Il Santuario di Nostra Signora di Lampedusa è un importante luogo di culto cattolico situato nel comune di Castellaro, in provincia di Imperia. Immerso nella quiete della collina a circa 370 metri sul livello del mare, questo tempio rappresenta non solo un punto di riferimento spirituale, ma anche il fulcro di una leggenda secolare che lega indissolubilmente il Ponente Ligure all'isola siciliana di Lampedusa.

Le origini leggendarie: la vicenda di Andrea Anfossi
La nascita del santuario è profondamente legata alla figura di un abitante del borgo di Castellaro, Andrea Anfossi, soprannominato "Gagliardo". Nel XVI secolo, durante un assalto di pirati turchi al paese, l'uomo fu fatto prigioniero e condotto in schiavitù su una nave turca.
Le rotte dei pirati Barbareschi erano una piaga costante dell'epoca, spesso tollerate o persino incoraggiate dagli stati europei tramite le "lettere di corsa" per contrastare il commercio dei rivali. Dopo un tempo imprecisato, la nave approdò sull'isola di Lampedusa. Qui, mentre era intento a cercare legname nei boschi per ordine dei suoi carcerieri, l'Anfossi avrebbe assistito a un prodigio: in una grotta, avvolta in una grande luce, rinvenne una tela raffigurante la Vergine Maria con il Bambino.
Colto da un moto di fede e speranza, Andrea decise di tentare la fuga. Ricavò una rudimentale imbarcazione da un tronco d'albero e utilizzò il quadro ritrovato come una vela di fortuna. Secondo la tradizione, la traversata miracolosa si concluse con lo sbarco sulle coste liguri, nei pressi di Arma di Taggia, da dove l'uomo fece ritorno a Castellaro.
La costruzione del Santuario
Ritornato in patria nel 1602, l'Anfossi esortò i compaesani a erigere un luogo di culto in ringraziamento per il prodigio ricevuto. I lavori per l'edificazione del santuario, situato in località "Costaventosa", terminarono nel 1619. La devozione crebbe rapidamente nel corso dei secoli, tanto che nel 1714 un notaio di Taggia redasse un atto ufficiale riguardante la venerazione verso la Madonna di Lampedusa, testimoniando come il culto fosse ormai radicato in tutto il Ponente Ligure.

Descrizione architettonica e artistica
Il complesso si distingue per una peculiare struttura a pianta circolare. L'interno è organizzato in modo armonioso:
- Altare maggiore: ospita l'ancona in marmo che custodisce la celebre tela raffigurante la Madonna col Bambino e Santa Caterina d'Alessandria.
- Altari laterali: due strutture che arricchiscono il percorso devozionale.
- Statue marmoree: negli angoli della chiesa trovano spazio quattro statue raffiguranti i santi Anna, Gioacchino, Giuseppe e Giovanni Evangelista.
L'adiacente campanile e l'antistante porticato, elementi distintivi del profilo esterno, sono stati aggiunti solo nel corso del XIX secolo.
Il santuario oggi: devozione e natura
Ancora oggi, il santuario è una meta di frequente pellegrinaggio. Il luogo è investito della possibilità di ricevere l'Indulgenza Plenaria, richiamando fedeli da ogni dove. La testimonianza della fede popolare è ben visibile nei numerosi ex voto situati nel transetto, che raccontano storie di grazie ricevute.
Davanti all'edificio sacro sorge un imponente Leccio di 400 anni, con una circonferenza del tronco di circa 4 metri. Questa quercia sempreverde, simbolo di longevità, domina il piazzale antistante, offrendo un legame tangibile con la natura mediterranea che circonda il sito.