La questione di quale sia il "Vangelo più bello" è complessa e profondamente soggettiva, poiché ogni Vangelo offre una prospettiva unica e un messaggio specifico. Tuttavia, è possibile esplorare come diverse tradizioni e personalità spirituali abbiano approcciato la lettura e l'interiorizzazione della Sacra Scrittura, mettendo in luce l'importanza del Vangelo nella vita del cristiano.
L'Importanza della Lectio Divina e della Sacra Scrittura
Fin dall'inizio del suo ministero apostolico, Papa Benedetto XVI ha sottolineato l'importanza della Lectio Divina e della lettura orante della Sacra Scrittura per la vita del cristiano. Questa pratica è essenziale per l'identità e la perseveranza del credente, soprattutto nel "deserto spirituale del mondo occidentale". Il Cardinale Vanhoye afferma che non è possibile "passare indenni attraverso il deserto spirituale del mondo occidentale, se il cristiano attuale... non impara ad alimentarsi personalmente della Parola di Dio". La Parola è capace di far sentire e irradiare "l'allegria della presenza in mezzo all'assenza più grande che uno possa immaginare intorno a se stesso."
San Luigi Orione e l'Osservanza del Santo Vangelo
San Luigi Orione, nella sua lettera del 10 agosto 1935 da Buenos Aires, indirizzata ai sacerdoti della Piccola Opera della Divina Provvidenza, indicava che la "prima Regola e vita" fosse "osservare, in umiltà grande e amore dolcissimo e affocato di Dio, il Santo Vangelo, seguendo i consigli della perfezione, datici dal Signore". Egli invitava a vivere "in umile obbedienza, sincera povertà e perfetta castità", rinunciando a tutto "per avere solo Gesù e il suo santo spirito, come il solo nostro bene".
Don Orione sottolineava che, nell'amore di Dio, si avrebbe una "carità senza limite verso il prossimo, particolarmente verso i più piccoli ed i più abbandonati nostri fratelli". Un fine precipuo della sua Congregazione era "amare e di servire Gesù nel suo Vicario sulla terra, il Papa, e di farlo amare", diffondendo l'amore al Papa tra il popolo e i piccoli. Per questo, raccomandava l'orazione affinché Dio accrescesse la fede e ingrandisse i cuori "all'amore al Papa ed alla carità con Fede grande".
Per osservare il Vangelo, secondo Don Orione, è necessario "conoscerlo: conoscerlo bene e poi, con l'aiuto di Dio, viverlo, il Santo Vangelo, viverlo nello spirito e nella forma". Solo così si sarebbe stati "veri cristiani e poi veri religiosi", seguendo Gesù "anche nei suoi consigli Evangelici della perfezione". Affinché il Vangelo fosse meglio conosciuto e osservato, raccomandava la "lettura assidua e lo studio del Santo Evangelo", che doveva essere "impresso nelle nostre menti e non solo a pezzi e bocconi".
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L'Avvicinamento al Vangelo di San Luigi Orione
La lontananza dalla lettura della Bibbia in passato aveva origine anche nella controversia protestante. Anche ai tempi di Don Orione, le Chiese riformate erano considerate un pericolo, e si cercava di "salvare le popolazioni dal pericolo dei protestanti". Il principio della "sola Scrittura" protestante aveva generato, per reazione, una grande sfiducia verso la lettura della Bibbia da parte dei cattolici. Tuttavia, nella prima metà del XX secolo, iniziò un certo rinnovamento nell'accostamento alla Bibbia, stimolato dall'enciclica “Divino afflante Spiritu” di Pio XII nel 1943 e poi dal Concilio Vaticano II.
In questo contesto, San Luigi Orione si formò e sviluppò il suo ministero pastorale. Nei suoi scritti, si riferiva più frequentemente alla lettura del Vangelo, poiché l'accesso alla Bibbia completa non era facile. Egli invitava a conoscere il Vangelo perché, per suo mezzo, si entrava in comunione con Gesù, affermando: “Il nostro studio supremo deve essere meditare sulla vita di Gesù Cristo.” Don Orione non era un biblista, e il suo avvicinamento al Vangelo non era animato da investigazione erudita, ma dalla convinzione che "la Parola deve illuminare i diversi avvenimenti della storia affinché in essi possiamo sentire la chiamata di Dio".
Lo Studio e la Memorizzazione del Vangelo nella Formazione Orionina
Don Orione stabiliva un itinerario preciso per lo studio a memoria dei Vangeli per i chierici della sua Congregazione, accompagnando le tappe di formazione previe all'ordinazione sacerdotale:
- In terza ginnasiale: il Vangelo di San Marco (quello di San Pietro).
- In quarta ginnasiale: tutto San Matteo.
- In quinta ginnasiale: tutto San Luca.
- In noviziato: tutto il Vangelo di San Giovanni, e la ripetizione degli altri tre.
In questo modo, i quattro Vangeli venivano ripassati e studiati più volte. Inoltre, durante la teologia, si ripassavano i quattro Vangeli e si studiava il libro IV della Imitazione di Cristo.
Don Orione, pur essendo "nemico di ogni forma di pietà meccanica", riteneva la memorizzazione un metodo efficace per interiorizzare e vivere il messaggio evangelico. La memoria, infatti, permette di avere contenuti per la riflessione, alimento per il discorso e criterio per l'azione. L'invito a memorizzare il Vangelo rimane attuale, purché avvenga con comprensione, per conservarne i messaggi nella mente e nel cuore, rendendoli "per uso personale, per uso proprio, che mi appartiene, che faccio mio e quindi mi concerne personalmente".
Per la lettura quotidiana, Don Orione ordinava: “Prima del pranzo e della cena, stando tutti in piedi, si leggano alcuni versicoli del santo Evangelo, non più di dieci, in latino sempre.” Nelle più grandi solennità, si leggeva il passo evangelico che si riferiva al mistero celebrato. L'ordine di lettura del Vangelo suggerito era: San Matteo, San Marco, San Luca, San Giovanni.
La Chiave di Lettura Cristocentrica del Vangelo
Don Orione ricorda che la chiave principale per leggere la Bibbia è Gesù Cristo. La spiritualità di San Luigi Orione si incentra in Gesù Cristo, che è "il centro unificatore... di tutta la vita e specialmente della spiritualità orionina". Per Don Orione, amare Gesù significa vivere in Gesù e per Gesù. Cristo è il centro, la pienezza e l'obiettivo di tutta la Rivelazione, e per il credente è il centro e il criterio ultimo di interpretazione di tutta la Bibbia.

Itinerari Moderni di Lettura del Vangelo
Oggi esistono molti itinerari per leggere e approfondire le Scritture. Un esempio è quello proposto dal Cardinale Martini, che aggiorna l'indicazione di Don Orione, offrendo un cammino di formazione per il cristiano, facilmente rapportabile all'itinerario orionino:
- Marco: il vangelo del catecumeno, essenziale per preparare al Battesimo.
- Matteo: il vangelo del catechista, che introduce nella vita della comunità, della Chiesa.
- Luca: il vangelo del testimone, che prepara il cristiano all'evangelizzazione.
- Giovanni: il vangelo del presbitero, che mostra la sintesi spirituale di un cristiano maturo, capace di assumere la responsabilità di una comunità.
Ogni tappa ha la sua forma di preghiera, di riflessione sulla fede, il suo invito alla conversione e i suoi sacramenti caratteristici.
Il Cardinale Vanhoye suggerisce che per un cristiano è fondamentale "cominciare col Vangelo", approfondendolo nella meditazione, nella preghiera e applicandolo alla propria vita. Tuttavia, il Vangelo stesso rimanda all'Antico Testamento, utile per i testi profetici messianici e per la preghiera attraverso i Salmi (sebbene con la necessaria distinzione per quelli non pienamente conformi allo spirito evangelico).
Tra i Vangeli, Vanhoye osserva:
- Il Vangelo di Marco è "molto vivace" e interessante per i fedeli, ricco di racconti dettagliati dei miracoli.
- Il Vangelo di Matteo offre un "insegnamento più ricco" per essere "riempiti di spirito evangelico".
- Il Vangelo di Giovanni "approfondisce la fede in maniera meravigliosa", richiedendo una meditazione profonda e l'accoglienza con spirito di fede e amore per il Signore.
- Il Vangelo di Luca, definito "il Vangelo del discepolo", si concentra maggiormente sulla relazione del discepolo con Gesù, con i grandi discorsi di Matteo spezzettati e le beatitudini rivolte direttamente ai discepoli ("Beati voi i poveri").
Il Vangelo nella Vita dei Credenti: Testimonianze Personali
Molti credenti trovano in specifici passaggi del Vangelo una risonanza profonda con la propria vita e il proprio cammino spirituale. Alcuni prediligono le parabole, come quella dei talenti, vista come un invito a utilizzare le proprie risorse (materiali e attitudinali) per trarre il meglio dalla vita. Altri sono toccati dal discorso della collina, che esorta a non preoccuparsi per il domani, affidandosi alla Provvidenza divina, come espresso in Matteo 6, 25-34: "Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena."
Il racconto di Zaccheo (Lc 19, 1-10) è un altro brano che ispira gioia e accoglienza inattesa da parte di Gesù, mentre le parole "rimanete nel mio amore" (Gv 15,9) sono un pilastro per chi cerca una connessione profonda con Cristo. Anche passi come "se amate quelli che vi amano quale merito ne avrete?" (Mt 5, 38-48) o "Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date" (Mt 10,8) sono spesso citati come guide fondamentali per l'agire cristiano.
L'episodio del giovane ricco in Marco 10, 17-31 è un momento di svolta per chi si sente chiamato a una sequela radicale, mentre l'invito a non praticare le buone opere "per essere da loro ammirati" (Mt 6, 1-18) sottolinea l'importanza della segretezza e dell'autenticità nella fede. Questi esempi mostrano come il Vangelo, nella sua interezza, offra una ricchezza di spunti per la meditazione e l'orientamento della propria esistenza.
La Forza Trasformatrice del Vangelo
Il Vangelo, in quanto "bella, lieta, gioiosa notizia", è capace di confortare la vita e promettere "solo inizi, inizi buoni". La bellezza del messaggio di Marco risiede nella persona di Gesù, un Dio che "fiorisce sotto il nostro sole". Tuttavia, anche altri "minimi vangeli" fioriscono quotidianamente, come "la bontà delle creature, le qualità di chi mi vive accanto, i sogni coltivati insieme, le memorie da non dimenticare, la bellezza seminata nel mondo che crea ogni comunione".
La "grazia di Dio in verità" (Colossesi 1:6) è lo shock che porta un'anima morta alla vita e la carica che la mantiene viva. Il Vangelo è il carburante che risveglia ed energizza il cuore umano, non semplicemente una "pura verità". La Bibbia invita a "accumulare" con attenzione la Parola nei nostri cuori, memorizzando e meditando su versetti chiave che rivelano la salvezza in Cristo:
- "Eppure egli portava le nostre malattie e si era caricato dei nostri dolori... Ma egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni... e per le sue lividure noi siamo stati guariti." (Isaia 53:4-5)
- "poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù." (Romani 3:23-24)
- "Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch'io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu sepolto e risuscitò a il terzo giorno secondo le Scritture." (1 Corinzi 15:3-4)
- "Ma Dio, che è ricco in misericordia per il suo grande amore con il quale ci ha amati, anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia)." (Efesini 2:4-5)
- "Egli stesso portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, affinché noi, morti al peccato, viviamo per la giustizia; e per le sue lividure siete stati guariti." (1 Pietro 2:24)
Questi passaggi sottolineano che il Vangelo non è solo un messaggio, ma una forza e un'efficacia che "fa quello che dice", trasformando l'anima e portando alla vita.