La Bibbia e l'Omosessualità: Un'Analisi Approfondita degli Argomenti e delle Interpretazioni

IN MOLTI paesi il matrimonio gay è ancora oggetto di controversia. Negli Stati Uniti, nel 2015, la Corte Suprema lo ha dichiarato legale in tutta la nazione, e le ricerche in Internet su questo argomento sono subito schizzate alle stelle. La Bibbia non parla nello specifico dei diritti legali che riguardano il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Molti credono di saperlo, ma non hanno mai esaminato veramente la Bibbia; le risposte che danno, infatti, sono spesso contraddittorie.

Le Condanne Bibliche degli Atti Omosessuali e il Loro Contesto

Alcuni affermano che la Bibbia sia chiaramente contro i gay. È vero che la Bibbia menziona gli “uomini che giacciono con uomini” tra coloro che “non erediteranno il regno di Dio” (1 Corinti 6:9, 10). La Bibbia condanna le attività sessuali che non avvengono tra marito e moglie, siano esse omosessuali o eterosessuali (1 Corinti 6:18). Dio ha creato gli esseri umani perché abbiano rapporti sessuali solo nell’ambito del matrimonio fra un uomo e una donna (Genesi 1:27, 28; Levitico 18:22; Proverbi 5:18, 19). Tuttavia, una lettura attenta del testo rivela che la Bibbia non risponde mai in modo definitivo alla questione dell'omosessualità intesa come identità, orientamento o stile di vita.

Sodoma e Gomorra: Oltre il Pretesto Omofobico

Il primo passaggio biblico usato per giustificare la condanna dell’omosessualità è il racconto di Sodoma e Gomorra nel libro della Genesi. Da lì derivano espressioni come “sodomita” o “legge sulla sodomia”, con cui si è arrivati a criminalizzare i rapporti tra persone dello stesso sesso, anche se consenzienti. Nel testo, un gruppo di uomini si accanisce contro Lot, chiedendogli di far uscire i suoi ospiti (che in realtà sono angeli) per poterli violentare (Genesi 19:4-9). Tuttavia, come sottolineato dal teologo Obery M. Hendricks, Jr., anche una lettura superficiale del passo mostra che quegli uomini non vengono identificati come omosessuali. Eppure, da questo episodio si è arrivati ad affermare che gli abitanti di Sodoma fossero omosessuali e che Dio abbia distrutto la città per colpa dell’omosessualità dilagante.

La Scrittura stessa, in realtà, fornisce motivazioni ben diverse per la condanna di Sodoma. Già in Genesi 13:13, Dio la giudica “malvagia”, senza specificarne il motivo. Il profeta Ezechiele precisa: “Questa fu l’iniquità di Sodoma tua sorella: superbia, abbondanza di cibo e ozio indolente; ma non soccorreva il povero e il bisognoso” (Ezechiele 16:49-50). Anche Geremia (23:13) e Gesù stesso (Matteo 10:14-15) si rifanno a questa lettura. Eppure il termine “sodomita” è diventato sinonimo di “persona omosessuale”, una distorsione senza alcun fondamento biblico. Se si volesse prendere alla lettera la storia di Sodoma, allora bisognerebbe accettare anche l’idea - presente nel racconto - che sia giusto offrire le proprie figlie per placare la violenza di una folla (Genesi 19:8).

Ricostruzione artistica di Sodoma e Gomorra in fiamme o illustrazione dell'episodio di Lot che offre ospitalità agli angeli

Il Levitico e il Contesto delle Pratiche Religiose Cananee

I soli altri riferimenti diretti a rapporti tra uomini si trovano nel Levitico e nel Deuteronomio. Curiosamente, l’Antico Testamento non menziona mai il lesbismo. Le norme di Levitico e Deuteronomio vanno comprese nel contesto storico dell’insediamento degli Israeliti in Canaan, dove erano in vigore pratiche religiose molto diverse. Alcuni riti prevedevano che i sacerdoti maschi si travestissero, assumessero ruoli femminili o addirittura si facessero castrare per onorare divinità della fertilità. Per evitare che gli Israeliti adottassero questi culti, furono promulgate leggi severe: “Non vi sia tra le figlie d’Israele alcuna che si prostituisca nei templi, né tra i figli d’Israele alcuno che lo faccia” (Deuteronomio 23:17). Si tratta di precetti nati per preservare l’identità religiosa e culturale del popolo ebraico, più che per fornire insegnamenti morali validi per sempre.

Mappa delle antiche civiltà del Vicino Oriente con evidenziate Canaan e Israele ai tempi del Levitico

Gli Scritti di Paolo: Dibattiti Terminologici e Contestuali

In Romani 1:26-27 leggiamo: “Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami; infatti le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura; allo stesso modo anche gli uomini, abbandonando i rapporti naturali con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri”. Qui Paolo non sta parlando di omosessualità come orientamento. Piuttosto, si riferirebbe a persone eterosessuali che si abbandonano a eccessi, a rapporti disordinati, a una sessualità fuori controllo. Paolo ha costruito la sua argomentazione teologica sulla distinzione giudeo-greco, ma l’ha poi estesa alla distinzione schiavo-libero e alla distinzione uomo-donna.

In 1 Corinzi 6:9-10, Paolo scrive: “Non illudetevi: né fornicatori, né idolatri, né adulteri, né effeminati (malakoi), né sodomiti (arsenokoitai), né ladri… erediteranno il Regno di Dio”. I termini greci utilizzati sono oggetto di dibattito. Malakoi significa letteralmente “morbidi” o “effeminati” e potrebbe riferirsi a giovani vittime di prostituzione coatta. Arsenokoitai è ancora più incerto: potrebbe indicare rapporti sessuali tra uomini, forse di tipo predatorio o sfruttatore. La verità è che non sappiamo con certezza a cosa si riferisse Paolo in modo definitivo.

La Distinzione tra Tendenze e Azioni: Il Controllo degli Impulsi

La Bibbia non parla dei desideri omosessuali dal punto di vista biologico, anche se riconosce che tutti nasciamo con la tendenza ad andare contro i comandi di Dio (Romani 7:21-25). Riconosce che certe caratteristiche possono essere profondamente radicate. Questo ragionamento, però, non implica che una persona debba assecondare i propri impulsi, né che gli impulsi sessuali in particolare siano così forti da non poter essere tenuti a freno. In realtà, la Bibbia conferisce dignità agli esseri umani assicurando loro che sono in grado di controllare i propri impulsi. La Bibbia dice: “Non fatevi controllare dal vostro corpo. Reprimete qualsiasi desiderio verso le pratiche sessuali sbagliate” (Colossesi 3:5, Contemporary English Version).

Per reprimere i desideri sbagliati, che portano ad azioni sbagliate, è necessario controllare i propri pensieri. Se si nutre regolarmente la propria mente di pensieri sani, si sarà in grado di scacciare più prontamente i desideri sbagliati (Filippesi 4:8; Giacomo 1:14, 15). Anche se all’inizio si potrebbe fare molta fatica, è probabile che col tempo diventi tutto più facile. Questo principio è applicabile a diverse condotte: alcuni esperti dicono che certi comportamenti, come gli scatti violenti, potrebbero avere una base genetica, ma la Bibbia riconosce che ci sono persone che ‘si danno all’ira’ e ‘sono inclini al furore’ (Proverbi 22:24; 29:22), e in pochi dissentirebbero su questo consiglio o direbbero che è crudele verso chi tende a essere violento.

La Bibbia fa pertanto una distinzione tra tendenze e azioni (Romani 7:16-25). Anche milioni di persone che hanno desideri eterosessuali lottano per conformarsi alle norme della Bibbia. Ad esempio i single che non riescono a trovare un coniuge scelgono di controllare i propri impulsi sessuali nonostante le tentazioni che possono presentarsi loro; lo stesso vale per chi è sposato con qualcuno che non è in grado di avere rapporti sessuali. Nel I secolo coloro che volevano abbracciare il cristianesimo avevano culture e stili di vita diversi, e alcuni di loro cambiarono radicalmente modo di vivere. Con le parole “questo eravate alcuni di voi”, la Bibbia non dice che un cristiano non proverà mai un desiderio sbagliato, ma piuttosto che lui, o lei, sceglie di non assecondare quei desideri.

La Posizione dei Testimoni di Geova

I Testimoni di Geova scelgono di vivere secondo il codice morale stabilito dalla Bibbia. Non approvano i comportamenti che vengono condannati dalla Bibbia. Nello stesso tempo, cercano di ‘perseguire la pace con tutti’ (Ebrei 12:14). Non impongono ad altri le loro idee; non prendono parte a crimini omofobici né sono contenti quando sanno che vengono commessi. Assumono una posizione simile nei confronti di qualsiasi condotta che sia in contrasto con le norme della Bibbia, compresi i rapporti eterosessuali tra due persone non sposate tra loro.

L'Approccio Inclusivo di Gesù e la Rilevanza dell'Ermeneutica Moderna

Il Silenzio di Gesù e il Suo Messaggio di Amore

Nei Vangeli, Gesù non pronuncia nemmeno una parola sull’omosessualità. Quello che dice, invece, è che i due comandamenti più importanti sono: “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore” e “Amerai il tuo prossimo come te stesso” (Matteo 22:37-39). Gesù dirà poi che il criterio del giudizio finale sarà la giustizia: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare… ero forestiero e mi avete accolto…” (Matteo 25:35). Il Vangelo secondo Marco riporta che Gesù è entrato nel tempio di Gerusalemme in tre occasioni. Durante la sua terza visita, ha incontrato tutti i responsabili del tempio, fra cui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani. Le “persone ordinarie” (Marco 11:32 e 12:12) hanno riconosciuto che Gesù proclamava un vangelo d’inclusione. Gesù si è confrontato con i Sadducei, che utilizzavano la propria interpretazione della Scrittura per escludere (Marco 12:24), riconoscendo che avevano limitato la capacità di Dio di essere diverso dalle concezioni tradizionali. Coloro che vogliono escludere gli omosessuali dal regno di Dio scelgono spesso di ignorare Gesù e si soffermano sull’Antico Testamento, in particolare su Genesi 19.

Le Sfide della Traduzione e i Pregiudizi Storici

Per avere una visione completa, è fondamentale comprendere il ruolo della traduzione e dell'interpretazione. Non esiste una traduzione perfetta: nessuna lingua ha vocaboli i cui significati collimano perfettamente con un’altra lingua, e perciò è compito del traduttore trovare le parole che gli sembrano più adatte. La Bibbia, specialmente l'Antico Testamento, fu scritta in ebraico antico, una lingua semitica molto complessa da tradurre. Attraverso secoli di traduzioni (dall'ebraico al greco, poi al latino e infine alle lingue moderne), molto del messaggio originario può essere stato alterato. I traduttori antichi vivevano in una società patriarcale totalmente diversa dalla nostra, dove la schiavitù e la servitù erano la norma, dove non esisteva democrazia, dove la donna era considerata inferiore.

Lo studioso danese K. Renato Lings, nel suo libro Amori biblici censurati, scava a fondo nelle culture e nelle lingue antiche, immedesimandosi negli scrittori e nei lettori originari, tenendo conto dei contesti storici e letterari. Secondo le sue ricerche, l’omosessualità sembra risultare un “peccato” in realtà sconosciuto agli antichi ebrei e non considerato nei Vangeli. Pare che la vera colpevole sia la mentalità degli antichi traduttori, vissuti in un’epoca patriarcale che affermava che la sola attività sessuale legittima fosse finalizzata alla procreazione. Questo suggerisce la necessità di liberare la Bibbia dai nostri pregiudizi.

Infografica che illustra il percorso delle traduzioni bibliche attraverso le lingue e i secoli, evidenziando potenziali influenze contestuali

L'Ermeneutica Storico-Critica e le Chiese Aperte

Il fondamentalismo che prende i testi nella loro più superficiale letteralità non può rispondere alle complessità bibliche. Lo fa la più accreditata interpretazione storico-critica degli ultimi cento anni, che contestualizza i testi, ne spiega l’origine storica, la stratificazione, persino la contraddittorietà. Una scienza complessa e rigorosa alla ricerca di una “parola di Dio” che va oltre quella degli uomini, persino di quelli che hanno scritto i libri che compongono la Bibbia. È con questo metodo che alcune chiese come quella valdese - e molte altre in tutto il mondo - sono arrivate non solo ad accogliere gli omosessuali ma a invocare la benedizione sulle loro unioni e sulla loro vita.

INTRODUZIONE ALLE SACRE SCRITTURE 04 Ermeneutica biblica

La Posizione di Papa Francesco e il Dibattito nella Chiesa Cattolica

Di recente, a papa Francesco è stato chiesto quale fosse il suo punto di vista sull’omosessualità ed avrebbe risposto così: “Penso che [le leggi nel mondo che criminalizzano le persone LGBTI] siano ingiuste. Le persone con tendenze omosessuali sono figlie di Dio. Dio le ama. Dio le accompagna… Condannare tali persone è un peccato”. Non è la prima volta che papa Francesco si mostra come leader progressista quando si tratta, tra le altre cose, di cattolici omosessuali. È una posizione che gli ha attratto l’ira di certi vescovi di alto rango e dei cattolici ordinari, tanto nel continente africano quanto in altre parti del mondo. Alcuni di questi cattolici affermano che l’approccio di papa Francesco alle questioni LGBTI è un’interpretazione erronea delle sacre Scritture. In quanto biblista, Obery M. Hendricks, Jr. direbbe che i leader della chiesa che utilizzano le proprie culture e la propria teologia per escludere gli omosessuali non leggono con attenzione le sacre Scritture. Invece di fare ciò, lasciano che le loro paure patriarcali deformino la Bibbia, cercando di trovare al suo interno testi che sostengano i loro atteggiamenti di esclusione.

La Comunità di Vita Cristiana (Cvx) in Italia, un’associazione di adulti e giovani legata alla spiritualità ignaziana, ha preso le distanze da qualsiasi strumentalizzazione politica del Vangelo. Invita a valorizzare la parte educativa e preventiva della proposta di legge contro l'omotransfobia e ad accrescere le iniziative di formazione all’accoglienza e al contrasto di qualsivoglia discriminazione e violenza. Per la Cvx, “il mondo cattolico è chiamato a vigilare attentamente sugli sviluppi della discussione parlamentare [...] assumendo nel relativo dibattito nazionale una posizione che si collochi in sintonia con la missione della Chiesa nel mondo”. Risuonano per questo chiare le parole dell’esortazione Amoris laetitia: “Nessuna persona dev’essere discriminata sulla base del proprio orientamento sessuale”. La Cvx sente forte l’appello del Vangelo a schierarsi aprioristicamente dalla parte delle vittime, in un atteggiamento di accoglienza per ogni condizione umana.

Foto di Papa Francesco con un'immagine di pace o inclusione

Il Dibattito Laico e i Diritti LGBT in Italia

Rifiutare un Atto non è Rifiutare una Persona

Alcuni sostengono che la Bibbia alimenta il pregiudizio nei confronti degli omosessuali, e considerano intollerante chi si attiene al suo codice morale. Affermano che, quando venne scritta la Bibbia, le persone avevano una mentalità chiusa, mentre oggi siamo abituati ad accettare persone di ogni razza, nazionalità e orientamento sessuale. Secondo loro non approvare l’omosessualità è come non accettare una persona che ha un diverso colore della pelle. Ma è un paragone valido? No. Perché c’è differenza tra respingere gli atti omosessuali e respingere gli omosessuali. Si può prendere l’esempio del fumo: disapprovare il fumo non significa avere pregiudizi nei confronti di un collega che fuma.

L'Ordinamento Costituzionale e il Contrasto all'Omofobia

Non vi è alcun bisogno di brandire la Bibbia per sostenere posizioni contrarie al riconoscimento dei diritti Lgbt, come recentemente ha fatto il senatore Lucio Malan, capogruppo al Senato di FdI. Al contrario, da esponenti politici e personalità istituzionali ci si aspetterebbe un argomentare laico fondato su codici, costituzioni e norme civili e non su un testo sacro. Ma il repertorio laico dell’omofobia è assai meno attrattivo di quello religioso.

Guardando all’ordinamento italiano e all’orizzonte dell’art. 3 della Costituzione emerge un’evidente intenzione antidiscriminatoria: riconoscendo l’uguale dignità di tutti i cittadini, quell’articolo affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, «limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana», inclusi i gay. La comparazione giuridica offre pochi appigli per posizioni discriminatorie: nel 2019 l’International Lesbian and Gay Association ha pubblicato un rapporto che elenca ed evidenzia i paesi che adottano norme discriminatorie nei confronti degli omosessuali. L’impatto visivo è evidente: la macroarea della discriminazione più acuta è quella che comprende il medioriente e gran parte dell’Africa; quella di discriminazioni più soft abbraccia buona parte dell’Asia; l’area delle democrazie liberali è quella dove, sia pure con sfumature diverse, si riconoscono i diritti delle persone omosessuali.

Infografica o mappa mondiale che mostra i paesi in base alla legislazione sui diritti LGBT

Il Paradosso degli "Occidentalisti" e la Legge contro l'Omotransfobia

È strano e paradossale che alcuni degli “occidentalisti” più radicali, sempre pronti a celebrare i primati delle democrazie, quando si tratta di diritti Lgbt si ritrovino allineati a dogmi ed argomenti propri di una teocrazia. Non accade solo in Italia, come insegna la deriva confessionalista del Grand Old Party repubblicano. Eppure l’idea dello stato che invade il terreno delle scelte intime e personali non è una fisiologia della destra, semmai ne è una patologia propria delle sue componenti estreme, radicali e illiberali. Chi per convinzione o sensibilità cerca modelli giuridici omofobi deve spingersi oltre il confine liberaldemocratico e guardare alle “democrature”, alle teocrazie o alle democrazie illiberali. In questo quadro, il ricorso alla Bibbia risulta provvidenziale: essa costituisce una fonte che può illuminare l’omofobia di contenuti morali e persino teologici, magari presentando come legge “naturale” e quindi universale ciò che invece è una convinzione e persino un dogma che ha senso soltanto per chi si professa una particolare fede. Il meccanismo è facile quanto ingenuo: secondo la più facile ermeneutica fondamentalista, si prendono alcuni versetti e li si trasformano in randelli ideologici.

I passi del Levitico, citati ad esempio dal senatore Malan, che definiscono “abominevole” una relazione omosessuale sono ben noti. Meno frequentati dai fondamentalisti cristiani, quelli sull’impurità femminile o del divieto di concedere alle donne la parola nelle assemblee - immaginiamo non solo ecclesiali ma anche politiche - invocato dall’apostolo Paolo (I Corinzi 14:34). O le frasi che legittimano la schiavitù, anch’esse ricorrenti nelle lettere paoline. E, visto che siamo nel repertorio della “violenza biblica”, che dire della invocazione del salmista che benedice colui che schianterà sulla roccia i figli di Babilonia (Salmo 137)?

Prosegue l’iter parlamentare del disegno di legge contro la misoginia e l’omotransfobia, che raccoglie ora in un testo unico cinque ddl. Le nuove norme modificheranno gli articoli 604 bis e ter del codice penale, includendo “il genere, l’orientamento sessuale e l’identità di genere” nella struttura dei reati fondati su motivi razziali e religiosi, intervenendo a tutela delle persone LGBT+ e punendo chi istiga a commettere, o commette, atti di discriminazione, violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere (art. 604 bis, lett. a) e b) c.p.). Resta opportunamente escluso il reato di propaganda a sfondo omotransfobico (non essendo stata modificata la prima parte della lettera a) dell’art. 604 bis del codice penale), senza limitare la libera manifestazione del pensiero, tutelata peraltro dall’art. 21 della nostra Costituzione. A riguardo, la Cvx in Italia ha precisato che la dura presa di posizione dei vescovi italiani (CEI) era arrivata quando ancora erano all’esame della commissione Giustizia della Camera cinque proposte di legge di cinque partiti politici diversi, mentre ora si è arrivati a un testo unico.

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