All'indomani dell'approvazione del disegno di legge (ddl) sulle unioni civili in Italia, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha difeso la decisione di porre la fiducia sulla legge. Durante una registrazione a Porta a Porta, Renzi ha dichiarato: "La fiducia serve per verificare se si può andare più veloce in Parlamento ma anche un rischio: significa dire 'su questa cosa mi gioco la faccia del governo, perché se non funziona vado a casa'".
Il premier ha enfatizzato che in passato "ogni volta sui diritti delle coppie dello stesso sesso si è fatta una legge che diventava un bellissimo oggetto di discussione elettorale ma non materia parlamentare. E invece adesso finalmente le cose si fanno." In questo contesto, Renzi ha pronunciato una frase destinata a suscitare ampio dibattito: "Io sono cattolico ma ho giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo". Ha aggiunto che "se sei convinto che una cosa sia giusta, la fai. E se dovrai pagare le conseguenze in termini elettorali, le pagherai. Le cose che dobbiamo fare le stiamo facendo, indipendentemente dal rischio di perdere consensi."

La Questione della Stepchild Adoption
Uno degli aspetti più controversi e discussi della legge è stata l'esclusione della stepchild adoption. Renzi ha chiarito durante la trasmissione di Bruno Vespa: "Se una legge sulle adozioni si fosse potuta fare in questa legislatura l'avremmo già fatta, vedremo se si potrà fare da qui al 2018." Ha inoltre espresso il desiderio di "deideologizzare il tema delle adozioni", sottolineando che "ci sono un sacco di bambini soli, un sacco di coppie eterosessuali che vorrebbero adottare ma hanno un sistema molto farraginoso di procedure, in cui spesso devi conoscere qualcuno e non è giusto. Mi piacerebbe discutere serenamente, riflettere per il bene del bambino."
La deputata Michela Marzano ha rassegnato le sue dimissioni dal gruppo Pd alla Camera, pur rimanendo in Parlamento, criticando la posizione assunta dal partito. Aveva già annunciato che avrebbe lasciato il partito se la legge sulle unioni civili fosse passata senza includere la possibilità di adozione del figlio del partner di coppie omosessuali. Marzano ha spiegato che "aver eliminato dalla legge sulle unioni civili ogni riferimento a famiglia e la stepchild adoption rappresentano un vulnus per me difficile non solo da accettare, ma anche da giustificare pubblicamente." Il presidente dei deputati dem ha risposto: "Mi spiace per Michela. In questi anni ha dato un contributo prezioso al dibattito interno al gruppo e poi in Aula."

Implicazioni Economiche della Legge
Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha fornito alcuni elementi di valutazione riguardo ai costi per il sistema in seguito all'introduzione della reversibilità delle pensioni per le coppie gay, prevista dalla nuova legge. Boeri ha sottolineato che "c'è sicuramente un aggravio dei costi per il sistema, ma non dell'entità che è stata paventata. Abbiamo fornito alcuni elementi di valutazione alla commissione parlamentare ed i costi non si sono rivelati così elevati. Sono sostenibili."
Le Reazioni del Mondo Politico e le Prospettive di un Referendum
Il via libera alla legge ha provocato una forte reazione nel panorama politico. Partiti come Lega, Forza Italia, Idea, parte di Area Popolare e Fratelli d'Italia si sono uniti per condividere la battaglia contro le unioni civili. Con l'hashtag "ci ricorderemo" come peana di battaglia, l'opposizione di centrodestra si è costituita in comitato e si prepara a presentare un referendum abrogativo per una parte della legge. È stata anche segnalata la protesta dei sindaci leghisti, contrari a celebrare le unioni civili. Renzi ha replicato, affermando che "un sindaco non è obbligato a celebrare sempre i matrimoni... Il punto è l’istituzione: se c’è la legge, si rispetta. Siamo, invece, 'à la carte', ognuno fa come gli pare."
Unioni civili: prosegue il dibattito. Il punto di Augusto Cantelmi
Il Dibattito nel Mondo Cattolico
L'atteggiamento negativo di parte della gerarchia e del mondo cattolico era ampiamente atteso, come riconosciuto dallo stesso Renzi. Il quotidiano cattolico "Avvenire" ha titolato in prima pagina "Una legge sbagliata" sull'approvazione definitiva del ddl, affidando il suo commento a un editoriale del giurista Francesco D'Agostino, intitolato "Ora e sempre resilienza". Tuttavia, "Avvenire" ha anche bocciato sia la proposta di una battaglia referendaria per abolire totalmente la nuova legge, sia quella di fare appello all'obiezione di coscienza di quanti saranno chiamati a registrare le unioni civili, prendendo posizione contro le richieste di disobbedienza avanzate da politici come Salvini.
Anche il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano, non ha "scomunicato" la nuova legge sulle unioni civili, pur impegnandosi in "scelte che sono proprie" ma "non dimentichi la famiglia". Il cardinale si è accostato al nuovo provvedimento con un atteggiamento di maggior comprensione rispetto a quanti hanno avuto parole più dure, affermando: "Ci sono visioni diverse e lo Stato è giusto che faccia la sua parte."
Le Critiche alla "Legge Cirinnà" e all'Articolo 29 della Costituzione
Nonostante alcune posizioni più moderate, ampi settori del mondo cattolico sono rimasti sul piede di guerra. C'è chi ha parlato di legge "incostituzionale" e "iniqua", di "deriva autoritaria" e di "schiaffo alle famiglie". Molti si sono appellati al Presidente Mattarella, sebbene il Capo di Stato abbia poi firmato la legge.
Le critiche più aspre hanno sostenuto che la legge Cirinnà risulterebbe incostituzionale in quanto l'articolo 29 della Costituzione italiana proclama solennemente che "la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio". Secondo questa interpretazione, la legge non introdurrebbe "semplici unioni civili", ma un vero e proprio matrimonio tra persone dello stesso sesso, data la presenza di numerosi articoli che si rifanno alle norme che regolano il matrimonio tra coniugi. Questa interpretazione rende "sempre più inspiegabile la fretta con cui il nostro scout ha voluto far approvare un ddl incostituzionale: forse è spiegabile solo con il desiderio di rendersi presentabile agli Obama ed ai massoni internazionali."
Dal punto di vista della fede, è stato argomentato che Renzi, pur proclamandosi cattolico, avrebbe "tradito [...] il contenuto del sacro libro che dovrebbe essere il punto di riferimento di ogni persona cristiana". Si distingue tra il non far derivare direttamente dalla propria fede le norme civili, e il rendere "totalmente assente una presenza ed una direzione della vita che gioverebbe grandemente al bene comune di tutti, così come il decalogo di Mosè ha influenzato positivamente la direzione anche legislativa di una intera grande civiltà."
In questo contesto, sono state espresse critiche anche al comportamento e alle dichiarazioni di alcuni esponenti cattolici in politica, come Maurizio Lupi e Angelino Alfano, accusati di aver fatto passare per una vittoria quella che sarebbe una "sonora sconfitta per tutta la nostra ultramillenaria storia", con il timore che il PD stesse già lavorando per introdurre per legge l'adozione per le coppie omosessuali. Si è evidenziata la necessità, in questo delicato periodo di transizione, di assicurare "anche con grandi sacrifici, una presenza sempre più intelligente e appassionata dei cristiani."