Santa Giovanna Antida Thouret nacque il 27 novembre 1765 a Sancey-le-Long, vicino a Besançon, in Francia. Quinta di otto figli (secondo alcune fonti, in una famiglia numerosa di quindici persone), crebbe in un contesto di povertà, dedita alla faticosa vita dei campi e alle cure domestiche. La piccola Giovanna, di salute cagionevole e indole umile, mostrò fin da giovane una profonda sensibilità e una singolare gentilezza.

La vocazione religiosa e le prove della giovinezza
Rimasta orfana di madre a soli 16 anni, Giovanna si fece carico della gestione della casa e del lavoro dei campi, trovando conforto nel suo immenso dolore solo nella Vergine Maria, alla quale rimase sempre profondamente devota. Nonostante l'opposizione del padre, che desiderava per lei un futuro diverso, a 22 anni riuscì a entrare tra le Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli a Parigi. Tuttavia, il suo cammino fu presto interrotto dallo scoppio della Rivoluzione francese, che portò alla soppressione degli ordini religiosi.
Durante il periodo del Terrore, Giovanna operò in clandestinità a Besançon, aiutando sacerdoti e fedeli, curando i malati e rischiando la vita per portare i sacramenti ai moribondi. Per sfuggire alle persecuzioni, si rifugiò in Svizzera e in Germania, dedicandosi instancabilmente all'assistenza degli infermi e al recupero delle giovani.
Fondazione della Congregazione delle Suore di Carità
Nel 1797, tornata a Besançon, Giovanna aprì una scuola per fanciulle povere. Nel 1799, insieme ad altre compagne, diede inizio al nucleo originario della Congregazione delle Suore di Carità, ponendola sotto la protezione di San Vincenzo de’ Paoli. L'istituto si dedicò rapidamente all'educazione, all'assistenza negli ospedali - tra cui l'asilo di Belleveaux - e alla distribuzione di cibo ai bisognosi, guadagnandosi l'appellativo popolare di “Suore del brodo”.

Il calvario della divisione e l'apostolato a Napoli
Il riconoscimento pontificio ottenuto da Papa Pio VII nel 1819 segnò per Giovanna l'inizio di un doloroso calvario. L'arcivescovo di Besançon, di tendenze gallicane, si oppose all'esenzione dalla giurisdizione vescovile concessa dal Papa, rifiutandosi di accogliere la Fondatrice e generando una profonda spaccatura nell'istituto. Nonostante il dolore per la divisione delle sue figlie, Giovanna esortò sempre alla fedeltà alla Sede Apostolica, dichiarando: «Io sono figlia della Chiesa, siatelo anche voi con me».
Trasferitasi a Napoli su invito di Gioacchino Murat e di Letizia Ramolino, madre di Napoleone, Giovanna diresse il grande Ospedale degli Incurabili. Qui, tra epidemie e povertà estrema, continuò la sua missione fino alla morte, avvenuta il 24 agosto 1826 a causa di un'emorragia cerebrale.
Eredità spirituale e canonizzazione
Giovanna Antida Thouret lasciò alle sue consorelle un programma chiaro: «la gloria di Dio e la santificazione dei membri della congregazione attraverso le opere di misericordia». Per la sua eroica fedeltà al Vicario di Cristo, fu chiamata “Filia Petri”. Beatificata da Pio XI nel 1926, fu canonizzata il 14 gennaio 1934. La riunificazione dei due rami della congregazione, da lei tanto desiderata, avvenne infine nel 1954.
ECCO CHI È SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET
Oggi, le Suore di Carità continuano il loro servizio in numerosi paesi del mondo, portando avanti l'eredità di una donna che, pur nella fragilità fisica, ha saputo rispondere con coraggio alle antiche e nuove povertà del suo tempo.