La storia e l'organizzazione ecclesiale sono profondamente radicate nel tessuto delle comunità. In questo contesto, l'Opera Diocesana San Martino Vescovo svolge un ruolo centrale, affiancando lo sviluppo storico delle parrocchie e la diffusione della fede.
L'Opera Diocesana San Martino Vescovo: Missione e Attività
L’Opera Diocesana San Martino Vescovo ha lo scopo di studiare ed attuare le iniziative opportune per salvaguardare ed incrementare la fede cattolica tra i fedeli della diocesi. A tal fine, si propone di proporre, favorire e coordinare le istituzioni e associazioni cattoliche, ove se ne senta il bisogno, per l’assistenza ai fedeli. L'Opera promuove attività informative e formative attraverso la stampa, i mass-media e le nuove tecnologie.
Organizza e promuove forme di diffusione di libri, stampe ed altri supporti a sostegno della pastorale e delle attività diocesane e parrocchiali. Inoltre, promuove tutte le forme di comunicazione ed informazione al servizio della diocesi, delle parrocchie e delle associazioni. L'Opera fornisce locali e mezzi per giornate di studio, conferenze, congressi, e corsi di esercizi spirituali. Nei propri locali, ospita gli uffici che dirigono i vari settori dell’attività dell’Opera stessa, della diocesi e delle associazioni cattoliche.
Tra i servizi offerti, l'Opera fornisce servizi di alloggio e di ristorazione, collaborando con tutte le componenti della società per la promozione umana, sociale e culturale. Mette a disposizione strumenti operativi quali sale attrezzate per la ricezione e la trasmissione dati, nonché apparecchiature informatiche e audiovisive, offrendo assistenza nell’installazione e configurazione delle stesse. Un esempio dell'impegno diocesano è visibile anche in progetti come quello curato da QdPnews in collaborazione con l'istituto diocesano Beato Toniolo e Banca Prealpi SanBiagio.

Radici Storiche e Sviluppo delle Parrocchie
La cronistoria parrocchiale è stata, da sempre, strettamente collegata con le vicissitudini della Diocesi di Como e della Pieve di Agno. Storicamente interessante è che il territorio sulla sponda sinistra del fiume Tresa, corrispondente a quello che è oggi il Comune di Cremenaga (Italia), era parte integrante della nostra Parrocchia poiché entrambi appartenevano alla Diocesi di Como. Il territorio parrocchiale era quindi situato non solo nel dominio degli Svizzeri ma anche nel Ducato di Milano.
È interessante anche il fatto che la parrocchia da secoli confina a nord con la diocesi ambrosiana di Milano (comuni di Luino e Dumenza in Italia), mantenendo secolari contatti con il santuario di Trezzo di Dumenza. La storia delle chiese locali vede come probabile prima chiesa parrocchiale quella dedicata a San Martino di Tours, in località "Campagnola", costruita verso il 1100 assieme ad alcune fortificazioni che formavano il cosiddetto "castello" ora scomparso. Nel 1475, la comunità parrocchiale era già raccolta intorno alla chiesa di "Santa Maria De Silva", chiamata anche "Plebs de Silva". Questa, demolita nel 1904, si trovava presso l'attuale cimitero, dove esiste ancora il vecchio campanile che risale al 1537. La grandiosa chiesa attuale, dedicata alla SS.ma Annunziata, fu costruita su progetto dell'ing. Augusto Zardo di Crespano, a partire dall'agosto 1898 e aperta al culto il 21 novembre 1904. È degna di nota anche la Chiesa di San Vigilio, una vedetta fra le viti.
L'Evangelizzazione nelle Regioni Locali
Nelle nostre regioni, la cristianizzazione non fu molto precoce. Spazzate via leggende prive di fondamento che vorrebbero far risalire la fondazione di alcune chiese addirittura agli apostoli, si può individuare verso il IV secolo l’inizio dell’evangelizzazione. Questa avvenne nei centri, lungo i percorsi principali e le vie d’acqua, come ad esempio a Riva S. Vitale. L'infiltrazione attraverso il substrato pagano fu lenta e non traumatica, a differenza di quando un culto è imposto dall'alto.
Fu soprattutto a partire dalla Chiesa di Milano, ai tempi di Sant'Ambrogio, che missionari iniziarono l’evangelizzazione con la creazione delle prime cappelle e pievi rurali. Tuttavia, anche le Chiese di Ravenna e di Aquileia ebbero un ruolo non secondario nella diffusione del messaggio cristiano. Nelle nostre terre, alle popolazioni autoctone più antiche si sovrapponevano genti di origine gallica (Merovingi) e di origine longobarda. Mentre i Galli, a partire da Clodoveo, erano cattolici, i Longobardi erano ancora ariani.

Evoluzione della Governance Parrocchiale
L’antica pieve era la parrocchia unica per tutto il territorio, e il prete responsabile della pieve era il Parroco della pieve. Quindi, i cappellani erano i preti residenti nei vari paesi disseminati nel territorio della pieve. Quando nel XVI secolo furono erette le varie Parrocchie, i cappellani diventarono i parroci. Il titolo di Prevosto è attribuito al prete "pro tempore" assegnato alla Parrocchia che è Prevostura; anticamente si riferiva a un parroco con una giurisdizione particolare, mentre oggi è esclusivamente un titolo onorifico.
Con la nuova legge cantonale sulla Chiesa cattolica del 16 dicembre 2002, entrata in vigore il 1° gennaio 2005, il Presidente ed il Segretario hanno i compiti elencati in questa legge. Si può affermare che la carica del Presidente del Consiglio Parrocchiale, che è l’esecutivo della Parrocchia, corrisponde alla carica del Sindaco, ovviamente con un potere non paragonabile a quest’ultimo. Il Segretario è il responsabile dell’amministrazione della Parrocchia, e la sua carica può essere assegnata ad un membro del Consiglio Parrocchiale o ad una persona esterna a questo consesso.
Servizi di Accoglienza e Spiritualità
L'Opera e le sue strutture offrono un servizio di accoglienza in autogestione, riservato a gruppi parrocchiali o a movimenti ecclesiali che desiderino vivere campi scuola o ritiri spirituali. La fraternità offre la possibilità di incontri biblici, di testimonianza e di confronto spirituale. È inoltre possibile condividere la preghiera liturgica celebrata nella chiesa della struttura, favorendo un profondo senso di comunità e spiritualità.