Innamorati, Maria Assunta e il Valore dell'Amore in Italia

Il concetto di "innamorati" in Italia si intreccia con storie personali toccanti, tradizioni secolari e luoghi suggestivi, spesso richiamando figure come Maria Assunta, un nome che porta con sé significati profondi sia nel contesto religioso che in quello quotidiano. Questa esplorazione ci condurrà attraverso un matrimonio tardivo e inaspettato, un borgo incantato dedicato all'amore, le radici spirituali della devozione mariana e la figura del patrono degli innamorati.

Coppia anziana che balla, con un'atmosfera gioiosa e romantica

Maria Assunta e Gesuino: Un Amore che Non Conosce Età

La vita ci riserva sorprese in ogni fase, e la storia di Maria Assunta e Gesuino di Terralba, nell'Oristanese in Sardegna, ne è una commovente testimonianza. Si sono sposati a 83 anni, dopo una vita intera già vissuta, e un amore che ha avuto il tempo di nascere, crescere e diventare certezza. La loro unione è stata celebrata il 2 maggio, coronando tredici anni di relazione.

«L’idea non è venuta a noi - racconta Maria Assunta - è stata di mio figlio. Si sposava lo stesso giorno». La loro storia, però, comincia molto prima. Tredici anni fa, quando lei aveva sessant'anni ed era vedova da una vita - «da quando ne avevo 35» dice Maria Assunta - e lui anche. Si conoscevano di vista, nello stesso paese, ma non si erano mai davvero incontrati. «Lui faceva l’autista dei pullman, io andavo a fare l’abbonamento per mio figlio. Ma non lo conoscevo».

Poi una sera qualsiasi, in una sala da ballo, i loro destini si incrociano. «Siamo entrate con mia cugina. Ballavamo il liscio». Non fu tutto immediato; si perdettero e si ritrovarono, un saluto veloce alla festa di Bonaria, poi di nuovo il ballo in ottobre. Fu allora che Gesuino ricominciò a cercarla. «Mi ha corteggiato per un anno. Mi chiamava quattro o cinque volte al giorno». Maria Assunta ammette che rimettersi in gioco a sessant'anni non è semplice: «È tosta». Ma qualcosa la colpì subito: «Mi è piaciuto dal primo istante. La sua dolcezza. Ed è così ancora oggi. Poi è un bell'uomo, occhi azzurri». Un amore che è cresciuto piano. «Forse da grandi ci si ama di più, con più consapevolezza, maturità», dice. «C’è un’età che unisce di più quando si è davvero innamorati». E dopo un anno arrivarono anche le farfalle nello stomaco.

Il giudizio degli altri non è mai stato un problema. «Non me ne è fregato niente di nessuno. Mi chiedevano: è vero?». Il giorno del matrimonio, Terralba si fermò a guardare. «C’era tanta gente fuori». Prima accompagnarono il figlio, poi toccò a loro. «Mi ha accompagnato lui in chiesa. Una messa cantata, bellissima». Gesuino, il marito, è molto legato alla comunità: aiuta i preti e apre la chiesa ogni giorno, e così la comunità si strinse attorno a loro. «Sono venuti tutti anche a pranzo. È stato un bellissimo festeggiamento». E oggi? «Non è cambiato niente», dice Maria Assunta. «L’amore c’era prima, c’è adesso e ci sarà anche dopo». Forse, aggiunge, «avremmo dovuto farlo prima». Ma senza rimpianti veri. «Lui mi avrebbe sposata dal primo giorno. Poi qualcosa cambia. Non nell’amore, ma nel modo di viverlo. «Quando ci si vuole bene, perché aspettare?», dice. La vita insieme è fatta di cose quotidiane: uscire, stare insieme, andare a cena, fare aperitivi e soprattutto ballare. «Sì, ancora oggi». Il liscio non è mai uscito dalla loro storia. C'è anche una famiglia che si allarga: un figlio, Marco, una nipote all’università, e una bambina di quattro anni, Matilde, che ha portato le fedi. «È stato uno dei giorni della mia vita». Per il viaggio di nozze non c’è fretta: «Restiamo in Sardegna, andremo ad Orosei in un resort, magari dopo faremo una crociera - ne abbiamo già fatte due - ma senza programmi rigidi». Questa è una storia non di tempo che manca, ma di tempo che finalmente c’è, e di un amore che, a 83 anni, non ha più bisogno di dimostrare nulla, solo di essere vissuto.

A spasso per borghi (prima parte) Castell'Arquato - San Marino - Gradara

Castell'Arquato: Il Borgo degli Innamorati

Nell'Emilia, nel Piacentino, esiste un borgo medievale arroccato lungo una collina che domina la Val d’Arda, noto come "il borgo degli innamorati". Castell'Arquato è scelto da numerose coppie per regalarsi attimi di dolce intimità e scambiarsi promesse di legame eterno, diventando così non solo città d’arte, ma pure città dell’Amore, complice la sua storia e le tante suggestioni che evoca.

Le Meraviglie del Borgo

La Val d’Arda, nella zona orientale del territorio piacentino, è un autentico luogo di attrazione, ricco di storie, tradizioni e personaggi. Da Veleia Romana a Vigoleno, dall’Abbazia di Chiaravalle della Colomba al Castello di San Pietro in Cerro, da Villa Verdi a Cortemaggiore, è un itinerario di scoperte ed eccellenze. Castell’Arquato, in virtù del suo scenografico assetto, ha inanellato una serie di riconoscimenti che lo vedono in pole position fra i Borghi più belli d’Italia, i paesi Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e i luoghi del cuore.

I capisaldi di Castell’Arquato sono la Rocca Viscontea, la Collegiata e il relativo Museo. La lieve salita che conduce verso il cuore della fortezza dalla forma inconsueta, dà subito l’idea di come l’insieme sia stato pensato e mantenuto per garantire sicurezza. Proprio qui sono state girate molte scene del film “Ladyhawke”.

La Rocca, un capolavoro dell’architettura, fu costruita su iniziativa della città di Piacenza nel 1342 e rinforzata ed ultimata da Luchino Visconti nel 1347. Si tratta di un imponente edificio di mattoni, di carattere prettamente difensivo, in posizione dominante strategicamente sulla vallata circostante. L’alta torre svettante sulla piazza del borgo svolgeva la doppia funzione di difesa da nemici esterni e di controllo sugli abitanti. La fortezza, sorta dove c’era il classico insediamento militare romano, ha una forma curiosa, circondata da un doppio ordine di mura: la più bassa e larga copre due livelli, dove abitualmente risiedevano i soldati e dove, in caso di pericolo, si potevano rifugiare i cittadini; la cinta più alta, perpendicolare all’altra, era riservata al comando della guarnigione.

Imperdibile è poi la Collegiata, con museo annesso.

Leggende d'Amore e Intrighi

In un castello che si rispetti, non può mancare una leggenda o una storia di fantasmi, e Castell’Arquato non fa eccezione. Si tramanda il mito di Laura, Sergio e Spadone, che si aggirano nei meandri delle antiche mura. Sangue, intrighi e passione accendono la storia della Rocca Viscontea quando, nel 1620, il Cardinale Sforza condanna a morte i cospiratori della sua Signoria, il prode Sergio Montale e il suo servitore Arturo Galatti detto Spadone, rinchiusi nelle segrete. I due prigionieri vengono salvati dalla figlia del carceriere, la bella Laura che, innamoratasi dell’impavido Sergio, ruba le chiavi al padre e fugge con loro. Per scoprire il finale, il consiglio è di visitare Castell'Arquato e farsi raccontare direttamente la storia.

L’opportunità di celebrare il proprio matrimonio con rito civile è concessa dal Comune di Castell’Arquato, che mette a disposizione due ambienti all’interno del trecentesco Palazzo del Podestà: la Sala Consiliare, dalle dimensioni monumentali e con un soffitto a cassettoni di gusto tre-quattrocentesco; e la Quadreria, più raccolta ed accogliente. La possibilità di usufruirne è offerta sia ai residenti che alle coppie di non residenti.

Maria Assunta: Tra Fede, Devozione e Storie Locali

Il nome Maria Assunta risuona profondamente nella tradizione cristiana, riferendosi alla Solennità dell’Assunzione della Vergine Maria in cielo. Questo evento è "segno di sicura speranza e consolazione per il popolo pellegrino sulla terra, risplende come primizia e immagine della Chiesa chiamata alla gloria". Come Maria, siamo invitati a far spazio all’azione dello Spirito Santo che riversa nei nostri cuori l’amore di Dio, da cui si radica in noi la speranza che non delude.

Maria è considerata l'arca della nuova alleanza, un simbolo di fede e devozione. La sua figura è un invito a far crescere Gesù nella nostra vita, suscitando in noi l’entusiasmo della fede. Una bella poesia di p. Pedro Arrupe esprime questo concetto in modo potente: «Lasciati innamorare perché niente può essere più importante che incontrare Dio. Vale a dire, innamorarsi di Lui in una maniera definitiva e assoluta. Ciò di cui tu ti innamori cattura la tua immaginazione e finisce per lasciare la sua orma su tutto quanto. Sarà quello che decide che cosa ti farà alzare dal letto la mattina, cosa farai nei tuoi tramonti, come trascorrerai i tuoi fine settimana, quello che leggi, quello che sai, quello che ti spezza il cuore e quello che ti travolge di gioia e gratitudine. Innamorati! Rimani nell’amore!»

Maria è anche riconosciuta come madre e discepola esemplare, colei che "ascolta la parola di Dio e la mette in pratica". Il beato Isacco della Stella ci ricorda che "anche la singola anima fedele può essere considerata come sposa del Verbo di Dio, madre figlia e sorella di Cristo, vergine e feconda", estendendo questa capacità generativa e d'amore a ogni fedele. Il Concilio Vaticano II aggiunge che "coloro, pertanto, che credono alla carità divina, sono da lui resi certi che la strada della carità è aperta a tutti gli uomini e che gli sforzi intesi a realizzare la fraternità universale non sono vani".

La vita di ognuno di noi è come un fragile uovo, chiamato a schiudersi e ad aprirsi alla vita. Preghiamo perché sappiamo sempre più metterci nelle mani salde e fedeli del Signore nostro Gesù Cristo affinché possa modellarci.

La Devozione al Cuore di Maria

La devozione al Cuore di Maria ha un privilegio singolare, potendo contare su due testi chiave del Nuovo Testamento che rivelano la profondità dell'associazione interiore di Maria all’opera salvifica di suo Figlio. Nel 1864 alcuni vescovi chiesero al Papa la consacrazione del mondo al Cuore di Maria. Nel XX secolo, le apparizioni di Fatima e le rivelazioni fatte alla mistica portoghese Alessandrina de Balazar prepararono il grande trionfo liturgico di questa devozione. Il 31 ottobre 1942, nel venticinquesimo anniversario delle apparizioni di Fatima, Pio XII consacrò la Chiesa e il genere umano al Cuore immacolato di Maria e, con il decreto del 1944, istituì la festa universale del Cuore di Maria, fissando la celebrazione al giorno 22 agosto, ottava dell’Assunta, per invocare la pace. San Francesco di Sales fa del cuore della Vergine Maria il luogo di incontro delle anime con lo Spirito Santo, come si prega nella colletta della Messa: «O Dio, che hai preparato una degna dimora dello Spirito Santo nel cuore della beata Vergine Maria, per sua intercessione, concedi anche a noi, tuoi fedeli, di essere tempio vivo della tua gloria».

Interno di una chiesa antica, con dettagli artistici e luminosi

La Chiesa di Santa Maria Assunta in Belfiore di Foligno

A Foligno (Perugia), la Parrocchia di Santa Maria Assunta in Belfiore ha origini molto antiche. Per molti secoli ebbe il titolo di San Nicolò e faceva capo alla chiesa omonima risalente al 1120. In seguito a decreto vescovile del 1° settembre 1986 e al conseguente decreto del Ministero dell'interno del 1987, la Parrocchia ha preso il titolo di Santa Maria Assunta, la chiesa che si trova al centro del paese, e comprende anche il territorio della soppressa Parrocchia di San Niccolò in Belfiore di Foligno.

La costruzione della Chiesa di Santa Maria Assunta iniziò il 17 novembre 1683 e terminò nel 1685. Fu eretta su un terreno lasciato in eredità da tre pie donne del villaggio: Caterina di Carlo, Cecilia di Giovanni e Maria di Lorenzo Innamorati. Il denaro per la fabbrica fu raccolto dalle donazioni dei parrocchiani, che continuarono anche nei secoli seguenti per il baldacchino in lama d'oro (1825) e l'organo liturgico (1865). Tra il 1893 e il 1896 si completò la costruzione del nuovo campanile. Dal 2005 questa parrocchia è entrata a far parte dell'Unità pastorale "Valle del Topino". Nel territorio si segnalano anche tre chiesette: Sant'Egidio a Liè, Sant'Egidio a Ravignano e San Vittore a San Vittore.

San Valentino: Il Patrono degli Innamorati

Febbraio è il mese che celebra l’amore nella festa, che la tradizione vuole nel contempo religiosa e laica, di San Valentino, vescovo vissuto nel III secolo a Terni. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana, Valentino fu arrestato per aver rifiutato di abiurare la propria fede e per aver tentato di convertire l'imperatore Claudio II il Gotico. La sua popolarità tra la gente crebbe, e per timore di un'insurrezione popolare, fu flagellato e martirizzato lungo la via Flaminia. La città di Terni custodisce il corpo del santo e lo invoca come principale patrono presso la basilica di San Valentino.

Le reliquie del santo pare furono portate nella città dai tre discepoli del filosofo Cratone, Apollonio Efebo e Procuro, convertiti dal futuro santo, e che per questo trafugamento furono martirizzati. Altre reliquie sono presenti nella Cattedrale di Maria Assunta di Savona.

La festa di San Valentino fu istituita nel 496 da Gelasio I e si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio. Una leggenda narra come un giorno il vescovo, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando e andò loro incontro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani; il capo canuto, il volto sereno e sorridente del buon vecchio e quella rosa ebbero il magico potere di calmare i due innamorati in lite.

Ogni anno, il 14 febbraio, moltissimi fidanzati vanno a Terni per scambiarsi un voto d’amore, e gli sposi che hanno raggiunto il venticinquesimo o il cinquantesimo anno di matrimonio possono rinnovare l’impegno del loro legame. Oggi la festa di San Valentino è celebrata ovunque, ma in particolare a Terni che da sempre dedica al suo patrono, nel mese di febbraio, un nutrito calendario di iniziative di carattere culturale, sociale, scientifico e religioso, tutte legate all'amore.

L'Amore nella Poesia: Maria Assunta Oddi

L'amore, tra i sentimenti umani, domina incontrastato. Cupido muove i fili e lancia frecce a suo prevedibile piacimento, al di là delle frontiere e in tutte le epoche della vita umana. Nella poesia di Maria Assunta Oddi, l’amore, vissuto nel tempo, si fa principio fondante della vita quotidiana tramite la “Parola”. Nell’epoca odierna della globalizzazione, dove la comunicazione scorre veloce ed omologata, la poesia è un atto rivoluzionario capace di restituire voce e significato all’amore che resiste come impegno nella promessa di condivisione esistenziale. Aprire il linguaggio ad una nuova logica dà senso alla vita relazionandola col mondo esterno tramite una “Corrispondenza d’amorosi sensi”. In tal senso recita Emily Dickinson: ”Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola”.

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