Per il periodo antecedente al 1866 e anche successivamente, i parroci sono stati i titolari delle registrazioni di battesimi, matrimoni, morti e degli stati d’anime, essendo responsabili della conservazione dei relativi registri parrocchiali o libri canonici.
Questa prassi è stata mantenuta in modo sistematico e ininterrotto dalla seconda metà del Cinquecento, a seguito delle disposizioni del Concilio di Trento, sebbene già in precedenza alcune parrocchie compilassero questi registri. I registri parrocchiali delle circa 25.000 parrocchie italiane, insieme agli stati delle anime compilati dai parroci visitando i propri amministrati casa per casa durante il periodo pasquale, rappresentano tra i documenti più importanti per ricostruire i nuclei familiari del passato.

Come Reperire Informazioni sui Registri Parrocchiali
Recapiti ed altre informazioni sulle parrocchie italiane sono reperibili sul sito della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e sul motore di ricerca “Parrocchie”. Ulteriori informazioni e descrizioni degli archivi storici parrocchiali possono essere consultate su BeWeB - Beni Ecclesiastici in web, una piattaforma sviluppata a cura dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana. In pochi casi è possibile consultare gli atti parrocchiali direttamente presso l’Archivio di Stato competente per territorio.
Progetti di Ricerca e Ricostruzione Archivistica: Il Caso Laterza
Nel contesto della valorizzazione e ricostruzione degli archivi storici, un esempio significativo è il progetto di ricerca “Archivio storico del Capitolo di Laterza”, ideato e diretto da Vitali Marchetti, come testimoniato nel volume Usi civici e “Demanio ecclesiastico” a Laterza: archivi e vertenze, pubblicato dalla Società di Storia Patria per la Puglia (Bari, 2024), con ISBN 978-88-98851-20-1.

L'Archivio del Capitolo di Laterza: Storia e Sfide
Il progetto nasce dalla necessità di affrontare le sfide poste da un inventario settecentesco dell’Archivio storico del Capitolo di Laterza, caratterizzato da 460 voci molto stringate, spesso di lunghezza inferiore a un rigo. Queste voci elencavano “Istrumenti, legati, transazioni, testamenti, acquisti,…” con nomi e indicazioni di beni (case, grotte, terreni, grittaglie, parchi), ma non sempre le contrade e nessun dato cronologico. Per evitare la pubblicazione di un elenco sterile e poco utile, l'obiettivo è integrare queste scarse notizie con eventuali titoli ancora oggi conservati.
Metodologia e Obiettivi del Progetto
Sullo sfondo di questa iniziativa, si pone l’idea di approfondire come metodi e tecnologie digitali innovative possano non solo garantire la conservazione delle antiche fonti tramite la digitalizzazione, ma anche una vera e propria rigenerazione dell'Archivio "non realizzabile fisicamente". L'obiettivo è ricostruire nella dimensione digitale le varie fasi storiche di organizzazione e conservazione archivistica che l'archivio ha vissuto nel corso dei secoli, indipendentemente dall’attuale frammentazione delle carte in sedi di conservazione diverse.
Archivio Storico. Mappa catastale.
Questi stimoli culturali e problemi metodologici hanno dato vita al progetto di ricerca “Archivio storico del Capitolo di Laterza”, che è stato ideato e diretto e subito fatto proprio dalla Società di Storia Patria per la Puglia, tramite il suo presidente prof. Pasquale Corsi, con il parere favorevole della Soprintendenza Archivistica per la Puglia. Il progetto è stato presentato dalla Società alla Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura, partecipando al bando per “Progetti di ricerca scientifica” (D.D. 25 marzo 2015 n. 168) per l’Anno 2021. Dopo una rimodulazione e l'approvazione del progetto, la Convenzione tra la Direzione Generale Archivi e la Società di Storia Patria per la Puglia è stata stipulata il 29 maggio 2022.
Ricostruzione Storica e Integrazione Virtuale Digitale
Il progetto è caratterizzato dal sottotitolo “Ricostruzione storica e integrazione virtuale digitale delle serie archivistiche conservate in archivi diversi” e scaturisce dalla circostanza che l’Archivio del Capitolo di Laterza, nella sua completezza originale, non esiste più. Molti atti e registri sono infatti andati dispersi, alcuni perfino volutamente bruciati perché ritenuti inutili durante l’ultima guerra mondiale. Altri sono conservati - per quanto oggi si sappia - in due archivi principali: l’archivio della chiesa matrice di S. Lorenzo a Laterza e l’archivio della famiglia dell’Aquila.
Questo progetto di ricerca è finalizzato a definire e sperimentare metodi e soluzioni digitali per integrare le carte dei due archivi e ricostruire, così, il fondo originale settecentesco. Sarà possibile, inoltre, ricavare informazioni utili per arricchire le voci dell’antico inventario e restituire loro, dove possibile, anche il dato cronologico. Questa metodologia presenta l’ulteriore vantaggio di poter essere utilizzata anche tra le carte di uno stesso archivio, come nell’archivio dell’Aquila dove sono conservate, in più fondi, carte integrabili tra di loro, in quanto provenienti dal medesimo archivio e appartenenti ad un’unica raccolta originaria di atti.
Contesto Storico e Pubblicazione Finale
Il contesto unificante dal punto di vista storico è l’uso fatto di questi titoli - durante varie fasi di una centenaria vertenza demaniale - per dimostrare come siano pervenuti al Capitolo i suoi tanti beni fondiari e quindi per determinarne la natura demaniale o meno degli stessi. La vertenza fu intentata dal Comune di Laterza dapprima contro il Capitolo e, dopo l’alienazione dell’Asse ecclesiastico, principalmente contro la famiglia dell’Aquila di Laterza; tema del contendere era l’esercizio degli Usi Civici su un preteso “demanio ecclesiastico” sostenuto dal Comune, contro la tesi avversaria della natura allodiale dei beni fondiari capitolari.
Per questi motivi è stato necessario approfondire tutti i vari aspetti, qui appena citati, per avere un corretto inquadramento istituzionale e storico dei soggetti coinvolti, delle fasi della vertenza e delle successive raccolte di atti necessarie per la dimostrazione delle contrapposte tesi nelle sedi giudiziarie. Tutto ciò è confluito nel presente volume, in cui, alle presentazioni del soprintendente archivistico, dott. Marco G. Bascapè, e del presidente della Società di Storia Patria per la Puglia, prof. Pasquale Corsi, fanno seguito i contenuti divisi in tre parti e articolate in 13 capitoli, affidati a cinque autori con specifiche competenze:
- Ferdinando Parente
- Domenico L. Giacovelli
- Carlo dell'Aquila
- Stefania Riso
- Nicola Barbuti
In coda al volume sono presenti gli indici analitici dei fondi archivistici.
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