La storia della comunità ecclesiastica di Trissino è profondamente radicata nel tempo, con evidenze che risalgono a molti secoli fa. L'evoluzione demografica e i cambiamenti liturgici hanno portato alla costruzione di nuove strutture, tra cui la moderna Chiesa di San Pietro, che oggi funge da principale luogo di culto per la Parrocchia di Trissino.
Le origini della Parrocchia di Trissino
La Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo è documentata fin dagli anni 1297-1303. Le "Rationes Decimarum" di quel periodo attestano l'esistenza a Trissino di un "Presbyter Dexideratus", rettore della Chiesa, e di alcuni "Confratres". La Chiesa di Sant'Andrea, probabilmente sorta come cappella della Pieve di San Martino di Brogliano (considerata l'antica Chiesa matrice e il cuore dell'organizzazione ecclesiastica della Valle dell'Agno), fu completamente ricostruita nel 1530 e successivamente ampliata nel 1755. Nel 1889, l'edificio subì una notevole trasformazione con la costruzione della cupola e dell'attuale campanile, che ne definiscono l'aspetto storico.
La necessità di una nuova chiesa: la Chiesa di San Pietro
Con l'aumento della popolazione, Trissino ebbe l'esigenza di avere una chiesa più ampia e più comoda da raggiungere, specie per gli abitanti del piano. Per rispondere a questa necessità e alle nuove direttive liturgiche, l'iniziativa per la costruzione della Chiesa di San Pietro fu intrapresa dall'arciprete di Trissino Don Florindo Lucatello dopo la chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II (1962-1965). La Chiesa Nuova di San Pietro, che oggi costituisce la parrocchiale principale, si trova in Via Dante Alighieri 1, 36070 Trissino.

Progetto e Architettura della Chiesa di San Pietro
Concezione e scelta dei progettisti
La scelta per la progettazione della nuova chiesa ricadde sull'architetto Antonio Nervi. Egli possedeva una lunga esperienza in strutture in calcestruzzo, maturata affiancando il padre Pier Luigi, figura di spicco nel campo. Per questa realizzazione a Trissino, Antonio Nervi collaborò con l'ingegnere Francesco Vacchini, combinando innovazione e competenza tecnica.
Struttura esterna e integrazione con il territorio
La chiesa è collocata in una zona di leggero pendio. La struttura, interamente realizzata in calcestruzzo armato, sfrutta l'orografia del terreno per disporre l'aula dei fedeli a forma di cavea, che dall'ingresso discende gradualmente verso l'altare.
Organizzazione dello spazio interno
Il progetto si articola con un'aula unica a pianta circolare, con un diametro di 50 metri, e un abside eccentrico disposto sull'asse principale di simmetria, determinato dall'accesso all'aula dei fedeli. Lo spazio interno si articola su tre livelli distinti: un anello perimetrale che corre intorno all'aula al livello di accesso, la cavea gradinata su cui sono disposti i seggi per i fedeli e la zona più bassa dove è collocato l'altare maggiore.

La copertura e il presbiterio
L'aula è coperta da un unico solaio in calcestruzzo armato a nervature incrociate. La geometria di questa copertura ha origine dai due pilastri nervati di forma tronco-conica, disposti simmetricamente rispetto all'ingresso, sull'anello più esterno della pianta della chiesa. Nel sostegno della copertura, i due pilastri nervati sono coadiuvati da una struttura cilindrica (12,50 m di diametro) composta da tre archi parabolici, che sovrasta e individua il presbiterio con l'altare maggiore. Questi tre "punti di appoggio" generano le nervature della copertura, che si espandono come raggiere e anelli concentrici. Le tre circonferenze più esterne di ciascun supporto sono tangenti tra loro.
Gli archi parabolici nel presbiterio generano tre vele che funzionano da tamburo per la copertura, caratterizzata da una curvatura introversa gettata in opera e aperta verso l'alto da tagli verticali vetrati. Queste aperture permettono l'illuminazione naturale dell'altare maggiore e precedono la lanterna sommitale, creando un ambiente luminoso e suggestivo.
Simbolismo e legame con il Concilio Vaticano II
La chiesa di San Pietro a Trissino è stata concepita per recepire tutte le novità del recente Concilio Ecumenico Vaticano II, non solo nella sua funzionalità liturgica ma anche simbolicamente. Il legame con Roma è stato enfatizzato fin dall'inizio dei lavori, con la posa di una pietra proveniente dal sepolcro di Pietro in Vaticano nel giugno del 1968. Inoltre, sulle gradinate per i fedeli sono stati disposti cinquecento stalli che erano stati precedentemente utilizzati in San Pietro a Roma durante le assemblee conciliari, rafforzando così il profondo significato spirituale e la continuità con la tradizione cattolica universale.
tags: #chiesa #parrocchiale #di #trissino