Le figure legate a Padre Pio da Pietrelcina continuano a suscitare profondo interesse, e tra queste spicca quella della sua pronipote, Pia Forgione. Attraverso testimonianze dirette e documenti storici, emergono dettagli sulla sua vita e sul suo rapporto con il celebre Cappuccino stimmatizzato, offrendo uno sguardo intimo sulla sua influenza.

L'influenza di Padre Pio sulla vita di Pia Forgione
In una delle puntate de “il Mondo di Padre Pio”, dedicata a Pia Forgione, la pronipote di Padre Pio ha raccontato l'incontro e il fidanzamento con Mario Pennelli, suo marito. Intervistata da Padre Marciano Guarino, alla domanda su chi le avesse designato il marito, Pia Forgione rispose: «Zio Pio. Eravamo amici di famiglia e ho dovuto perfino dire sì senza sapere chi fosse. Eravamo amici con la famiglia… e nemici capitali in quel momento… lui non mi poteva neppure sfiorare col dito. Io gli avrei dato quattro schiaffi perché proprio non lo volevo».
Nonostante la sua iniziale ritrosia, Padre Pio le disse: “Senti Pia, è per il tuo bene”, e lei, nell’intervista, ricorda di aver dovuto cedere alla volontà dello zio. Il matrimonio di Pia e Mario fu benedetto dalla costante presenza del loro amato zio. La nipote di Padre Pio ricorda che, durante la celebrazione delle nozze, nel momento in cui lo zio doveva pronunciare la frase: “Tu vuoi per sposa Pia”, «si fermò, gli scesero le lacrime e si fermò».
Una testimonianza della nipote di Padre Pio sulla sua morte
Una testimonianza della nipote di Padre Pio è contenuta in un documento conservato nell’Archivio Storico di Padre Pio. La dichiarazione, scritta dalla nipote, venne consegnata al dottor Domenico Giuliani, notaio in San Giovanni Rotondo, con la richiesta di custodire il plico e consegnarlo al Superiore del Convento dei Padri Cappuccini di San Giovanni Rotondo. La nipote ha dichiarato: «S. Giovanni Rotondo, 20 - 10 - 1967. Dichiaro che giorni fa, e precisamente il 14 ottobre 1967, ebbi, con il permesso del Superiore, un colloquio privato con mio zio Padre Pio, nella saletta di S. Francesco nel Convento dei Padri Cappuccini di S. Giovanni Rotondo, alle 15 e 30 circa. ‘Fra due anni che io non ci sarò più’; a questo punto interruppi, dicendo: ‘Perché dove andrete?’ e lui con sicurezza e con tanta fermezza soggiunse: ‘Fra due anni che io non ci sarò più, perché sarò morto, tante cose cambieranno’. In fede».
Eventi e celebrazioni in onore di figure legate a Padre Pio
Il settantesimo anniversario della morte del dott. Guglielmo Sanguinetti, da molti definito “il braccio destro di Padre Pio” nella realizzazione di Casa Sollievo della Sofferenza, è stato celebrato insieme a 130 anni dalla sua nascita (20 gennaio 1894) e 70 anni dall’inizio dell’attività assistenziale di “Casa Sollievo della Sofferenza” (26 luglio 1954), avviata due anni prima dell’inaugurazione dell’ospedale in regime ambulatoriale. Durante queste celebrazioni è stato presentato il libro “Il medico con le scarpe rotte”, una biografia del dott. Sanguinetti.
È stato inoltre conferito il premio “Cercatore della verità” al dott. Francobaldo Chiocci, autore della prima approfondita biografia di Padre Pio, a 60 anni dal suo primo incontro con il Cappuccino stimmatizzato (26 marzo 1964). Il premio «Carità verso i fratelli» è stato consegnato al dott. Fabio Ciciliano, capo dipartimento nazionale della Protezione Civile, a 20 anni dalla proclamazione di san Pio da Pietrelcina patrono dei volontari della Protezione Civile (21 febbraio 2004).
Interventi di personalità e la partecipazione di Giovanni Sanguinetti
Interverranno padre Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia - Vieste - San Giovanni Rotondo, presidente della Fondazione “Casa Sollievo della Sofferenza” e direttore generale dell’Associazione internazionale dei Gruppi di preghiera di Padre Pio; fr. Francesco Dileo, ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini della Provincia religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio; il dott. Filippo Barbano, sindaco di San Giovanni Rotondo; il dott. Stefano Campanella, autore de “Il medico con le scarpe rotte”; il dott. Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri; il prof. Angelo Chielli, docente di Filosofia politica presso l’Università degli studi di Bari “Aldo Moro”.
Tra i partecipanti figurano anche il dott. Giovanni Sanguinetti, pronipote di Guglielmo Sanguinetti; il dott. Gian Marco Chiocci, direttore del TG1, e il dott. Giacinto Pinto, caporedattore della redazione cronaca del TG1. Il dott. Campanella, digital journalist di Padre Pio TV, modererà l'evento.
Esempi di miracoli e conversioni attribuiti a Padre Pio
La vita di Padre Pio è costellata da racconti di miracoli e conversioni, che testimoniano la sua profonda influenza spirituale. Tra i numerosi episodi, spiccano quello dell'avvocato Giorgio Festa, definito "particolare di Padre Pio", e la storia di Andrea Bacile, un contadino di San Giovanni Rotondo bisognoso di religione.
La conversione dell'avvocato Giorgio Festa
L'avvocato Giorgio Festa, che un giorno gettò la sfida a Padre Pio, era un massone. Si recò a San Giovanni Rotondo e, quando Padre Pio lo scorse, esclamò: «Lei qui tra noi?! Lei è un massone!». Festa confermò. Padre Pio gli parlò della parabola evangelica del Figliol Prodigo, dicendo che il Signore «è tutto perdono per chi è andato lontano da lui, per chi rinasce a una nuova vita, fedelmente l'adempiono». Questo incontro portò Festa a consolidare un nuovo stato di grazia, diventando un difensore della Chiesa, come il Vescovo di Prato, che lo assistette solennemente in questa conversione.
La guarigione di Andrea Bacile e altri eventi straordinari
Un giorno, Andrea Bacile, un contadino di San Giovanni Rotondo che amava sinceramente Padre Pio, si recò a letto imbronciato dopo una lite con la moglie. Davanti a lui apparve Padre Pio in persona, e Bacile gli disse: «Padre, mi voglio confessare». Padre Pio rispose: «No!». Questo episodio, come molti altri, sottolinea la singolare relazione tra Padre Pio e le persone che lo avvicinavano.
Un altro esempio riguarda una signora inglese che, nel 1926, venne a San Giovanni Rotondo. Padre Pio la respinse dicendo: «Non ho tempo!». Quando i frati gli chiesero perché trattasse così la penitente, Padre Pio rivelò che la donna aveva «vent'anni di sacrilegi!», e che, se non avesse ottenuto la grazia «ottenuta da anime molto vicine a Dio, non può salvarsi in peccato mortale?».
Il miracolo dell'autista di San Giovanni Rotondo
Nel 1926, un autista di San Giovanni Rotondo che accompagnava i pellegrini a Monte Sant'Angelo, si mise a girare per le vie della cittadina, poi tra i pellegrini, annunciando che aveva preparato soltanto la metà dei posti, e li condusse a San Giovanni Rotondo. Padre Pio gli chiese: «Che benedizione chiedi?». L'autista rispose che non aveva nulla da confessarsi, perché si sentiva a posto. Padre Pio insistette e lo indusse a confessarsi. Rivelò che l'autista era andato a Monte Sant'Angelo «dove i porci mangiano» e che aveva delle «croccanti nella sua destra». Era vero anche questo.
I miracoli di Padre Pio
Visioni e bilocazioni
Numerosi sono i racconti di visioni e bilocazioni. Mons. Damiani, Vescovo di Salto in Uruguay, che voleva stabilirsi a San Giovanni Rotondo per assistere Padre Pio, fu invece da lui invitato a rimanere a Salto. Padre Pio gli rivelò dettagli precisi sulla morte del Vescovo Viola, Arcivescovo di Salto, che Mons. Damiani avrebbe assistito al momento del trapasso, pur trovandosi a migliaia di chilometri di distanza.
Un altro episodio riguarda un frate cappuccino che viveva nel convento di San Giovanni Rotondo, quando Padre Pio era là come padre spirituale. Il frate aveva un cardellino e un giorno, mentre stava per andare in chiesa, decise di lasciare l'uccello nella sua cella. Poi gli disse: «Padre Pio, ci sono stato». Il frate rimase stupito, perché Padre Pio, senza uscire dalla sua cella, sapeva esattamente cosa avesse fatto.
Il Generale dell'Istituto Cattolico di Lilla, che Padre Pio gli aveva detto circa la sua morte, di non fare entrare nessuno da lui, per nessun motivo, «perché è una sciocchezza». Il Generale aveva ricevuto la visita di Padre Pio e, quando gli domandò: «Di che cosa ha bisogno?», Padre Pio rispose: «Non ho bisogno di niente, volevo solo salutarla». Un altro esempio di bilocazione riguarda un frate che, in una sera del febbraio 1922, vide Padre Pio che gli si avvicinava. Il frate gli chiese: «Ma lei non si bagna?». E Padre Pio: «Ma perché dovrei bagnarmi? È lui che ha impedito che io mi bagnassi».
La lotta di Padre Pio contro il male
La vita di Padre Pio fu anche una costante lotta contro le forze del male, che lo attaccavano sia fisicamente che spiritualmente. Molti testimoni hanno riferito di fenomeni inspiegabili e di apparizioni diaboliche.
Le apparizioni diaboliche a Padre Pio
Padre Agostino, il direttore spirituale di Padre Pio, ha testimoniato di strane apparizioni nella sua cella. Una notte, mentre stava per coricarsi, sentì un forte odore di zolfo. Poi vide un grosso cane, dalla cui bocca usciva tanto fumo, che lo guardava fisso. Padre Agostino, convinto che fosse il diavolo, si fece il segno della croce e recitò il Rosario. L'animale scomparve immediatamente.
Padre Pio stesso ha raccontato di come il diavolo gli apparisse «sotto le più varie forme, oscene, umane, bestiali», e talvolta anche «sotto le sembianze angeliche, di San Francesco, o del Crocifisso». Questi attacchi, spesso violenti, avevano lo scopo di indurlo alla disperazione e alla sfiducia verso Dio. Tuttavia, Padre Pio resisteva strenuamente, affidandosi alla preghiera e alla sua incrollabile fede.
In un altro episodio, Padre Pio fu attaccato dal diavolo che gli apparve «sotto le sembianze del suo confessore, Padre Agostino da San Marco in Lamis». Padre Pio, sospettando un inganno, comandò all'apparizione di dire: «Viva Gesù!». Quello che non era affatto Padre Agostino, ma il diavolo, urlò: «No!», e scomparve.
Le anime del Purgatorio
Padre Pio ricevette anche visite dalle anime del Purgatorio. Una notte, mentre era nella sua cella, sentì un armeggiare intorno all'altare. Chiese: «Chi è laggiù?». Una voce rispose: «Sto facendo pulizia. Sono un'anima del Purgatorio. Ho bisogno di suffragio». Padre Pio celebrò per quell'anima la Santa Messa.
Un altro episodio riguarda un frate, Di Mauro fu Nicola, soprannominato Precoco, che apparve a Padre Pio nella sua cella nel 1908, dicendogli: «Sono morto soffocato e bruciato. Sono ancora nel Purgatorio. Ti prego di liberarmi». Padre Pio celebrò la Santa Messa il giorno seguente per lui.
Le guarigioni miracolose
Le guarigioni miracolose sono una parte significativa della vita di Padre Pio e delle testimonianze a lui legate.
Gemma di Giorgi: la bambina cieca che vide senza pupille
Una delle storie più famose è quella di Gemma di Giorgi, una bambina nata cieca, senza pupille. La nonna di Gemma, disperata, decise di andare con la bambina a San Giovanni Rotondo per chiedere l'intercessione di Padre Pio. Arrivate al convento, la nonna raccomandò il caso della piccola cieca a Padre Pio. Lui le toccò la testa e le disse: «Gemma, assicuro che pregherò per la bambina, beneaugurando».
Dopo questo incontro, Gemma e la nonna si misero in viaggio. Durante il tragitto, la bambina cominciò a vedere. La nonna, stupita, si rese conto che la bambina vedeva senza avere le pupille. Questo miracolo fu attestato da numerosi medici e rimane uno dei casi più celebri legati a Padre Pio.

Francesco Viscio, detto «Santaredda»
Un altro miracolo riguarda Francesco Viscio, detto «Santaredda», un uomo di 43 anni di San Giovanni Rotondo che camminava a carponi a causa di una grave infermità. I monelli del paese gli rubavano le grucce, costringendolo a muoversi in quel modo. Nel 1919, Santaredda si recò da Padre Pio e gli disse: «Padre Pio, fammi la grazia!». Padre Pio gli rispose in dialetto: «Jetta li picocc», che significa «getta le grucce».
Santaredda rimase perplesso, ma Padre Pio ripeté più forte: «Jetta li picocc!». L'uomo tentò di alzarsi e ci riuscì. Si rese conto che poteva camminare normalmente. I presenti, che avevano assistito alla scena, rimasero sbalorditi. Uno dei figli spirituali di Padre Pio, il Cav. Cazzato, chiese a Padre Pio: «Santaredda, per esempio, che gli succede?». E Padre Pio: «Ecco che gli succede: guardalo». Santaredda tornò a casa glorificato.
La guarigione di Vera Gatti
Nell'ottobre del 1949, Vera Gatti cominciò a sentire dei dolori all'utero. Visitata dal Dott. Carano e dal Prof. Catalano, le fu diagnosticato un cancro uterino in cavità uterina, che prima o poi l'avrebbe condotta alla morte. L'operazione presentava un esito letale, e i medici le dissero che era impossibile salvarla. Vera, però, continuava a sperare in Padre Pio.
Una notte, mentre vaneggiava, sentì un profumo e questo si protrasse per due giorni consecutivi. Si rese conto di essere viva e il dolore era sparito. Si recò a San Giovanni Rotondo per ringraziare Padre Pio.
Il braccio di Giuseppina Marchesi
A Bologna, nel luglio del 1930, Giuseppina Marchesi, di 24 anni, aveva il braccio destro completamente inerte. I medici le dissero che la guarigione sarebbe stata lunga e dolorosa. Padre e figlia, disperate, decisero di recarsi a San Giovanni Rotondo. Lì Padre Pio, durante la Festa delle stigmate di San Francesco, le disse: «Dopo la benedizione, il braccio di Giuseppina tornerà alla normalità». E così fu.
La signora Concetta Bellarmini
La signora Concetta Bellarmini di San Giovanni Rotondo si trovava in condizioni disperate, con un colore giallastro. Non aveva mai conosciuto Padre Pio, ma ne aveva sentito parlare. Un giorno, Padre Pio, passando, la toccò, le sorrise e la benedisse. La donna sentì una pace e una tranquillità mai provate prima. Padre Pio le disse: «Domenica mattina starai bene». E così fu. La domenica mattina, Concetta si alzò dal letto completamente guarita.
Un viaggio senza pioggia
Una signora, in una sera del febbraio 1922, si trovava a San Giovanni Rotondo e si attardò con Padre Pio fino a sera tardi. Si impensierì perché non aveva portato con sé l'ombrello e temeva il diluvio. Padre Pio le disse: «Ma lei non si bagna?». La donna si meravigliò di essere asciutta, nonostante la pioggia battente. Padre Pio le rispose: «È lui che ha impedito che io mi bagnassi».