Il Crocifisso ligneo della Collegiata di Santa Maria Maggiore, situata in Piazza A. Costa a Pieve di Cento (BO), rappresenta un'opera d'arte e un oggetto di profonda devozione la cui storia affonda le radici nel XIII secolo. La sua origine è legata alla Confraternita di Santa Maria dei Battuti, testimoniando un culto documentato fin dal XVI secolo.

Descrizione e Peculiarità Artistiche
Questo Crocifisso è stato realizzato da un artista ignoto utilizzando legno di noce. La statua lignea, di stile romanico-lombardo, risale alla fine del XIII secolo e raffigura Cristo morente. Presenta una barba e capelli scannellati e pettinati a tortiglione. Particolarità che collocano l'opera, almeno per la testa del Cristo, alla fine del XIII secolo, includono scanalature simmetriche nei capelli e boccoli tortili nella barba. La corona, tuttavia, riporta una datazione successiva, il 1740.
Un elemento distintivo di questa raffigurazione è il modo in cui Cristo è confitto sulla croce: non con quattro chiodi, come era usuale nelle rappresentazioni fino al XII secolo, ma con tre. Il piede destro è sovrapposto al sinistro ed entrambi sono fissati con un unico chiodo.
Il Culto e le Tradizioni della Comunità Pieviese
Il culto legato a questo Crocifisso è intriso di leggende tramandate nel pievese da secoli. Tra queste, si narra del ritrovamento della testa del Cristo in una casa di Pieve e di un fallito tentativo di trasferimento da parte dei Centesi, motivato dalla presunta volontà del Crocifisso stesso di rimanere nella sua sede originale. Le numerose grazie ricevute dai fedeli sono documentate da tavolette votive e altri oggetti ex voto, oggi esposti nella sagrestia del Crocifisso, a testimonianza del suo potere miracoloso.
Il Crocifisso, oggetto di tale venerazione, esce in processione esclusivamente durante le Feste Ventennali, una tradizione legata alla "Partecipanza Agraria" di Pieve di Cento. L'ultima di queste celebrazioni si è svolta nel settembre del 2000. Solo in rare occasioni il Crocifisso ha lasciato la collegiata al di fuori di questo evento, la prima volta tra il 1702 e il 1710, quando fu custodito nella chiesa di S. Rocco durante la costruzione dell’attuale edificio. La processione ventennale riveste un particolare risalto, svolgendosi in coincidenza con la divisione dei terreni della partecipanza agraria.
Per antica tradizione, i Venerdì di Marzo e il mercato ad essi collegato sono anch'essi dedicati al culto del Crocifisso. Questo manufatto è una vera gloria religiosa per la comunità pievese e la sua secolare venerazione ha conferito alla Collegiata il carattere di santuario.
Il Crocifisso di Pieve di Cento
Casi di Crocifissi Trafugati in Località con Denominazione "Pieve"
Seppur il Crocifisso di Pieve di Cento non risulti essere stato trafugato secondo le informazioni disponibili, si sono verificati altri episodi di furto di crocifissi in località che condividono la denominazione "Pieve". Questi casi evidenziano la vulnerabilità del patrimonio artistico-religioso e l'impegno delle forze dell'ordine nel recupero di tali opere.
Il Furto di un Crocifisso a Pieve di Guastalla
Recentemente, i Carabinieri di Guastalla hanno condotto un'indagine lampo che ha portato al recupero di un prezioso Crocifisso in ottone del XIX secolo, sparito dalla Basilica dei Ss. Pietro e Paolo della Pieve di Guastalla. Il furto era stato segnalato dal parroco ai Carabinieri locali, che aveva notato un giovane aggirarsi con atteggiamento furtivo all'interno della chiesa. I sospetti sono ricaduti su un 27enne del luogo, già noto alle forze dell'ordine. Il giovane è stato rintracciato nella sua abitazione ancora in possesso della refurtiva. Il crocifisso è stato recuperato e restituito al parroco, mentre il 27enne è stato denunciato in stato di libertà per furto aggravato.

Il Caso del Crocifisso Rubato a Città della Pieve
Similmente, nel Duomo di Città della Pieve, era stato rubato un Crocifisso ligneo risalente al 1700, successivamente ritrovato e restituito al parroco dai Carabinieri. Il manufatto, parte di un trittico realizzato da un artigiano del XVIII secolo in legno, laminato in oro e decorato interamente a mano, ha un valore stimato di circa 1.000 euro. Era esposto nella "Cappella del Gesù", meta di numerosi fedeli. I carabinieri di Città della Pieve hanno localizzato il crocifisso nella stanza di una struttura ricettiva della zona, dove soggiornava un 59enne di origini laziali, anch'egli già noto alle forze dell'ordine. L'uomo, che stava trascorrendo un periodo di vacanza in un agriturismo, è stato denunciato per furto aggravato, grazie anche al decisivo riconoscimento dell'auto con cui si era allontanato dopo il furto.
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