La Chiesa Matrice di San Pietro Apostolo a Putignano, sebbene comunemente associata a Polignano a Mare nella ricerca, è un monumento di grande rilievo storico e architettonico situato a Putignano. Le sue origini sono certamente posteriori al 1088, anno in cui Goffredo di Conversano donò il Castellum di Putignano ai benedettini di Santo Stefano.
Le Origini e le Prime Consacrazioni
Nonostante l'impossibilità di stabilire una cronologia certa per le fasi costruttive iniziali, gli studi sugli elementi murari più antichi suggeriscono una datazione tra l'XI e il XII secolo. Un documento certo attesta che il 28 aprile 1158, il Vicario Capitolare di Conversano, unitamente al vescovo di Monopoli e al primicerio della chiesa di Bari, giunsero a Putignano per consacrare la chiesa. Un'antica leggenda narra che fu l'Apostolo San Pietro stesso ad evangelizzare la città nell'anno 45, durante un viaggio che lo avrebbe condotto a Roma. La fondazione della Chiesa è certamente anteriore al IV secolo e già in epoca medievale svolgeva un ruolo centrale nella vita della comunità, affacciandosi sull'antica piazza cittadina in via Palmento, allora nucleo economico e sociale di Putignano. Nel 1085 la chiesa fu rimaneggiata dal Conte di Conversano, Goffredo Normanno, ma fu solo nel 1158 che venne solennemente consacrata dall'Arcivescovo di Bari, Giovanni V, e dai Vescovi di Monopoli e Polignano.
Evoluzione Architettonica e Restauri
La chiesa ha subito numerosi restauri nel corso dei secoli, che ne hanno stravolto la conformazione originaria. L'assetto attuale risale principalmente al 1474, quando l'architetto Angelo Onnini la riprogettò su commissione del Balì Giambattista Carafa. Sulla porta maggiore sono ancora visibili lo stemma del Carafa e quello dell'Università del paese. Sulla porta d'ingresso, invece, domina lo stemma pontificio (la tiara con due chiavi incrociate), a ricordo dell'antico status della chiesa putignanese di "nullius diocesis", ovvero non legata ad alcuna diocesi ma dipendente dalla Santa Sede.

Principali Interventi di Modifica:
- 1615: Costruzione del campanile.
- 1666: Il sindaco Troilo apportò modifiche a proprie spese, sistemando il presbiterio e rifacendo le porte laterali della facciata.
- 1673-1675: Ricostruzione dalle fondamenta del campanile.
- 1676: Aggiunta del presbiterio, abbattimento e rifacimento delle porte laterali del prospetto, costruzione della scalinata esterna con balaustra scolpita.
- 1700-1703: Costruzione dell'attuale coro e del sovrastante cappellone del Crocifisso.
- Inizi XVIII secolo (forse 1727): Ingrandimento della prima cappella a destra, la cappella del SS. Sacramento, che si attestò sull'allora già esistente campanile. Anche le altre due cappelle sulla destra, San Biagio e della Natività, furono ampliate in epoca successiva, probabilmente contemporaneamente, presentando lo stesso tipo di coperture.
- 1731: Rifacimento del Cappellone del Crocifisso e, poco più tardi, ricostruzione di tutto il soffitto in legno dipinto.
- 1751: Rifacimento dell'altare maggiore.
- 1902: Costruzione delle due gradinate d'accesso all'oratorio del SS. Crocifisso e posa del pavimento in marmo.
Architettura Esterna
La struttura è realizzata in muratura, con conci uguali in pietra calcarea, lasciati a vista sul prospetto esterno e intonacati internamente. Si presenta con una pianta rettangolare, a navata unica, con otto cappelle laterali, il presbiterio sopraelevato e un campanile. Sul prospetto esterno, superata la scalinata a ventaglio, si apre il portale monumentale sormontato da un triplice arco a sesto acuto e lunetta piena con architrave e blocchetti squadrati, realizzato su stipiti con doppia cornice in rilievo con motivi vegetali. Si conserva un'iscrizione che attribuisce all'architetto Angelo Onnini l'ampliamento del tempio, con la collaborazione dei cittadini putignanesi, nel periodo in cui Ferdinando Re governava. Al di sopra del portale, un rosone in pietra intagliata del XV secolo, a dodici bracci impreziositi da teste di cherubini, dalla cornice a triplice partito; ai lati e al centro su mensole poggiano tre statuette della Vergine con Bambino, San Pietro e San Paolo. Accanto al portale principale, due ingressi secondari con architrave sormontato da una cornice modanata, e, nella porzione superiore della facciata, due aperture rettangolari.
Sul prospetto nord sono presenti due porte, una più piccola in linea gotica e una più grande, con porta in legno, in corrispondenza dell'altare di San Pietro. Un'altra decorazione a girali fa supporre la presenza di un'altra apertura su questo prospetto, sul quale si aprono anche alcune finestre. Sul prospetto est, oltre a diverse finestre, vi sono due nicchie che ospitano due statue lapidee del XVIII secolo: San Rocco e Sant'Antonio (sebbene nel testo non sia specificato il secondo santo).

Architettura Interna e Patrimonio Artistico
All'interno, l'edificio si presenta a navata unica diviso in due ordini architettonici: dorico inferiore e ionico superiore. Le lesene sulle pareti incorniciano con le arcate le cappelle laterali. Al di sopra dell'ingresso si colloca l'organo ligneo realizzato nel 1771 dall'organaro Pietro de Simone. Il soffitto ligneo, risalente al 1734, è arricchito dalla presenza di due grandi tele (commissionate dal nobile putignanese Giandomenico Spilotros) e dalle ricche decorazioni di ambito tardo barocco che si armonizzano perfettamente con la maestosità scenografica dell'organo e della cantoria in legno dorato, situato sopra il portale d'ingresso.
Le Cattedrali Laterali:
- A destra della navata troviamo la cappella del Santissimo Sacramento (cappella dell'omonima confraternita), consacrata alla fine dei lavori di ristrutturazione del 1727, delimitata da una pregevole cancellata settecentesca in ferro battuto e bronzi e sormontata da una volta a cupola. Qui si trovano tre tele di Andrea Miglionico, pittore formatosi alla scuola di Luca Giordano. L'altare di alta qualità, consacrato nel 1727, è opera del marmoraro napoletano Andrea Raguzzino.
- Nella cappella di San Biagio troviamo un interessante altare barocco in pietra con la statua di San Sebastiano, considerata l'opera prima dell'artista putignanese Stefano da Putignano. Tra le tele, anche una raffigurante San Leonardo, opera dell'artista Vincenzo Fato.
- Segue la cappella della Natività, con un presepe in pietra policroma recentemente restaurato, che ha riportato alla luce affreschi tardo-ottocenteschi rappresentanti scene di vita pastorale.
- A sinistra della navata troviamo il Battistero del XV secolo, con un dipinto sulla parte lignea realizzato nel 1834; l'altare di Sant'Anna con una tela di Nicola Gliri.
- L'altare di San Pietro Apostolo appare maestoso con la statua del santo situata in una nicchia riccamente decorata, opera imponente ed espressiva risalente al 1502 di Stefano da Putignano.
- Infine troviamo l'altare dedicato a San Gregorio, nel quale campeggia una tela ancora attribuita al Miglionico.
Il pulpito in legno e l'acquasantiera risalgono al XVIII secolo. Ai lati dell'altare maggiore vi sono le sculture di San Giovanni Battista, patrono di Putignano, e la statua di Santo Stefano, protettore della città, risalenti al XVIII secolo. Dietro l'altare c'è il coro ligneo e belle vetrate istoriate con scene evangeliche su Gesù, San Pietro e l'Addolorata. L'oratorio (o Cappellone del Crocifisso), comunicante con il presbiterio tramite due scalinate e un loggiato ad arco a tutto sesto, si presenta come un ampio vano sopraelevato a pianta rettangolare, coperto da volte a botte. L'arco di affaccio mostra una ricca decorazione di stucchi raffiguranti eleganti angeli: uno scenografico espediente che guida lo sguardo all'altare del Crocifisso, con la scultura del Cristo di stampo bizantino e le immagini della Madonna e di San Giovanni, riccamente incorniciate tra cherubini e 4 colonne con rilievi vegetali e capitelli scolpiti, che simboleggia il Trionfo della Croce con tutti i simboli della passione. Interessanti appaiono anche i due altari lignei laterali, dipinti e dorati del Settecento, con dossale strombato e spartito in diversi scomparti che hanno funzione di reliquiari.
documentario sulla Basilica di San Pietro in Vaticano
La Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta a Polignano a Mare
Nel cuore della città vecchia di Polignano a Mare sorge la Chiesa Matrice intitolata a Santa Maria Assunta, affacciata sulla piccola piazza Vittorio Emanuele, cuore del centro storico. La Chiesa, dedicata alla Vergine Assunta, sorge sulla stessa area occupata in passato da un tempio pagano. Fu consacrata nel 1295 dal vescovo Guglielmo e in seguito ha subito numerosi interventi che ne hanno modificato sensibilmente l'impianto originario. Fino al 1818 fu cattedrale, anno in cui la piccola diocesi di Polignano fu aggregata a quella di Monopoli.
Caratteristiche Architettoniche
Attualmente la Chiesa si estende su un ampio sagrato, delimitato da un'alta cancellata in ferro, che costituisce parte integrante del complesso architettonico. Allo stile romanico-pugliese si aggiungono inserimenti decorativi e strutturali gotici, rinascimentali e barocchi. La facciata, che unisce il gotico al barocco, termina a cuspide e ha uno sviluppo semplice e lineare; nell'ordine inferiore, al centro, si apre un grande portale architravato e decorato da sculture e bassorilievi; nell'ordine superiore si apre un'elegante bifora gotica. L'articolazione degli spazi interni è definita da una navata centrale e da due navate laterali, scandite da due file di sei colonne. La volta delle navate laterali è in pietra, mentre sulla navata principale e sul transetto si estende un tetto a capriate, coperto da un soffitto ligneo dipinto. Le navate sono pavimentate con lastre in pietra di Trani; la zona presbiterale presenta un rinnovato pavimento in maiolica decorata. Il presbiterio rialzato è delimitato da una balaustra marmorea su cui domina l'altare maggiore costruito nel Settecento. Dietro, l'imponente coro ligneo realizzato fra il 1611 e il 1773 con effetti dorati e figure di santi. Sull'altare maggiore sopraelevato è scenografico il Cappellone del martire San Vito, patrono della città, con le reliquie del santo (un frammento del braccio e la rotula del ginocchio). Ai lati del presbiterio sono le cappelle del Santissimo Sacramento, del Rosario e la cappella Buonospirito o del Presepe, che deriva la sua denominazione dal gruppo scultoreo cinquecentesco, oggi monumento nazionale, che rappresenta la Natività, opera di Stefano da Putignano risalente al 1503. A sinistra della facciata della Chiesa Matrice, sulla cosiddetta cappella del Presepe, si innalza un maestoso campanile, alto 23,75 metri, a tre ordini, costruito in tempi diversi.
Patrimonio Artistico
All'interno sono custodite alcune opere attribuite allo scultore Stefano da Putignano, attivo tra il XVI e il XVII secolo, e l'importante Polittico della Madonna con Bambino e Santi, del XV secolo su tavola dorata di Bartolomeo Vivarini, oltre a una moltitudine di altre piccole opere e a preziosi paramenti sacri donati dall'ex Monastero di San Benedetto, oggi inesistente. Un'opera artistica notevole è l'organo settecentesco di scuola napoletana, situato in alto sull'ingresso. Lo sguardo del visitatore viene subito catturato dalla maestosità dell'altare maggiore (sul retro è un dipinto del '600), dal coro e dalla Cappella di San Vito, il tutto incorniciato da un doppio ordine di archi, imponenti e superbamente decorati. Di particolare rilievo è il coro, situato nell'abside. Risalente al 1611, è costituito da tre ordini di scanni, decorati con dipinti e colonnine: una preziosità di lavoro e arte. La Cappella del Santissimo Crocifisso e quella della Madonna del Rosario fiancheggiano l'altare maggiore. La prima è stata oggetto, nel 2004, di lavori di restauro che hanno portato alla luce frammenti di decorazioni di un altare del '500. Alla stessa epoca risale la croce a Y inserita nella nicchia. La particolare forma del crocifisso rappresenta una vera e propria rarità, in quanto unico esemplare in tutta la Puglia e nel Mezzogiorno. Il Cappellone di San Vito è dedicato al patrono della città. Nella navata centrale l'austera facciata rende ancor più sorprendente l'ingresso alla chiesa, che cattura il visitatore con la scenografica sovrapposizione dei due altari frontali collegati da due scalinate laterali. L'altare maggiore è dominato da sculture di scuola napoletana del secondo Settecento, mentre nella nicchia centrale trova posto l'antichissimo Crocifisso dai vaghi caratteri catalani.