Questo articolo fornisce una panoramica completa delle attività, degli eventi e della ricca storia legata alla parrocchia di Martellago e al suo campo sportivo, offrendo dettagli su iscrizioni, celebrazioni comunitarie e patrimonio artistico-religioso locale.
Attività Sportive e Iscrizioni
Siamo lieti di annunciare che dal 1° luglio sono aperte le iscrizioni per la nuova stagione sportiva 2025/2026.
Anche quest’anno, il Real Martellago ha scelto Adidas come sponsor tecnico per il materiale sportivo. Per contenere i costi per le famiglie, è stato stabilito che l’acquisto obbligatorio riguardi solamente il materiale di rappresentanza, comprensivo di tuta invernale, giubbotto invernale e divisa estiva.
Il Real Martellago ha inoltre stipulato una convenzione con il Poliambulatorio Specialistico Tiepolo Euromedica 2000 di Martellago. Questo accordo garantisce ai giocatori un accesso privilegiato ai servizi medici e di supporto sanitario offerti dalla struttura.

Eventi e Iniziative Parrocchiali
Sagra del Rosario (2025)
La comunità di Martellago invita a partecipare alla tradizionale Sagra del Rosario, che si svolgerà dal 26 settembre al 6 ottobre 2025 presso il campo sportivo parrocchiale di Via Friuli. Durante tutte le serate della sagra, saranno attivi lo stand gastronomico, con possibilità di asporto, e la pesca di beneficenza.
Festa degli Anniversari di Matrimonio
Nell'ambito della Sagra del Rosario, il 28 settembre è in programma la Festa degli Anniversari di Matrimonio, un momento speciale proposto dalla parrocchia per celebrare insieme questo importante traguardo. È un’occasione per ricordare il grande dono del Sacramento del Matrimonio, per ringraziare il Signore e invocare la sua continua benedizione sull'amore degli sposi.
L’appuntamento è fissato per domenica 28 settembre durante la Messa delle ore 11:00. Per motivi organizzativi, è richiesta l'adesione delle coppie che desiderano partecipare, con iscrizione presso la segreteria canonica entro il 23 settembre. Le famiglie avranno inoltre la possibilità di festeggiare l’Anniversario con il pranzo presso lo stand gastronomico della Sagra.
La Porchettata 2024
Il 24 maggio 2024, a partire dalle ore 19:30, l’Oratorio Papa Luciani di Martellago ospiterà “La Porchettata”, una serata dedicata alla convivialità e al ricordo. Più che una semplice festa, l'evento si propone come un momento comunitario per ritrovarsi, condividere emozioni e gustare il tradizionale "Maialino", simbolo di tradizione e bontà.
Musica dal vivo accompagnerà l'intera serata, creando un'atmosfera ideale per la condivisione. Durante l’evento, uno dei momenti più toccanti sarà la proiezione di fotografie degli eventi parrocchiali passati, un viaggio emozionante attraverso i ricordi e i volti della comunità. Sarà anche l’occasione per esprimere gratitudine ai volontari che hanno dedicato il loro impegno alla parrocchia nel corso degli anni.
Per partecipare, è necessario acquistare il tagliando presso i seguenti punti vendita entro il 19 maggio 2025: Bar Oratorio, Cartoleria da Anna, Edicola Toma. L'evento rappresenta un’opportunità per rafforzare il senso di comunità, onorare il passato e creare nuovi ricordi.
Proposte Estive: GREST 2025
Dal 9 giugno al 4 luglio 2025, la parrocchia di Martellago proporrà il GREST, un'attesa esperienza estiva ricca di colori, musica e attività per ragazzi, che animerà gli ambienti parrocchiali. Le iscrizioni sono già aperte, con precedenza per i ragazzi appartenenti alla parrocchia di Martellago.
L’attività formativa per gli animatori del GREST si terrà nei giorni 8, 22 e 27 maggio alle ore 20:45 presso la Sala Tessarotto. Questi incontri sono fondamentali per coloro che intendono svolgere il servizio di animatore e sono rivolti ai ragazzi a partire dalla prima superiore.

Vita Spirituale e Devozioni
Il Mese di Maggio e la Preghiera del Rosario
Tradizionalmente, il mese di maggio è dedicato alla Madonna e alla preghiera del Rosario. Nella sua semplicità e profondità, il Rosario rappresenta una preghiera di grande significato spirituale e porta molti frutti spirituali. Si invita a non trascurare questa pratica devozionale, soprattutto nel prossimo tempo dedicato a Maria, promuovendo la tradizione della preghiera del Rosario in famiglia e presso i Capitelli distribuiti sul territorio parrocchiale.
In alcuni dei luoghi di ritrovo per la preghiera del Rosario, verrà celebrata anche la Santa Messa. Uno dei luoghi di ritrovo per la preghiera del Rosario nel mese di maggio, dove verrà celebrata la Messa, è presso la famiglia Vanzelle, in Via S. [La frase originale si interrompe qui].
Messaggio del Vescovo per la Quaresima
In occasione della Quaresima 2025, il Vescovo ha riproposto il messaggio di Papa Francesco, che invita a preparare i cuori e ad aprirsi alla grazia di Dio per celebrare il trionfo pasquale di Cristo. Questo tempo di grazia offre l'opportunità di prepararsi alla Pasqua con gratitudine, accogliendo la novità che lo Spirito genera attraverso la sua azione trasformatrice.
In questo anno giubilare, la Quaresima assume un significato ancora maggiore, invitando a viverla con consapevolezza, senza lasciarsi distrarre dalle preoccupazioni quotidiane. Il Vescovo ha sottolineato che il tempo dedicato alla relazione con Dio è un dono per la nostra umanità, permettendo all'amore divino di rifondare ogni impegno e servizio.
Il Vescovo ha rinnovato per la Diocesi le tre «consegne» affidate durante la Santa Messa di apertura dell’anno giubilare:
- Trovare un momento quotidiano di preghiera intensa e generosa, in ascolto della Parola, come fondamento per ogni buona relazione. Si invita a pregare per Papa Francesco, per la pace e per la giustizia.
- Incontrarsi gratuitamente, per amore di Dio e per la gioia di stare insieme, dedicando tempo a volersi bene per generare nuove idee e iniziative per rinnovare vite, famiglie e comunità.
- Visitare infermi, anziani in solitudine, persone con diverse abilità, carcerati, coloro che hanno perso la speranza, e persone care che attendono una visita.

Storia e Patrimonio della Parrocchia di Martellago
Origini della Chiesa di Santo Stefano Protomartire
Le prime menzioni di una chiesa a Martellago risalgono al 1292, in una lettera circolare del Vescovo di Treviso. Il titolare della chiesa, Santo Stefano Protomartire, viene nominato per la prima volta in un documento del 1297.
Il paese di Martellago è citato già nel 1085 in una lista di beni dell’Abbazia Pisani e nella bolla del 1152 di Papa Eugenio III, che include la pieve di Martellago tra i beni di pertinenza e giurisdizione del Vescovo di Treviso.
La ragione della dedicazione a Santo Stefano non è nota con certezza, ma un’ipotesi suggerisce un legame con l’antico territorio altinate. Tale dedicazione indica l'antichità e la nobiltà del luogo, in quanto Santo Stefano era titolare di importanti chiese vescovili o arcidiaconali come Altino e Concordia.
Se in passato la parrocchia di Martellago si trovava ai confini della diocesi di Altino, dal 1927 essa è situata ai confini sud-est con il Patriarcato di Venezia.
La parrocchia fu un tempo sede dell’antica Congregazione dei parroci di Santo Stefano, che includeva le parrocchie di Maerne, Campalto, Mestre, Trivignano, Zelarino, Chirignago e Tessera. Il parroco di Martellago deteneva il titolo di primicerio. Con la cessione di Mestre e altre parrocchie nel 1927, l’antica congregazione ha cessato di esistere.
Nel 1977 si è celebrato il bicentenario della consacrazione della chiesa parrocchiale, avvenuta il 21 settembre 1777 per mano del Vescovo di Treviso Francesco Giustiniani. L'attuale chiesa sorge con certezza su fondamenta di edifici precedenti; un documento del XIV secolo attesta la presenza di un portico.
Merita una menzione l’antichissimo ospitale di Santa Maria, situato nelle immediate vicinanze della chiesa. Per secoli, fu un rifugio per pellegrini diretti a Venezia e un centro di assistenza per infermi, poveri e bisognosi.
All'interno della chiesa si trovano altari dedicati a diversi santi, tra cui:
- Santi Fabiano e Sebastiano
- Sant'Antonio e San Pietro

Il Campanile: Quattro Secoli di Storia
Le informazioni sulla primitiva chiesa di Martellago sono scarse, ma un atto notarile del 1394 conferma la presenza di un porticato, senza menzionare esplicitamente il campanile, la cui esistenza non è comunque da escludere. Le prime prove certe dell'esistenza del campanile risalgono alla fine del XVI secolo, con annotazioni nel registro economico della chiesa del 1582 relative a spese per la manutenzione delle campane e la sostituzione di corde.
Durante la visita pastorale del Vescovo Francesco Giustiniani il 10 giugno 1609, un verbale riporta una nota significativa riguardo il campanile, che "minaccia la rovina" e per il quale si autorizza l'uso delle rendite dell'ospedale per i lavori urgenti. I lavori presero il via immediatamente, come testimoniato dalla lapide murata sopra la porta del campanile, con il parroco Nadal Pizzato e i massari Tomio Carraro e Giulio Pizzato in carica nel biennio 1609-1611.
Nel 1613, i lavori raggiunsero la fase più importante, documentata da numerose note di spesa per l'acquisto di materiali. Nello stesso anno, il portico addossato alla chiesa fu demolito e le sue pietre furono probabilmente riutilizzate per il campanile. L'assenza di spese per la demolizione e per nuove fondamenta nei registri economici suggerisce che l’attuale campanile sia una ristrutturazione di una costruzione primitiva, risalente a prima del XVI secolo. Va notato che alcune delle pietre utilizzate per le nuove murature provenivano dalla demolita chiesa di Robegano. I lavori si conclusero intorno al 1621, con l'issamento delle campane e la registrazione delle ultime spese.
Circa un secolo dopo, nel 1731, il campanile fu colpito da un fulmine, causando una vittima. Tra il 1735 e il 1736, furono organizzate collette e molte confraternite contribuirono per il "governo del campanile", con la sostituzione della figura in rame di Santo Stefano e la prima menzione di un orologio nei registri.
Dalla metà del '700, anche la chiesa stessa iniziò a mostrare segni di cedimento dovuti alla vetustà, richiedendo puntellature per prevenire il crollo. Nel 1774, durante i lavori di costruzione della nuova chiesa, si decise di rifondere due campane presso Zuanne Soletti di Treviso, per la somma di 800 lire.
Dopo il 1825, a causa di vistose crepe e cadute di pietre dalla sommità, l’ingegner Michele Fapanni fu incaricato di redigere un progetto di restauro complessivo. I lavori di ristrutturazione furono affidati alla ditta Ambrogio Pellanda di Venezia, a seguito di un'asta pubblica conforme alle nuove normative austriache. I lavori iniziarono il 27 aprile 1829 e si conclusero nei primi sei mesi del 1830.
Verso la fine del 1800, si resero necessari ulteriori restauri a causa di cadute di pietra e distacchi di intonaci. I lavori iniziarono dopo la primavera del 1900. Nonostante alcune proposte di abbattimento e ricostruzione in un altro sito, queste idee furono considerate utopistiche dal Comitato Parrocchiale, come riportato nel verbale del 21 maggio 1900. In quell'occasione, il vecchio orologio fu sostituito con un nuovo modello e fu aggiunto un quadrante a est.
Come sempre, la comunità parrocchiale si mobilitò per sostenere il parroco Don Bigolin, offrendo carri per il trasporto di materiali, bozzoli di bachi da seta e manodopera gratuita. A memoria di questi sforzi, una lapide fu murata sopra l’ingresso del campanile con l’iscrizione: "anno 1900 - IESUS CHRISTUS - DEUS HOMO - VIVIT REGNAT IMPERAT".
Nel 1976, la parrocchia si trovò per alcuni mesi senza il suono delle campane, poiché tutte e tre erano inefficienti, condizione percepita come un "continuo venerdì santo" dalla comunità. A seguito di un'assemblea del 9 febbraio 1977 e con l’approvazione del Consiglio di Amministrazione presieduto da Don Luigi Boffo, si decise di rifondere le tre campane e di ampliare il concerto da tre a quattro. Le vecchie campane pesavano complessivamente 25 quintali, mentre le nuove raggiunsero i 33 quintali. Furono benedette dal Vescovo Antonio Mistrorigo il 10 giugno 1977 e iniziarono a suonare il 26 giugno dello stesso anno.
Nel 1987, furono eseguiti lavori di manutenzione ordinaria, inclusa la tinteggiatura e il rivestimento esterno della cuspide con pannelli di rame. Nel 2008, a 399 anni dai lavori di ricostruzione del 1609, il campanile è stato sottoposto a una nuova e completa manutenzione.

Il Restauro di Tre Effigi Mariane dell’Immacolata
L'Immacolata Concezione rappresenta il primo mistero nella vita della Madre di Cristo. Il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, definito da Pio IX l’8 dicembre 1854 nella Basilica Vaticana, afferma che la Beatissima Vergine Maria fu preservata da ogni macchia del peccato originale fin dal primo momento della sua Concezione, per grazia divina e in vista dei meriti di Gesù Cristo. Questa conclusione dogmatica ha una storia dottrinale millenaria, ratificando una lunga tradizione della Chiesa. La festa dell’Immacolata Concezione era celebrata in Oriente già nel V secolo e in Occidente almeno dal IX secolo. Come specificato nella bolla Ineffabilis Deus di Pio IX, l'Immacolata Concezione indica la preservazione da "ogni macchia del peccato originale".
La decisione di Pio IX fu accolta con favore dal mondo cattolico; a Roma, in Piazza di Spagna, una colonna con l’immagine della Vergine fu eretta a ricordo dell’evento, e da allora, ogni 8 dicembre, i Papi si recano a onorarla. Anche nella parrocchia di Martellago, la devozione all’Immacolata è molto sentita, testimoniata da diverse immagini sacre conservate sia in chiesa che nei tradizionali capitelli lungo le vie cittadine.
L'insegna processionale lignea
L’immagine più antica è un’insegna processionale lignea, ora conservata nella chiesa parrocchiale. La Vergine è raffigurata in piedi su una sfera che simboleggia il mondo, con un serpente sotto i piedi - chiara rappresentazione della sconfitta del male. Ai lati del mantello sono visibili due spicchi lunari argentei. Due piccoli angeli dorati inginocchiati ai lati della statua adorano e invocano lo sguardo della Vergine, armonizzando la scena.

Il Capitello di Via Mario Paolazzi
Un’altra immagine dell’Immacolata, recentemente riportata alla pubblica venerazione, si trova nel nuovo capitello di Via Mario Paolazzi, eretto per volontà del geom. Ilario Michieletto. Questo sacello custodisce testimonianze ottocentesche di Martellago: la statua e la grata esterna provengono da un antico capitello demolito nel 1967 per l’allargamento della strada, originariamente costruito all’inizio dell’Ottocento all’incrocio tra Via Castellana e Via Morosini.
La vecchia statua in gesso dipinto e la grata, recuperate dalla demolizione, furono custodite dalla signora Ester vedova Tronchin, che in seguito le affidò al geom. Ilario Michieletto con la richiesta di impiegarle in un nuovo capitello, impegno che è stato mantenuto! Il 25 maggio 2011, il parroco don Giorgio, insieme a don Luigi e numerosi fedeli, ha solennemente benedetto il nuovo sacello.
Grazie al competente lavoro di restauro della dottoressa Francesca Braga, la statua ha rivelato una notevole raffinatezza d’esecuzione. La Vergine è rappresentata in piedi su una nube circondata da tre volti d’angeli, con la luna tra i piedi e le mani incrociate al petto che reggono parte del suo mantello azzurro. Il mantello appare mosso da un colpo di vento, evidenziato dalla vistosa piega sul davanti. Il volto della Madonna, privo di velo, rivela la sua giovane età e una lunga capigliatura mossa dal vento.

La Statua in Marmo di Carrara all'Altare del Rosario
Un’altra preziosa immagine dell’Immacolata, fino agli anni ’80, si trovava nell’antico capitello ottocentesco vicino al cimitero. Questa artistica statua in marmo di Carrara giunse a Martellago nel 1950, proveniente da un oratorio di Venezia a un prezzo simbolico, e fu collocata da mons. Giuseppe Barbiero in ricordo della proclamazione del dogma dell’Assunta.
Fortunatamente, il parroco emerito Don Luigi, su consiglio del dottor Pierfrancesco Combi, ebbe l'intuizione di sostituire l’originale con una copia in gesso. La copia fu poi trafugata e abbandonata a causa del suo scarso valore. L’originale, conservato in canonica, è stato sottoposto a un accurato intervento di pulizia da parte della dottoressa Eva De Lazzari, sotto il diretto controllo della Sovrintendenza alle Belle Arti di Venezia.
La scultura, di chiara impronta veneziana settecentesca, presenta una bellezza distintiva. La Vergine è avvolta in un lungo manto che scende dalla testa e si raccoglie sul braccio destro; la testa è leggermente reclinata a destra in un gesto di umiltà, e le mani sono raccolte sul petto. Alla base, oltre a due graziose testoline d’angeli, sono scolpiti la Luna e il serpente, sebbene quest’ultimo sia purtroppo spezzato in più punti. Attualmente, la statua è collocata in chiesa sull’altare del Rosario e presenta una somiglianza emozionante con la sottostante Vergine del Rosario dipinta da Lattanzio Querena nel 1824.
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