L'Abbazia di Santa Maria di Staffarda, situata a Revello in provincia di Cuneo, è uno dei monasteri medievali più affascinanti e importanti del Piemonte. Questo maestoso complesso, fondato dai monaci cistercensi, sorge in una tranquilla pianura all'ombra del Monviso, il "Re di Pietra", e offre un'immersione profonda nella storia e nella spiritualità del Medioevo. La sua visita permette di fare un incontro a tu per tu con l'epoca, scoprendo una struttura incredibilmente ben conservata che ancora oggi narra la vita monastica di quasi 900 anni fa.

Contesto Territoriale e Origini
L'area dove oggi sorge l'Abbazia di Staffarda era, nel periodo di occupazione romana, alla confluenza dell’organizzazione territoriale delle località di Pollentia, Forum Vibii e Augusta Bagiennorum. In quest’area esterna prevaleva un’economia basata sul bosco, sul prato e sulla palude, caratterizzata da caccia, pascolo, pesca, coltivazione estensiva e di radura, e facente parte di un esteso sistema di latifondi. L'insediamento delle nuove genti germaniche, con la conseguente rottura delle linee di evoluzione dal sistema delle ville romane, ha preceduto la colonizzazione del territorio da parte degli enti ecclesiastici.
All'inizio del secondo Millennio, la regione di Staffarda era un'immensa boscaglia, nota come il nemus Stapharde. In questo contesto di rinnovamento e di nuove energie, spesso erano le chiese a giocare un ruolo aggregativo nel costituire attorno a sé nuclei abitati. Una lastra marmorea del VII secolo, rinvenuta nel sito e ora conservata al Museo di Antichità di Torino, suggerisce una possibile preesistenza, forse una chiesa campestre, attorno alla quale si era già coagulato un nucleo abitativo. Avanzi di muri e di cotti romani rinvenuti nella regione tra il rivo Ghiandole e il Po a nord di Staffarda, e nel sottosuolo dei prati a destra della strada provinciale da Saluzzo a Cavour, rafforzano questa ipotesi.
La Storia dell'Abbazia di Staffarda
Fondazione e Ascesa
La fondazione dell'Abbazia di Santa Maria di Staffarda risale al periodo compreso tra il 1122 e il 1138, con alcune fonti che indicano il 1135 come data specifica per l'edificazione della Chiesa. Fu in quest'epoca che, nella pace della pianura che affaccia sul Monviso, nacque il nucleo originario dell'Abbazia sul territorio dell'antico Marchesato di Saluzzo. Un gruppo di monaci di clausura cistercensi, provenienti dall'Abbazia di Tiglieto in Liguria, fondò l'insediamento. Il Marchese di Saluzzo, parente di uno dei fondatori dell'ordine cistercense, donò ai monaci il territorio di Staffarda, all'epoca incolto e selvaggio, rispondendo perfettamente alle caratteristiche che i monaci ricercavano per nuove abbazie.

I monaci, fedeli alla regola cistercense che pone il lavoro manuale al centro della vita spirituale, si applicarono per valorizzare il territorio. Con elaborate opere di bonifica, disboscando e trasformando gli acquitrini in campi rigogliosi, donarono al Marchesato nuovi terreni fertili da coltivare. In pochi decenni, Staffarda raggiunse una notevole importanza economica, diventando un luogo di raccolta, trasformazione e scambio dei prodotti delle campagne circostanti. L'importanza economica portò all'abbazia privilegi civili ed ecclesiastici che ne fecero il riferimento della vita politica e sociale del territorio. Con il passare degli anni, a questi terreni se ne aggiunsero altri, donati dai feudatari, e in breve tempo Staffarda divenne una significativa azienda agricola e un centro religioso crocevia delle campagne circostanti.
Declino e Trasformazioni
L'età aurea di Staffarda iniziò nella seconda metà del XII secolo, ma verso il 1400 iniziò un lento declino dell'Ordine Cistercense. Nel 1690, l'Abbazia subì un evento tragico: le truppe francesi, guidate dal generale Catinat, invasero e saccheggiarono il complesso durante la battaglia di Staffarda. Questo causò gravi danni, inclusa la distruzione dell'archivio, della biblioteca e di parti del chiostro e del refettorio. L'esercito piemontese, scontrandosi con le truppe austro-piemontesi di Vittorio Amedeo II di Savoia, fu sconfitto con ingenti perdite.
Dal 1715 al 1734, con l'aiuto finanziario di Vittorio Amedeo II, furono effettuati importanti lavori di restauro che, purtroppo, in parte alterarono le originali forme gotiche dell'architettura. Successivamente, nel 1750 (o, secondo altre fonti, nel 1700), una bolla papale di Benedetto XIV affidò l'Abbazia di Staffarda all'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, che ne è tutt'oggi proprietario. Attualmente, la Fondazione Ordine Mauriziano, erede del patrimonio, si occupa della conservazione e valorizzazione di questo e altri siti culturali.
Architettura e Spiritualità
L'Abbazia di Staffarda venne eretta dai monaci cistercensi in un'equilibrata commistione di stile romanico e gotico, con la preoccupazione dominante di costruire un complesso funzionale ai principi della loro regola. Il rigore della Regola di San Benedetto, su cui si fonda l'ordine cistercense, imponeva la frugalità in ogni espressione della vita religiosa: niente paramenti sacri sfarzosi ed elementi decorativi all'insegna della semplicità senza orpelli. Questo si riflette nell'architettura, che privilegiava materiali naturali come pietra e mattoni a vista, ribadendo la rinuncia a ogni tipo di impreziosimento.
La Chiesa di Santa Maria
La Chiesa, dedicata a Santa Maria, è di tipo basilicale, con una struttura a tre navate e tre absidi semicircolari di pianta lombarda, costruita in mattoni a vista. Pur apparendo armoniosa, la costruzione si distingue per le sue leggere asimmetrie: ogni elemento è studiato per esaltare la spiritualità del luogo e risulta diverso dai suoi simili (colonne, capitelli, crociere, finestre). Gli interni sono semplici e privi di grandi arredi, con un forte focus sull'effetto cromatico, dove pietra e mattoni si alternano creando motivi ricorrenti bianchi e rossi. Piccole stelle rosse decorano le volte delle navate.
Nella navata centrale è possibile seguire un percorso di simboli che va dalla nascita del mondo alla resurrezione di Cristo, mentre sulla volta è dipinto un sole risalente al XVIII secolo. In fondo al catino absidale trionfano il Polittico di Pascale Oddone del 1531, l'altare in legno realizzato da Agostino Nigra nel 1525 e il gruppo ligneo cinquecentesco della Crocifissione. Nella navata di sinistra, una tela raffigura l'incontro tra i monaci e San Francesco di Sales e una lapide ricorda Vittorio Amedeo II.

Il Chiostro
Il chiostro, circondato in parte da un portico con colonnine, rappresentava il centro della vita monastica e il collegamento alla maggior parte degli edifici conventuali. Era il fulcro della vita abbaziale, destinato ai Monaci Capitolari, che vivevano in totale clausura e componevano il governo dell'Abbazia. Al suo centro si trovava un orto di erbe medicinali, oggi sostituito da un giardino con siepi, e una struttura che fungeva da lavatoio, l'unico luogo dove i monaci potevano lavarsi. Il chiostro subì gravi danni nella battaglia del 1690, con la scomparsa del portico del braccio meridionale e parte di quello orientale.
La Sala Capitolare
La Sala Capitolare, divisa in nove campate da quattro colonne centrali che sostengono le volte a crociera, è arricchita da due leggiadre trifore ogivali che si aprono ai lati dell'ingresso. Era uno degli ambienti più importanti dell'Abbazia, usato per le riunioni del Capitolo e la lettura giornaliera di un capitolo della Regola, commentato dall'Abate.
Il Refettorio
Il refettorio dei monaci è una sala rettangolare divisa longitudinalmente in tre sezioni da colonne, dove i monaci consumavano i pasti e ascoltavano letture da un pulpito. L'ambiente è stato modificato nel tempo a causa delle distruzioni del 1690, ma sulla parete verso oriente si trovano resti di un affresco raffigurante l'Ultima Cena.
Il Laboratorio
Il Laboratorio, originariamente a due navate, era il luogo dove si svolgevano tutte le attività che rendevano l'Abbazia di Staffarda totalmente autonoma. Qui si conciava, tesseva, filava, si realizzava la carta, si costruivano attrezzi, si fabbricavano vestiti e scarpe, si lavorava il legno e il ferro.
La Foresteria e il Mercato
All'esterno della parte conventuale si trova la foresteria, un vasto ambiente pervenutoci integro nelle sue due navate e nelle quattro possenti colonne a conci di pietra, dove venivano ospitati i pellegrini. La foresteria, a due piani, è una delle più belle del Piemonte e oggi è usata anche come sala per cerimonie. Vicino, si trovava il mercato coperto, dove si svolgevano i commerci dei prodotti agricoli della tenuta, ancora oggi in gran parte attiva con allevamenti di bovini e coltivazioni cerealicole.
La Rosa di Staffarda
L'emblema più misterioso dell'abbazia è la Rosa di Staffarda, collocata alla fine della navata destra. Si tratta di un intricato intreccio di curve e cerchi in posizione asimmetrica rispetto alla parete, un disegno dal forte valore simbolico che affascina senza rivelare la sua origine.

Visitare l'Abbazia di Staffarda: Guida Pratica
L'Abbazia di Staffarda è un'esperienza che richiede circa un'ora e mezza per essere pienamente apprezzata. È possibile munirsi di un'audioguida, disponibile in biglietteria o tramite un'apposita app per smartphone.
Come Arrivare e Dove si Trova
L'Abbazia di Staffarda si trova in Piazza Roma n. 2, a Staffarda, frazione del comune di Revello, in provincia di Cuneo. Staffarda è situata sulla strada regionale 589, tra Saluzzo e Cavour, a breve distanza dal Po. Si trova a metà strada tra Torino e Cuneo, distando circa un'ora da Torino e tre quarti d'ora da Cuneo. Dalle Langhe dista circa un'ora.
Per chi arriva in auto o camper, è disponibile un ampio parcheggio gratuito proprio di fronte all'Abbazia:
- PARCHEGGIO ABBAZIA DI STAFFARDA - Piazza Roma - 12036 Staffarda (CN) - (GPS 44.720683, 7.436538)
Orari di Apertura e Biglietti
L'Abbazia di Staffarda è aperta al pubblico dal martedì alla domenica ed è chiusa il lunedì. Non è necessaria la prenotazione anticipata per le visite individuali.
- Orari: 09:00-12:30 e 13:30-17:00 (ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura).
- Costo ingresso:
- Intero: Euro 6,50
- Ridotto (Euro 4,50): gruppi di più di venti persone, TouringClub, ragazzi tra 19 e 26 anni, dipendenti Ministero Difesa con tesserino.
- Speciale (Euro 3,50): scolaresche, persone over 65, possessori tessera FAI, ragazzi tra 12 e 17 anni.
- Gratuito: possessori Abbonamento Musei Torino Piemonte, minori di 11 anni, visitatori con disabilità, possessori tessera I.C.O.M.
- Biglietto unico Tesori Mauriziani (include Palazzina di Caccia di Stupinigi, Abbazia di Staffarda e Precettoria di S. Antonio di Ranverso): intero Euro 18, ridotto Euro 13 (minori di 18 anni, over 65 e gruppi).
Si organizzano visite guidate su prenotazione per gruppi.
Dove Mangiare
Per completare la visita con un buon pranzo, all'interno del complesso si trova il Ristorante Il Sigillo, che propone cucina tipica piemontese. Si trova tra il parcheggio e la Foresteria ed è consigliabile la prenotazione data la sua frequentazione.
- RISTORANTE IL SIGILLO - Piazza Roma 9 - 12036 Staffarda (CN) (GPS 44.72071, 7.43704)
Cosa Vedere nei Dintorni
Nei dintorni dell'Abbazia di Staffarda, ci sono diverse località che meritano una visita:
- Saluzzo: a circa 10 km a sud, con il suo bel Museo Civico e la Fortezza della Castiglia.
- Manta: a circa 14 km, con il suo famoso Castello visitabile.
- Cuneo: il capoluogo, a circa tre quarti d'ora di distanza, offre un'area camper vicinissima al centro storico.
- Monastero Cistercense di Pra 'd Mill: tra i boschi di Bagnolo Piemonte, dove i monaci ancora pregano e lavorano.
- Riserva naturale Paracollo - Ponte pesci vivi: poco lontano da Staffarda, sulla riva del Po, con l'Ostello del Po e un'area attrezzata.
#StoriedaPalazzo - episodio 65 - Il coro di Staffarda
Curiosità e Aspetti Naturalistici
Il percorso che circonda l'Abbazia, lungo circa cinque chilometri e percorribile a piedi o in bicicletta, è arricchito dalla presenza di una quercia secolare e di una "bealera" (canale irriguo) non cementificata, segni che ricordano l'ambiente rurale di una volta. Le acque della Bealera del Molino accompagnano parte del tragitto, e si possono ammirare lembi di bosco planiziale. I boschi lungo il viale di pini strobi ospitano una cospicua stazione di mughetti, inconsueti a quote così basse.
La Colonia di Pipistrelli
All'interno di un piccolo locale dell'Abbazia di Staffarda, che in passato era l'unico a essere riscaldato, ogni anno torna una colonia di pipistrelli. Verso aprile arrivano più di mille femmine per partorire e rimangono fino a ottobre, quando volano via di nuovo. Le femmine ricordano il luogo di nascita e ritornano per dare alla luce i propri piccoli, rendendola una delle colonie di pipistrelli più numerose in Italia.