La vita di Carlo Acutis (1991-2006), seppur breve ma intensa, è stata di una "eccezionale normalità". Questo quindicenne milanese, destinato a essere canonizzato, è riconosciuto come il primo "santo millennial" e "influencer" della fede. Carlo, un ragazzo come tanti, frequentava il liceo classico, si divertiva con gli amici, praticava sport e, tra le sue diverse passioni, suonava il sassofono, rivelando al contempo eccellenti capacità informatiche.

Tra Passioni Giovanili e Fede Profonda
Un Adolescente con Interessi Vari
Nato a Londra il 3 maggio 1991, Carlo Acutis si trasferì giovanissimo con la famiglia a Milano. Qui frequentò le scuole elementari e medie presso le suore Marcelline e, più tardi, il liceo classico presso i padri gesuiti dell’Istituto Leone XIII. Carlo conduceva una vita simile a quella di tanti suoi coetanei: giocava a pallone, faceva trekking in montagna, andava in pizzeria con gli amici e suonava il sassofono. Era un ragazzo gentile e comprensivo con tutti, che viveva pienamente la sua età.

La Fede al Centro della Sua Esistenza
Nonostante la sua "normalità", Carlo era allo stesso tempo un ragazzo fuori dal comune. Sin da piccolo manifestò una fortissima fede cattolica che lo portò ben presto ad accostarsi quotidianamente all’Eucaristia e alla preghiera del Rosario. Per lui, i Sacramenti erano i mezzi più potenti per crescere nelle virtù e segni efficaci della misericordia infinita di Dio. L’Eucaristia, in particolare, alimentava in lui un fortissimo desiderio di sintonizzarsi costantemente con la voce del Signore e di vivere sempre alla sua presenza, tanto da definirla "la mia autostrada verso il cielo".
Carlo nutriva una grande amicizia con Gesù, di cui parlava con entusiasmo ai suoi coetanei e ai bambini del catechismo, e un’ammirazione incondizionata per i Santi, in particolare per Francesco d’Assisi. Questa spiccata religiosità non gli impedì mai di vivere pienamente come un ragazzo della sua età; infatti, faceva volontariato, aiutava nei compiti i più piccoli e si dedicava totalmente ai poveri, che serviva alla mensa dei Cappuccini e delle suore di Madre Teresa.
La sua passione più grande era l’informatica, nella quale dimostrò eccellenti capacità. Anche queste furono messe al servizio del Vangelo: Carlo, diventato catechista giovanissimo, si adoperò per usare Internet per opere di apostolato, ideando, tra le altre cose, una mostra online sui miracoli eucaristici. Questa mostra, nata dal suo desiderio di mettere le sue competenze informatiche al servizio della fede, sta ora girando in tutto il mondo.

L'Influencer di Dio e Patrono di Internet
Papa Francesco è rimasto "incantato" da questo giovane, riconoscendo che ha "saputo utilizzare le nuove tecniche di comunicazione per trasmettere il Vangelo, valori e bellezza". Per questo motivo, Carlo Acutis è proposto come patrono di Internet e "l’Influencer di Dio", un vero testimone contemporaneo per i giovani. Carlo scriveva che "quando ci si mette di fronte al sole ci si abbronza... Per non morire come fotocopia", invitando a vivere da originali, ciascuno amato da Dio nella propria unicità. La sua mamma, Antonia Salzano, ha raccontato che Carlo da autodidatta è diventato un programmatore sempre più esperto, realizzando video e riviste online, mettendo al servizio della fede le sue competenze.
La Breve ma Intensa Vita e la Canonizzazione
La vita di Carlo Acutis si interruppe bruscamente nel 2006, quando gli fu diagnosticata una grave leucemia fulminante. In soli dieci giorni la malattia lo condusse alla morte, sopraggiunta il 12 ottobre presso l’ospedale San Gerardo di Monza, ad appena 15 anni di età. Il 2 ottobre Carlo si ammalò e inizialmente si pensò a un'influenza, ma giovedì 12 ottobre alle 6:45 il suo cuore smise di battere. Sabato 14 fu celebrato il funerale presso Santa Maria Segreta a Milano.
Come da sua richiesta, Carlo Acutis è stato sepolto ad Assisi, per la speciale devozione che nutriva per san Francesco, i cui luoghi aveva frequentato fin da bambino. Inizialmente inumato nel cimitero locale, le sue spoglie sono state poi traslate il 6 aprile 2019 presso la chiesa di Santa Maria Maggiore, nel Santuario della Spogliazione, sempre ad Assisi, dove riposano dal 2019. Il suo corpo è esposto in una teca e, con la sua tuta da ginnastica, sembra solo dormire. Il 23 gennaio il corpo di Carlo è stato riesumato in preparazione del processo di beatificazione.

Il Percorso verso la Santità
Trascorsi i cinque anni dalla morte, la causa di beatificazione e canonizzazione è stata aperta nel sesto anniversario della morte, il 12 ottobre 2012, quando Carlo Acutis è stato ufficialmente proclamato "Servo di Dio". Il 13 maggio 2013 è arrivato il Nihil Obsat della Santa Sede, indispensabile per procedere. Il 24 novembre 2016 si è chiusa la fase diocesana del processo e il 5 luglio 2018 papa Francesco ha dichiarato Carlo Acutis "Venerabile".
Il passo successivo è stato compiuto il 10 ottobre 2020, quando Carlo è stato beatificato ad Assisi. È ora in attesa dell’ultima fase del processo di canonizzazione, attesa per il 2025, quando Papa Francesco lo proclamerà Santo. Carlo Acutis è stato testimone appassionato di Cristo, un modo ancora più speciale se commisurato alla sua giovane età. L'enorme popolarità conosciuta dopo la morte ha ispirato forme di devozione in ogni parte del mondo.
Ad Acutis sono state riconosciute due guarigioni prodigiose, necessarie per la beatificazione e la canonizzazione: la prima è quella di Matheus, un bambino brasiliano di sei anni affetto da una rara anomalia congenita del pancreas, svanita al tocco di una reliquia di Carlo; la seconda è quella di Valeria, studentessa costaricana a Firenze, rimessasi completamente da un gravissimo trauma cranico, dopo che la madre aveva pregato sulla tomba di Acutis.
Eredità e Devozione: La Reliquia a Pesaro
La mostra sui miracoli eucaristici ideata da Carlo è stata ospitata anche a Pesaro, nell’ex chiesetta di via della Maternità. In quell’occasione, l’arcivescovo Sandro Salvucci inviò una lettera al Postulatore della causa di canonizzazione di Carlo, chiedendo di avere a disposizione una reliquia. La mamma del Beato, signora Antonia Salzano, accogliendo favorevolmente la richiesta, ha donato all’Arcidiocesi, in modo permanente, la reliquia dei capelli del figlio. Questa è stata ritirata ad Assisi, posta in un reliquiario e accolta, il 15 ottobre 2024, nella chiesa di San Giacomo, dove quotidianamente si vive l’Adorazione Eucaristica animata dalla Comunità monastica "Bet’el".
Le quattro sorelle della Comunità hanno custodito la reliquia all'interno di una teca progettata dall’architetto Luigi Iacopini ed eseguita dalla ditta Costantini, inaugurata martedì 15 luglio insieme alla rampa di accesso alla Chiesa. Per l’occasione è stato creato anche un QR Code che offre sussidi e informazioni sulla storia del giovane santo. Le reliquie, infatti, hanno per i cristiani un valore profondo: rappresentano un invito alla santità e un segno della presenza e dell’azione di Dio nella storia. Il culto delle reliquie, sottolinea la Chiesa, non è adorazione, ma una forma di venerazione rivolta, attraverso i Santi, a Dio.
La Fondazione Carlo Acutis oggi si impegna a valorizzare la sua testimonianza e la sua eredità morale e spirituale. La memoria liturgica del beato Carlo Acutis viene celebrata ogni anno il 12 ottobre, giorno della sua morte. In questa data, in vari luoghi, come il Santuario della Spogliazione ad Assisi, si tengono momenti di preghiera, riflessione e musica per onorare il giovane beato.
