Simbolo della vita di fede e di culto della comunità cristiana modenese, nonché Patrimonio Unesco assieme a Piazza Grande e Ghirlandina dal 1997, il Duomo di Modena è un capolavoro di architettura romanica, tra i più spettacolari in Europa. Dalla posa della prima pietra, avvenuta il 9 giugno 1099, dopo quasi mille anni, riesce ancora a meravigliare. C’è chi lo ha definito “Bibbia di Pietra” per via delle infinite letture che si possono attribuire alle tante sculture realizzate sulle sue mura.
Se hai deciso di visitare Modena, il nostro Duomo è sicuramente la prima tappa che ti consigliamo. Siamo certi che la sua imponenza ti colpirà… ma non solo. Il Duomo di Modena è, infatti, un luogo carico di significati, di misteri e curiosità. In quest'articolo te ne facciamo conoscere alcune che lo rendono unico nel suo genere.

L'Osso di Balena: Antichi Miti e Reperti Marini
Tra le curiosità più affascinanti che legano il Duomo di Modena a leggende e antiche credenze, vi è la storia dell'osso di balena. Se ti trovi nel bel mezzo di Piazza Grande, proprio di fronte alla Porta Regia, alza lo sguardo e, dietro alla statua di San Geminiano, potrai scorgere un “osso di drago” dalla forma ricurva. Sembra sia stato ritrovato durante gli scavi per la costruzione del Duomo e, dato che l'uomo del tempo non aveva alcuna idea che la Pianura Padana fosse in passato una zona di mare, pensò che provenisse da un drago.
Per questo motivo, l'osso fu esposto a protezione dell’edificio dalle insidie del demonio, proprio a fianco della statuetta del Santo Patrono. Oggi, sappiamo che quel reperto altro non è che un osso di balena, un fossile i cui ritrovamenti sono stati relativamente frequenti nelle nostre zone. Questa storia rivela come la comprensione delle creature e del mondo naturale si sia evoluta nel tempo, trasformando un reperto scientifico in un simbolo di protezione contro il fantastico, un elemento quasi bestiario nella sua interpretazione medievale.

Le Ammoniti: Testimonianze Fossili nella Pietra del Duomo
L’osso di balena non è l’unico fossile che si può ritrovare guardando il Duomo di Modena. Pensa che pietre fossilifere sono presenti in grande quantità anche nei marmi usati per la sua architettura. Il marmo rosso è, infatti, ricco di ammoniti fossili, e all’interno degli stessi gradini della Porta Regia potrai scorgerne diversi esemplari anche di discrete dimensioni. Incredibile!
Le ammoniti erano dei molluschi cefalopodi estintisi alla fine del Cretaceo, circa 65 milioni di anni fa. Vivevano in ambiente marino ed erano caratterizzati da una conchiglia a forma di spirale, una specie di chiocciola in sostanza, da cui hanno preso il nome. Queste tracce di vita marina preistorica integrate nella struttura del Duomo aggiungono un ulteriore strato di meraviglia e dimostrano la profonda connessione della terra e del tempo con questo edificio sacro.

I Bassorilievi di Re Artù: Leggende Cavalleresche nel Romanico
Un altro mistero affascinante riguarda i bassorilievi della Porta della Pescheria. Le scene ritratte in questi rilievi, che raccontano le vicende di Re Artù, rimangono a tutt’oggi un enigma non tanto per i soggetti rappresentati, quanto piuttosto per la cronologia in cui sono state realizzate le opere. Raffigurazioni di Re Artù si trovano, infatti, in diverse chiese, ma quelle che possiamo ammirare sul Duomo di Modena sono le più antiche mai eseguite in Italia, poiché risalgono agli inizi del XII secolo.
Quello che oggi non si riesce ancora a spiegare con certezza è, quindi, come sia stato possibile che Goffredo di Monmouth scrivesse l'Historia Regum Brittaniae solo vent'anni dopo, nel 1138. L’ipotesi più accreditata, allora, è che le leggende di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda fossero state in primo luogo tramandate oralmente dai pellegrini di passaggio diretti dal nord Europa verso Roma. Ecco perché ce le ritroviamo narrate sul nostro Duomo, testimoniando un'incredibile diffusione culturale già in epoca medievale.

Misteri e leggende suscitano sempre un grande fascino. Leggere di queste tradizioni ci dà modo di calarci maggiormente nel luogo che visitiamo, per questo diffonderle e farle conoscere è per noi molto importante. Queste peculiarità rendono il Duomo di Modena non solo un monumento di fede e arte, ma anche un inestimabile scrigno di storie che continuano a sorprenderci e ispirarci.
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