I Carabinieri dello Stato Pontificio: storia e evoluzione della Gendarmeria Vaticana

La storia dei Carabinieri dello Stato Pontificio, successivamente evolutisi nella Gendarmeria Vaticana, è un percorso lungo e complesso, che affonda le radici nella stessa origine del potere temporale del Papa e si estende fino ai giorni nostri.

Origini e prime formazioni

Contrariamente a una credenza comune che fissava la data fondante del corpo nel 1816, recenti scoperte negli archivi vaticani, frutto di un certosino lavoro di ricerca, hanno rivelato che gli esordi della forza armata papale risalgono a tempi ben più antichi. Subito dopo l'editto di Milano, l'imperatore Costantino assegnò a Papa Melchiade (311-314) e al suo successore, Papa Silvestro, una scorta di militi armati per la difesa e per il servizio d'onore dei Pontefici. Questa prima forma di guardia armata è la progenitrice dell'attuale Gendarmeria.

Una miniatura di un Manoscritto del 1622, custodita nella Biblioteca Ambrosiana, attesta l'attività del Corpo anche in età medievale. In essa si distinguono uomini in divisa e con alabarde alle spalle di Papa Bonifacio VIII (1294-1303), ritratto nell'atto di indire il Giubileo del 1300.

Fin dal 1378, gli elementi della Gendarmeria venivano scelti tra i giovani della Corsica, popolazione ritenuta particolarmente «orgogliosa e coraggiosa». Questa tradizione si mantenne per secoli, fino alla fine del 1700, quando, con l'invasione napoleonica dello Stato Pontificio e l'esilio di Papa Pio VI, gran parte di questi militi passarono al servizio dei francesi, incorrendo nella scomunica di Pio VII.

La rifondazione e l'istituzione dei Carabinieri Pontifici nel XIX secolo

La Gendarmeria Vaticana, nelle sue diverse denominazioni, ha visto la sua nascita formale a settembre del 1816, all'indomani del Congresso di Vienna, che ridisegnò l'Europa post-napoleonica. Restaurato nel suo dominio temporale e rientrato a Roma il 24 maggio 1814, Pio VII, dopo aver richiamato come Segretario di Stato il Cardinale Ercole Consalvi, diede nuove basi all'amministrazione pontificia e all'ordinamento interno dello Stato con motuproprio del 1816.

Con il Motu Proprio del luglio 1816 fu istituita una nuova «forza esecutrice della giustizia sia civile che criminale» che prese la denominazione di “Carabinieri Pontifici”. Questo corpo, voluto dal Cardinale Consalvi, si ispirava ai corpi di carabinieri presenti in tutti gli eserciti moderni, denominati così perché armati di carabina. Le funzioni di polizia loro attribuite si ispiravano alla gendarmeria napoleonica.

Incisione o dipinto raffigurante i Carabinieri Pontifici in divisa dell'epoca, armati di carabina

Regolamento e organizzazione iniziale

Il Regolamento del Corpo dei Carabinieri Pontifici, pubblicato il 22 ottobre 1816, definì l'organico e la composizione del Corpo. Era considerato il più distinto tra tutti i Corpi Militari dello Stato, con una disciplina severa, stipendi superiori e la possibilità di essere presi in considerazione per segnalazioni in circostanze difficili. Potevano essere ammessi solo cittadini celibi o vedovi senza prole, capaci di scrivere e leggere, di robusta e sana costituzione, e di moralità irreprensibile, con requisiti specifici di statura per cavalleria e fanteria.

Nel 1816 fu pubblicato il libretto di 72 pagine "Sentimenti morali e brevi istruzioni per un Carabiniere", che conteneva norme di buon comportamento e disposizioni legislative relative ai servizi svolti dai militi. Ogni Carabiniere doveva custodire e portare con sé una copia di questo documento.

Inizialmente, il Corpo era organizzato sotto la supervisione di un Ispettore Generale e suddiviso in due Reggimenti, con sede operativa a Roma e Pesaro. Ogni Reggimento era composto da due Squadroni, a loro volta formati da due Compagnie.

Le modifiche organizzative e gli eventi del 1831

Un'ulteriore riorganizzazione del Corpo si ebbe il 10 novembre 1817, abolendo la figura dell'Ispettore e suddividendo ciascun Reggimento in tre Squadroni, per un totale di sei. Gli Squadroni del 1° Reggimento operavano nella parte dello Stato che da Terracina si estendeva a tutto il territorio di Perugia, mentre quelli del 2° Reggimento servivano nelle Legazioni e nelle Delegazioni di Urbino, Pesaro e delle Marche. Le Compagnie erano quattordici, e le Tenenze quarantatré.

Il 2° Reggimento fu sciolto nel 1831 a seguito della sua adesione al Governo Provvisorio instaurato in alcuni territori Pontifici il 5 febbraio 1831, dopo la sommossa popolare di Bologna. Dopo l'intervento armato austriaco e il ripristino del potere temporale del Papa, il Corpo fu riorganizzato in un unico Reggimento, con un Colonnello residente a Roma e Compagnie distribuite tra Roma, Bologna e Ferrara.

La Repubblica Romana e la soppressione dei Carabinieri Pontifici

Nel marzo del 1848, con la benedizione di Papa Pio IX, i Carabinieri si unirono ai Corpi Regolari del Generale Durando per rafforzare e difendere i confini dello Stato Pontificio contro possibili invasioni austriache. Tuttavia, il convulso evolversi degli eventi, che videro il Corpo di Spedizione Romano oltrepassare la linea del Po contro gli ordini di Pio IX, segnò l'inizio del declino per i Carabinieri Pontifici.

La mancata adesione all'ordine di rientro a Roma e, soprattutto, l'adesione al Governo Repubblicano di Roma, proclamato il 9 febbraio 1849 dopo la fuga di Pio IX a Gaeta, portarono alla soppressione del Corpo. I Carabinieri, infatti, modificarono i propri bolli di franchigia, sostituendo le insegne Pontificie con il nuovo stemma repubblicano. Distinguendosi in numerose battaglie, l'ultima delle quali nella difesa delle mura di Roma Repubblicana, la loro fedeltà alla Repubblica fu severamente punita.

Repubblica Romana 1849 E1 E2 Un romanzo d'avventura

Con la caduta della Repubblica Romana il 4 luglio 1849 e il ritorno di Pio IX, il Corpo dei Carabinieri Pontifici fu abolito in ogni parte dei dominii Pontificii con Notificazione del 17 settembre 1849. Al suo posto, fu istituita una nuova arma politica per il pubblico servizio, denominata Reggimento dei Veliti Pontifici.

Dalla Gendarmeria ai giorni nostri

Dopo circa 10 mesi dalla sua istituzione, il Corpo dei Veliti Pontifici cambiò denominazione in Gendarmeria Pontificia il 15 luglio 1850, su disposizione di Papa Pio IX. In quegli anni, il Corpo esercitava le proprie funzioni in tutto il territorio dello Stato della Chiesa, che comprendeva l'Emilia Romagna, le Marche, l'Umbria e il Lazio. L'arma dei gendarmi fu costituita da un reggimento diviso in tre squadroni dislocati a Roma, Ancona e Bologna.

Con la capitolazione dello Stato Pontificio il 20 settembre 1870, il territorio della Santa Sede si restrinse, ma i rapporti con le autorità di Polizia italiane rimasero improntati alla collaborazione con la Gendarmeria Pontificia, come testimoniato da una nota del barone Carlo Monti del 1915, in cui Benedetto XV raccomandava di non richiamare i gendarmi sotto le armi, essendo l'unica milizia a salvaguardare i palazzi vaticani.

Da quel tempo, la Gendarmeria vigila sulla figura del Sommo Pontefice, ha compiti di difesa del territorio ed esercita servizio di polizia e di sicurezza interna. Il Comandante del Corpo della Gendarmeria sovrintende anche a quello dei Vigili del Fuoco. La Gendarmeria è impiegata anche per la protezione all'estero nei viaggi del Papa, agendo in accordo con le autorità del Paese ospitante.

Foto moderna della Gendarmeria Vaticana durante una cerimonia o un servizio di scorta al Papa

La data di nascita dell'attuale Gendarmeria Vaticana è segnata per il 12 febbraio 1971, quando fu istituita da Paolo VI, erede diretta della Gendarmeria Pontificia sciolta poco più di un anno prima, il 20 gennaio 1970. In precedenza, il 15 dicembre 1970, la Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano aveva sciolto il Corpo, costituendo al suo posto un nuovo servizio denominato Ufficio Centrale di Vigilanza.

Mutata nuovamente denominazione il 25 marzo 1991 in Corpo di Vigilanza dello Stato della Città del Vaticano, il 2 gennaio 2002 assunse quella attualmente in vigore di Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano. Attualmente, 150 uomini controllano il Vaticano e accompagnano gli spostamenti del Pontefice. Il motto è "Fides et Virtus", e San Michele Arcangelo è il santo patrono.

Eventi significativi e recuperi storici

Nel maggio del 1981, dopo l'attentato a Papa San Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro ad opera di Alì Agca, si verificarono importanti cambiamenti all'interno della Gendarmeria, colpendo in primis il commendatore Camillo Cibin, ex funzionario della Polizia Italiana responsabile dei servizi di sicurezza della Santa Sede.

La collaborazione tra istituzioni italiane e vaticane nella salvaguardia del patrimonio storico e archivistico è fondamentale. Un esempio recente è il ritrovamento di un volume del XIX secolo, "Forma a summo pontifice servanda in dandis titulis et diaconiis novis cardinalibus", un tempo custodito nell'Archivio storico dei Cerimonieri Pontifici e considerato perduto per oltre quarant'anni. Identificato dagli archivisti vaticani e recuperato grazie alla collaborazione con la Monuments Men and Women Foundation di Dallas, questo ritrovamento rappresenta il recupero di una parte di memoria della Chiesa e della storia della diplomazia pontificia.

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