Il ritrovamento del cavallo di Civita Giuliana: un'eccezionale scoperta a Pompei

Nella zona di Civita Giuliana, situata a circa 700 metri a nord-ovest delle mura dell'antica Pompei, è stata portata alla luce una straordinaria testimonianza del passato: una villa suburbana che ha restituito resti equini di rara importanza. La scoperta è avvenuta nel corso di una campagna di scavo di emergenza, avviata in sinergia tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata per contrastare il fenomeno degli scavi clandestini che per decenni avevano depredato l'area.

Mappa schematica dell'area di Civita Giuliana con l'indicazione della villa suburbana

La Villa Suburbana e il contesto archeologico

L'edificio si presenta come una residenza prestigiosa, dotata di ambienti affrescati, lussuose terrazze affacciate sul golfo di Napoli e un efficiente quartiere di servizio con magazzini per l'olio e il vino. Lo scavo stratigrafico ha rivelato una struttura a pianta rettangolare con muri in opus reticulatum, dove la presenza del flusso piroclastico (il cosiddetto "tuono") ha permesso di conservare le impronte di arredi in materiale deperibile, tra cui un letto e una stalla.

La stalla e il ritrovamento del cavallo

All'interno dell'ambiente adibito a stalla, gli archeologi hanno rinvenuto i resti di due equidi. Uno di essi è stato trovato integro, poggiato sul fianco sinistro. Grazie alla tecnica dei calchi, ideata da Giuseppe Fiorelli nell'800, è stato possibile ottenere la sagoma perfetta dell'animale, che appariva bardato con morso e briglie in ferro, arricchite da elementi decorativi in bronzo applicati sul cuoio.

Foto del calco in gesso del cavallo rinvenuto a Civita Giuliana

Analisi scientifica e caratteristiche dell'animale

Il cavallo, un individuo adulto con una buona ossificazione scheletrica, mostrava un'altezza al garrese di circa 150 cm. Tali dimensioni, considerate notevoli per l'epoca, suggeriscono che si trattasse di un esemplare di "razza più nobile", come descritto da Columella nel De Re Rustica. Questi animali non erano solo mezzi di trasporto, ma veri e propri indicatori dello status sociale del proprietario, un alto magistrato o un comandante militare.

  • Altezza al garrese: circa 150 cm.
  • Equipaggiamento: finimenti in ferro con borchie in bronzo.
  • Stato: adulto, accuratamente selezionato.

Pompei: la tecnica dei calchi in gesso per "ricostruire" oggetti e mobili antichi

Oltre il 79 d.C.: la tomba di epoca imperiale

Le indagini hanno evidenziato che la villa fu rioccupata dopo l'eruzione del Vesuvio. Sopra lo strato di lapilli è stata rinvenuta una sepoltura a cassa di tegole, risalente a un periodo successivo al 79 d.C. L'individuo, un uomo di circa 40-55 anni e di statura superiore alla media, suggerisce che l'area sia stata oggetto di attività agricole anche dopo la catastrofe.

Progetti futuri: il restauro e la valorizzazione

Oltre alle nuove scoperte, il Parco Archeologico è impegnato nella valorizzazione di resti rinvenuti storicamente, come lo scheletro di un cavallo scoperto da Amedeo Maiuri nel 1938. Il progetto prevede:

  1. Rilievo laser scanner per la creazione di un modello 3D.
  2. Restauro, pulizia e consolidamento delle ossa in laboratorio.
  3. Allestimento in situ accessibile con supporti in braille per ipovedenti.

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