Call for Papers: Campane, Campanili e il Patrimonio Cristiano Antico

L'uso di richiamare il popolo cristiano alla celebrazione liturgica comunitaria attraverso segni o suoni particolari affonda le sue radici nell'antichità. Questi segnali servivano non solo a convocare i fedeli, ma anche a informarli sugli avvenimenti più importanti della comunità locale e a ricordare i momenti di preghiera nel corso della giornata. Campane e campanili, mutando da diocesi a diocesi e da vallata a vallata, si collocano all'intersezione tra patrimonio materiale e immateriale, testimoniando una ricca storia culturale e religiosa.

Campanili storici in Italia

La Giornata Nazionale 2026: Campane e Campanili come Opportunità di Dialogo

La Giornata Nazionale 2026, che si terrà a Bologna dal 6 all'8 maggio 2026, si rivolge primariamente alle diocesi italiane. L'evento considera le campane e i campanili come preziose opportunità di dialogo con i territori e le loro comunità. Questo incontro mira a promuovere una maggiore comprensione e valorizzazione di questo patrimonio, spesso dimenticato ma profondamente radicato nella vita delle comunità locali.

Contributi Accademici e Ricerche sul Cristianesimo Antico

Il materiale fornito include diverse pubblicazioni e contributi che esplorano vari aspetti del cristianesimo antico e del suo sviluppo storico e culturale. Questi lavori offrono spunti preziosi per la comprensione di contesti urbani, figure storiche e dinamiche religiose che hanno plasmato il mondo cristiano.

Antiochia ed Efeso: Città del Cristianesimo Antico

Un volume intitolato "Antiochia ed Efeso. Città del cristianesimo antico", edito da Luigi Bartolomei e Stefano Perego, con contributi di Dario Garribba e Marco Vitelli, analizza la ricca storia di queste importanti città. Antiochia, fondata all'inizio del III secolo a.C., si trovava all'incrocio tra l'Oriente ellenistico e le antiche civiltà mesopotamiche. Sviluppatasi all'ombra dei monti Silpio e Casio, e collegata al porto di Seleucia Pieria tramite le acque navigabili dell'Oronte, Antiochia si autodefiniva "la Grande". La città era fiera delle sue origini, legate a un mito fondativo volto a confermare l'autorità di Seleuco sulla Siria, sottratta ad Antigono, entrambi eredi di una parte dell'eredità di Alessandro Magno. Dopo un primo nucleo urbano, ne seguirono altri tre, l'ultimo dei quali commissionato da Antioco IV prima della metà del II secolo a.C. La prosperità di Antiochia era legata al culto della Τύχη, personificazione divina della città stessa. L'identità religiosa degli abitanti, provenienti da popoli diversi, era sincretica e plurale. Senza trascurare la musa Calliope, le acque e i boschi di Daphne onoravano Apollo e Artemide, mentre le montagne vicine erano sacre a Zeus. Vi era un'importante minoranza ebraica, accolta dallo stesso Seleuco e sempre attenta alle sorti della Giudea, specialmente durante la rivolta dei Maccabei. La conquista romana comportò alcune modifiche nel contesto urbano, un processo in cui la generosità interessata del re Erode rese possibile la costruzione di una monumentale strada colonnata che attraversava la città.

Mappa dell'antica Antiochia

Costantino e le Sfide del Cristianesimo

Il volume "Costantino e le sfide del cristianesimo. Tracce per una difficile ricerca", a cura di Stanisław Adamiak e Sergio Tanzarella, esplora la figura di Costantino e il suo impatto sul cristianesimo. Un arco trionfale a Roma e una basilica a Costantinopoli, quest'ultima contenente la tomba del primo imperatore cristiano, racchiudono il percorso di Costantino come imperatore. Egli riassunse l'eredità degli imperatori del passato - la loro pietas e virtus - introducendo anche innovazione, grazie alla sua crescente amicizia con il cristianesimo. Per comprendere come il Senato - un'istituzione pagana - avesse percepito questo connubio tra antichità e novità, sarebbe utile studiare l'arco situato tra il Celio e il Palatino, nella valle del Colosseo, dedicato al vincitore dello scontro al Ponte Milvio. La riutilizzazione di spolia nella decorazione è particolarmente significativa: i volti di Massenzio vengono ritratti come barbari, in un tentativo di cancellare la loro identità romana, mentre le truppe di Costantino sono rappresentate in modo identico all'esercito di Traiano durante la campagna dacica.

La Pietra dello Scandalo: La Sfida Antropologica del Pensiero di René Girard

Il contributo "La pietra dello scandalo. La sfida antropologica del pensiero di René Girard", presente nel volume a cura di Umberto Cocconi e Martino Pesenti Gritti, affronta temi legati alla persecuzione dei cristiani attraverso la lente della teoria del capro espiatorio di René Girard.

Seminari sul Ministero Sacerdotale

Nel contesto delle riflessioni sul ministero sacerdotale, si menzionano seminari e pubblicazioni che esplorano la formazione del clero secondo la visione tridentina. L'istituzione del seminario è vista come un frutto ecclesiale di un lungo percorso, le cui tappe meritano di essere investigate per trarne insegnamenti. La necessità di un "vivero" - seminarium - di vocazioni emerse con forza durante il Concilio di Trento, grazie al dialogo tra cardinali come Morone e Pole, la Compagnia di Gesù e Carlo Borromeo.

Il Battesimo di Sant'Agostino

Un'analisi del battesimo di Sant'Agostino, ricevuto nel battistero milanese di San Giovanni alle Fonti, lo identifica come un punto di svolta nella vita del futuro Vescovo di Ippona. Il paper impiega riferimenti crono-topici e antropologici per comprendere la complessità del contesto sociale, culturale, religioso ed ecclesiastico in cui maturò la conversione dell'oratore africano. Particolare importanza viene data al confronto con la tradizione platonica, sia nelle sue opposizioni che nelle sue preparazioni all'annuncio del messaggio cristiano. Agostino è presentato come un credente che non rinuncia al proprio impegno culturale, ma lo dedica alla sua trasfigurazione al servizio della Chiesa.

15 Il differimento del battesimo Confessioni di Agostino

Recensioni e Altri Scritti

La produzione accademica include anche numerose recensioni di libri e altri scritti che spaziano su diverse tematiche storiche e teologiche:

  • Recensione di "O.S.C.A.R. la Resistenza Scout. Lo scautismo clandestino dopo il 1943" di Luca Maria Pernice.
  • Recensione di "Il cristianesimo antico fra tradizioni e traduzioni" di Emanuela Prinzivalli.
  • Recensione di "Mediterraneo. Prospettive storiografiche e immaginario culturale" di Anna Carfora.
  • Recensione di "Le apparizioni di Fátima: ricostituzione a partire dai documenti" di Luciano Coelho Cristino.
  • Recensione di "La via dei pellegrini. In Terrasanta nell’età di Costantino" di Giovanni Uggeri.
  • Recensione di "Un tesoro della ecclesia di Brescia. La Confessione di fede di Tommaso sul sarcofago da S. Afra nel Museo di S. Afra" di Maurizio Marchini.
  • Analisi di "«Iam vacua ardet Roma. La città di Roma al tempo di Gregorio Magno»" di Massimiliano Ghilardi.

Altri scritti includono riflessioni su:

  • Un inedito frammento di memoria custodito nell'Archivio del Seminario.
  • La visita di Giovanni Paolo II nella Diocesi in occasione del Congresso Eucaristico del 1983.
  • La figura di Leonardo Boff come Visiting Professor in Seminario.
  • Il ricordo di don Luigi Giussani nel centenario della sua nascita.
  • La figura di Giovanni XXIII, Angelo Giuseppe Roncalli.
  • Commemorazione di mons. Antonio Rimoldi, presbitero ambrosiano e docente di storia della Chiesa.
  • Intervista a Ir. Ângela de Fátima Coelho in occasione del centenario delle apparizioni mariane a Fatima.

Infine, si segnala la cronaca del XVI Convegno di Studio dell’Associazione Italiana dei Professori di Storia della Chiesa sul tema «Verso il Concilio Vaticano II. Attese e speranze».

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