Chiesa Parrocchiale di San Sperate: Storia, Architettura e Culto

La Chiesa parrocchiale di San Sperate, situata in Via XI Febbraio, è dedicata al martire eponimo che ha dato il nome al paese. Il legame tra il comune di San Sperate e il suo patrono è a dir poco ferreo, tanto da condividerne anche il nome, rendendo la chiesa un punto di riferimento per tutta la cittadinanza.

Foto della facciata della Chiesa Parrocchiale di San Sperate

Origini e Fondazione

La chiesa parrocchiale, intitolata al martire eponimo, venne edificata nel 1649, ma insiste su una precedente costruzione di epoca tardo antica, un'ecclesia paleocristiana, realizzata tra il IV e il VI secolo. In essa erano presenti tombe pagane e cristiane, tra le quali, con molta probabilità, era compresa la memoria in onore delle reliquie del martire scillitano Sperate, posta, secondo la tradizione, a sinistra dell’attuale altare maggiore.

La chiesa sorge infatti sul luogo in cui, nel 1616, vennero ritrovate le presunte reliquie del santo Speratus, decapitato in Africa nel 180 d.C. Il 2 maggio del 1616 l’arcivescovo Esquivel riesumò le reliquie, e così ebbe inizio la costruzione della Chiesa, la quale risale alla metà del Seicento.

Il Martire San Sperate e le Sue Reliquie

Esistono due versioni riguardanti la storia del martire Sperato. La più accreditata, supportata dagli atti proconsolari, vuole che si trattasse di un martire di Scillum, martirizzato in Africa il 17 luglio del 180 d.C. Le sue reliquie, nel VI secolo, sarebbero state portate nell’antica Civitas Valeria (l'attuale San Sperate) affinché non venissero profanate dai Vandali.

Un’altra tradizione, priva però di fonti sicure, parla di un martire sardo, Sperate, che sarebbe nato nell'omonimo paese. Per la tradizione popolare, egli fu un capitano dell’esercito imperiale di Diocleziano, impegnato nella difesa del paganesimo durante una delle ultime e più terribili persecuzioni contro i cristiani. Convertitosi al Cristianesimo, Sperate venne chiuso in carcere, sottoposto alle più atroci torture e infine decapitato.

Lungo la navata, la prima cappella a destra è dedicata a Santa Prisca, le cui spoglie vennero rinvenute insieme a quelle di San Sperate. Entrambi sono infatti patroni del paese.

Architettura Esterna e Campanile

L’edificio, realizzato in stile gotico - aragonese, presenta una facciata a terminale piatto merlato, su cui si apre un portale quadrangolare con cornice e finestra a sesto ribassato. La facciata squadrata in pietra si fa notare per il portone ligneo e il finestrone in alto.

All’esterno svetta l’imponente torre campanaria, anch'essa in stile aragonese, la cui sommità venne modificata in epoca moderna con la rimozione della piccola cupola sovrastante. Le campane originali del periodo seicentesco vennero purtroppo fuse e riutilizzate, con la campana del Settecento rifusa nel 1958.

Foto della torre campanaria della Chiesa di San Sperate

Struttura Interna e Cappelle

La pianta della chiesa è a navata unica con due cappelle laterali per parte, uno schema abbastanza diffuso in Sardegna già dal Cinquecento. Essa presenta una sola navata con due cappelle per lato e pavimenti in marmo. Le varie parti della Chiesa presentano peraltro volte di diversa altezza: maggiore quella della navata centrale, più bassa quella del Presbiterio e ancora minore quelle delle cappelle.

Agli inizi dell’Ottocento venne sistemata la zona del Presbiterio con l’altare maggiore e la balaustrata in marmi policromi. Accanto all’altare, una scala conduce alla tomba del Santo.

Le Cappelle Laterali

  • Alla destra della navata si trovano la cappella dedicata a Santa Prisca, con volta a botte e medaglione della Santa sul paliotto di marmo, e quella intitolata alla Vergine del Rosario, con arco a sesto acuto e volta a crociera.
  • Alla sinistra della navata si trovano la cappella del Sacro Cuore, dove è conservato un pregevole altare di marmo con l’effigie di San Sperate, e quella del SS. Crocifisso, con arco a tutto sesto e volta a crociera con gemma al centro.

Da segnalare inoltre la presenza di un antico fonte battesimale recante, nella parte centrale, un bassorilievo con San Giovanni Battista nell’atto di battezzare Gesù.

Interno della navata della Chiesa Parrocchiale di San Sperate

Interventi e Restauri

La chiesa ha subito vari rifacimenti nel corso dei secoli, presentando elementi artistico-decorativi di vari periodi e stili anche al suo interno. L’ultimo intervento significativo in ordine di tempo si è concluso a luglio 2018.

Questi lavori, resi necessari dal crollo improvviso di intonaco e calcinaci dalla copertura dell’aula centrale, hanno interessato in particolar modo il tetto della navata. La navata, che in origine aveva una volta a botte realizzata in legno e archi in stile gotico-aragonese, è stata interamente ripristinata nella sua veste originaria in legno, prima di essere modificata nel 1936 con una volta a botte in cemento armato.

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