Basilica di San Francesco ad Arezzo: Storia, Arte e Spiritualità

La Basilica di San Francesco è uno dei luoghi di culto cattolico più significativi di Arezzo, rinomata a livello mondiale per il suo prezioso ciclo di affreschi realizzato da Piero della Francesca nella Cappella Bacci. Quest'opera monumentale, dipinta tra il 1453 e il 1464, narra le Storie della Vera Croce, rappresentando un capolavoro assoluto del Rinascimento e un punto di riferimento fondamentale per l'arte di tutti i tempi.

Vista esterna della Basilica di San Francesco ad Arezzo

Storia della Basilica

I frati francescani si stabilirono ad Arezzo tra il 1211 e il 1217, inizialmente sulla collina del Maccagnolo, per poi trasferirsi nel 1232 sul Poggio del Sole, allora al di fuori delle mura cittadine. Nel 1290, il Comune invitò i frati a stabilirsi all'interno della cerchia muraria, concedendo loro un terreno per la costruzione della chiesa e del convento. Il progetto della basilica, attribuito a Fra’ Giovanni da Pistoia, vide la sua costruzione protrarsi fino agli anni Settanta del XIV secolo. Una generosa donazione di Monna Tessa permise di iniziare il rivestimento della facciata, ma per mancanza di fondi si realizzò solo lo zoccolo. Il campanile fu edificato tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, e nel corso del Seicento la chiesa assunse un aspetto barocco. Un importante restauro a metà dell'Ottocento portò alla rimozione delle sovrastrutture seicentesche, riportando alla luce la struttura originale.

Il Maestro di San Francesco e il Grande Crocifisso

Un elemento di grande rilievo nella basilica è il Grande Crocifisso, attribuito al Maestro di San Francesco. Quest'opera, risalente al periodo 1270-1280, è collocata sull'altare maggiore e si ritiene che la sua presenza abbia ispirato il commissionamento del grande ciclo di affreschi.

Il Grande Crocifisso ligneo attribuito al Maestro di San Francesco

Il Maestro di San Francesco, attivo in Umbria tra il 1260 e il 1280, è noto per i suoi dipinti caratterizzati da un'intensa espressività e un marcato pathos. La sua opera a San Francesco di Arezzo è considerata di fondamentale importanza per comprendere le origini dell'arte rinascimentale in Italia.

Il Capolavoro di Piero della Francesca: Le Storie della Vera Croce

Il cuore artistico della basilica è senza dubbio la Cappella Maggiore, o Cappella Bacci, che ospita il celeberrimo ciclo di affreschi di Piero della Francesca, le Storie della Vera Croce. Questo straordinario ciclo pittorico, realizzato tra il 1452 e il 1466, narra la storia del legno della Croce di Cristo, partendo dal seme dell'albero posto nella bocca di Adamo morente fino alla riconquista della Croce da parte dell'imperatore Eraclio e al suo ingresso a Gerusalemme. Le scene, basate sulla Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine, si sviluppano su tre livelli, coprendo le pareti laterali e di fondo della cappella.

Affresco di Piero della Francesca nella Cappella Bacci, Basilica di San Francesco, Arezzo

La "pittura di luce" di Piero della Francesca, caratterizzata da cristallina leggibilità, forme definite, sapiente gestione dello spazio e un uso magistrale del colore, viene ulteriormente esaltata dalla nuova illuminazione del progetto Light is Back di iGuzzini.

Le visite alla Cappella Bacci sono possibili esclusivamente su prenotazione, con gruppi limitati a un massimo di 30 persone per turni di 30 minuti, per preservare l'integrità di questo capolavoro.

Altre Opere d'Arte nella Basilica

Oltre al ciclo di Piero della Francesca, la basilica custodisce numerose altre opere d'arte di pregio, che spaziano dal XIV al XVI secolo, sebbene molte siano purtroppo lacunose o deteriorate:

Controfacciata

  • Madonna in trono con il Bambino di Domenico Pecori (inizi del XVI secolo).
  • Affreschi della prima metà del Quattrocento con La cena in casa del Fariseo, San Francesco in gloria ed Ecce Homo, attribuiti a Giovanni d'Agnolo di Balduccio.
  • Sposalizio mistico di Santa Caterina e San Cristoforo di Scheggia, fratello di Masaccio.
  • Il perdono della Porziuncola di Guillaume de Marcillat, splendida vetrata del 1524.

Navata

  • Cappella dei Caduti: Deposizione del caduto di Giuseppe Cassioli (1926).
  • Cappella di Sant’Antonio: Storie di Sant’Antonio da Padova e Visitazione della Madonna a Sant’Elisabetta di Lorentino d’Andrea (circa 1280).
  • Pentecoste di Spinello Aretino, affresco staccato dallo scomparso Ospedale dello Spirito Santo.
  • Cappella Catenacci: Affreschi di scuola spinelliana (primo Quattrocento) con San Francesco glorioso e San Michele Arcangelo, e un tabernacolo domestico con il Crocifisso tra i dolenti.
  • Spinello Aretino è presente anche con la Sant’Elisabetta d’Ungheria.
  • Cappella Muratori: L’estasi di San Francesco di Bernardino Santini (prima metà del Seicento) e Adorazione dei Magi di Giovanni Antonio Lappoli (1529) su disegno di Rosso Fiorentino.
  • Cappella di Pagno di Maffeo: Monumento funebre in terracotta del giureconsulto Francesco Rosselli, opera di Michele da Firenze (1439).
  • Cappella Tarlati: Annunciazione su tavola di Neri di Bicci (1470) e affresco staccato con l’Annunciazione di Matteo Lappoli (inizio Cinquecento).
  • Cappella Guasconi: Trittico di inizio Quattrocento con la Madonna che porge la Cintola a San Tommaso e Santi di Niccolò di Pietro Gerini, e affreschi con Le storie di Sant’Egidio e San Michele di Spinello Aretino (conclusi nel 1404).
  • Affreschi di Spinello Aretino o Andrea di Nerio (seconda metà del XIV secolo) con Maria e San Francesco che confortano San Giovanni Damasceno in carcere, Annunciazione, Battesimo di Cristo, Matrimonio mistico di Santa Caterina, San Michele Arcangelo e San Francesco che riceve le stimmate.
  • Cappella Gozzari: Sarcofago romano con i resti del Beato Benedetto Sinigardi e affresco di Parri di Spinello con i SS. Donnino e Nicola (primo Quattrocento).
  • Cappella della Fraternita dei Laici: Madonna in trono con quattro santi coronati di Parri di Spinello (prima metà del XV secolo) e statua con la Madonna Immacolata di Mario Moschi (1962).
  • Cappella Catenacci: Crocifisso trecentesco di scuola toscana.
  • Cappella Lambardi: Affreschi di Antonio d’Anghiari con Crocifissione con San Francesco e Due santi cavalieri a guardia della Porta Clausa di Roma (metà Quattrocento).
  • Cappella Tavanti: Storie di San Bartolomeo di Lorentino d’Andrea (seconda metà del XV secolo).
  • Affresco con la Madonna con il Bambino tra i SS.

Vetrata di Guglielmo de Marcillat

Tra le opere di particolare rilievo spiccano anche le vetrate istoriate di Guglielmo de Marcillat, tra cui l'"Occhio" con Il perdono della Porziuncola del 1524, che arricchisce la controfacciata con la sua vibrante luce.

La Chiesa Inferiore

Sotto la navata principale si trova la chiesa inferiore, una struttura a tre navate attualmente utilizzata come sede espositiva, che conserva anch'essa testimonianze artistiche degne di nota.

Aspetti Pastorali e Amministrativi

Il testo include anche informazioni relative alla struttura pastorale e amministrativa della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, con numerosi riferimenti a nomine, sostituzioni e ruoli di sacerdoti e figure ecclesiastiche. Queste informazioni, sebbene dettagliate, riguardano principalmente l'organizzazione interna della diocesi e non sono direttamente legate alla storia artistica o architettonica della Basilica di San Francesco.

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