Abbazie: Storia, Caratteristiche e Resilienza ai Terremoti

Le abbazie, con la loro storia millenaria e la loro imponente architettura, rappresentano non solo luoghi di culto e spiritualità, ma anche straordinarie testimonianze della capacità umana di costruire opere durature e resistenti. La loro resilienza di fronte a eventi naturali come i terremoti è un aspetto affascinante che merita di essere approfondito.

L'Abbazia di San Salvatore a Montecorona: Un Millennio di Resilienza

A Montecorona (Perugia), l'Abbazia di San Salvatore è un esempio emblematico di struttura che ha resistito ai secoli e ai sismi. In mille anni di storia, l'abbazia non è mai stata distrutta da alcun terremoto, nemmeno da quelli più recenti. Questo dato è sottolineato anche dalle parole di Don Renzo Piccioni Pignani, parroco di Montecorona da oltre cinquant'anni, che ha vissuto personalmente numerosi eventi sismici senza che l'abbazia subisse danni rilevanti, se non la caduta di piccole parti di intonaco.

Foto aerea dell'Abbazia di San Salvatore a Montecorona

L'Abbazia di Nonantola: Ferite e Rinascita

L'Abbazia di Nonantola (Modena), fondata nel 752 da Anselmo, cognato di Astolfo, re dei Longobardi, è un altro gioiello architettonico che ha attraversato secoli di storia. Carlo Magno la elevò a caposaldo del suo impero, e tra l'XI e il XII secolo fu un centro di potere sotto Matilde di Canossa.

Storia e Architettura

Semidistrutta da un terremoto nel 1117, l'abbazia venne ricostruita in stile romanico. Un secolo dopo, nel 2012, il sisma che ha colpito l'Emilia l'ha ferita nuovamente, costringendone la chiusura. Tuttavia, grazie a molti mesi di intenso lavoro e un investimento complessivo di almeno un milione e mezzo di euro, l'abbazia è tornata a vivere.

Dettaglio della facciata romanica dell'Abbazia di Nonantola

I Lavori di Ripristino Post-Sisma

Gli interventi di ripristino post-sisma sono stati progettati e diretti dall'ingegner Augusto Gambuzzi, affiancato per la parte architettonica dall'architetto Vincenzo Vandelli dello studio Progettisti Associati di Sassuolo. Il cantiere è stato affidato alla ditta CandiniArte di Castelfranco Emilia, mentre il restauro di una parte delle opere d'arte è stato realizzato dalla ditta Ripresa Restauri di Modena. Il restauro delle superfici murarie, del protiro e del pavimento è stato eseguito dalla ditta CandiniArte su progetto dell'architetto Vandelli. Il nuovo impianto di illuminazione interno è stato progettato e coordinato dall'architetto. I lavori sono stati promossi e coordinati, per l'Arcidiocesi di Modena-Nonantola, dall'Ufficio Ricostruzione post-sisma (per la parte strutturale) e dall'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici (per i restauri delle parti decorative e delle opere d'arte). Il primo intervento ha interessato la copertura, consistendo nella sostituzione degli elementi ammalorati, nel collegamento delle capriate lignee alla muratura, nella realizzazione di un doppio assito sulle falde e nella ricostruzione del manto di copertura. Successivamente, si è proceduto al consolidamento delle murature perimetrali e di facciata con l'adozione di tecniche innovative preventivamente sondate e saggiate.

La Riapertura e l'Anno Santo Giubilare

Domenica 16 settembre è stata riaperta al culto la basilica abbaziale di Nonantola, concattedrale dell'arcidiocesi di Modena-Nonantola. L'evento, atteso non solo dalla comunità nonantolana ma dall'intera chiesa locale, ha avuto come filo conduttore la parola "pietre". Un importante momento per la comunità e per tutti i pellegrini e turisti che da sempre visitano una delle più antiche e belle abbazie al mondo. A suggello dell'evento, il Vaticano ha concesso che possa tenersi a Nonantola un Anno Santo straordinario: l'arcivescovo monsignor Erio Castellucci ha aperto la Porta Santa della basilica, che rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2019. L'Anno Santo Giubilare è stato concesso da Papa Francesco. L'arcivescovo, nella sua omelia, ha ricordato che "l'abbazia è segno di vita e di luce proprio il contrario del deserto e della notte; perché in essa e attorno ad essa si è sviluppata la vita religiosa e civile di Nonantola".

Tesori Nascosti e Misteri

L'abbazia di Nonantola è stata un insigne centro culturale e politico, dove fiorì un importante scriptorium che realizzò codici di valore inestimabile. Al suo interno sono sepolti due Papi, San Silvestro e Adriano III. Tra le reliquie, la più preziosa è quella della Santa Croce. I lavori di restauro hanno rivelato aspetti nascosti, come il perimetro dell'originaria abbazia, ben più piccola dell'attuale. Le colonne della cripta sono 64, quasi una foresta, a cui si aggiungono le otto portanti e l'altare, in totale 73, come i libri della Bibbia e i capitoli della Regola di San Benedetto. Una curiosità tra le formelle del portale racconta l'infanzia di Cristo: nella scena della Natività, Gesù Bambino è affiancato dall'asino e dal bue, una raffigurazione scolpita quasi cento anni prima che San Francesco creasse il presepio di Greccio.

L'Abbazia di Sant'Eutizio: Un Patrimonio in Ricostruzione

L'Abbazia di Sant'Eutizio sorge su un'imponente balza di travertino in località Piedivalle, nel Comune di Preci, nel cuore della Valnerina perugina. Questo complesso monastico, uno dei più importanti e antichi dell'Umbria, è in fase di ricostruzione dopo essere stato distrutto dai terremoti del 2016.

Storia e Origini

La fondazione dell'Abbazia di S. Eutizio è stata fatta risalire tra il V e il VI secolo, quando alcune zone appenniniche e preappenniniche dell'Umbria furono occupate dai monaci siriani. Già nell'anno 1000, l'Abbazia, ormai diventata benedettina, costituiva un centro nevralgico per l'economia e la politica del territorio, arrivando a possedere terreni e pievi in molte zone dell'Umbria, dell'Abruzzo, della Sabina e delle Marche. Risalgono al XIII secolo gli interventi di ristrutturazione che le diedero l'aspetto che si poteva ammirare fino al 2016, compresa la realizzazione del magnifico rosone romanico della facciata.

La Scuola Chirurgica Preciana

Nel Medioevo, i monaci di S. Eutizio divennero molto conosciuti grazie all'antica arte della chirurgia, tramandata dai monaci siriani ai Benedettini. La Scuola Chirurgica Preciana divenne famosa in tutto il mondo a partire dal XIII secolo, quando il Concilio Lateranense vietò ai monaci di praticare questa disciplina, ed essi trasferirono le loro conoscenze agli abitanti di Preci, già molto abili per la loro specializzazione nel taglio e nella lavorazione della carne suina.

Il Crollo e la Ricostruzione

Le scosse dell'agosto 2016 danneggiarono gravemente il cimitero e il campanile. Il successivo sisma di ottobre completò l'opera, facendo rovinosamente crollare lo sperone di roccia, con annesso il campanile e una parte del cimitero, sopra la chiesa, distruggendola quasi completamente. Nel 2021 sono iniziati i lavori di ricostruzione, portati avanti da CESA conservazione beni culturali e Tecnostrade S.r.l. La ricostruzione dell'imponente edificio, dichiarato monumento nazionale, è finanziata dallo Stato Italiano, con il supporto di fondi privati. Molte delle macerie sono state rimosse, ma non quelle della rupe dove si trovava il cimitero e che è franata addosso alla facciata dell'abbazia. Un sopralluogo ha interessato la navata e la cripta, oltre a una piccola parte della zona esterna. All'interno sono in corso le opere di messa in sicurezza, con i tecnici privati che hanno spiegato come l'intervento di ricostruzione dell'abbazia di Sant'Eutizio potrebbe essere completato in soli 2 anni.

Foto dell'Abbazia di Sant'Eutizio dopo il crollo e durante i lavori di ricostruzione

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