A Taranto, città segnata da complesse sfide sociali e ambientali, emerge l'esempio di sacerdoti il cui impegno e carisma rappresentano un punto di riferimento fondamentale per le comunità. Questi pastori, con la loro vicinanza e le loro iniziative, animano il tessuto sociale e spirituale, offrendo speranza e concretezza.

Il Rinnovamento Carismatico Cattolico: Origini e Sviluppo
Il Rinnovamento Carismatico Cattolico ha le sue radici nel Febbraio 1967, negli Stati Uniti d'America, in seguito all'incontro di alcuni giovani universitari cattolici con il mondo pentecostale. Nel 1971, a poca distanza da quanto accaduto in America, questa grande corrente spirituale si è sviluppata anche in Italia. L'esperienza italiana venne quasi immediatamente denominata "Rinnovamento nello Spirito Santo", come effetto della prima riflessione teologica e della mediazione culturale operata dagli iniziatori del Movimento per attestarne l'identità cattolica.
Il nome Rinnovamento nello Spirito Santo, che anche il Cardinale Suenens auspicava fosse fatto proprio da tutto il movimento carismatico, è tratto dalla lettera di San Paolo a Tito, nella quale l'apostolo afferma che siamo salvati «mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo» (Tt 3, 5). Storicamente, il primo gruppo di Rinnovamento in Italia nasce in Emilia Romagna, a San Mauro Pascoli, a opera di padre Valeriano Gaudet, seguito a ruota da una serie di gruppi storici localizzati a Roma, in special modo alla Pontificia Università Gregoriana, e prestissimo in molte città italiane.
L'opera di diffusione dell'esperienza avvenne in modo spontaneo e rapidissimo, supportata quasi immediatamente dalla riflessione teologico-pastorale di eminenti teologi. Per raccordare le tante esperienze sorte sul territorio e organizzare un evento annuale che vedesse la partecipazione dei gruppi del RnS della penisola, nacque il primo Comitato Nazionale di Servizio, eletto nel 1977 e presieduto da don Dino Foglio, che ricoprì l'incarico di Coordinatore nazionale fino al 1997.
Il cammino del Rinnovamento si è sempre contraddistinto come esperienza ecclesiale e ha potuto contare sin dai suoi esordi sul conforto e sul discernimento dei Pontefici. Il 18 maggio 1975, Papa Paolo VI convocò i carismatici nella Basilica di San Pietro per un incontro internazionale, il primo di una lunga serie di incontri in Vaticano. Storicamente, la prima udienza aperta ai gruppi e alle comunità del RnS italiano risale al 23 novembre 1980, con oltre diecimila intervenuti, quando Giovanni Paolo II, fuori dal suo discorso ufficiale, definì i membri del RnS "rapitori del Regno".
La seconda udienza si tenne il 15 novembre 1986, dinanzi a oltre quindicimila appartenenti al Rinnovamento, mentre il 4 aprile del 1998 vennero ricevuti in udienza privata il Comitato Nazionale di Servizio, il Consiglio Nazionale e alcuni responsabili. Il 29 maggio 2004 Giovanni Paolo II convocava il popolo del Rinnovamento in Piazza San Pietro, per celebrare i Vespri di Pentecoste. Anche Papa Ratzinger ha offerto un Magistero che esalta il ruolo centrale dello Spirito Santo, e il suo sostegno è continuato con Benedetto XVI. «È stato lungo tutto il Pontificato di Papa Giovanni Paolo II che il Rinnovamento nello Spirito ha visto esplodere le tante parole profetiche legate alle sue origini, in special modo nella risposta convinta a tre sfide determinanti: la nuova evangelizzazione, la formazione dei responsabili e degli animatori, la maturità ecclesiale» come affermato da Salvatore Martinez.
I primi Comitati nazionali di Servizio, a partire dal 1977, hanno visto consolidarsi nel tempo la loro funzione di indirizzo pastorale, con la definizione di prassi e normative collegialmente approvate. Negli anni '90 si è consolidato il ruolo del Consiglio Nazionale, formato dal Comitato Nazionale di Servizio e dai Coordinatori Regionali di Servizio, e si sono avviate in modo sperimentale sul territorio le prime organizzazioni a carattere diocesano. Già a partire dal 1991, il RnS aveva iniziato il cammino per il riconoscimento dello Statuto dell'Associazione su esplicita richiesta del cardinale. Il passaggio successivo è del 14 marzo 2002, quando il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha approvato gli statuti del Movimento in via definitiva, confermando l'erezione del Rinnovamento nello Spirito Santo ad Associazione Privata di Fedeli Laici.
Il 2007 è stato l'anno della lettera autografa di Papa Ratzinger al Presidente Nazionale in occasione della XXX Convocazione Nazionale del RnS, ma anche l'anno dell'approvazione del nuovo Statuto, convalidato dal Consiglio Permanente della CEI nella sessione del 22-25 gennaio 2007. Questo statuto ha riportato un aggiornamento del profilo comunitario, pastorale ed ecclesiale del Movimento, frutto del cammino dell'ultimo decennio. A seguito delle modifiche dello Statuto, si è avuta una definitiva riorganizzazione delle figure apicali del Movimento, con l'individuazione di responsabilità più precise per i ruoli di Presidente, Coordinatore, Direttore e Consigliere Spirituale Nazionale. Nell'ambito di questa riorganizzazione, nel 2007 Salvatore Martinez ha assunto l'incarico di Presidente nazionale, Mario Landi di Coordinatore nazionale e Marcella Reni di Direttore.

Figure Carismatiche nel Territorio Tarantino
Nel cuore di Taranto, diversi sacerdoti si distinguono per il loro profondo impegno e per il carisma con cui affrontano le realtà più difficili, diventando punti di riferimento vitali per la comunità.
Don Alessandro Argentiero e la Comunità dei Tamburi
Al quartiere Tamburi di Taranto, segnato da decenni di inquinamento e disagi sociali, l'impegno pastorale di don Alessandro Argentiero ha portato un vento nuovo. Prima viceparroco a San Francesco de Geronimo e dal 2021 parroco nella chiesa dei Santi Angeli Custodi, don Alessandro accompagna da anni famiglie e ragazzi di questa periferia difficile. Qui il rosso che segna strade e balconi non è suggestione cromatica, ma sono le polveri sottili che si sollevano dalla lavorazione dell'acciaio del più grande complesso siderurgico d'Europa, sedimentatesi su strade e case. Accanto alle ferite ambientali, c'è la vita silenziosa di tante famiglie che non si arrendono. “Ho incontrato gente capace di sacrificarsi e di dare coraggio anche a me - racconta don Alessandro - C'è un'umanità che sa sollevarti, nonostante tutto”.
Dai primi anni 2000, il quartiere ha perso circa 10mila abitanti, fuggiti a causa dell'inquinamento, delle tossine e dei fumi. Chi è rimasto convive con malattie respiratorie, precarietà e case dal valore crollato: oggi la media è di 697 euro al metro quadro. In questo contesto, la parrocchia rimane un punto di riferimento, insieme alle scuole, come unico spazio di aggregazione e ascolto. “Molti padri e madri sono in cassa integrazione - racconta il sacerdote su unitineldono.it -, non possono permettersi di trasferirsi né di portare i figli altrove. Chi resta si ritrova in una zona priva di servizi, senza spazi di aggregazione. La scuola e la parrocchia sono rimasti gli unici luoghi di incontro. La gente mi dice che il quartiere è sulla bocca di tutti ma nel cuore di pochi, perché, al di là dei proclami, manca ancora un piano d'intervento efficace”.
Da questa consapevolezza è scaturita una pastorale fondata sulla vicinanza e sull'accoglienza. Nel periodo della pandemia è stato creato un centro di ascolto: non soltanto un punto di distribuzione di beni alimentari, ma principalmente un luogo dove sentirsi attesi e accolti senza giudizio. “Qui le persone sanno di trovare qualcuno disposto ad ascoltare”, spiega il parroco. Attorno a questo perno sono cresciute attività capaci di ridare ritmo alla vita del quartiere: una scuola calcio e una di danza - attività realizzate grazie ai fondi dell'8xmille alla Chiesa cattolica - per permettere ai più piccoli di crescere insieme e per aiutare le famiglie a ritrovarsi. “Molte ragazze non frequentano la parrocchia, ma le accogliamo lo stesso. Qui ogni persona è prima di tutto amata da Dio”, dice il sacerdote.
Grazie all'impegno di don Alessandro, i bambini del catechismo sono passati da 30 a 200 in una parrocchia di 4000 abitanti. Non sono tornati solo i piccoli, ma anche le loro famiglie, ritrovando legami e fiducia. Come racconta Luigi, operaio e padre di tre figli: “Don Alessandro ha seminato qualcosa che mancava da anni. La parrocchia è diventata un'alternativa all'isolamento sociale causato dai cellulari. A casa, mia moglie ed io parliamo con i nostri figli di quello che vivono lì: uscite, incontri, momenti di preghiera…”. Anche Michela, sua moglie, racconta con entusiasmo: “Don Alessandro non è solo un pastore, è un padre, un fratello maggiore per i nostri figli. Vanno in parrocchia volentieri, si divertono. C'è un clima sereno, gioioso”. Oggi la comunità guarda avanti: dopo la demolizione del vecchio centro sportivo, troppo vicino all'area industriale, il sogno è costruire una nuova struttura polivalente: uno spazio sicuro, aperto, capace di custodire i giovani e offrire dignità a un quartiere che non vuole arrendersi.

Don Nino Borsci e l'Impegno Sociale
Don Nino Borsci, nato a Monteparano (TA) il 29 luglio 1946, ha compiuto gli studi filosofici e teologici al Seminario di Mondovì (Cuneo) ed è stato consacrato sacerdote nel 1973. È parroco della Parrocchia S. Francesco De Geronimo in Taranto, al rione Tamburi, e insegna presso la scuola media “D'Aquino” di Taranto. È stato cappellano del lavoro presso l'IIVA per oltre dieci anni. Assistente diocesano del MLAC, consulente ecclesiastico provinciale del Centro sportivo italiano e del Centro turistico giovanile. Nel 2001, Sua Eccellenza Mons. Luigi Benigno Papa, Vescovo di Taranto, vedendo in lui la persona a cui affidare il compito di gestire la Caritas Diocesana, lo ha nominato direttore. La realtà che gli si presentava frequentemente in Parrocchia, fatta di persone bisognose e senza tetto, lo ha spinto a realizzare, come direttore della Caritas, un Centro di Accoglienza per persone indigenti.
È impegnato da sempre a favore dei giovani, non per fare accademia ma per vera passione: da questo amore è nata la Comunità “AIRONE”. Oggi sono tantissimi i giovani che si sono salvati dalla droga e che si sono felicemente inseriti nella società grazie al cammino di scoperta svolto presso i sei centri operativi della Comunità “AIRONE”. Per dare una risposta ancora più concreta alle tante richieste di lavoro provenienti dai giovani che avevano positivamente terminato l'iter terapeutico, è nata anche una cooperativa che permetterà loro di trovare impiego.

Don Domenico Morciano e la Radio Evangelizzazione
Un altro esempio di dedizione sacerdotale è don Domenico Morciano che, fino a quando le forze glielo hanno concesso, sulle frequenze di “Radio Puglia Stereo” da San Giorgio Jonico (101.700 Mhz), donava agli ascoltatori, dopo le lodi mattutine, il suo “Pace e gioia”. Colpito dall'invito di Gesù, “Predicatelo sui tetti”, e dal carisma apostolico del Beato don Alberione (evangelizzare con tutti i mezzi più celeri ed efficaci, con i mass-media) don Domenico dette inizio alla meravigliosa avventura di “Radio Puglia Stereo” nel 1976. La presenza dell'antenna a ridosso del campanile è una indicazione precisa di un impegno e di una missione che ha animato i protagonisti di questa avvenuta mediale sull'onda profetica e contagiosa di don Domenico, suo fondatore. Radio Puglia non è una normale emittente privata; è molto di più, rappresentando un importante riferimento sociale della comunità di San Giorgio Jonico.
Radio Puglia è una radio cattolica che offre una programmazione molto varia, una diversità che si ricompatta nel fondamentale assolvimento di un importante ruolo sociale. Fa compagnia a tantissime persone malate, che trovano nelle voci amiche dell'emittente un riferimento costante, un conforto ed un sorriso. Attraverso la radio, ci si fa portatori del messaggio del beato Don Giacomo Alberione, l'apostolo della comunicazione sociale a cui si ispirava anche l'opera dello stesso Mass Media Club. Radio Puglia si è sempre contraddistinta per la ispirazione sociale e soprattutto cristiana. Appartenente all'Istituto di Gesù Sacerdote, voluto dal Beato don Alberione, fondatore di tutti e Dieci gli Istituti della Famiglia Paolina, don Domenico ha coltivato e custodito un vivissimo zelo apostolico, quello di san Paolo, che per don Alberione è il vero Fondatore della Famiglia Paolina.
Oltre al suo ricchissimo apostolato con la radio, è importante evidenziare alcune date e mansioni svolte da don Domenico. Nel 1938, da Locorotondo, Domenico si trasferisce a Taranto. L'ordinazione presbiterale risale al 15 luglio del 1956, nella chiesa di San Francesco De Geronimo, ai Tamburi, con don Cosimo Russo quale parroco, con cui collaborò per qualche mese.

I Missionari Saveriani a Taranto: Un Centro di Animazione
Nel lontano 1966, padre Stefano Coronese ricevette una lettera dal Superiore Generale dei Saveriani in cui gli veniva dato l'incarico di studiare la possibilità di una fondazione saveriana a Taranto. Più che a un seminario minore (scuola apostolica) si pensò a un Centro di Animazione Missionaria, vista la crisi dei seminari e la simpatia di Mons. Motolose e di tanta gente verso i Saveriani.
Il 27 giugno 1980, padre Bruno Boschetti si installò in via Mazzini 5, all'ultimo piano della casa. Sarà poi accompagnato da p. Mimmo Pietanza e p. Tonino Manzotti. Padre Tonino era sempre in movimento e venne soprannominato il missionario del Nord e Sud Italia poiché arrivava ovunque con il suo zelo apostolico. Le idee sostenute dai padri furono caldamente appoggiate da Mons.
Nel 1982, i Saveriani pensarono opportuno che gli “apostolini” di Salerno continuassero il liceo a Taranto. Allora furono acquistati tre appartamenti in via Pisa 139 scala F. Iniziava così il centro giovanile con incontri di spiritualità e ritiri mensili. A tutti veniva presentato l'ideale missionario, ricordando l'importanza della vocazione cristiana o del battesimo di ciascuno. Si sensibilizzavano le scuole e gli insegnanti all'educazione alla mondialità e all'interculturalità. Si promuoveva la stampa missionaria e si organizzavano in estate campi di lavoro e di formazione. Nell'estate del 1989 la comunità prese dimora stabile a Lama.
È doveroso ricordare i padri che si sono succeduti nel lavoro di animazione: Michelangelo Pennino, Renzo Bon, Giuseppe Santamaria, Antonio Anaya, Rinaldo Bernacchi, Daniele Targa, Agostino Clementini, Grasso Francesco Cesare, Osvaldo Torresani, Giovanni Carrara, Giuseppe Gallo, Luigi Palagi, Cosimo Corigliano, Gianandrea Tam, Mckend Stephen, Olivio Stragliati, Pierluigi Felotti, Gianni Villa, Nicola Macina, Berton Angelo, Michele D'Erchie, Giovanni Pes, Sandro Barchiesi, Angelo Pansa, Carlo Primosig, Pietro Pierobon, Claudio Mantovani, Oliviero Ferro, Antonio Senno, Nicola Polimena, Carmelo Sanfelice, Cesare Reghellin, Pio De Mattia, Giovanni Battista Zampini. Attualmente i padri sono 4: Angelo Berton, Pio De Mattia, Antonio Senno e Giovanni Battista Zampini (superiore). Curano la vita della comunità dal punto di vista della preghiera, della riflessione sulla Parola di Dio e sulla vita della Chiesa universale, e sono sempre a disposizione per ascoltare, confessare e fare la direzione spirituale. Con la diocesi di Taranto, fondamentale è il ministero nelle parrocchie e l'animazione missionaria in parrocchie e gruppi.

Il Sostegno al Clero e la Missione dei Sacerdoti
Preti come don Alessandro non si rivolgono solo ai più abbandonati ma ad ognuno di noi. Quotidianamente ci fanno spazio, ci offrono il loro tempo, dividono volentieri un pezzo di strada e ascoltano le nostre difficoltà. Si affidano alla generosità delle comunità per essere liberi di servire tutti, senza dover pensare al proprio sostentamento. Per richiamare l'attenzione sulla loro missione, si è svolta domenica 21 settembre la Giornata nazionale di sensibilizzazione per il sostentamento del clero, celebrata nelle parrocchie italiane.
I sacerdoti, oggi più che mai, rappresentano una risorsa fondamentale. Sono annunciatori del Vangelo nella concretezza della vita quotidiana, artigiani di relazioni autentiche, punti di riferimento per famiglie in difficoltà, anziani soli, giovani disorientati o in cerca di lavoro. Con discrezione e tenacia, offrono tempo, energie e ascolto, costruendo reti di solidarietà e accompagnando percorsi di fede e rinascita. “Sostenere i nostri sacerdoti non è solo un atto economico - spiega il responsabile del Servizio Promozione per il Sostegno Economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni - ma un segno concreto di appartenenza e partecipazione ecclesiale. Fa riflettere il fatto che oggi le offerte deducibili a favore dell'Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero (ICSC) coprono meno del 2% del fabbisogno annuale complessivo. Dietro ogni sacerdote c'è una vita interamente dedicata agli altri. E ogni offerta, anche la più piccola, è un modo per dire 'grazie' e sostenere concretamente i nostri preti, permettendo loro di continuare ad essere presenza operosa nelle parrocchie”.
Questa è solo una delle tantissime storie di salvezza e aiuto portate avanti sul territorio da sacerdoti impegnati in prima linea e dalle loro comunità. Le offerte deducibili, istituite con la revisione del Concordato oltre quarant'anni fa, rimangono ancora oggi uno strumento poco conosciuto e sottoutilizzato. Spesso si crede, erroneamente, che l'obolo domenicale sia sufficiente a garantire il sostentamento del clero, ma in molte realtà, queste risorse non coprono il necessario. Nel 2024, secondo i dati diramati dal Servizio promozione sostegno economico CEI, le offerte raccolte, pari a 7,9 milioni di euro, hanno contribuito al sostentamento di circa 31.000 sacerdoti attivi nelle 226 diocesi italiane, inclusi 250 fidei donum - missionari in Paesi in via di sviluppo - e circa 2.500 sacerdoti anziani o malati che, pur avendo concluso il loro ministero, restano testimoni di una vita spesa per il Vangelo. L'ammontare raccolto, pur significativo, resta però lontano dai 522 milioni di euro necessari a garantire una remunerazione dignitosa - attorno ai 1.000 euro mensili per 12 mesi - a ciascun presbitero. Attraverso il sito www.unitineldono.it, è possibile effettuare una donazione in modo sicuro e semplice.
«Sostegno economico alla Chiesa e cultura del dono» . Convegno il 13 novembre
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