienum non laedas: Usa il tuo bene in modo da non ledere quello altrui.
- Si Deus pro nobis, quis contra nos?: Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?
- Si iudicas, cognosce; si regnas, iube: Se giudichi, informati; se regni, comanda.
- Si tibi serotina noceat potatio, vina hora matutina rebibas et erit medicina: Se ti nuoce la bevuta serotina, bevi di nuovo il vino al mattino e sarà una medicina.
- Si volumus aequi rerum omnium iudices esse, hoc primum nobis persuademus: neminem nostrum esse sine culpa: Se vogliamo essere giudici equi di tutte le cose, per prima cosa persuadiamoci di questo: che nessuno di noi è senza colpa.
- Somnus animae est oblivisci Deum: Il sonno dell'anima è dimenticare Dio.
- Sponsor: Garante, padrino.
- Stulti timent fortunam, sapientes ferunt: Gli stolti temono la fortuna, i sapienti la sopportano.
- Suspice caelum et numera stellas si potes: Guarda il cielo e conta le stelle se puoi.
- Suus cuique mos est: Ognuno ha la sua abitudine.
- Tanto proclivius est iniuriae quam beneficio vicem exsolvere, quia gratia oneri, ultio in quaestio habetur: Tanto più facile è rendere offesa che beneficio, perché la gratitudine è un peso, la vendetta un guadagno.
- Tempus facit aerumnas leves: Il tempo rende lievi le sofferenze.
- Tutior est certa pax quam sperata victoria: Più sicura è una pace certa che una sperata vittoria.
- Una salus victis nulla sperare salute: L'unica salvezza per i vinti è non sperare in nessuna salvezza.
- Una tantum: Una volta soltanto (per indicare qualcosa che accade una volta sola).
- Ut ameris amabilis esto: Per essere amato, sii amabile.
- Ut sis nocte levis, sit tibi coena brevis: Per essere leggero di notte, fa' una cena breve.
- Venia dignus est error humanus: L'errore umano è degno di perdono.
- Veni, vidi, vici: Sono arrivato, ho visto, ho vinto (celebre frase di Giulio Cesare).
- Venter auribus caret: Il ventre non ha orecchie (la fame non sente ragioni).
- Veritas temporis filia: La verità è figlia del tempo.
- Vero verius nihil est: Nulla è più vero della verità.
- Vigilantibus non dormientibus iura subveniunt: Le leggi vengono in aiuto a chi veglia, non a chi dorme.
- Vim vi repellere licet: È lecito respingere la forza con la forza.
- Viribus unitis: Con forze unite.
- Virtute duce, comite fortuna: Con la virtù come guida, con la fortuna come compagna.
- Vita mortuorum in memoria est posita vivorum: La vita dei morti è posta nel ricordo dei vivi.
- Vivamus dum licet esse bene: Viviamo finché è possibile stare bene.
- Vocem funestam amputari oportet potius quam adiri: Una voce funesta è meglio tagliare piuttosto che ascoltare.