La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) pone al centro della sua missione la verità dell'uomo e un rinnovato impegno per la carità. Temi come "Un'immagine esemplare della Chiesa", "Gesù Cristo: il Vangelo della carità", "Anima di una storia rinnovata", "La vita secondo lo spirito", "Cammini di formazione", "Sviluppo della comunione" e il "Coraggio della missione" guidano la sua azione. La CEI, attraverso la sua nota pastorale a seguito del Convegno di Palermo, ha sottolineato l'importanza di evangelizzare i poveri e ha identificato la famiglia come una priorità per la Chiesa e per la società. In questo contesto, la Caritas Italiana e l'iniziativa "Uniti nel Dono" rappresentano espressioni concrete e vitali della carità della Chiesa in Italia.
Caritas Italiana: Missione e Struttura
La Caritas Italiana è l'organismo pastorale della CEI dedicato alla promozione della carità. Fondata il 2 luglio 1971, per volere di Papa Paolo VI, è nata nello spirito del rinnovamento avviato dal Concilio Vaticano II. Il suo scopo principale è promuovere «la testimonianza della carità nella comunità ecclesiale italiana, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell'uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica» (art.1 dello Statuto).
Fondamentale per il suo operato è il collegamento e il confronto con le 220 Caritas diocesane, che operano sul territorio nell'animazione della comunità ecclesiale e civile. Queste promuovono strumenti pastorali e servizi come i Centri di ascolto, gli Osservatori delle povertà e delle risorse, le Caritas parrocchiali e i Centri di accoglienza.

I Compiti della Caritas Italiana
I compiti della Caritas Italiana sono molteplici e diversificati:
- Collaborare con i Vescovi nel promuovere nelle Chiese particolari l'animazione della carità e il dovere di tradurla in interventi concreti.
- Curare il coordinamento delle iniziative e dei servizi di ispirazione cristiana.
- Indire, organizzare e coordinare interventi di emergenza in Italia e all'estero.
- In collaborazione con altri organismi di ispirazione cristiana:
- Realizzare studi e ricerche sui bisogni per aiutare a scoprirne le cause.
- Promuovere il volontariato e favorire la formazione degli operatori pastorali della carità e del personale di ispirazione cristiana impegnato nei servizi sociali.
- Contribuire allo sviluppo umano e sociale dei paesi del Sud del mondo anche attraverso la sensibilizzazione dell'opinione pubblica.
Solidarietà a Livello Mondiale
L'educazione alla pace e alla mondialità, il dialogo e la corresponsabilità sono linee portanti degli impegni della Caritas nel mondo. Negli interventi internazionali vige il principio della sussidiarietà, integrando gli sforzi che spettano primariamente a ciascuna Chiesa locale dei Paesi colpiti da calamità o in cammino verso lo sviluppo. La Caritas si impegna a creare le condizioni di intervento per le Caritas diocesane disponibili ai gemellaggi, considerate preziose occasioni di reciprocità.
Esiste un costante collegamento con le altre Caritas nazionali, sia direttamente che attraverso la "rete" di Caritas Internationalis, che riunisce in federazione 162 organizzazioni. Caritas Europa ne raggruppa 48. La Caritas promuove inoltre microprogetti di sviluppo, di piccola entità ma significativi per l'autopromozione locale, spesso proposti dalle stesse comunità del Sud del mondo. Questi progetti, divulgati dalla Caritas, sono finanziati da parrocchie, scuole, associazioni e famiglie, che entrano così in contatto diretto con i beneficiari per uno scambio di valori.
Un Cammino Attento ai Segni dei Tempi
1. Dal 1971 al 1999
La Caritas Italiana fu ufficialmente costituita il 2 luglio 1971 con decreto della CEI, succedendo alla Pontificia Opera di Assistenza (Poa) cessata nel 1968. Paolo VI indicò per questo nuovo organismo mete non assistenziali, ma pastorali e pedagogiche. Gli anni Settanta furono caratterizzati dal primo piano pastorale "Evangelizzazione e sacramenti" e dal Convegno ecclesiale su "Evangelizzazione e promozione umana" (Roma, 1976), che lanciò la proposta dell'obiezione e del servizio civile per i giovani e l'Anno di volontariato sociale (Avs) per le ragazze.
Nel 1977, grazie a una convenzione con il Ministero della Difesa, gli obiettori di coscienza divennero una presenza significativa nei servizi delle Caritas diocesane, simbolo di una presenza di pace. Il Convegno nazionale "Volontariato e promozione umana" (Napoli, 1975) segnò l'avvio di una riflessione che portò a una crescente rilevanza del volontariato nella società italiana.
Gli anni Ottanta si aprirono con il documento della CEI "Chiesa italiana e prospettive del Paese" (1981), che indicava la strada del «ripartire dagli ultimi». Il Convegno ecclesiale di Loreto propose gli "Osservatori permanenti dei bisogni e delle povertà". Emergenze e problemi internazionali ampliarono la dimensione planetaria della Chiesa e della Caritas, maturando la convinzione di non poter separare la condivisione dalla giustizia, anche grazie alla "Sollicitudo rei socialis". La costituzione della Consulta delle opere caritative e assistenziali (poi Consulta ecclesiale degli organismi socio-assistenziali) fu un altro aspetto rilevante.
Negli anni Novanta, con gli Orientamenti pastorali "Evangelizzazione e testimonianza della carità", la CEI pose come obiettivo la costituzione della Caritas parrocchiale in ogni parrocchia. Un "anno sabatico" nel 1994 permise alla Caritas Italiana una riflessione intensa che portò alla Carta pastorale "Lo riconobbero nello spezzare il pane". Si moltiplicarono gli impegni in emergenze internazionali come il ciclone in Bangladesh ('91), lo smembramento dell'ex-Jugoslavia, le violenze nei Balcani, in Ruanda e nella regione africana dei Grandi Laghi. In Somalia, nel 1995, si verificò un tragico attentato che costò la vita a Graziella Fumagalli, medico impegnato in un servizio antitubercolare, e ferì Francesco Andreoli. In Italia, tra le emergenze, si ricordano l'alluvione in Piemonte (1994), il terremoto in Umbria e Marche (1997) e l'alluvione in Campania (1998).

2. Il Nuovo Millennio
Il 2000, anno del Giubileo, vide la Caritas impegnata a livello nazionale e diocesano in quattro grandi ambiti: il debito estero, la tratta di persone a scopo di sfruttamento sessuale, il carcere e la disoccupazione giovanile. Parallelamente, ci fu un impegno diocesano e parrocchiale su povertà di strada, devianza minorile, immigrazione, insediamenti nomadi e le diverse forme di disagio familiare. Il 2000, anno internazionale del volontariato, portò Caritas Italiana ad approfondire il tema, concentrandosi sull'identità cristiana e valoriale del volontariato e sulla gratuità del "dono".
Eventi significativi di questo periodo includono il dibattito sulla legge per il diritto d'asilo e il fenomeno dell'immigrazione, la discussione sul futuro di obiezione di coscienza e servizio civile dopo l'abolizione della leva militare, e l'approvazione della Legge quadro per i servizi sociali.
A livello planetario, il 2000 fu segnato da alluvioni in Venezuela, Mozambico e Golfo del Bengala, siccità nel Corno d'Africa e violenti conflitti in Colombia, Angola, Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Indonesia e Palestina. In tutte queste aree, Caritas Italiana fornì il suo apporto, promuovendo prossimità e relazioni umane e sociali rinnovate. Dopo il Giubileo, la Caritas Italiana compì trent'anni di vita, ponendosi l'interrogativo "Quale Caritas per i prossimi anni?" per orientare i suoi cammini di confronto e verifica.
Emergenze e Impegni (2001-2010)
Il 2001 si aprì con gravi emergenze naturali e non: terremoti in America centrale e India, acuirsi della crisi in Terra Santa e scontri in Macedonia. Si chiuse con gli attentati dell'11 settembre e l'incubo della guerra globale. Nel 2002 proseguì l'impegno per i profughi dell'Afghanistan, con la sfida di collegare emergenza e quotidianità. Si avviò una ricerca sui conflitti dimenticati e una presenza fissa a Gerusalemme. Ad ottobre, emergenze in Sicilia, Molise e Puglia attivarono la rete di solidarietà e l'esperienza dei gemellaggi.
Nel 2003, la Caritas si mobilitò per gli effetti della guerra in Iraq, promuovendo una cultura di pace. Il 29° Convegno nazionale fu intitolato "Scelte di giustizia, cammini di pace". Un altro Convegno, "Pacem in terris: impegno permanente" (Bergamo, ottobre), proseguì la riflessione. A fine dicembre, un violento terremoto in Iran vide Caritas Italiana coordinare gli interventi di emergenza e iniziare la pianificazione per la riabilitazione e la ricostruzione.
Nel 2004, pace, giustizia e cura del creato guidarono le azioni della Caritas. Due Convegni affrontarono i temi: "Responsabilità per l'ambiente. Gesti di amore per il cielo e per la terra" (Campobasso) e "Riconciliazione e Giustizia" (Roma). L'anno vide anche la Caritas partecipare alla riflessione sulla parrocchia. Il 26 dicembre, lo tsunami nell'Oceano Indiano provocò un disastro senza precedenti, e Caritas Italiana intervenne immediatamente.
Il 2005 fu caratterizzato da guerre, attentati, terremoti e disastri naturali. Il lavoro della Caritas fu orientato dal documento "Partire dai poveri per costruire comunità". Il 30° Convegno nazionale si concentrò sul tema "Parrocchia, territorio, Caritas parrocchiale", promuovendo il metodo ascoltare-osservare-discernere.
Il 2006 fu dedicato al cammino verso il Convegno ecclesiale nazionale di Verona. Il Consiglio Permanente della CEI indicò cinque prospettive prioritarie per Caritas Italiana: riflessione socio-pastorale, piano formativo globale, accompagnamento delle Caritas diocesane, rinnovamento della progettazione socio-pastorale e sostegno alla progettualità europea.
Il 2007 ebbe come filo conduttore il tema dell'animatore/animazione pastorale Caritas nel servizio ai Poveri, alla Chiesa e al Territorio/mondo, collegato all'Enciclica "Deus Caritas est" di Benedetto XVI. Nel 2008, il 32° Convegno nazionale "Amiamoci coi fatti e nella verità" rilanciò la cura e la valorizzazione dei luoghi pastorali e l'elaborazione di un piano formativo.
Nel 2009, la crisi economica e finanziaria ebbe forti ricadute sociali. Il terremoto in Abruzzo e i fondi anticrisi videro la Caritas in prima linea. Il 33° Convegno nazionale "Non conformatevi a questo mondo" confermò la priorità dell'accompagnamento formativo-educativo, con gli Orientamenti pastorali e l'enciclica "Caritas in veritate" di Benedetto XVI come guide.
All'inizio del 2010, i terremoti ad Haiti e in Cile richiamarono una grande attenzione mediatica e l'intervento di Caritas Italiana.
3. I 40 anni e oltre (2011-2023)
Il 2011 fu l'anno della "primavera araba", che infiammò Medio Oriente e Nord Africa, e della siccità nel Corno d'Africa, che colpì oltre 12 milioni di persone. Caritas Italiana avviò una fitta interlocuzione a livello istituzionale sulla questione degli sbarchi a Lampedusa e sull'accoglienza diffusa, attivando le Caritas diocesane e le azioni a sostegno delle Caritas dei Paesi coinvolti. Fu lanciata la campagna "Fame di pane e di futuro" per l'emergenza nel Corno d'Africa.
Nel 2016, Papa Francesco aprì il Giubileo Straordinario della Misericordia, con iniziative come la campagna "Il diritto di rimanere nella propria terra". L'emergenza più grande in Italia fu il terremoto che colpì Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo, provocando quasi 300 vittime. Caritas, grazie al contributo CEI 8×1000 e alla colletta nazionale, avviò interventi e gemellaggi di solidarietà.
Il 2020 segnò l'inizio della pandemia di COVID-19. Di fronte alle sfide drammatiche e alle criticità, Caritas Italiana e le Caritas diocesane rimasero accanto agli ultimi, adattandosi alle necessità contingenti. A livello sociale, risposero all'incremento di problemi legati alla perdita del lavoro, alle difficoltà economiche, al disagio psicologico e alle difficoltà scolastiche. A livello internazionale, Caritas Italiana operò in tutti e cinque i continenti con una molteplicità di programmi. Nel 2021, la campagna congiunta "Caritas Focsiv: insieme per amore degli ultimi" promosse interventi in 45 paesi con 64 programmi, supportando 91 micro-realizzazioni per oltre 449 mila euro.
Nel 2022, il 42° Convegno nazionale segnò il ritorno all'incontro in presenza, un momento di confronto tra Caritas Italiana e i direttori delle 218 Caritas diocesane. Gli orientamenti pastorali per il quinquennio 2023-2027 pongono la Caritas Italiana in cammino, “insieme sulla via degli ultimi, secondo lo stile del Vangelo, con creatività”.
"Uniti nel Dono": Il Sostegno ai Sacerdoti
In una società in rapido cambiamento, la Chiesa cattolica italiana ha lanciato la campagna "Uniti nel Dono" per sostenere i suoi sacerdoti. In Italia ci sono oltre 31.000 sacerdoti che si dedicano alle comunità, portando aiuto e speranza e facendo vivere le passioni e i talenti delle persone. Essi sono affidati gli uni agli altri, come nelle comunità cristiane delle origini.
Promuovere e raccogliere le offerte dei donatori per sostenere tutti i sacerdoti delle diocesi italiane, inclusi gli anziani, i malati e quelli in missione all’estero, è di vitale importanza. Dal 1990, infatti, il loro sostentamento non è più a carico dello Stato, ma è affidato alla libera partecipazione dei cittadini. Sostenere i sacerdoti significa supportare tutte le comunità che, grazie a loro, esistono.
Valori e Funzionamento di "Uniti nel Dono"
I valori che guidano "Uniti nel Dono" sono:
- Unità nel dono: Le donazioni raggiungono tutti i sacerdoti, dal parroco locale a quello in missione più lontano.
- Partecipazione: La Chiesa è fatta di fratelli e sorelle che sono responsabili attivi della vita della comunità.
- Solidarietà: Si cerca di evitare disuguaglianze economiche tra parrocchie, distribuendo le offerte in modo giusto ed equo.
- Trasparenza: Viene promosso il resoconto dell’impegno dei sacerdoti attraverso la raccolta di dati e storie.
- Testimonianza: Dove ci sono testimoni credibili, la comunità cresce.
Le donazioni sono raccolte a livello centrale dall’Istituto Centrale Sostentamento Clero (ICSC), che si occupa poi della distribuzione equa tra tutti i sacerdoti. Ogni offerta contribuisce alle necessità quotidiane del parroco e di altri sacerdoti meno fortunati o con comunità più piccole. L'ICSC aggiorna costantemente i dati delle offerte e dei donatori in modo trasparente e accessibile.

La Storia delle Offerte per il Clero
- Fino al 1984: La Chiesa e i suoi sacerdoti erano sostenuti tramite offerte libere (non deducibili) dei fedeli e con il finanziamento diretto da parte dello Stato.
- 1984: Viene firmato l’accordo di revisione del Concordato tra Stato e Chiesa, che stabilisce un sistema basato sulla libera partecipazione dei cittadini.
- 1985: L’accordo diventa legge (n. 222/1985), istituendo le offerte deducibili per i sacerdoti e l’8xmille, pilastri dell'attuale sistema di sostentamento.
- 1989: Il 1° gennaio entrano in vigore le offerte deducibili per il sostentamento del clero, intestate all’Istituto Centrale Sostentamento Clero.
L'8xmille è stato concepito per altri scopi di carità. Le offerte deducibili dovrebbero essere la fonte principale di reddito per i sacerdoti. Attualmente, le offerte coprono solo l'1,7% del necessario, per questo l'8xmille contribuisce anche al sostentamento dei sacerdoti. Il ruolo dell'ICSC è cruciale per evitare disuguaglianze economiche tra parrocchie più popolose e ricche e quelle meno popolose. Le offerte sono fondamentali per garantire ai sacerdoti una minima sussistenza, permettendo loro di dedicarsi ai bisogni degli altri.
Esempi Concreti di Impegno Sacerdotale
Grazie a iniziative come "Uniti nel Dono", molte realtà possono prosperare e rimanere attive:
- Don Luigi Chiampo gestisce il Rifugio Fraternità Massi a Oulx, accogliendo migranti in transito. Attraverso il dialogo con istituzioni e associazioni, il rifugio offre sostegno, pasti, assistenza medica e legale.
- Don Andrea Bisacchi, sacerdote della Fraternità del Servizio Missionario Giovani (Sermig) di Torino, gestisce la parrocchia di San Gioacchino. Ha coordinato gli aiuti all’Ucraina, raccogliendo oltre mille tonnellate di viveri. In una realtà multietnica, promuove un oratorio inclusivo e attività sportive. La Fraternità, fondata nel 1964, si impegna nel servizio ai bisognosi, integrando preghiera e lavoro.
Nel 2022, le offerte per i sacerdoti hanno raggiunto poco più di 8,4 milioni di euro, ancora lontani dai 514,7 milioni necessari per garantire una remunerazione adeguata a tutti i sacerdoti delle 226 diocesi italiane. Per sostenere questa causa, è possibile effettuare donazioni sul sito www.unitineldono.it e iscriversi alla newsletter mensile per rimanere informati sulle storie dei sacerdoti e delle comunità.
"Mi Fido di Noi": Microcredito Sociale della CEI e Caritas
Dal 30 giugno, è ufficialmente operativo "Mi Fido di Noi", un nuovo strumento di microcredito sociale promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana e dalla Caritas Italiana. L'iniziativa è sviluppata in collaborazione con la Consulta Nazionale Antiusura e una rete di 68 diocesi aderenti.
«In un periodo storico segnato da povertà crescenti e vulnerabilità diffuse, acuite dalla crisi pandemica e dal caro vita, “Mi Fido di Noi” vuole essere un segno concreto del Giubileo, una chiamata alla remissione del debito e alla ricostruzione di legami in una società spesso frammentata», si legge nel comunicato diffuso dalla CEI. Non si tratta solo di un aiuto economico, ma di un intervento a 360 gradi che crea intorno alla persona una rete di solidarietà per colmare la solitudine.
I tre pilastri su cui si sorregge l'iniziativa sono:
- L'accompagnamento della persona attraverso strumenti educativi e relazionali.
- L'erogazione di microcrediti a condizioni agevolate.
- La raccolta fondi e il sostegno comunitario per alimentare il fondo rotativo.
Il vero cuore di questo strumento è la relazione: ogni persona che si rivolge ai punti di contatto viene accolta, ascoltata e orientata. Ogni diocesi aderente attiva un Punto di contatto, luogo fisico e relazionale dove convergono le esperienze delle Caritas e delle Fondazioni Antiusura. Cinque Fondazioni partner erogano i finanziamenti nelle rispettive aree: Fondazione San Bernardino (Milano - Nord Italia, Toscana), Fondazione Salus Populi Romani (Roma - Centro Italia), Fondazione San Nicola e SS. Medici (Bari - Sud Italia).