La tradizione ceramica di Grottaglie, con la sua storia millenaria e la peculiare "terra rossa", ha dato vita a un patrimonio artistico e culturale di inestimabile valore. In questo contesto ricco di saperi antichi e innovazione, si inserisce la figura di Rosaria Spagnulo, la prima ceramista donna di Grottaglie, che porta avanti l'eredità di una famiglia di figuli la cui attività è documentata fin dalla metà dell'Ottocento.

Le Radici dell'Arte Figulina a Grottaglie
L'arte di modellare l'argilla nel territorio di Grottaglie affonda le sue radici in un passato remotissimo. La stessa conformazione del terreno, con le sue cave d'argilla e le grotte naturali, ha offerto nei secoli l'ambiente ideale per braccia e mani laboriose. L'arte delle ceramiche di Grottaglie è documentata da reperti databili dall’VIII al IV secolo a.C., che testimoniano una produzione caratterizzata dall'uso di un tipo di argilla dalle particolari sfumature rossicce, chiamata per l'appunto "terra rossa". Questo territorio ha conservato e sviluppato una tradizione figulina di grande rilievo, che spazia dagli oggetti di uso domestico alle creazioni artistiche.
Accanto agli eleganti "Bianchi di Grottaglie", privi di qualsiasi decorazione, la produzione locale vanta pezzi iconici. Tra questi, spicca il "pumo", divenuto la cifra più conosciuta della ceramica grottagliese. Di vari colori, è ritenuto un portafortuna e viene tradizionalmente regalato agli sposi, a chi compra casa o a chi inizia nuovi percorsi professionali, simboleggiando un augurio che da Grottaglie si è ormai diffuso in tutto il mondo. Completano l'offerta piatti con il tradizionale gallo, vasi di ogni dimensione e i grandi "capasoni", tutti oggetti che decorano la casa e raccontano una storia.
La Dinastia Spagnulo: Dalle Origini alla Grotta di Pinnessa
La famiglia Spagnulo vanta una lunga e ininterrotta tradizione ceramica. La produzione di ceramiche di uso domestico, perlopiù rustiche e legate alla tradizione popolare grottagliese - quali "capasoni", "minzane", "sruli" per l’acqua, vummili e caratteristici vasi da giardino come ceste intrecciate e cassette rettangolari con rilievi di bighe romane - è attestata fin dalla metà dell’Ottocento. Purtroppo, l'abitudine dei vecchi ceramisti di non firmare le loro opere ha limitato le testimonianze documentate della vasta produzione.
L'attività ha prosperato grazie a generazioni di artigiani, tra cui un Giovanni Spagnulo (figlio dell'iniziatore della produzione) e i suoi quattro figli maschi: Alfredo, Mario, Leonardo e Ciro. Essi lavoravano in una bottega ubicata alla periferia di Grottaglie, costituita da una grotta naturale nella suggestiva gravina del Fullonese, detta la Grotta di Pinnessa, a pochi passi dalla Chiesa dei Paolotti.
Dopo diversi anni di attività, la scarsa redditività della bottega, legata probabilmente a un periodo storico poco propizio, spinse i quattro figli a intraprendere strade diverse. Solo Alfredo si arruolò nell'esercito, mentre gli altri tre - Mario, Leonardo e Ciro - acquisirono una buona padronanza dell'utilizzo del tornio e custodirono le tecniche e i segreti di questo antico mestiere, decidendo di avviare attività in proprio. In particolare, il maggiore dei tre, Ciro Spagnulo, rilevò e acquistò nel 1967 la bottega di famiglia, la famosa Grotta di Pinnessa, che sarebbe diventata il cuore dell'attuale fabbrica gestita oggi dalla figlia Rosaria.

L'Innovazione del Maestro Ciro Spagnulo
Ciro Spagnulo, già un ottimo torniante e ceramista, dimostrò fin da subito notevoli capacità imprenditoriali. Era sua convinzione che le botteghe artigiane di Grottaglie, a causa del costo della manodopera e delle materie prime (l'argilla non più scavata in loco ma acquistata da impianti di estrazione in Toscana e Umbria), avessero perso parte della loro capacità concorrenziale. Per salvaguardare alcuni ambiti di vendita, la sua bottega necessitava di una razionale trasformazione del sistema produttivo e strutturale.
La trasformazione iniziata dal Maestro Ciro interessò il sistema produttivo vero e proprio, con l'introduzione di ausili meccanici come le macchine di pressaggio, torni elettrici e, soprattutto, i primi forni a gas a Grottaglie. Questi innovazioni, da un lato, resero più rapido e meno gravoso il processo produttivo per gli operai e, dall'altro, ovviarono a quello che stava diventando un problema serio: la sottrazione, da parte dell'industria locale, della manodopera specializzata, ovvero di maestri tornianti e decoratori, che preferivano il lavoro nei complessi industriali nascenti al lavoro faticoso e poco remunerativo nelle botteghe artigiane.
Nonostante l'introduzione di macchinari, l'azienda non perse la sua peculiarità di bottega artigiana. La manodopera impiegata era comunque rilevante, con maestri tornianti e decoratori formati dallo stesso Maestro Ciro, affiancati da un considerevole numero di garzoni e apprendisti che svolgevano mansioni secondarie e di contorno, asserviti ai principali esecutori intenti ai loro lavori seriali.
Rosaria Spagnulo: Una Pioniera nel Nuovo Millennio
Analogamente alle generazioni che lo avevano preceduto, Ciro avviò anche le sue tre figlie, Dina, Marietta e Rosaria, all'attività. Parallelamente agli studi, collaborarono nella bottega di famiglia, diventando ottime decoratrici. In particolare, Rosaria Spagnulo, dal temperamento irrequieto, non si accontentò di svolgere solo le mansioni tradizionalmente considerate "adeguate" alle donne. Volle confrontarsi e sperimentare tutte le tecniche e fasi della lavorazione, al fine di acquisire una conoscenza completa di tutto il ciclo produttivo, dalla foggiatura degli oggetti a mano o con pressatura, alla loro smaltatura, fino al posizionamento nei forni.
Acquisita una buona competenza del mestiere e affascinata da questa arte, Rosaria conseguì il diploma di scuola media superiore nel 1988 e, pur intraprendendo gli studi universitari, decise di affiancare il padre nell'attività gestionale dell'azienda fino al 1991. Fu in quell'anno che Ciro, colpito da una malattia incurabile, venne a mancare a soli 58 anni.
Rosaria Spagnulo testimonia come il mondo della ceramica rappresenti una grande occasione per le nuove generazioni. È la prima ceramista donna di Grottaglie e rappresenta la quarta generazione in linea di discendenza di una famiglia la cui produzione è iniziata e documentata fin dalla metà dell'Ottocento. Rosaria racconta: «Noi siamo tre sorelle e mio padre ci ha avviato all'attività di famiglia come decoratrici». La sua determinazione di mettersi alla prova ha dato i suoi frutti nel corso del tempo. Rosaria ha potuto acquisire la competenza integrale della produzione ceramica, il che le è stato fondamentale quando ha iniziato a portare avanti da sola la bottega a livello aziendale. Ha dovuto confrontarsi con i dipendenti ereditati dal padre; essendo molto più piccola di loro e con meno esperienza, ha dovuto acquisire professionalità, imparare a lavorare e, al contempo, assegnare i compiti in modo efficace anche ai dipendenti più anziani.
Non è stato semplice. Vedere una ragazzina a capo di una bottega suscitava diffidenza nei dipendenti, nei fornitori e persino nei clienti che, di fronte a lei, chiedevano: «Sì grazie, ma dov’è il titolare?». Tuttavia, Rosaria non si è concentrata solo sulle produzioni seriali destinate all'estero. Ancora oggi, serve molti frantoi pugliesi, poiché la bomboniera con olio EVO è diventata una tendenza per i matrimoni nelle masserie, dove gli sposi amano regalare un prodotto del territorio agli ospiti provenienti da fuori regione.
Rosaria crede fermamente nel lavoro di squadra, non solo all'interno della sua bottega ma anche con i colleghi ceramisti di Grottaglie. Oggi conta sette dipendenti, in parte storici e in parte giovani, con la necessità di assumere anche una decoratrice.
La sua storia è un esempio di intelligenza e coraggio, avendo Rosaria accompagnato nel nuovo Millennio un'attività con oltre un secolo e mezzo di storia. «Mi vanto di questo perché da allora - sottolinea - tante botteghe a Grottaglie sono state seguite da donne oppure tante donne dipendenti di altre botteghe hanno avuto il coraggio di iniziare una loro attività». Rosaria conclude: «Io sono molto orgogliosa e felice del mio lavoro. Può sembrare che sono chiusa dieci ore al giorno nella grotta, in un posto isolato, ma in realtà sono nel mondo intero perché ho l'onore di ospitare artisti che qui vengono a realizzare delle opere d'arte».
Le Opere e lo Stile di Rosaria Spagnulo
Nella produzione di Rosaria Spagnulo si trovano gli oggetti d'arte che raccontano la tradizione figulina millenaria di Grottaglie, come le pupe, i pumi, le acquasantiere e le ceramiche da tavola. La sua produzione unisce le tecniche tradizionali della ceramica grottagliese a ispirazioni più variegate, creando collezioni uniche che narrano il territorio e la storia della Puglia.
Il Contesto dell'Arte Ceramica a Grottaglie
Grottaglie è riconosciuta come un vero e proprio museo a cielo aperto nel quartiere delle ceramiche, chiamato in dialetto "Camenn'ri" (camini) per l'esistenza delle fornaci. Questo distretto, situato presso la gravina di Giorgio, ai piedi del castello Episcopio, celebra la bellezza e la capacità degli uomini di creare dalla materia disponibile, lasciando un segno della presenza dei popoli su questa terra d'argilla.
La ceramica grottagliese è tutelata dal marchio Ceramica Artistica Tradizionale (CAT), un'iniziativa che mira a proteggere e valorizzare l'arte ceramica locale, consentendo solo alle istituzioni locali di inibire altri operatori sparsi per l'Italia e il mondo dal riprodurre i loro pezzi originali.
In questo contesto si inserisce anche la Mostra della Ceramica di Grottaglie, promossa sin dal 1971. Questa rassegna rappresenta un importante momento di incontro, confronto e stimolo artistico-culturale nel panorama dell'arte ceramica dell'area mediterranea. Il Concorso di Ceramica Mediterranea, che fa parte della mostra, attrae un alto numero di ceramisti da tutta Italia, premiando l'eccellenza nelle categorie "Giovane Ceramista" e "Ceramica d'arte", e offrendo borse di studio agli studenti con indirizzo design ceramico.
Il Sindaco Ciro Alabrese ha affermato: «La ceramica conviviale è la ceramica di ogni giorno: un tema intrigante quanto appassionante. Credo che la grandezza dei nostri ceramisti, di generazione in generazione, sia stata esattamente quella di aver saputo coniugare arte, gusto estetico e funzionalità racchiuse sapientemente in un manufatto, come ad esempio un piatto, divenuto poi un oggetto di culto e reso famoso in tutto il mondo».