Eremo di Sant'Alberto di Butrio: Storia, Itinerari e Bellezze dell'Oltrepò Pavese

L'Eremo di Sant'Alberto di Butrio, situato nel cuore dell'Oltrepò Pavese, è un'oasi di spiritualità e silenzio che affascina per la sua storia millenaria e la bellezza dei paesaggi circostanti. Questo gioiello di architettura medievale offre non solo un profondo senso di pace, ma anche l'opportunità di esplorare itinerari suggestivi tra boschi secolari e antichi borghi.

Mappa dell'Oltrepò Pavese con evidenziato l'Eremo di Sant'Alberto di Butrio e i percorsi descritti

L'Eremo di Sant'Alberto di Butrio: Un Gioiello Medievale

La Storia e la Fondazione

La frazione di Sant'Alberto di Butrio prende il nome dal sacerdote Alberto. Dopo aver distribuito ai poveri tutto il suo patrimonio, Alberto si ritirò come eremita tra i monti, fondando una piccola chiesa che pose sotto la protezione della Vergine. Intorno a lui si raccolsero altri uomini ispirati alla Fede, dando così origine all'Abbazia, che venne disciplinata secondo le regole di San Benedetto. La struttura, considerata un gioiello di architettura medievale, risalirebbe addirittura all'XI secolo, con un'origine antichissima della quale però non si hanno documenti certi. Sembra che appartenesse già alla famiglia dei Marchesi Malaspina, probabilmente i suoi realizzatori. Il complesso è realizzato interamente in pietra a vista, con forme architettoniche che richiamano la decadenza romana mescolate allo stile bizantino.

Ricchezza e Personaggi Illustri

L'Abbazia, grazie alle ampie donazioni dei Malaspina e di altri signori, divenne ben presto molto ricca. Nel 1158, l'Abate, ormai potente, acquistò da Obizzo Malaspina la Contea di Pizzocorno. L'Abbazia fu meta di personaggi illustri; la tradizione vuole che vi abbia sostato Federico Barbarossa e che vi sia sepolto il sovrano inglese Edoardo II. Nel XVI secolo, Papa Leone X la unì a quella di San Bartolomeo di Pavia.

Architettura e Caratteristiche

L'Eremo è formato da tre chiese intercomunicanti, con la navata centrale che costituisce la chiesa primitiva dedicata alla Madonna. Al suo interno, un dipinto del 1484 narra il miracolo della trasformazione dell'acqua in vino, compiuto alla presenza di Papa Alessandro II da Sant'Alberto Abate di Butrio, vissuto nell'eremo da lui fondato nell'XI secolo.

Foto interna della chiesa principale dell'Eremo di Sant'Alberto di Butrio

Luoghi di Spiritualità e Memoria

Nei tempi più recenti, dal 1923, qui visse l'eremita cieco Frate Ave Maria, dichiarato venerabile da Papa Giovanni Paolo II. I visitatori possono scoprire la sua vita e vedere la stanza e i luoghi in cui ha vissuto, muovendosi liberamente all'interno di tutta la struttura, tra le chiese e gli spazi dedicati alla memoria di Frate Ave Maria. Nei pressi del bellissimo porticato che affaccia sul giardino, è possibile acquistare ricordi e prodotti confezionati dai frati stessi nel piccolo negozietto da loro gestito. Dall'esterno, nelle giornate limpide, la vista spazia sulla pianura e sullo sfondo, fin verso le Alpi.

Giardino panoramico dell'Eremo di Sant'Alberto di Butrio con vista sulla valle

Nei dintorni dell'Eremo, di notevole interesse è la frazione di San Ponzo che, completamente costruita in pietra locale, conserva ancora l'autenticità dell'impianto medievale. A poca distanza si trovano le grotte di San Ponzo, dove abitava il Santo eremita del periodo romano.

Itinerari tra i Colori dell'Autunno

Un breve itinerario con 500 metri di dislivello sale fino all’Eremo di Sant’Alberto di Butrio. Questa escursione nelle belle colline dell’Oltrepò Pavese conduce in un luogo molto particolare: l’oasi di spiritualità e silenzio dell’Eremo di Sant’Alberto di Butrio, situato in una frazione di Ponte Nizza. Un itinerario tra i colori dell'autunno da Ponte Nizza fino a Varzi passando per l'Eremo di Sant'Alberto di Butrio.

oltrepò pavese | Drone |

Da Ponte Nizza a Varzi via Eremo

L'autunno offre un'esplosione di colori, rendendo queste settimane ideali per scoprire luoghi insoliti o rivedere quelli già conosciuti sotto una nuova luce. L'itinerario, che richiede solo qualche ora, porta sui crinali delle prime colline dell'Oltrepò Pavese, tra boschi di castagne, partendo da Ponte Nizza fino ad arrivare a Varzi. Il percorso passa per Pizzocorno, per l'Eremo di Sant'Alberto di Butrio e il Castello di Oramala, immersi nei colori del foliage autunnale.

Il percorso dettagliato da Ponte Nizza

Si inizia il percorso poco dopo Ponte Nizza, svoltando a sinistra in prossimità dell'indicazione "Sant'Alberto". La strada sale rapidamente con stretti tornanti, permettendo una bella veduta sulla sottostante Valle Staffora, fino a raggiungere il paese di Pizzocorno.

Pizzocorno e i suoi segreti

Il paese di Pizzocorno, che oggi conta circa 300 abitanti, fu in passato infeudato ai Malaspina. Antichi documenti riportano che avesse addirittura due castelli, di cui oggi però non c'è più traccia. Una breve sosta merita la chiesa, che si incontra proprio a bordo strada.

Foto della chiesa di Pizzocorno

Verso l'Eremo: L'Oasi di Pace

Proseguendo poi sulla destra, si imbocca la strada che porta all'Eremo, passando per boschi di castagne ancora verdeggianti nonostante i primi giorni di novembre. L'Eremo, posto a 687 metri di altitudine, si trova immerso in un'oasi di pace e tranquillità. Prima del suo ingresso, in prossimità del parcheggio, si trova un parco alberato con le stazioni della Via Crucis. Dal giardino dell'Eremo si può godere di una bella vista sulla valle sottostante fino alla pianura.

Proseguendo verso Varzi e Oramala

Il percorso circolare può continuare poi verso il centro principale della Valle Staffora, ossia verso Varzi, passando per il Castello di Oramala, in modo da concludere un anello molto suggestivo. Prima di giungere all'Eremo si incontra il Castello di Oramala, che divenne sede privilegiata della corte dei Malaspina e diede ospitalità ai più noti trovatori della cultura occitana provenzale. In questo periodo i colori che si possono trovare lungo il percorso e anche lungo il torrente nel centro del paese di Varzi sono magnifici.

Itinerario con dislivello: Oasi di spiritualità

Il primo tratto dell’itinerario è caratterizzato da bei panorami, mentre il secondo, che si svolge sulla dorsale denominata “Costa della Mula”, è dolce e boscoso.

Descrizione dettagliata del sentiero

All’ingresso di Bagnaria si imbocca a sinistra la Via Rio Castello e la si percorre per 100 metri. In prossimità di una curva si tiene la destra e, pochi metri dopo, si arriva a un bivio. Si sale verso destra prendendo quota e passando sul margine di un grande vallone di erosione. Dopo un buon tratto, si arriva ad un bivio (a sinistra deviazione per Spizzirò) dove si prende a destra salendo per un sentiero un po’ ripido e sconnesso, l’unico punto più ostico del percorso. Dopo questo tratto, il cammino si fa meno ripido e si volge gradualmente verso destra, percorrendo un bosco fino ad arrivare al ciglio di una falesia panoramica dove godere della vista sulla Valle Staffora.

Si sale ancora per pochi metri, si scollina leggermente per rientrare nel bosco e, con un paio di tornanti, si arriva ad un grande slargo dove la strada si biforca. Si prende a destra e si prosegue iniziando a percorrere l’ampia dorsale boscosa della “Costa della Mula”. Ai due bivi si svolta a sinistra per giungere all’ingresso del paesino di Bosco e, tenendo sempre la sinistra, si prosegue su una stradina asfaltata che conduce all’albergo Sant’Alberto.

Mappa dettagliata del sentiero dalla

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