Nulla più dei luoghi di culto sparsi per la Penisola sa raccontare i passaggi storici, artistici e culturali che l’Italia ha conosciuto negli ultimi duemila anni. La Romagna, in particolare, custodisce un patrimonio sacro di inestimabile valore, dove la spiritualità si fonde con paesaggi mozzafiato e tradizioni millenarie. Dalle antiche abbazie ai santuari miracolosi, la regione offre un viaggio profondo tra fede, arte e natura.
I Cammini Spirituali e la Natura Contemplativa
La Romagna è attraversata da numerosi cammini spirituali che invitano alla riflessione e alla scoperta. Questi percorsi, più che semplici sentieri, sono viaggi culturali, naturalistici e spirituali da intraprendere e perseguire con consapevolezza. I cammini spirituali in Emilia-Romagna sono molti: da Piacenza a Rimini è possibile percorrere ben 21 antiche vie di pellegrinaggio che invitano a un turismo lento e appassionato.
La Via Romea Germanica e le Foreste Sacre
La regione vanta quasi 2.000 km di cammini attraverso gli Appennini, come la Via Romea Germanica, percorsa nel Medioevo da migliaia di pellegrini, e i sentieri delle Foreste Sacre che conducono fino ai santuari di Camaldoli e de La Verna.
Il Cammino di San Vicinio
Devozione, ricerca di senso e guarigione sono gli elementi che caratterizzano il Cammino di San Vicinio. Esso parte da Sarsina, in particolare dalla Basilica dove è conservata la miracolosa catena appartenuta al santo e che la tradizione vuole Vinicio indossasse, legata a una pietra, quando si trovava in preghiera. Il cammino si snoda per 300 km lungo l’Appennino tra Romagna e Toscana, attraverso 14 tappe immerse nella natura e lontane da ogni rumore.
La Valle del Savio: Luoghi di Pace
Nella Valle del Savio, il tempo sembra fermarsi, ogni suono è attutito e rintocca dolcemente come una musica zen. Qui è possibile allentare le tensioni, abbandonare le preoccupazioni e riempire lo spirito con la pace e il silenzio di questa terra di contemplazione.
- Il Santuario di Santa Maria Assunta, dove avvennero miracoli, è un importante luogo di fede.
- Il Santuario di Corzano custodisce la Madonna che, secondo la credenza, nel 1835 pose fine a un terremoto.
L'Eremo di Sant’Alberico a Verghereto
Verghereto è la località dove, grazie alla maestà e alla meraviglia della natura, lo spirito può trovare il più grande senso di pace e di serenità tra i paesaggi fiabeschi della Valle. Nel cuore della natura incontaminata, l’Eremo di Sant’Alberico è un luogo che non lascia nessuno uguale a prima di essere arrivato. La sua collocazione, a oltre 1.000 metri di altitudine, a metà strada fra il paese di Balze e il monastero delle Celle, in una profonda gola ai piedi dei Monti Aquilone, delle Celle e dell’Ocri, permette di vivere un’esperienza di silenzio e riflessione immersi in una natura incontaminata, affidandosi alla fatica e godendosi ciò che Madre Natura e l'uomo hanno saputo realizzare nel corso dei millenni.

Cesena e il Suo Patrimonio Sacro
Cesena, amata per i suoi tesori artistici, è nota anche per l’antichissima Abbazia benedettina di Santa Maria del Monte. Provato da incendi, battaglie e terremoti, il santuario ha resistito nel corso dei secoli a tutte le prove e dall’alto della sua posizione sembra voler proteggere l’intera città. A Cesena è possibile scoprire altri luoghi sacri, come la Cattedrale di San Giovanni Battista e la Chiesa della SS. Annunziata (o Santissima).
Tesori Nascosti tra Mercato Saraceno e Sarsina
Nei dintorni di Mercato Saraceno, si possono raggiungere in poco tempo due luoghi che sorprendono per la loro carica di spiritualità e fanno vibrare lo spirito:
- La Pieve di Montesorbo, collocata su una strada panoramica, fu meta e ristoro dei pellegrini diretti a Roma.
- La Pieve dei Santi Cosma e Damiano, la più antica chiesa del territorio, conserva rari affreschi.
Un Itinerario nella Romagna Forlivese
Forlì: La Basilica di San Pellegrino Laziosi
Il viaggio ha inizio tra le antiche mura di Forlì, città dalle nobili tradizioni e dal passato illustre, precisamente dalla Chiesa di Santa Maria dei Servi, rinomata come la Basilica di San Pellegrino Laziosi. Vissuto nel XIV secolo, San Pellegrino è celebre per un miracolo di guarigione. Colpito da cancrena alla gamba a causa della sua penitenza di non sedersi mai, rischiò l'amputazione. La notte prima dell'intervento, pregando davanti a un Crocifisso (l’opera, realizzata dall’artista Giuliano da Rimini, si trova all’interno della chiesa), ebbe un febbrile sogno in cui Cristo guariva la sua ferita. Al risveglio, si accorse di essere stato miracolosamente salvato. Ancora in vita, divenne noto come Santo Guaritore. Per questo motivo, è considerato il patrono degli ammalati di tumore e di coloro che soffrono di dolori cronici ai piedi e alle gambe.
La chiesa di Santa Maria dei Servi, costruita nel XII secolo, ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli, fino ad assumere la sua forma attuale nel XVIII secolo. La facciata, realizzata in cotto e caratterizzata da sobria semplicità, crea un contrasto affascinante con l'interno, risalente al Seicento. Sulla destra della chiesa si trova la suggestiva cappella dedicata a San Pellegrino, la cui progettazione è attribuita al celebre architetto Giuseppe Merenda. Di particolare interesse sono le reliquie del Santo, custodite dietro l'altare, e il dipinto "Cristo crocifisso che risana la gamba a San Pellegrino", un capolavoro di Simone Cantarini su disegno di Guido Reni. Ogni anno, il 1° maggio, in occasione della festa del Santo, ha luogo la tradizionale Festa dei Cedri, che tradizione vuole venissero utilizzati da Pellegrino Laziosi per le loro presunte proprietà curative.

Dovadola: Benedetta Bianchi Porro e l'Abbazia di Sant’Andrea
Il viaggio spirituale continua verso Dovadola. Usciti dal centro di Forlì, si prosegue in macchina verso sud-ovest prendendo la SP 56 (Via del Partigiano) e successivamente la SS 67 (via G. Mengozzi) per circa 16 km.
Dovadola è il luogo di nascita di Benedetta Bianchi Porro, proclamata beata da Papa Francesco nel 2019 per la fede inossidabile mostrata in vita nonostante le numerose sofferenze. Benedetta, dopo aver superato gravi malattie durante l'infanzia, fu colpita da una malattia degenerativa che la rese paralizzata, sorda e cieca quando era ancora adolescente. Tuttavia, il suo amore per Dio e la sua gratitudine rimasero intatti. Oggi è conosciuta per i suoi miracoli ed è stata nominata co-patrona di Dovadola dal 2022. Nell’Abbazia di Sant’Andrea, situata alle porte del paese (in via Benedetta Bianchi Porro), dal 1969 sono custodite le spoglie di Benedetta.
Galeata: Abbazia di Sant’Ellero e Chiesa di Santa Maria dei Miracoli
Dall'Abbazia di Sant'Andrea di Dovadola, si imbocca la SS 67 e si procede per 8 km fino a Rocca San Casciano. Da qui, si segue la SP 23 per circa 11 km fino a Strada San Zeno, dove si gira a destra e si prosegue sulla SP 24 per circa 6 km fino ad arrivare a Galeata.
Giunti in prossimità del centro storico, lungo via Papa Giovanni XXIII, si trova l’ingresso del suggestivo sentiero delle Cellette. Questo percorso, fiancheggiato da quattordici edicole in arenaria che ripercorrono le tappe della Via Crucis, conduce in circa 40 minuti a piedi alla Chiesa Abbaziale di Sant’Ellero, luogo di grande influenza politica e spirituale nel corso di secoli sulla valle del Bidente. L'abbazia di Sant’Ellero è raggiungibile anche in auto tramite una strada asfaltata di circa tre chilometri che la collega con Galeata. All'interno della cripta si trova il sarcofago del Santo, dietro il quale si apre una piccola cella dove si pensa si ritirasse a pregare. Il soffitto a volta presenta un’ampia fessura intagliata nella roccia, dove tradizionalmente i fedeli appoggiano il capo per ricevere la benedizione del Santo e prevenire il mal di testa. Sant’Ellero, patrono di Galeata, viene festeggiato il 15 maggio.
Una volta tornati a Galeata, si segue la SP 4 per circa 2 km fino a Borgo Pianetto, dove si può visitare la suggestiva Chiesa di Santa Maria dei Miracoli. La chiesa fu costruita nel 1497 dopo un evento miracoloso: secondo la tradizione, un'immagine della Madonna fu vista piangere e versare gocce bianche simili al latte. Oggi, questa immagine è conservata sotto un piccolo tempio al centro della navata, ricordando il luogo reale del miracolo e conferendo alla chiesa uno spazio interno molto particolare. Ogni anno, l'8 settembre, l'immagine sacra viene portata in processione lungo il borgo. L'edificio, in stile rinascimentale, è decorato lungo le pareti laterali con diversi altari che ospitano dipinti notevoli, tra cui "La Visitazione" di Giovanni Stradano, una Deposizione attribuita alla scuola vasariana, un affresco raffigurante l'Annunciazione e i Santi e una tela di Matteo Confortini che rappresenta l'Assunzione della Vergine. Si consiglia una visita nell'adiacente Museo Civico "Mons. Domenico Mambrini" di Pianetto, che conserva preziosi reperti scultorei provenienti dall’Abbazia di Sant’Ellero, tra cui il suggestivo rilievo raffigurante l'incontro tra il Santo e Teoderico.
Santa Sofia: Il Santuario della Madonna degli Occhi
Tra i luoghi intrisi di mistero e fascino del territorio forlivese vi è senza dubbio il Santuario della Madonna degli Occhi, in località Collina di Pondo, nelle vicinanze di Santa Sofia, a 300 metri sul livello del mare. Dalla località di Pianetto, si prende nuovamente la SP4 in direzione di Santa Sofia per circa 5 km. Una volta arrivati a Santa Sofia, si devia sulla SP 77 e dopo 1,5 km si gira a sinistra sulla Strada Consorziale Saviana, proseguendo per altri 3 km.
Centinaia di anni fa, il luogo dove ora sorge il santuario, era attraversato da un sentiero frequentato dai pellegrini in viaggio verso Roma. Si racconta che qui la Madonna sia apparsa a una giovane pastorella sorda e cieca, che miracolosamente recuperò la vista e l'udito. Ancora oggi, la fede nelle proprietà miracolose della vicina sorgente, specialmente per problemi agli occhi e alla vista, attrae numerosi fedeli. Il Santuario si presenta esternamente semplice e austero, mentre all'interno è decorato con dipinti colorati e sfarzosi. Al centro si trova una rappresentazione della Madonna con una corona in testa, oggetto di venerazione per i numerosi pellegrini che lo visitano.

I Luoghi Sacri del Riminese e della Valmarecchia
Rimini: Tempio Malatestiano e Tempietto di Sant’Antonio
A Rimini, due importanti edifici sacri meritano una visita:
- Il Tempio Malatestiano è un capolavoro rinascimentale.
- Il Tempietto di Sant’Antonio è stato edificato in ricordo del miracolo che, nel XIII secolo, si narra sia avvenuto per intercessione di Sant'Antonio da Padova in piazza Tre Martiri.
Villa Verucchio: Il Convento di Santa Croce
Il Convento di Santa Croce a Villa Verucchio è considerato il più antico luogo francescano dell’Emilia-Romagna. Nel maggio del 1213 Francesco d’Assisi con alcuni compagni si recava a piedi da Rimini a S. Leo, dove ebbe in dono il monte della Verna. Arrivato in un luogo boscoso, nei pressi di Verucchio, si fermò proprio dove ora sorge la cappella a lui dedicata. La tradizione afferma che Francesco avrebbe piantato nel terreno il “bordone” che lo aveva sostenuto lungo il cammino, dando vita al monumentale cipresso custodito all’interno di un chiostro che invita al silenzio e alla riflessione.
San Leo: Borgo, Chiesa e Convento di Sant’Igne
La Chiesa e il Convento di Sant’Igne a San Leo non sono solo un luogo di pace, ma anche una perla di architettura religiosa. L’emozione di varcare le mura cittadine di San Leo tramite l’unica strada di accesso scolpita nella roccia è unica. L’antico borgo, situato su un masso roccioso tutt’intorno invalicabile, ospitò anche Dante Alighieri. A San Leo, San Francesco ricevette in dono dal Conte Orlando Catani di Chiusi il Monte La Verna ed il luogo dove l’8 maggio del 1212 si svolse l’incontro, ubicato dentro Palazzo Nardini, è visitabile.

Sant’Agata Feltria: Chiesa e il Convento dei Cappuccini
Sant’Agata Feltria è un borgo antichissimo intriso di spiritualità e storia, che ha visto il passaggio di signorie importanti come i Malatesta, i Montefeltro e i Fregoso. Queste hanno lasciato nella città importanti tracce, tra cui il teatro Angelo Mariani, uno dei più antichi d’Italia, con struttura interamente in legno, e il Convento dei Cappuccini, fondato nel 1575 per volere di Lucrezia Vitelli Fregoso.
Gioielli Bizantini e Monastici
L'Abbazia di Pomposa
Percorrendo la statale Romea che collega Ravenna a Venezia, l’alto campanile dell’Abbazia di Pomposa si staglia all’orizzonte, al limitare del Parco del Delta del Po. La massima fioritura si raggiunge attorno all’Anno Mille, quando il monastero diventa uno dei centri spirituali e culturali più importanti dell’Italia centro-settentrionale, ospitando figure come Dante Alighieri e Pier Damiani.

Ravenna: La Basilica di San Vitale
A Ravenna, la Basilica di San Vitale, con origini ascrivibili tra il VI e il VII secolo d.C., rappresenta uno dei vertici dell’architettura paleocristiana mondiale e Patrimonio UNESCO dell’Umanità. Sobria e lineare nelle forme architettoniche esterne, rivela all’interno una sontuosità straordinaria, in particolare con i suoi celebri mosaici bizantini.
