Che cos'è il presbiterio
Il termine presbiterio, derivante dal greco πρεσβυτέριον, indica propriamente il collegio degli anziani, ovvero il gruppo di presbiteri che, in una diocesi, presta aiuto al vescovo nel governo della comunità. In senso architettonico e liturgico, il presbiterio è la parte della chiesa riservata al vescovo e al clero, situata generalmente in fondo alla navata centrale e terminata dall'abside.
Storicamente, la sua forma richiama quella del pretorio delle basiliche civili romane, dove si amministrava la giustizia. Come per il tribunale, il presbiterio era rilevato di qualche gradino, chiuso da cancelli e circondato di seggi (concistorium), con al centro il trono (suggestus) destinato al vescovo.

La funzione del presbiterio nella liturgia
Il presbiterio è il luogo dove si compie il sacrificio eucaristico. Al suo interno occupa un posto centrale l'altare, che è in sé un segno di Cristo, Sacerdote, Vittima e Altare. La distinzione tra il presbiterio (lo spazio elevato) e l'altare è fondamentale per comprendere il movimento dei ministri durante la celebrazione.
- Chi può stare nel presbiterio: Dal momento in cui inizia la preghiera eucaristica fino alla distribuzione della Comunione, devono trovarsi nel presbiterio esclusivamente i ministri ordinati (vescovo, presbiteri, diaconi).
- Ministri laici: Se manca l'accolito istituito, si possono designare altri ministri laici per il servizio all'altare in aiuto al sacerdote e al diacono.
- Esclusioni: È opportuno che non stiano nel presbiterio né ai lati dell'altare coloro che non hanno alcuna funzione liturgica. Ad esempio, i cantori e i musicisti devono posizionarsi nel coro della chiesa o in una cappella vicina.
Normative sulla sede del celebrante
La sede del sacerdote celebrante deve mostrare chiaramente il suo compito di presiedere l'assemblea e guidare la preghiera. Secondo l'Ordinamento Generale del Messale Romano (n. 310):
- La collocazione più adatta è rivolta al popolo, al fondo del presbiterio, a meno che la struttura dell'edificio non lo impedisca (ad esempio per la distanza eccessiva o la presenza del tabernacolo).
- Si deve evitare ogni forma di trono.
- La sede del diacono va posta vicino a quella del celebrante.
La Conferenza Episcopale Italiana ha ulteriormente specificato che la sede deve essere in diretta comunicazione con l'assemblea, senza ostacoli, favorendo il dialogo e l'animazione. È necessario inoltre che non oscuri il ruolo dell'altare né sminuisca l'importanza del tabernacolo.

Il presbiterio come comunità: il ruolo del presbitero
Il presbitero è un ministro di culto della Chiesa cattolica, il cui ministero è radicato nel sacramento dell'Ordine. La riflessione ecclesiale contemporanea, in particolare con il documento "La formazione dei presbiteri nelle Chiese in Italia", sottolinea che il prete non vive il suo ministero in solitudine.
Il presbiterio, inteso come realtà soprannaturale e comunitaria, è il luogo dove il prete si forma e opera. Papa Francesco ha ribadito come sia vitale per un sacerdote ritrovarsi in un presbiterio: "Questa esperienza libera dai narcisismi e dalle gelosie clericali; fa crescere la stima, il sostegno e la benevolenza reciproca; favorisce una comunione non solo sacramentale o giuridica, ma fraterna e concreta".
La collaborazione pastorale e il reciproco aiuto tra i sacerdoti non sono solo una scelta pratica, ma il fondamento stesso della comunione presbiterale, che si esprime visibilmente nel rito dell'imposizione delle mani sul capo dell'ordinando, segno dell'aggregazione al collegio presbiterale.
Che cos'è il presbiterio?
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