La Cattedrale di Sant'Antonio Abate, suggestiva concattedrale, si erge nel centro storico di Castelsardo, in una posizione panoramica a picco sul mare. L'edificio fonde stilisticamente elementi del gotico catalano e del classicismo rinascimentale, rappresentando un esempio notevole dell'architettura religiosa sarda.
Storia e Trasformazione Architettonica
La cattedrale ha una storia ricca e complessa, che inizia con una preesistente chiesetta romanica dedicata a Sant'Antonio Abate, situata nel borgo fortificato. Nel 1503, questa chiesa divenne la sede della "cattedra vescovile" di Ampurias. A seguito di questo importante evento, l'edificio venne ampliato tra il 1597 e il 1606, per volere dell'allora vescovo Giovanni Sanna, il quale volle l'aggiunta di elementi tipici del classicismo rinascimentale, conferendole così il titolo di Cattedrale.
L'edificio fu completato nel 1727 con la costruzione del matroneo e con l'altare finemente decorato dedicato a Sant'Antonio, patrono della Città, situato nella testata del transetto.

L'Architettura Interna
L'interno della Cattedrale è prevalentemente gotico, sebbene abbia subito numerosi rifacimenti che ne hanno modificato l'aspetto originario. Nella sua struttura convivono stili diversi, testimonianza delle diverse epoche costruttive.
L'intervento secentesco, in particolare, ha conferito all'edificio una pianta a croce latina, caratterizzata da un'unica navata con volta a botte ribassata e cappelle laterali su contrafforti. L'abside è a pianta quadrangolare con volta a crociera. La volta all’incrocio della navata col transetto è a crociera, generata da quattro pilastri a fascio con capitelli scolpiti. Il presbiterio, rialzato e chiuso da una balaustra marmorea, presenta un'area leggermente inclinata verso destra, una scelta architettonica che evoca il racconto evangelico del Cristo che inclina il capo prima del sospiro finale.

Patrimonio Artistico e Decorativo
Gli ambienti della chiesa sono riccamente arricchiti da arredi lignei, altari barocchi e statue, risalenti al Sei-Settecento. Tra le opere più significative spicca l’altare maggiore in marmo del 1810, situato nell'abside, che accoglie la preziosa tavola della Madonna assisa in trono con Bambino, dipinta nel XV secolo dall'artista noto come il "Maestro di Castelsardo". Questa tavola fa parte di un retablo smembrato, le cui altre parti superstiti sono conservate nel Museo Diocesano, ospitato nelle cripte della Cattedrale.
Particolarmente pregevoli sono gli intagli e le decorazioni policrome della cappella laterale intitolata a San Filippo Neri. La cappella della Vergine, invece, è coperta da cupolette ottagone con pareti lastricate di azulejos, le caratteristiche mattonelle maiolicate di cultura arabo-spagnola.
Sopra l’entrata è presente il bellissimo organo a canne settecentesco con ante decorate, considerato il più bello della Sardegna. Questo strumento, recentemente restaurato e perfettamente funzionante, è anche situato sulla cantoria in controfacciata e rappresenta un elemento di grande interesse artistico e musicale.

Il Campanile
Il campanile della Cattedrale ha una storia peculiare: venne ricavato direttamente da una torre delle antiche mura, originariamente un faro. La sua trasformazione in campanile è decisamente successiva all’edificazione dell’edificio religioso principale. Attualmente, la torre si presenta con una cupola di maioliche colorate, che la rendono un punto di riferimento visibile e iconico nel paesaggio di Castelsardo. Al suo interno, il campanile ospita quattro campane di bronzo, il cui suggestivo suono diffonde le melodie, con mestizia, gioia o solennità, a seconda delle occasioni, accompagnando la vita della comunità locale.
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