La provincia di Cosenza è al centro di una riorganizzazione sanitaria che ha portato alla decisione della Regione Calabria di chiudere il punto nascita della Clinica Sacro Cuore a Cosenza. Questa scelta, motivata da ragioni tecnico-politiche volte a riequilibrare l’offerta sanitaria regionale, ha generato un ampio dibattito e accese proteste.

La Decisione Regionale e il Nuovo Assetto Sanitario
La chiusura del punto nascita del Sacro Cuore di Cosenza è stata decisa con il DCA n. 69 del 14 marzo 2024 dalla Regione Calabria. Tale provvedimento mira a destinare i punti nascita provinciali unicamente agli ospedali di Cosenza (Annunziata), Corigliano-Rossano, Cetraro e Castrovillari.
L'obiettivo di questa riorganizzazione è consentire, tra le altre cose, l’apertura del punto nascita di Cetraro e scongiurare la chiusura di quello di Castrovillari, configurandosi come una scelta finalizzata a riequilibrare l’offerta sanitaria regionale.
L'Apertura del Reparto di Urologia: Un Cambio di Rotta per iGreco Ospedali Riuniti
In sostituzione del punto nascita, all’interno del Sacro Cuore di Cosenza, iGreco Ospedali Riuniti ha aperto un nuovo reparto di Urologia. Questo si affianca all'esistente reparto di Ginecologia chirurgica, dove continueranno a essere erogati interventi di isterectomia, isteroscopia e tutti gli interventi chirurgici ginecologici, servizi già noti ai pazienti della provincia.
L'Eccellenza del Reparto di Urologia
L’equipe medica del nuovo reparto di Urologia è composta da professionalità d’eccellenza ed è guidata dal prof. Antonino Inferrera, uno dei più importanti specialisti italiani. Il Prof. Inferrera vanta esperienze presso il Dipartimento di Urologia del Centro Medico-Chirurgico de la Porte de Choisy di Parigi e la Clinica Urologia e Centro Trapianti Renali dell’Università Martin Lutero di Halle/Saale, in Germania.
Nel corso della sua prestigiosa carriera, il Prof. Inferrera ha operato presso la Clinica Urologica del Policlinico Universitario di Messina e l’Unità Operativa di Urologia del Policlinico di Monza. Si è occupato, in particolare, dei protocolli di chemio e immunoprofilassi endovescicale, nonché di chemioterapia sistemica endoarteriosa per la cura delle neoplasie vescicali. Ha, inoltre, collaborato in studi istochimici e immunoistochimici sugli indici di proliferazione cellulare dei carcinomi superficiali della vescica.
Secondo Giancarlo Greco, il nuovo reparto, in sinergia con l’Ospedale Annunziata di Cosenza, "contribuirà a frenare la migrazione sanitaria. Oggi, a Cosenza, è possibile curare patologie importanti". Greco ha aggiunto che i pazienti non dovranno più "fare viaggi della speranza per curare problemi urologici o affrontare interventi chirurgici ginecologici" e che, grazie al nuovo reparto, "si abbatteranno drasticamente le liste d’attesa", con l'impegno di eliminare le liste d'attesa.
Contraddizioni e Rassicurazioni Precedenti
La notizia dell'apertura del reparto di Urologia, diffusa improvvisamente dai canali social del gruppo IGreco Ospedali Riuniti, ha sollevato interrogativi e perplessità riguardo un apparente "cambio di rotta". Molti si sono chiesti come sia possibile questo repentino cambiamento, soprattutto alla luce delle precedenti dichiarazioni della proprietà.
Si ricorda, infatti, che solo un anno prima, Giancarlo Greco aveva annunciato con soddisfazione la mancata chiusura del punto nascita, dichiarando: «Vorrei dare una buona notizia alle future mamme dell’area urbana di Cosenza e del suo immediato retaggio. Il punto nascita Sacro Cuore di Cosenza resterà aperto contrariamente a quanto inizialmente previsto dal riordino della rete ospedaliera». Aveva inoltre sottolineato la disponibilità della clinica a fornire supporto all'Ostetricia e Ginecologia degli ospedali provinciali, spesso in affanno, e aveva evidenziato i "numeri importanti" storicizzati dalla clinica, che avrebbero potuto restare a disposizione delle future mamme.
Oggi, invece, tramite i canali social, la proprietà sostiene il riordino della rete ospedaliera operato dal DCA 69/2014. Questo ha riacceso il dibattito sul perché, dopo le precedenti rassicurazioni, il decreto ministeriale (DCA n. 69 del 14 marzo 2024) non sia mai stato revocato dal Presidente della Regione Calabria. È stata avanzata l'ipotesi che potesse esserci già un accordo per proseguire per qualche mese, per poi procedere comunque alla chiusura.
Reazioni Politiche e Proteste della Cittadinanza
La chiusura del punto nascita Sacro Cuore è rapidamente diventata un caso politico, suscitando forti reazioni e mobilitazioni.
La Condanna del Sindaco Franz Caruso
Il sindaco di Cosenza, Franz Caruso, ha definito la decisione "gravissima", affermando che non assicura "il diritto alla salute ai calabresi". Caruso ha duramente criticato il governatore Occhiuto, sostenendo che "prosegue la sua opera di devastazione dei servizi sanitari a Cosenza e provincia", e ha parlato di un'"operazione a fini elettoralistici e propagandistici".
Il sindaco ha evidenziato come il DCA n. 69 della Regione Calabria "depotenzia ulteriormente l’offerta sanitaria nel cosentino in maniera inopinata ed assurda". Ha inoltre collegato questa decisione ad altri problemi sanitari nel territorio, come la chiusura della Terapia Intensiva Pediatrica e la mancata codificazione del pronto soccorso pediatrico presso l’Annunziata, affermando che la chiusura del Sacro Cuore "provocherà inevitabilmente un forte aumento di carico di lavoro per il reparto di Ostetricia del nostro ospedale cittadino, già in forte affanno".
Caruso ha ricordato che la stessa ASP di Cosenza, già nel 2023, si era prodigata per ottenere la modifica della nuova rete ospedaliera che ipotizzava la chiusura del punto nascita del Sacro Cuore, ritenendo che tale taglio avrebbe comportato licenziamenti e un maggiore carico per l'Ospedale di Cosenza, che sarebbe rimasto l'unico punto nascita attivo in città. Ha concluso che le rimostranze "non sono, evidentemente, servite a nulla tanto che il governatore Occhiuto ha confermato la sua decisione che è essenzialmente politica ed a danno dei cittadini/utenti."
La Mobilitazione delle Madri e delle Associazioni
La notizia ha suscitato grande preoccupazione e indignazione tra le future mamme della provincia. Per il servizio, attivo dal 1958 e che ha contribuito a far nascere oltre 1000 bambini l'anno, si sono mobilitati in tanti, con appelli pubblici e una raccolta firme contro la chiusura.
L'associazione 'Mammachemamme', che da 12 anni sostiene donne e genitorialità, ha definito la scelta "vergognosa e contro la natalità dell'area urbana di Cosenza". Ha sottolineato come la decisione di mantenere aperta solo la ginecologia per interventi chirurgici rischi di sovraccaricare ulteriormente l'Ospedale dell'Annunziata, già alle prese con super lavoro.
Le mamme esprimono sgomento per la chiusura, sentendosi "orfane di una struttura che ha accolto le nostre maternità" e ribadiscono il diritto, sancito anche dall'OMS, di scegliere liberamente il luogo del parto. La preoccupazione è che le future mamme siano costrette a recarsi presso l'Ospedale dell'Annunziata, rischiando di non trovare posto e di doversi spostare in altre località come Paola, Cetraro o Castrovillari, con disagi significativi, soprattutto considerando la chiusura della terapia intensiva pediatrica a Cosenza.
Il gruppo AMA “Parole In Contatto”, parte dell’associazione “MammacheMamme” e presieduto dalla dott.ssa Cecilia Gioia, ha espresso con forza e determinazione la difesa del diritto di scelta. Il gruppo, che si occupa di lutto perinatale, ha raccolto la testimonianza di Valentina, mamma di un bambino nato in silenzio nel reparto di ostetricia della clinica il 7 ottobre 2021. Valentina ha descritto l'assistenza ricevuta al Sacro Cuore in periodo Covid come eccezionale, affermando: “Nonostante il grande dolore per la perdita di mio figlio, mi sono sempre reputata una persona fortunata in quanto, sia durante la mia degenza in clinica, che la mattina del parto, sono stata accudita, confortata e seguita con grande cura e amore dal mio medico dott. [omissis]. Quella mattina del 7 ottobre 2021 le ostetriche piangevano insieme a me per la perdita del mio bambino.” Valentina è una delle tante madri incredule davanti a questa decisione.
Le iniziative a sostegno della clinica Sacro Cuore sono state numerose e hanno portato all'organizzazione di un sit-in pacifico di fronte alla Clinica Sacro Cuore di Cosenza per dare voce all'indignazione.

La Posizione della Clinica e gli Sviluppi Ministeriali
In una comunicazione ufficiale, la clinica Sacro Cuore ha espresso il proprio "enorme stupore" per la diffusione di notizie riguardo una presunta "imminente chiusura del punto nascita... a Cosenza" nel gennaio 2024. La clinica ha dichiarato che tale notizia è "destituita di qualsiasi fondamento" e sta creando "forte preoccupazione ed allarmismo tra le pazienti e fra tutto il personale dipendente".
La clinica ha sottolineato che la notizia è stata estrapolata da una proposta (bozza) di nuova rete ospedaliera ancora al vaglio dei tavoli ministeriali e oggetto di ulteriori concertazioni e possibili impugnative, arrecando "un gravissimo danno". Ha precisato di dover "immotivatamente giustificare una notizia palesemente falsa e non veritiera", in particolare riguardo alla "fantasiosa e falsa data di chiusura (gennaio 2024) non prevista e non indicata in nessun atto!".
Tuttavia, è stato confermato che la notizia contenuta nel DCA 198, secondo cui per il "Sacro Cuore" sono previsti solo posti letto di Ginecologia, è "al vaglio del Ministero". Questo indica che il piano di riorganizzazione regionale, che esclude il punto nascita, è effettivamente in discussione a livello superiore, alimentando le preoccupazioni nonostante la smentita di una chiusura "imminente" o di una data specifica.
Si ricorda che la Sede Operativa Sacro Cuore ospita le Unità Operative di Ginecologia, Oculistica e Urologia ed è accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per diversi posti letto in regime ordinario e day-surgery per queste specialità. Viene specificato che i bambini sotto i 12 anni non possono accedere ai reparti.
Il Contesto Storico e l'Impatto sul Territorio
La clinica Sacro Cuore di Cosenza è stata uno storico punto di riferimento per le famiglie che hanno scelto l'alternativa della sanità privata, con un'area materno-infantile accreditata con il Sistema sanitario nazionale, e ha visto molte donne provenienti da tutto il Cosentino scegliere questa struttura attiva dal 1958 per partorire.
La riorganizzazione della rete ospedaliera voluta dal governatore Occhiuto, che non prevederebbe più questo servizio, viene definita una "follia" che non punta ad ampliare i servizi e l'assistenza alla nascita. Ci si chiede come farà la sola Annunziata a gestire l'incremento del carico neonatale senza il supporto del Sacro Cuore, considerando anche le difficoltà di raggiungere altri punti nascita come Cetraro per i residenti di località come Montalto o Rogliano.
Le associazioni e i cittadini lanciano un accorato appello al commissario e presidente Occhiuto, affinché "metta ordine a questo scempio", ricordandogli l'importanza storica del punto nascita Sacro Cuore per Cosenza. Si fa appello anche al sindaco di Cosenza Franz Caruso affinché difenda le partorienti e le future mamme della sua città, e si esorta tutte le donne dell'area urbana a farsi sentire.