La Cattedrale di Asti, dedicata a S. Maria Assunta, rappresenta uno dei massimi esempi di gotico piemontese. L'attuale edificio è il risultato di tre ricostruzioni succedutesi nell’arco di settecento anni, eretto intorno alla prima metà del XIV secolo sui resti di una precedente chiesa romanica. La struttura, lunga 80 metri e larga 25, è realizzata in cotto e tufo, con zone di decorazione policroma che alternano mattoni a pietre arenarie.

Storia e architettura dell'edificio
La fondazione della chiesa risale probabilmente al V-VI secolo. Un momento chiave fu il 1095, quando papa Urbano II, alla presenza del vescovo Oddone, consacrò solennemente la cattedrale romanica. Nel 1323, a causa del cedimento di una navata, venne aperto un nuovo cantiere che diede vita all'imponente fabbrica gotica. Il campanile romanico a base quadrata, che originariamente contava sette piani e ora ne presenta sei, risale al 1266.
La facciata a salienti è organizzata su due ordini. L’ordine inferiore ospita tre portali con ghimberghe: solo quello centrale è attualmente aperto, mentre gli altri furono murati nel 1711 su disposizione del vescovo Milliavacca per consentire la decorazione ad affresco della controfacciata. Lungo il fianco meridionale si trova il Portico Pelletta, principale accesso alla chiesa, impreziosito da un arco ogivale che contorna la statua dell'Assunta e presenta il volto della "Madama Troyana".
L'interno e il presbiterio
All’interno, la pianta a croce latina si articola in tre navate, intervallate da pilastri a fascio quadrilobati. All’intersezione con il transetto si innalza il tiburio a sezione ottagonale. Il presbiterio, ristrutturato nel 1762 dall'architetto Bernardo Vittone su commissione del vescovo Caissotti, ospita un prezioso mosaico pavimentale policromo databile tra il XII ed il XIII secolo.
| Elemento | Dettagli |
|---|---|
| Altare maggiore | Marmi policromi, progettato da Benedetto Alfieri (1732). |
| Stalli corali | Stile rococò, opera di Giuseppe Giacinto Salario (1771). |
| Organi | Strumenti di Liborio Grisanti (XVIII sec.) e dei fratelli Serassi (XIX sec.). |
Le cappelle e il patrimonio artistico
L'interno accoglie numerose cappelle, dono di facoltose famiglie nobiliari astigiane, decorate con altari barocchi e tavole di grande pregio:
- Cappella di S. Giovanni Battista: custodisce la Madonna in trono tra Santi di Gandolfino da Roreto.
- Cappella di S. Giuseppe: ospita lo Sposalizio della Vergine, sempre opera di Gandolfino da Roreto.
- Cappella della Madonna Grande: presenta un altare marmoreo e una statua dell'Assunta in rame argentato, opera dell'orafo Tommaso Groppa.
- Navata sinistra: accoglie il Compianto sul Cristo morto, gruppo scultoreo in terracotta del Cinquecento.

Il contesto urbano: il quartiere della Cattedrale
Il quartiere circostante la Cattedrale è il cuore del borgo antico e testimone delle tradizioni astigiane. A breve distanza si trovano edifici di grande rilevanza storica:
- Palazzo Mazzola: sede dell'Archivio Storico e del Museo del Palio.
- Palazzo Pelletta: storica dimora dei banchieri che finanziarono il portico laterale della chiesa.
- Domus Romana: situata in Via del Varrone, conserva pavimenti musivi originali.
- Complesso di San Giovanni: sede del Museo Diocesano, integrato nel complesso del Duomo.
Il Complesso di San Pietro in Consavia ad Asti
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