L'Indulgenza Plenaria per i Defunti: Significato, Condizioni e Pratica

La Chiesa Cattolica, nella sua profonda carità e sollecitudine per le anime, propone ai fedeli la pratica delle indulgenze come mezzo per suffragare le anime del Purgatorio. Queste ottengono la remissione della pena temporale dovuta per i peccati. La ricorrenza della Commemorazione dei Fedeli Defunti, che si celebra il 2 novembre, suscita in tutti noi il ricordo di chi ci ha lasciato e il desiderio di rinnovare nella preghiera quegli affetti che con i nostri cari ci hanno tenuto uniti durante la loro vita terrena.

illustrazione concettuale della remissione del peccato e della pena temporale

Cos'è l'Indulgenza Plenaria?

Secondo il Manuale delle indulgenze (Libreria Editrice Vaticana, 2003), "L'indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della Chiesa, la quale, come ministra della Redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi".

Ogni colpa (cioè ogni peccato commesso), anche dopo il perdono (cioè dopo l'assoluzione ottenuta nella confessione), lascia come un debito da riparare per il male commesso. Mentre la colpa, che possiamo concepire come la rottura o il deturpamento dell'amicizia con Dio, è rimessa dall'assoluzione sacramentale nella confessione (attraverso la quale Dio cancella l'offesa ricevuta), la pena temporale permane anche oltre l'assoluzione.

La Natura della Pena Temporale

La pena di cui parliamo è una conseguenza che deriva dalla natura stessa del peccato, che oltre ad essere offesa a Dio è anche contaminazione e corruzione dell'uomo. I nostri peccati infatti rendono sempre più faticoso ricostruire l'amicizia con Dio e superare quella inevitabile inclinazione al male che permane anche dopo la remissione sacramentale, come conseguenza del peccato stesso.

Semplificando, pensiamo ad una ferita: anche dopo che ha smesso di sanguinare continua a darci dolore, ed è un punto debole. Basta un piccolo urto perché riprenda l'emorragia. Il nostro corpo deve faticare per ricostruire il tessuto nella sua integrità e solo allora possiamo dirci veramente guariti. Il peccato è una ferita dell'anima e anche dopo il nostro pentimento e l'assoluzione sacramentale rimane come una debolezza; siamo più fragili, più soggetti a ricadere proprio dove siamo già caduti, rischiamo che quella ferita non pienamente rimarginata, si riapra proprio nello stesso punto.

La pena temporale non è quindi da concepire come una vendetta di Dio ma come il tempo necessario a noi per rigenerare la nostra capacità di amare Dio sopra ogni cosa. Questa pena temporale esige d'essere compiuta in questa vita come riparazione, o in Purgatorio come purificazione. Nel cammino terreno il cristiano dovrà quindi vedere come mezzi di purificazione, che facilitano il cammino verso la santità: le varie prove e la sofferenza stessa, l'impegno nelle opere di carità, la preghiera, le varie pratiche di penitenza e, non ultimo, l'acquisto delle indulgenze.

Cos'è una indulgenza?

Il Purgatorio: Luogo di Purificazione

Poiché difficilmente possiamo presumere che in questa vita riusciremo a giungere a quella perfezione che ci permetterebbe di essere, immediatamente dopo il nostro trapasso, ammessi alla piena comunione con Dio, la Giustizia Divina prevede un tempo di purificazione anche dopo la nostra morte, in quella particolare condizione (tradizionalmente chiamata Purgatorio), nella quale si troverà la nostra anima al termine del nostro esilio terreno e in attesa di giungere alla piena comunione con Dio. Le anime dei defunti saldano i loro debiti nel Purgatorio.

Il Suffragio per i Defunti e la Comunione dei Santi

Il termine suffragio deriva dal verbo latino suffragari che significa: soccorrere, sostenere, aiutare. La Chiesa ci insegna in vari modi che possiamo suffragare le anime dei nostri cari defunti: con la celebrazione di Sante Messe, con i meriti che acquistiamo compiendo le opere di carità e con l'applicazione delle indulgenze.

La Comunione delle Tre Chiese

La morte non spezza i legami che abbiamo con i defunti. Le "tre" Chiese - la Chiesa peregrinante (i fedeli sulla terra), la Chiesa purificante (le anime in Purgatorio) e la Chiesa trionfante (i Santi in Cielo) - rimangono strettamente unite come vasi comunicanti: i beni di una si riversano sulle altre. È una verità di fede che proclamiamo nel simbolo apostolico quando affermiamo: "credo nella comunione dei santi".

In questa comunione, l'amore misericordioso di Dio e dei suoi santi ascolta costantemente le nostre preghiere. In questo contesto, possiamo affermare l'importanza delle preghiere di suffragio e delle indulgenze con le quali soccorriamo i nostri defunti, abbreviando i tempi della loro purificazione. Con alcune differenze:

  • Noi che siamo ancora in vita possiamo con fiducia invocare e ottenere l'aiuto dei beati in cielo, questi sicuramente intercedono per noi.
  • Le anime del Purgatorio invece si trovano in una condizione per la quale non possono più meritare per sé stessi; mentre noi abbiamo possibilità di aiutarli, di lenire le loro sofferenze, abbreviando la loro purificazione.
illustrazione della Comunione dei Santi: le tre chiese in collegamento

Indulgenza per i Defunti vs. per i Vivi

L'indulgenza giubilare (e qualsiasi indulgenza) si può ricevere solo per sé stessi o applicare ai defunti a modo di suffragio, ma non per amici o parenti viventi. Questo perché la dottrina cattolica insegna che i vivi possono agire personalmente per la propria conversione e purificazione, mentre i defunti, che non possono più fare nulla per sé, possono ricevere aiuto spirituale tramite le preghiere e i suffragi degli altri fedeli.

L'indulgenza è applicabile ai defunti come forma di suffragio, poiché essi dipendono dall'intercessione dei vivi durante la purificazione del Purgatorio. Non si può “donare” un'indulgenza a un altro vivente, perché ogni persona responsabile della propria conversione deve ottenere l'indulgenza personalmente con l'intenzione e le opere richieste dalla Chiesa. Il Codice di Diritto Canonico (can. 994) afferma infatti che un fedele può lucrare indulgenze per sé o applicarle ai defunti a modo di suffragio.

Come Ottenere l'Indulgenza Plenaria per i Defunti

Per lucrare l'indulgenza plenaria, oltre all'azione o opera richiesta, è necessario adempiere a condizioni specifiche:

  1. Confessione sacramentale: Questa condizione può essere adempiuta parecchi giorni prima o dopo l'opera richiesta.
  2. Comunione eucaristica: Ricevere la Santa Comunione.
  3. Preghiera secondo le intenzioni del Papa: Recitare un Padre Nostro e un'Ave Maria (o altre preghiere) secondo le intenzioni del Santo Padre.
  4. Distacco da ogni peccato: Avere il ripudio del peccato, il proposito di non commetterne mai più e il rifiuto di qualunque affetto verso il peccato. Questo, forse, è il punto più difficile da realizzare, ma senza dubbio è il più alto e il più santificante.

Quando pentiti abbiamo ricevuto il perdono di Dio nel sacramento della Confessione, al momento dell'assoluzione da parte del Sacerdote, ci vengono condonate le colpe commesse, cioè i peccati. Le pene temporali possono essere scontate nella vita terrena, con varie purificazioni che preparano l'anima a entrare in Paradiso.

Periodi Specifici per l'Indulgenza Plenaria per i Defunti

La Chiesa offre particolari opportunità per lucrare l'indulgenza plenaria in suffragio dei defunti:

  • Dal mezzogiorno del 1° novembre a tutto il 2 novembre: Si può lucrare l'indulgenza plenaria visitando una Chiesa (si reciti almeno un Padre nostro e il Credo).
  • Nei giorni dall'1 all'8 novembre: Chi visita il cimitero e prega per i defunti può lucrare una volta al giorno l'indulgenza plenaria, applicabile ai defunti, sono sempre da rispettare le condizioni generali di cui sopra.

Per tutto il mese di novembre c'è la possibilità di lucrare indulgenze plenarie per i defunti, come si faceva negli anni della pandemia. Inoltre, durante il Giubileo Ordinario del 2025 (e in generale nei tempi giubilari), resta in vigore ogni altra concessione di Indulgenza; alle consuete condizioni, sarà possibile ottenerla e applicarla anche alle anime del Purgatorio in forma di suffragio.

Consiglio: Per evitare il rischio di lasciare le cose a metà, si consiglia di andare alla Santa Messa vespertina (cioè pomeridiana) del 1° Novembre oppure ad una delle S. Messe del 2° Novembre. Quando sei in Chiesa per la S. Messa, confessati, fai la Santa Comunione, recita le citate preghiere.

Le Preghiere Fondamentali per l'Indulgenza

Per adempiere alle condizioni dell'indulgenza plenaria, è richiesto recitare almeno il Padre Nostro e il Credo. Di seguito i testi:

Il Credo (Simbolo Niceno-Costantinopolitano)

Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore Gesù Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, dalla stessa sostanza del Padre. Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture ed è salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati e aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.

Il Padre Nostro

Padre Nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male.

rappresentazione delle mani giunte in preghiera con rosario

L'Importanza del Ricordo e della Preghiera per i Defunti

Da sempre la Chiesa accompagna i defunti, dopo la morte, con particolari riti e preghiere. La liturgia esequiale onora il corpo del defunto in cui Dio è stato presente mediante la Grazia dei Sacramenti e spinge lo sguardo all'ultimo avvenimento della storia, quando Cristo tornerà glorioso per ridare vita ai corpi e renderli partecipi della sua gloria. Il più grande desiderio dell’uomo è vincere la morte, che trova la risposta certa in Gesù morto e risorto, salito al cielo per preparare un posto per ciascuno di noi.

È un dovere di gratitudine per il bene ricevuto da parenti e amici, e insieme una garanzia perché le anime, giunte in Paradiso, pregheranno per noi. Consideriamo quindi un'opera altamente meritoria ricordare coloro che ci hanno fatto del bene, continuare a sentirci a loro vicini e solidali nel cammino di purificazione che stanno compiendo nel Purgatorio. E ancora più meritevole appare poi la preghiera rivolta a Dio per le anime più abbandonate e più bisognose delle sua Misericordia.

I Mezzi Più Efficaci di Suffragio

La Chiesa, madre e maestra, ci addita parecchi mezzi per suffragare le anime dei nostri cari e aiutarle a raggiungere la pienezza della vita eterna:

  • La Santa Messa e la Comunione: L'aiuto più efficace è la celebrazione Eucaristica, che, rinnovando il sacrificio di Gesù, è l'atto supremo di adorazione e riparazione che possiamo offrire a Dio per le anime dei defunti.
  • La Preghiera: Un mezzo sempre efficace, alla portata di tutti, tanto più efficace quando non chiediamo aiuti e beni per noi stessi, ma perdono e salvezza per le anime dei nostri cari. Tra le preghiere tanto raccomandate dalla Madonna, la recita del Rosario, con l'aggiunta dopo il Gloria, di una invocazione per i defunti: l'Eterno riposo (L'eterno riposo dona loro, o Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.).
  • Opere di carità e penitenza: I meriti che acquistiamo compiendo le opere di carità e le varie pratiche di penitenza possono essere offerti in suffragio per i defunti.

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