Nel cuore del centro storico di Ferrara si erge maestosa la Cattedrale di San Giorgio Martire, uno dei simboli più affascinanti della città. La sua imponente facciata a tre cuspidi, le sculture medievali, gli affreschi rinascimentali e i tesori nascosti al suo interno raccontano secoli di arte, fede e storia. Come chiesa principale di una diocesi, essa prende il nome dalla presenza della cattedra vescovile.
Il Duomo di Ferrara, come si presenta oggi, costituisce uno straordinario palinsesto generato dagli incisivi interventi che si sono susseguiti nel corso dei secoli sulla cattedrale romanica, costruita attorno al 1135 a sostituzione dell’antico duomo sulla sponda meridionale del Po (l'attuale S. Giorgio oltrepò). La chiesa cattedrale è giunta alla realtà attuale attraverso l’avvicendarsi nei secoli di aggiunte, modifiche e restauri che ne hanno variato l’aspetto esterno e completamente mutato l’assetto interno. La Cattedrale occupa una posizione centralissima, sorgendo di fronte alla facciata principale del Palazzo Comunale e accanto alla Piazza Trento e Trieste, che un tempo ospitava il mercato cittadino.

Dalle Origini al Medioevo: La Nascita del Duomo
Nel 1133 cominciarono i lavori di costruzione della Cattedrale di Ferrara, dedicata a San Giorgio. Per questa si decise di utilizzare uno spazio all’interno della cinta muraria, un terreno fangoso al centro della città che venne appositamente bonificato. Negli anni tra il 1133 e il 1136 il cantiere per la costruzione della basilica era già aperto e la prima fase dei lavori era già iniziata.
Con la scelta di trasferire la Cattedrale entro le mura si dava inizio alla costruzione della chiesa più sontuosa e importante di Ferrara e alla realizzazione del desiderio di affermazione della Città nei confronti del dominio Pontificio che nel Medioevo la governava. Il Duomo venne pensato e designato per divenire il fulcro di quel nascente Comune che andava sempre più reclamando la propria indipendenza.
Il maggiore finanziatore dell’opera fu Guglielmo II degli Adelardi, un ricco possidente facente parte di quel gruppo d’influenza filo-papale che salì al potere a Ferrara.
L'architetto che si occupò della sua progettazione fu Nicolò, giunto in città dopo aver terminato i lavori alla Sacra di San Michele, ancora oggi chiesa madre della Val di Susa. Il portale principale è sormontato dalla composizione di San Giorgio nell'atto di uccidere il drago e presenta un’iscrizione che ricorda ed esalta la mirabile opera di Nicolò. Nicholaus, che firma opere scultoree in facciata, fu probabilmente anche il progettista dell’impaginato architettonico, ispirato alla cattedrale di Modena e, forse, anche a quella di Pisa.
La cattedrale venne terminata probabilmente tra il 1135 e il 1147. Già nel 1135 fu consacrata e dedicata a San Giorgio, come si legge nell’iscrizione in volgare nell’atrio della chiesa. Tuttavia, la consacrazione ufficiale dell’altare maggiore è da ricondurre piuttosto al 1177, quando Papa Alessandro III vi celebrò una Santa Messa di benedizione. Già nel 1143 la sede episcopale era stata trasferita da Lanfranco nel nuovo Duomo e il suo successore Grifo, nel 1149, vi svolgeva ormai la massima parte delle sue attività in collaborazione con i canonici, anch’essi già stabilitisi nella nuova sede, dopo l’abbandono della vecchia sede di San Giorgio oltrepò.
L'Architettura Esterna: Un Dialogo tra Romanico e Gotico
La grandiosa facciata della Cattedrale porta i segni di tutte le epoche storiche attraversate dalla città, presentando una straordinaria combinazione di stili.
Il Corpo Inferiore Romanico
La parte inferiore della facciata, iniziata nel 1135 e realizzata nell’imponenza tipica delle chiese in stile romanico, è robusta, solida e decorata con rilievi intensi. Le tre ampie porte d’accesso si aprono in un’austera parete liscia che non vede nessun fasto troppo ostentato. Sopra il portale centrale, da non perdere il bellissimo gruppo scultoreo del San Giorgio che uccide il drago e le scene del Nuovo Testamento, firmate dallo scultore Nicholaus.
Il Corpo Superiore Gotico
Il discorso cambia radicalmente salendo lungo il primo ordine di loggette: la parte superiore, aggiunta qualche decennio più tardi, è gotica. È più slanciata, ornata da numerose arcatelle riunite in trifore, a loro volta sovrastate da rosoni decorati ricompresi in archi a sesto acuto. I maestosi timpani sono infine completati da tre ampi rosoni e da una galleria di piccoli archi che va ad impreziosirne gli spioventi.
Alcuni particolari, postumi alla creazione della facciata, presentano caratteristiche gotiche come il Giudizio universale posto sul protiro sorretto da due ippogrifi o la statua della Madonna col bambino posta in una loggia sopra il portale centrale, attribuita a Michele da Firenze e risalente alla prima metà del Quattrocento.
In origine la solenne facciata, oggi tripartita da due poderosi contrafforti cuspidati e intramezzati da fasci di colonnine, era probabilmente monocuspidata, secondo il modello lanfranchiano del duomo di Modena. Nel XIII secolo i due registri laterali della facciata furono sopraelevati fino a raggiungere il livello di quello centrale, dando vita a una singolare facciata a schermo, ibrido ben riuscito tra modelli del gotico europeo e radici padane.
Elementi Laterali e Storici
Due elementi laterali ricordano il profondo legame del Duomo con la storia cittadina:
- A sinistra, presso l’ingresso minore, si trova un busto in bronzo raffigurante Clemente VII, opera seicentesca di Giorgio d’Albenga. L'epigrafe commemorativa sotto la statua racconta il ritorno della città di Ferrara sotto il dominio dello Stato Pontificio nel 1598, voluto da Clemente VIII.
- A destra, una statua del Marchese Alberto d’Este (fondatore dell’Università nel 1391) è custodita in una nicchia gotica.

Il Lato Sud: La Loggia dei Merciai e la Porta dei Mesi
Lungo Piazza Trento e Trieste, la fiancata della Cattedrale si presenta altrettanto affascinante. Al piano inferiore corre la Loggia dei Merciai, dove sin dal Medioevo si trovano botteghe e negozi, una rara testimonianza dell’uso quotidiano della Cattedrale nei secoli. Nel 1478 vennero annesse alla costruzione anche le botteghe dei mercanti che erano state costruite a ridosso della parete esterna, tramite la costruzione di un porticato detto “Loggia degli strazzaroli”. Due logge superiori con colonnine scolpite decorano elegantemente la parete.
La presenza del porticato commerciale mantiene nascosto lo zoccolo in marmo che circonda le quattro pareti e proprio sul lato destro riporta l’incisione di un decreto comunale nel 1173, ritenuto documento di fondamentale importanza per la ricostruzione della storia medievale di Ferrara, purtroppo oggi conosciuto solo in modo frammentario.
Al centro del lato sud si intravedono i resti dell’antica Porta dei Mesi. Fino alla metà del 1700 si trovava al centro di questo lato della chiesa un immenso portone che, decorato con tutte le allegorie dei mesi dell’anno, permetteva l’accesso diretto alla cattedrale. Questa entrata era stata completata intorno al 1230 e ornata di rilievi raffiguranti i simboli dei dodici mesi e dei segni zodiacali. Originariamente doveva essere dotata di un protiro, con l'intento del progettista di porre una seconda entrata di splendore pari a quella del portale maggiore. La porta, della quale si conservano molte formelle decorative all'interno del Museo della Cattedrale, venne distrutta nel 1717.
Il Campanile e l'Abside: Trasformazioni Rinascimentali
Grandi trasformazioni avvennero nel XV secolo. In un primo momento si avviò il lungo cantiere della torre campanaria. Il campanile, in marmo bianco e rosa, svetta incompiuto, ma affascinante. Il suo cantiere fu voluto da Nicolò III d’Este (1412) e poi da Borso (1451), su verosimile disegno di Leon Battista Alberti.
I quattro grandi blocchi in cui la muratura della torre è suddivisa per mezzo di cornicioni aggettanti, sono decorati da paraste semi-cilindriche sovrastate da archi a tutto sesto, tra i quali trovano posto pennacchi contenenti elementi decorativi. Alla base della torre si trovano invece i simboli dei quattro Evangelisti, mentre nel secondo cubo marmoreo furono posti cinque quattrocenteschi scudi sporgenti, raffiguranti stemmi dell’epoca comunale.
Successivamente, verso la fine del secolo, si realizzò il rifacimento dell’abside, su progetto di Biagio Rossetti (1498), commissionato da Ercole I.
L'Interno Barocco: Un Palinsesto Artistico
L’interno della chiesa risulta completamente differente rispetto al corpo esterno. L'attuale conformazione dello spazio interno della Cattedrale di San Giorgio è frutto di un radicale rifacimento del 1712-1728 ad opera dell’architetto F. Mazzarelli su indicazione del cardinal Dal Verme. È predominante lo stile barocco, che decora completamente le tre navate, trasformando la basilica da un'originaria struttura medievale a cinque navate.
Fa da preludio all’ingresso un grande atrio dove sono collocate le statue che originariamente reggevano il portico (quelle esterne sono copie ottocentesche). L'altare maggiore è un’opera di Celio Tirini del 1728 e venne strutturato riutilizzando materiali ravennati. Già nel 1636, l’architetto Luca Danese aveva risistemato l’ultima campata prima del coro, che necessitava un consolidamento statico.
La cattedrale è piena di capolavori e tra questi vale la pena ricordare numerosi dipinti del Guercino (inclusa l'opera del 1629 Il martirio del Santo sull'altare del braccio destro del transetto), del Garofalo e di Francesco Francia, ammirabili nelle cappelle laterali.

Impatto Sismico e Criticità Strutturali
La storia della Cattedrale è stata segnata anche da eventi sismici che ne hanno compromesso la stabilità. Tra il novembre del 1570 e la fine del 1574, Ferrara fu l’epicentro di una lunga e forte sequenza sismica, con più di duemila scosse, principalmente concentrate tra novembre e febbraio del 1570-1571. Molte delle abitazioni furono danneggiate, quasi tutti gli edifici pubblici e le chiese registrarono crolli parziali e lesioni, nonché sconnessioni delle strutture portanti. Anche il 20 e 29 maggio 2012 la terra in Emilia tremò nuovamente.
A seguito delle verifiche sui danni post-sisma, nella Cattedrale sono emerse importanti criticità negli otto pilastri principali, che ne hanno ridotto la capacità portante sotto i livelli minimi imposti dalle norme, anche per effetto del loro stesso peso e di quello della navata sovrastante. Il progetto di adeguamento della Cattedrale in stile barocco nel Settecento, ha portato all’inglobamento di quella originaria medievale a cinque navate in una basilica a tre navate, con i nuovi pilastri che hanno incluso al loro interno quelli polilobati più antichi. Questa scelta architettonica ha fin dalla sua realizzazione manifestato criticità strutturali evidenti.
La presenza di due nuclei diversi scarsamente collegati tra loro o addirittura non collegati, e l’aggravio di carichi derivante anche dalla costruzione delle grandi cupole dei transetti, ha causato costantemente problematiche che hanno richiesto interventi ripetuti nel corso degli ultimi due secoli, senza tuttavia arrivare ad una soluzione definitiva.

Il Museo della Cattedrale di Ferrara
Il Museo della Cattedrale conserva numerosi reperti che raccontano la storia e l'evoluzione artistica del Duomo. La prima inaugurazione del Museo ebbe luogo nel 1929, quando i reperti risalenti alla prima costruzione della chiesa trovarono catalogazione e stabile sede nel piano al di sopra dell’atrio, creato nel restauro del 1700.
Nel 2000, grazie ad una convenzione tra il Capitolo della Cattedrale e il Comune di Ferrara, il Museo venne trasferito nel complesso monastico di San Romano, a pochi metri dal Duomo. Nella sala principale dell’ex-convento trovarono opportuna sistemazione alcuni antichi libri che contenevano le preghiere e i canti utili all’animazione delle celebrazioni liturgiche. Tra una raccolta di inni e un salterio spiccano ben ventidue corali atlantici, che risalgono all’epoca rinascimentale. Inoltre, il museo custodisce le preziose sculture dell'antica Porta dei Mesi, distrutte nel XVIII secolo.

Informazioni Utili
- Orari di Apertura:
- Feriali: 7.30-12.00 | 15.30-19.00
- Festivi: 8.00 -13.00 | 16.00-20.00
- Orari S.S. Messe:
- Orario feriale: 8.00 - 10.00 -18.00
- Orario festivo: 8.30 - 10.00 - 11.30 - 17.30 - 19.00
- Orario prefestivo: 18.00
- Prezzi: Ingresso gratuito
- Accessibilità: Accessibile a persone diversamente abili. Per l'accesso, rivolgersi all'ingresso al personale di servizio (tel. 388 3788600); l'ingresso avviene da un accesso laterale, posto a fianco del Campanile.
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