L'Indulgenza della Divina Misericordia: Significato, Condizioni e Applicazione

La Chiesa Cattolica offre ai fedeli un tesoro di grazia attraverso le indulgenze, strumenti spirituali che permettono la remissione della pena temporale dovuta per i peccati. Tra queste, la Festa della Divina Misericordia, celebrata la seconda Domenica di Pasqua, riveste un'importanza particolare, essendo arricchita da speciali concessioni di indulgenze plenarie. Questo dono divino non è solo per i vivi, ma può essere applicato anche alle anime dei defunti, in un gesto di amore e carità fraterna.

Rappresentazione della Divina Misericordia con Gesù che mostra le mani e il costato

Cos'è l'Indulgenza: Peccato, Colpa e Pena Temporale

Per comprendere appieno il significato delle indulgenze, è essenziale distinguere tra colpa e pena temporale. La dottrina divinamente rivelata insegna che i peccati comportano pene inflitte dalla santità e giustizia di Dio, da scontarsi sia in terra, con i dolori, le miserie e le calamità di questa vita e soprattutto con la morte, sia nell’aldilà, nel Purgatorio, anche con il fuoco e i tormenti o con le pene purificatrici. Tutti gli uomini peregrinanti sulla terra ogni giorno commettono peccati almeno leggeri; di modo che tutti hanno bisogno della misericordia di Dio per essere liberati dalle conseguenze penali dei peccati.

La Natura del Peccato e della Pena

L'indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa la quale, come ministra della Redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi. Al di là del linguaggio tecnico, la pena di cui si parla non è un castigo inflitto da Dio, ma una conseguenza che deriva dalla natura stessa del peccato, il quale, oltre ad essere offesa a Dio, è anche contaminazione e corruzione dell'uomo.

I nostri peccati rendono più faticoso ricostruire l'amicizia con Dio e superare quella inevitabile inclinazione al male che permane anche dopo la remissione sacramentale. Il peccato è come una ferita dell'anima: anche dopo il pentimento e l'assoluzione sacramentale, rimane una debolezza, una fragilità che ci rende più soggetti a ricadere. La pena temporale non è da concepire come una vendetta di Dio, ma come il tempo necessario a noi per rigenerare la nostra capacità di amare Dio sopra ogni cosa. Questa pena temporale esige d'essere compiuta in questa vita come riparazione, o in Purgatorio come purificazione.

Nel cammino terreno, il cristiano dovrà quindi vedere come mezzi di purificazione, che facilitano il cammino verso la santità: le varie prove e la sofferenza stessa, l'impegno nelle opere di carità, la preghiera, le varie pratiche di penitenza e, non ultimo, l'acquisto delle indulgenze. L'Unigenito Figlio di Dio ha procurato un tesoro alla Chiesa militante, accresciuto dai meriti della Beata Madre di Dio e di tutti gli eletti, e lo ha affidato a San Pietro e ai suoi successori, perché lo dispensassero salutarmente ai fedeli.

L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto la pena temporale dovuta per i peccati.

La Domenica della Divina Misericordia: Origini e Promesse

La devozione alla Divina Misericordia ha radici nelle rivelazioni di Gesù a Santa Faustina Kowalska. Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a Suor Faustina a Płock nel 1931, quando le comunicò la sua volontà per l'esecuzione del quadro: «Io desidero che vi sia una Festa della Misericordia.» La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la Festa della Misericordia, cosa che notò anche Suor Faustina: "Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta dal Signore" (D. 89).

Gesù spiegò così a Suor Faustina perché gli chiedesse l'istituzione della festa: «Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre.» Egli desidera anche che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina. La prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l'azione ed Egli esige il culto della Sua misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata dipinta.

Un "Secondo Battesimo" di Grazia

Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno: "la remissione totale delle colpe e castighi". Questa grazia è qualcosa di decisamente più grande che l'indulgenza plenaria ed è essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l'ha innalzata al rango di "secondo battesimo".

Gesù non volle limitare la sua generosità solo a questa grazia, poiché disse anche: «riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia», poiché «in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto» (D. 699).

Domenica della DIVINA MISERICORDIA | Cosa vuol dire? Cosa cambia per noi? (437)

Istituzione Ufficiale da San Giovanni Paolo II

Con provvida sensibilità pastorale il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, per imprimere profondamente nell'animo dei fedeli questi precetti ed insegnamenti della fede cristiana, mosso dalla dolce considerazione del Padre delle Misericordie, ha voluto che la seconda Domenica di Pasqua fosse dedicata a ricordare con speciale devozione questi doni della grazia, attribuendo a tale Domenica la denominazione di "Domenica della Divina Misericordia" (Congr. per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Decr. Misericors et miserator, 5 Maggio 2000). Il Vangelo della seconda Domenica di Pasqua narra le cose mirabili compiute da Cristo Signore il giorno stesso della Risurrezione nella prima apparizione pubblica (Gv 20, 19-23), in cui dona agli apostoli il potere di rimettere i peccati. Per far sì che i fedeli vivano con intensa pietà questa celebrazione, lo stesso Sommo Pontefice ha stabilito che la predetta Domenica sia arricchita dell’Indulgenza Plenaria, affinché i fedeli possano ricevere più largamente il dono della consolazione dello Spirito Santo e così alimentare una crescente carità verso Dio e verso il prossimo.

Condizioni per Ottenere l'Indulgenza Plenaria della Divina Misericordia

Per lucrare l'Indulgenza plenaria nella Domenica della Divina Misericordia, sono richieste le consuete condizioni, oltre all'opera specifica:

  1. Confessione sacramentale: Deve essere fatta nell'arco di quindici giorni prima o dopo l'opera prescritta. È sufficiente la confessione fatta nell’arco dei quindici giorni. Se uno nel frattempo è caduto in peccato mortale, deve riacquistare la grazia almeno attraverso un atto di dolore perfetto, che include però almeno implicitamente il proposito di confessarsi appena se ne avrà l’opportunità. Senza lo stato di grazia non si prende alcuna indulgenza.
  2. Comunione eucaristica: È conveniente che sia fatta nello stesso giorno in cui si compie l'opera. Con una sola Comunione Eucaristica si può lucrare una sola indulgenza plenaria.
  3. Preghiera secondo l'intenzione del Sommo Pontefice: È conveniente che sia fatta nello stesso giorno in cui si compie l'opera. Con una sola preghiera secondo le intenzioni del Sommo pontefice si può lucrare una sola indulgenza plenaria. Si adempie pienamente questa condizione recitando un Padre Nostro e un'Ave Maria, ma è lasciata libertà di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione personale.
  4. Totale distacco dall'affetto verso qualunque peccato, anche veniale: Questo è il punto forse più difficile da realizzare, ma è il più alto e santificante.

Il Significato del "Totale distacco dal peccato"

L’espressione “non manifestare alcun attaccamento al peccato, neppure veniale” significa un rifiuto completo e profondo di ogni forma di peccato. Un conto è accettare quanto insegna la Chiesa e crederlo giusto, e un altro conto è comportarsi con coerenza. Quanta gente sa, ad esempio, che l’adulterio è una colpa, e tuttavia con la concupiscenza e con la volontà liberamente vi aderisce! Fu un errore di Socrate pensare che la virtù consista nella semplice conoscenza della verità. Gesù ha detto: “Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”. Con la ragione e con la volontà si può essere "non attaccati al peccato", ma con i sentimenti e/o con l'istinto si può esserlo, suo malgrado. Questo distacco richiede una profonda conversione del cuore e la volontà di non cadere più, anche nei peccati veniali.

Le Opere Specificate per l'Indulgenza della Divina Misericordia

La Indulgenza plenaria è concessa al fedele che nella Domenica seconda di Pasqua, ovvero della "Divina Misericordia", in qualunque chiesa o oratorio, con l'animo totalmente distaccato dall'affetto verso qualunque peccato, anche veniale:

  • Partecipi a pratiche di pietà svolte in onore della Divina Misericordia.
  • O almeno reciti, alla presenza del Santissimo Sacramento dell'Eucaristia, pubblicamente esposto o custodito nel tabernacolo, il Padre Nostro e il Credo, con l'aggiunta di una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso (ad esempio, «Gesù Misericordioso, confido in Te»).

È concessa, inoltre, l'Indulgenza parziale al fedele che, almeno con cuore contrito, elevi al Signore Gesù Misericordioso una delle pie invocazioni legittimamente approvate.

Casi Speciali: Ammalati, Naviganti e Impossibilitati

In un segno di grande benevolenza e misericordia, il decreto del 2002 prevede anche casi speciali. I naviganti, che compiono il loro dovere nell'immensa distesa del mare; gli innumerevoli fratelli, che i disastri della guerra, le vicende politiche, l'inclemenza dei luoghi ed altre cause del genere, hanno allontanato dal suolo patrio; gli infermi e coloro che li assistono e tutti coloro che per giusta causa non possono abbandonare la casa o svolgono un'attività non differibile a vantaggio della comunità, potranno conseguire l’Indulgenza plenaria nella Domenica della Divina Misericordia, se con totale detestazione di qualunque peccato, e con l'intenzione di osservare, non appena sarà possibile, le tre consuete condizioni (Confessione, Comunione, Preghiera per il Papa), reciteranno, di fronte ad una pia immagine di Nostro Signore Gesù Misericordioso, il Padre Nostro e il Credo, aggiungendo una pia invocazione al Signore Gesù Misericordioso (p.e. «Gesù Misericordioso, confido in Te»).

Se neanche questo si potesse fare, in quel medesimo giorno potranno ottenere l'Indulgenza plenaria quanti si uniranno con l'intenzione dell'animo a coloro che praticano nel modo ordinario l'opera prescritta per l'Indulgenza e offriranno a Dio Misericordioso una preghiera e insieme le sofferenze delle loro infermità e gli incomodi della propria vita, avendo anch'essi il proposito di adempiere non appena possibile le tre condizioni prescritte per l'acquisto dell'Indulgenza plenaria.

I sacerdoti che svolgono il ministero pastorale, soprattutto i parroci, sono invitati a informare i fedeli di questa salutare disposizione della Chiesa e a prestarsi con animo pronto e generoso ad ascoltare le confessioni.

L'Indulgenza per i Defunti: Un Atto di Amore e Comunione

Le indulgenze plenarie sono sempre applicabili ai defunti. Ogni fedele può lucrare per sé stesso o applicare ai defunti a modo di suffragio indulgenze sia parziali sia plenarie. Questo è possibile grazie alla Comunione dei Santi, un legame invisibile ma reale che unisce i pellegrini sulla terra, i defunti in purificazione e i beati in cielo. I beni spirituali di una parte della Chiesa si riversano sulle altre, e quanto ognuno di noi opera o soffre in comunione con Cristo produce frutti di bene per tutti.

In questo contesto, le preghiere di suffragio e le indulgenze soccorrono i nostri defunti, abbreviando i tempi della loro purificazione. È un'opera altamente meritoria ricordare coloro che ci hanno fatto del bene, continuare a sentirsi a loro vicini e solidali nel cammino di purificazione che stanno compiendo nel Purgatorio. Le anime del Purgatorio non possono più meritare per sé stesse, ma noi abbiamo la possibilità di aiutarle, di lenire le loro sofferenze, abbreviando la loro purificazione.

Cimitero con persone che pregano

Mezzi di Suffragio per i Defunti

La Chiesa, madre e maestra, addita parecchi mezzi per suffragare le anime dei nostri cari e aiutarle a raggiungere la pienezza della vita eterna:

  • La Santa Messa e la Comunione: L'aiuto più efficace è la celebrazione Eucaristica, che rinnovando il sacrificio di Gesù, è l'atto supremo di adorazione e riparazione che possiamo offrire a Dio per le anime dei defunti.
  • La Preghiera: Un mezzo sempre efficace, alla portata di tutti, tanto più efficace quando non chiediamo aiuti e beni per noi stessi, ma perdono e salvezza per le anime dei nostri cari. Questa preghiera è tanto gradita a Dio perché coincide con la sua volontà salvifica. Tra le preghiere raccomandate, la recita del Rosario, con l'aggiunta dopo il Gloria, di una invocazione per i defunti: l'Eterno riposo.
  • Le Opere di Carità: I meriti che acquistiamo compiendo le opere di carità.
  • L'Applicazione delle Indulgenze: Le indulgenze cancellano la pena generata dal peccato e sono il segno tangibile di misericordia e amore, un segno concreto dell’abbraccio di Dio.

Estensione delle Indulgenze per i Defunti a Novembre

Il cardinale Mauro Piacenza e il “reggente” monsignor Christophorus Nykiel, su speciale mandato di Papa Francesco, hanno rassicurato che l’Indulgenza plenaria per quanti visitino un cimitero e preghino per i defunti anche soltanto mentalmente, stabilita di norma solo nei singoli giorni dal 1° all’8 novembre, può essere trasferita ad altri giorni dello stesso mese fino al suo termine. Tali giorni, liberamente scelti dai singoli fedeli, potranno anche essere tra loro disgiunti. Questa decisione è stata presa in tempi recenti a causa della pandemia, per evitare assembramenti e contagi, dando la possibilità di lucrare le indulgenze anche a chi è malato o in quarantena perché non dovrà recarsi in una chiesa o in un cimitero: basterà la preghiera mentale. Questo è un atto di carità e di amore tangibile soprattutto verso le persone più deboli ed indifese.

Altre Occasioni per Ottenere Indulgenze Plenarie

Oltre alla Domenica della Divina Misericordia e alle specifiche concessioni per i defunti nel mese di novembre, la Chiesa offre numerose altre opportunità per lucrare l'indulgenza plenaria, sempre alle consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica, preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice e distacco da ogni peccato, anche veniale):

  • Con l’Atto di riparazione al Sacro Cuore di Gesù, recitato pubblicamente nella solennità del Sacro Cuore.
  • Con l’atto di Consacrazione del Genere umano a Cristo Re, fatto pubblicamente nella solennità di Cristo Re.
  • Nella solenne azione liturgica del Venerdì Santo, quando il fedele partecipa devotamente all’adorazione della Croce e la bacia.
  • Con la rinnovazione delle Promesse Battesimali, fatta con qualsiasi formula, specialmente durante la Veglia Pasquale o nel giorno anniversario del Battesimo.
  • Per i fedeli che si accostano per la prima volta alla Santa Comunione.
  • Per il Sacerdote Celebrante e per i fedeli che devotamente assistono alla Messa Novena o della prima Messa di un neo-sacerdote.
  • Partecipando agli Esercizi Spirituali almeno per tre giorni interi.
  • Ricevendo piamente e devotamente, sia pure via radio e televisione, la Benedizione impartita dal Sommo Pontefice “urbi et orbi”.
  • In punto di morte: Al fedele in pericolo di morte, che non possa essere assistito da un Sacerdote che gli amministri i Sacramenti e gli impartisca la Benedizione Apostolica con l’annessa indulgenza plenaria, la Santa Madre Chiesa concede ugualmente l’indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia debitamente disposto e abbia recitato durante la vita qualche preghiera. Questa stessa indulgenza plenaria in punto di morte può essere lucrata dal fedele che nello stesso giorno abbia già acquistato un’altra indulgenza plenaria.
  • Con l'Adorazione del Santissimo Sacramento per almeno mezz'ora.
  • Con la recita del Santo Rosario, purché le cinque decadi siano recitate senza interruzione e alla preghiera vocale si aggiunga la pia meditazione dei misteri.
  • Leggendo la Sacra Bibbia per almeno mezz'ora.
  • Compiendo la Via Crucis, spostandosi da una stazione all'altra e recitando il Credo, il Padre Nostro e una preghiera secondo l’intenzione del Sommo Pontefice.
  • Con una visita a una chiesa con relativa preghiera (ad esempio il Perdono d'Assisi), o legata a una determinata Preghiera (ad esempio Veni Creator, Eccomi o mio amato e buon Gesù), o ad un’ “opera”.

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