La storia della Chiesa del Santissimo Crocifisso di Orta Nova è profondamente intrecciata con lo sviluppo storico e sociale della comunità locale, evolvendo da una semplice parete affrescata a un moderno centro parrocchiale.
Origini Antiche e Contesto Storico di Orta Nova
Il sito di Orta Nova è citato come punto di riferimento geografico in atti notarili del 1142, testimoniando la sua antica presenza. Dalla stessa sede, Federico II emise numerosi editti nella primavera del 1240, che sono stati raccolti nei "Registri della Cancelleria Angioina". Tra il 1272 e il 1273, un periodo di abbandono da parte degli abitanti indusse Carlo D'Angiò a ordinare il loro ritorno nel "Casale", promettendo esenzioni dai tributi. Con l'arrivo degli Aragonesi nel 1418, Orta, da proprietà regia, divenne feudo dei Caracciolo, insieme a Cerignola.
Un evento significativo per la regione fu l'espulsione degli ordini religiosi, come i Gesuiti. Nel novembre del 1767, i Gesuiti furono espulsi, e il grande feudo ritornò alla corona; la stessa sorte toccò ai Gesuiti della "Casa d'Orta". Nel 1773, per ordine di S.M., a ciascun colono venne affittata, con possibilità di rinnovo, una partita di terreno sativo (10 versure), due buoi, le sementi e una casa con due versure di mezzana ad uso di pascolo. Successivamente, in un clima di rinnovamento politico e sociale, il re Giuseppe Napoleone I affrancò gli abitanti da ogni sospensione, sopprimendo la Dogana delle pecore e dando un migliore assetto ai cinque siti.

Le Prime Manifestazioni del Culto del Crocifisso
La fondazione di un santuario dedicato al Crocifisso nella località è collegata a un episodio di morte violenta di due coniugi locali. A seguito di questo tragico evento, nel XVII secolo, sarebbe stata eretta una parete affrescata con l'immagine del Crocifisso, che in seguito fu trasformata in una piccola cappella. Questa piccola cappella venne ampliata nella seconda metà del Settecento, spinta dall'eco di alcune guarigioni miracolose, la prima delle quali risalirebbe al 1763.
La Nascita della Parrocchia del Santissimo Crocifisso
La storia moderna della Chiesa del Santissimo Crocifisso è indissolubilmente legata alla figura di Don Cesidio Cordisco. Il sacerdote ascolano giunse ad Orta Nova sul finire degli anni sessanta per sostituire Don Michele Piano nella chiesa del Purgatorio. Furono questi gli anni in cui emerse e acquistò notorietà la sua figura, accanto a quella di un altro grande sacerdote della storia ortese, Don Michele Ventrella.
Negli anni Ottanta, anche grazie all'operato di Don Cesidio, la parrocchia del Purgatorio crebbe sempre di più, rendendo necessaria una nuova sistemazione. Era quello un periodo particolare in cui la Santa Sede rimescolava le carte, cambiando i territori parrocchiali. Proprio da questo fermento prese forma l'attuale Parrocchia del Santissimo Crocifisso, che fu il nuovo nome attribuito alla parrocchia del Purgatorio.

L'Eredità di Don Cesidio Cordisco nella Costruzione
È doveroso attribuire a Don Cesidio il merito di aver guidato con efficienza la costruzione della struttura parrocchiale di Via Piemonte. Questa chiesa tuttora regge il confronto con le chiese di nuova costruzione e presenta anche vasti spazi per le varie attività. La sua determinazione caratteriale, che lo ha sempre contraddistinto, fu sicuramente fondamentale nella realizzazione di un lavoro così impegnativo. Nel corso dei suoi lunghissimi ventotto anni di operato nella realtà ortese, ha guidato e formato diverse generazioni, che tuttora gli sono riconoscenti e che non lo dimenticheranno mai, anche per il suo modo di fare.
Don Ignazio Pedone, attuale parroco della Chiesa del SS. Crocifisso, riporta il suo più grande ricordo del prete ascolano: “Non ricordo una sua espressione triste e rammaricata. Aveva sempre il sorriso sulle labbra. La giovialità e l’allegria hanno sempre contraddistinto la sua persona e questa sfaccettatura del suo carattere è completamente intrisa di un importante insegnamento cristiano: la fede è gioia, felicità e serenità, non rassegnazione e tristezza, e Don Cesidio era l’esempio di tutto questo.” Ancora oggi, facendo una passeggiata nei meandri della chiesa, si può notare nitidamente la mano di Don Cesidio e il sudore che ha versato per la realizzazione del complesso.
Oltre la chiusura delle indagini
Architettura e Necessità di Restauro
Quella del SS. Crocifisso, dal punto di vista architettonico, è considerata una delle chiese più belle e moderne della città. Fu eretta per volontà di Don Cesidio Cordisco, il quale non ha avuto il tempo di godersela, dopo innumerevoli sforzi finanziari e organizzativi, a causa del decesso per un incidente stradale. La Chiesa del SS. Crocifisso necessiterebbe di un restauro straordinario. Così pare, e sembra acclarato l'accoglimento della proposta da parte del Vaticano, che avrebbe accolto la richiesta di una risistemazione “ordinaria”.
