La Cattedrale di Chartres: architettura, storia, arte e misteri

La Cattedrale di Chartres, situata in Francia, rappresenta uno dei massimi esempi dell'architettura gotica in Europa ed è riconosciuta come Patrimonio Mondiale dell'Umanità dal 1979. La sua imponenza, alta circa 130 metri, con una lunghezza di 37 metri, è il risultato di diverse stratificazioni e integrazioni di edifici succedutisi nel corso dei secoli.

La Cattedrale di Chartres nell'arte: l'opera di Jean-Baptiste Camille Corot

Nel 1830, Jean-Baptiste Camille Corot realizzò un dipinto intitolato "La Cattedrale di Chartres", completato e ritoccato nel 1872. Quest'opera, conservata al Musée du Louvre di Parigi, è un olio su tela (64 x 51,5 cm) che focalizza l'attenzione sulla rappresentazione paesaggistica della cattedrale, inquadrando la facciata e la parte esposta a sud, immersa in una calda luce pomeridiana che ne accentua la luminosità.

Dipinto di Jean-Baptiste Camille Corot

Analisi della composizione e della tecnica pittorica

La cattedrale, disegnata con linee chiare e precise, presenta due campanili affiancati, la cui verticalità è ripresa dai due alberi snelli sulla destra. Secondo una composizione equilibrata e coerente, tipica di Corot, l'architettura è integrata alla perfezione nel paesaggio con dettagli nitidi. L'artista ha utilizzato colori luminosi che richiamano i paesaggi mediterranei scoperti durante il suo viaggio in Italia, come testimoniato ne "Il ponte di Narni". Le tonalità prevalenti sono quelle della terra: marrone in tutte le sue sfumature, verde per la vegetazione e colori neutri per il cielo. La composizione si articola su quattro piani, descritti rispettivamente dalla strada polverosa, dal cumulo di pietre da costruzione ammassate sulla collinetta, dalla cortina di case e dalla facciata dell'antica cattedrale gotica, che domina la scena elevandosi in cielo. L'inquadratura è studiata, con la facciata della Cattedrale al centro delle diagonali della scena. Nonostante questa centralità, la struttura non appare ingombrante poiché rappresentata in lontananza e integrata con le linee dell'ambiente circostante, in dialogo formale e compositivo con il cumulo di terreno.

Nella scena è evidente una serena armonia tra natura ed elementi artificiali: alla compatta massa muraria della chiesa si contrappongono le due collinette erbose, ai piedi delle quali si trova un cumulo di materiali edilizi. Figure umane, come un ragazzo seduto su una pietra e una donna accanto ai massi sagomati, fungono da indicatori di dimensione, sebbene appaiano sfocate per concentrare l'attenzione sulla cattedrale, meglio definita. L'opera offre una testimonianza dell'edificio prima dell'incendio del 1837, che richiese lavori di restauro, e uno scorcio di paesaggio animato da luce diffusa, dove natura e opera umana appaiono in accordo, secondo una visione ancora settecentesca della realtà. In quest'opera, l'architettura è una componente essenziale della veduta, non solo alludendo all'unità inscindibile di civiltà e natura, ma costituendo un nucleo solido in cui si condensa la luce diffusa del paesaggio, assumendo una funzione costruttiva.

Storia e ricostruzioni della Cattedrale di Notre-Dame de Chartres

La Cattedrale di Notre-Dame di Chartres è il risultato della sovrapposizione di circa sette edifici differenti che si sono fusi e integrati nel corso dei secoli. Un primo luogo di culto cristiano a Chartres non sorse prima del VI secolo e venne incendiato tra il 743 e il 753. Una nuova cattedrale fu distrutta dai Vichinghi nell’858 e restaurata dal vescovo Gislebert. Ancora nel 962 venne data alle fiamme. L'edificio che ammiriamo oggi venne realizzato tra il 1194 e il 1260, dopo un terribile incendio divampato nel 1194, che distrusse gran parte della struttura, ma risparmiò la cripta e la facciata occidentale.

La rapidità della ricostruzione, che vide la copertura con volte ogivali già terminata nel 1220, assicurò una certa uniformità stilistica. La Cattedrale fu eretta per celebrare la Vergine Maria, di cui Chartres conserva una reliquia importantissima, il Velo della Vergine, scampato miracolosamente a ogni distruzione e donato, secondo la tradizione, da Carlo il Calvo nell’876. Questo rendeva la città un'importante meta di pellegrinaggio, motivando la premura nel restituire una casa alla sacra reliquia.

Caratteristiche architettoniche gotiche

La nuova Cattedrale venne concepita con una pianta a croce latina, a tre navate sia nel corpo centrale che nel transetto. Essendo meta di pellegrinaggio, l'edificio fu dotato di un coro con cinque cappelle radiali e un deambulatorio, lungo il quale i fedeli potevano transitare e pregare sul Velo della Vergine senza disturbare le funzioni liturgiche. Le campate rettangolari sono scandite da slanciati pilastri a fascio con colonnine addossate, e la copertura è costituita da volte a crociera ogivali costolonate.

La navata centrale è caratterizzata da un notevole verticalismo: alti archi divisori a sesto acuto sono sovrastati da un triforio cieco e quindi dal cleristorio, da cui si aprono ampie finestre che illuminano gli ambienti interni. Le vetrate, costituite dalla ripetizione di due monofore affiancate e sormontate da un piccolo rosone, rappresentano una scelta stilistica innovativa dei maestri costruttori di Chartres. Gli archi rampanti, i contrafforti, i costoloni e gli archi ogivali organizzano e scaricano a terra le forze dell'imponente architettura, svolgendo anche una funzione decorativo-simbolica. Lo slancio verticale delle cattedrali gotiche, reso possibile da queste innovazioni, consentì all'uomo di volgere lo sguardo al cielo, protendendosi verso il divino.

Dettaglio degli archi rampanti e delle vetrate della Cattedrale di Chartres

La facciata e i portali

La facciata occidentale, sopravvissuta all'incendio del 1194, è racchiusa tra due torri snelle, rette da possenti contrafforti. Le strutture appaiono oggi disuguali poiché appartengono a epoche differenti: la torre campanaria sinistra, o Clocher Neuf (115 metri), fu completata nel 1513 con uno stile tardo gotico "fiammeggiante", mentre Le Clocher Vieux (106 metri) è di età romanica, eretto verso il 1150 e rifatto dopo l'incendio del 1194.

Il prospetto principale è suddiviso in tre ordini: al pianterreno si apre il magnifico portale strombato, riccamente scolpito; sul livello intermedio si affacciano grandi finestre centinate; l'ordine superiore è dominato dall'elegante rosa circolare, aggiunta gotica del XIII secolo. La facciata è infine coronata da una finta loggia che ospita sculture di regnanti.

Il Portail Royal

Il grande Portail Royal che orna la facciata rivela ancora influenze stilistiche romaniche, trasfigurate in un linguaggio di transizione verso il gotico. Costituito da tre ingressi affiancati, ospita un ricco apparato scultoreo di raffinatissima fattura, incentrato sulla missione escatologica di Cristo. Tra gli strombi si alternano diciannove statue-colonne di profeti in simbolica processione per onorare Cristo, la cui vita è riassunta nelle decorazioni dei capitelli. Il Messia è raffigurato nella lunetta dell'ingresso centrale nelle vesti di giudice, entro una mandorla, attorniato dai simboli del Tetramorfo. Lungo l'archivolto si dispongono i ventiquattro vegliardi che nell'Apocalisse di Giovanni assistono alla Parusia. L'Ascensione è il tema del portale sinistro, con Cristo su una nuvola attorniato da angeli e apostoli seduti. L'archivolto accoglie una pregevole personificazione dei Mesi con i corrispondenti lavori agricoli e i segni zodiacali. L'ingresso destro del Portail Royal è dedicato alla Natività, con Maria in trono con il Bambino, affiancata da due angeli e sormontata dalle immagini delle arti e dei mestieri. Poco più in basso, un lungo bassorilievo raffigura la Presentazione al Tempio.

Portali del transetto

Il transetto della Cattedrale si apre all'esterno attraverso due facciate laterali, ciascuna provvista di tre portali strombati con protiro e un rosone centrale. Questi ingressi, frutto dell'ultima ricostruzione gotica, sono altrettanto preziosamente scolpiti e le forme rivelano un'espressività e una plasticità eccezionali. Il portale sul lato sud è consacrato al tema del Giudizio Universale; sul versante opposto, a settentrione, il "portale dell'Alleanza" è dedicato alla Vergine in trono.

Sull'ingresso destro del portale nord, due colonnine scolpite mostrano alcune scene che suscitano da sempre grande fascino e mistero: la raffigurazione del trasporto dell'Arca dell'Alleanza, caricata su un carro trainato da buoi. Nella colonna affianco, la reliquia viene coperta da un velo per essere nascosta. Le raffigurazioni dell'Arca degli Israeliti, che conteneva le Tavole della Legge ricevute da Mosè sul Monte Sinai, sono accompagnate dalla scritta "Hic amititur, Archa cederis", ovvero "Tu lavorerai per l'Arca". Tuttavia, alcuni hanno voluto leggere "Hic Amicitur Archa Foederis", cioè "Qui è nascosta l'Arca dell'Alleanza", aggiungendo un altro capitolo al già straordinario mito di Chartres.

Dettaglio delle sculture dei portali laterali della Cattedrale di Chartres

Le vetrate policrome: luce e didattica

Uno dei grandi tesori della Cattedrale di Chartres è costituito dalle 172 vetrate policrome, che si estendono per ben 2600 metri quadrati di superficie, frutto di una scuola artistica di livello assoluto e prestigioso. L'uso estensivo delle vetrate policrome non era solo un vezzo, ma rispondeva a precise esigenze didattiche. Attraverso le decorazioni istoriate, assemblate con strisce di piombo, era possibile istruire i fedeli sulle Sacre Scritture e i Vangeli, al pari della scultura. La luce, come in tutte le strutture gotiche, è la vera protagonista a Chartres: filtrando per le grandi vetrate, essa simboleggia la Grazia divina, indicando il punto di contatto tra il mondo umano e quello divino.

Il gigante gotico: La cattedrale che sfidò il tempo - Documento completo

Sulla facciata principale, i temi iconografici delle finestre appaiono speculari a quelli dell'apparato scultoreo: al centro del rosone v'è Cristo in maestà; le tre monofore raccontano la storia della salvezza. La vetrata destra è decorata con una bella rappresentazione dell'albero di Jesse e della stirpe di Davide che diede i natali al Messia, mentre una serie di profeti ne annunciano la venuta. La vita di Cristo è descritta nella finestra centrale, più alta e larga delle altre. Le vetrate del cleristorio presentano grandi immagini di santi, profeti, nobili e sovrani. La funzione didattica è invece demandata alle finestre poste lungo le navate laterali e le cappelle radiali del deambulatorio. I temi trattati sono tantissimi e comprendono scene bibliche, soprattutto storie di Cristo e della Vergine, tra cui la celebre "Madonna della Belle-Verrière" del 1135 nel coro, nonché episodi della vita di santi. Una finestra accoglie le gesta di Carlo Magno, manifestazione della volontà politica di conferire alla corona francese un carattere di sacralità per diritto divino. La porzione inferiore delle vetrate è spesso occupata da uomini intenti in lavori manuali.

Il fenomeno luminoso del solstizio d'estate

Celebre è la vetrata del transetto sud con la vita di Sant'Apollinare, non solo per la sua straordinaria fattura artistica, ma anche per un misterioso fenomeno luminoso che si ripete ogni anno. La monofora è esposta a occidente e il giorno del solstizio d'estate, a mezzogiorno, un raggio filtra da un foro, appositamente non decorato, e colpisce una mattonella posta di sbieco sul pavimento, in corrispondenza di un segnacolo metallico.

Il Labirinto di Chartres e altri misteri

All'interno della Cattedrale, il pavimento della navata centrale ospita il celebre Labirinto di Chartres (XII secolo), di circa 13 metri di diametro. Questo tracciato pavimentale, che si avvolge su se stesso con undici spire, guida il cammino verso un centro sacro e profondo. Il percorso per giungere nell'intimo del labirinto è circolare, ritmico e ripetuto. Il labirinto non ha bivi né vicoli ciechi, è unicursale, in quanto una sola è la via. Giunti al centro del labirinto, ove un fiore esapetalo è l'immagine trascendente della città di Dio, i fedeli ripercorrono il tracciato all'incontrario. Ci si volge poi a oriente e si prosegue verso l'abside, in direzione del sole nascente e dei luoghi in cui nacque e visse il Messia. Come in uno specchio, in perfetta corrispondenza sulla facciata dell'edificio si apre la grande rosa circolare. Le due figure, rosone e labirinto, hanno la stessa area e appaiono perfettamente sovrapponibili, se non nella concretezza della materia, almeno sul piano metafisico della luce. L'interiorità è il riflesso di ciò che proviene dall'esterno.

Foto del labirinto pavimentale della Cattedrale di Chartres

La Cattedrale di Chartres è considerata una delle più misteriose del mondo. Entro le sue mura gotiche, slanciate, che paiono volgersi al firmamento più che alla terra degli uomini, si può percepire un fascino arcano. Si dice che la costruzione sorse su un luogo molto particolare, ove i pellegrini giungevano addirittura da prima del Cristianesimo. Si narra che il poggio ospitasse un santuario dedicato a Maria già al tempo degli apostoli. E ancor prima, su questa terra, vi sarebbe stata una grotta con una fonte sacra, impiegata dai druidi per officiare riti e sacrifici alla Dea Madre. Come sempre, la leggenda trae spunto da elementi del reale. La Cattedrale di Chartres possiede la più grande cripta di Francia, derivata dalle fondamenta di diverse costruzioni succedutesi nel tempo.

Il mito di Chartres si deve all'opera dei canonici della Cattedrale, che miravano ad aumentare il prestigio del luogo e attrarre i ricchi flussi di pellegrinaggio. Nel "Livre des miracles de Notre-Dame", redatto al principio del XIII secolo, essi affermavano le origini apostoliche della Chiesa locale. I canonici si basavano su un manoscritto del 1130, la "Grande Passion des saints fondateurs della diocesi di Sens", secondo cui i santi Savinien, Potentien e Modeste nel IV secolo edificarono a Chartres una chiesa mariana, venendo poi martirizzati. La tradizione di Chartres vi riconobbe la fonte nella cripta della Cattedrale, denominata puits des Saints-Forts. Nel XIV secolo, nel "Cartulaire de Notre-Dame de Chartres", si narrava che i santi evangelizzatori della diocesi sarebbero stati inviati direttamente da San Pietro, retrodatando a un tempo sacro e mitico le origini della Cattedrale. Nello stesso testo si trovava menzione per la prima volta della statua miracolosa della Vergine situata nella cripta, risalente al I secolo a.C., ma oggi sappiamo che si trattava invece di una scultura romanica dell'XI-XII secolo, sostituita da una copia nel secolo successivo dopo la perdita dell'originale nel 1793.

La presenza templare a Chartres

La cattedrale gotica di Chartres, come ci appare, fu costruita dopo l'incendio del 1194, un'epoca in cui l'Ordine del Tempio era affermato e potente. Segni invisibili lasciati dai Templari a Chartres si ritrovano disseminati nelle sculture e nelle vetrate, ma soprattutto nel dimensionamento della struttura, realizzato attraverso il cubito reale egizio, con misure legate a quelle della Grande Piramide. I Templari portarono in Europa questa conoscenza e la impressero nelle cattedrali gotiche. Il vescovo di Chartres al momento della ricostruzione era Renaud di Bar, appartenente alla stessa famiglia di André de Montbard, uno dei nove cavalieri fondatori dell'Ordine del Tempio. Un altro figlio del conte di Bar-sur-Seine fu Guillaume de Chartres, il 14° Gran Maestro dei Cavalieri Templari.

A Chartres si trovano molte rappresentazioni enigmatiche: l'asina, il profeta pagano Balaam, Giano con due e tre teste, personaggi con le gambe incrociate a forma di X. Nel Portale Ovest, tra il portale principale e quello destro, si vede un uomo eretto con il nome di Rogervs, un Maestro d'Opera scalpellino a cui si devono le sculture del Portale Reale, accompagnato da un asino, la cui testa si volge indietro, un animale contrasté, che ricorda l'asina di Balaam raffigurata nel Portale Nord. Sopra la Torre Sud, si scorge una scultura di un asino che suona la lira. La bocca dell'asina, secondo il Talmud, è una delle dieci cose create alla fine del Sesto Giorno della creazione. A cavallo di un'asina Gesù fece il suo ingresso trionfale a Gerusalemme. In cima a un pilastrino tra il Portale principale e quello di sinistra, a lato della Regina ieratica, è rappresentato un musico con le gambe incrociate, a formare una "X", simbolo che rappresenta il numero 10, dell'Uomo celeste e pitagoricamente la Tetractis. Nella Round Church Templare di Londra, alcuni cavalieri sono rappresentati con le gambe incrociate, a rappresentare i Templari Iniziati. Analoga rappresentazione con le gambe incrociate è fatta per Mosè nel Portale Reale di Sinistra. L'iniziato di Chartres era il Maestro d'Opera custode delle armonie musicali pitagoriche, che disegnò armonicamente le arcate e i pilastri, accordandone le parti tra loro e le singole parti con il tutto, alla stregua di uno strumento musicale.

Sul lato sud del Portale Nord, detto degli Iniziati, due piccole colonne di pietra scolpite in rilievo mostrano il trasporto dell'Arca, per mezzo di una coppia di buoi. La colonna in basso riporta l'iscrizione "Archa Cederis". L'Arca appare come "Arca Federis" alla luce del sole nei vetri colorati di un medaglione di una finestra nella cattedrale di St. Denis, realizzato tra il 1140 e il 1144. Sotto il carro che trasporta l'Arca vi è l'iscrizione "Quadrige Aminadab". Una rappresentazione del trasporto dell'Arca su un carro è scolpita su una colonna nella cripta di St. Denis, accompagnata da 9 teste, i Cavalieri che fondarono l'Ordine del Tempio. Non esistono prove di un trasporto dell'Arca o di una sua copia in Francia, salvo le criptiche rappresentazioni presenti nei templi gotici di St. Denis e di Chartres.

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