La tradizione cattolica della Madonna Pellegrina, nota anche come Peregrinatio Mariae, è l'usanza di far viaggiare un'effigie mariana lungo un itinerario che tocca varie località di un territorio. Questa consuetudine possiede per i credenti un profondo significato di missione e si accompagna spesso alla predicazione evangelica e alla celebrazione dei sacramenti, allo scopo di ottenere la conversione degli uomini per intercessione di Maria.
L'Origine e la Missione della Madonna Pellegrina di Fatima
La prima statua della Vergine Pellegrina del Santuario di Fatima, realizzata seguendo le indicazioni di Suor Lucia, fu offerta dal Vescovo di Leiria e solennemente incoronata dall'Arcivescovo di Evora il 13 maggio 1947. Da quella data, la Statua e le sue dodici copie hanno percorso, più volte, il Mondo intero, portando con sé un messaggio universale di pace e di Amore.
La Direzione del Movimento Mariano Messaggio di Fatima in Italia comunica l'itinerario dettagliato del pellegrinaggio italiano della venerata Immagine della Madonna Pellegrina in visita nelle diverse località e Comunità diocesane. Un esempio di questa organizzazione è visibile dai riferimenti fogli N. 004412 del 19/5/2008 e 7AJ-463.

La Chiesa della Beata Vergine Maria in Borgo Nuovo: Un Cuore Pulsante nella Comunità Veronese
Dalle Origini del "Villaggio Dall'Oca Bianca" alla Nascita della Parrocchia
La storia della Chiesa della Beata Vergine Maria in Borgo Nuovo a Verona è strettamente legata alla nascita e allo sviluppo del quartiere stesso. La prima chiesa fu costruita tra il 1937 e il 1938 nell’ambito della realizzazione del “Villaggio Dall’Oca Bianca”, situato nella cintura periferica di Verona. Sia l’edificio che il quartiere, successivamente denominato Borgo Nuovo, furono inaugurati nel 1939. La prima chiesa fu progettata nel 1937 dall’architetto Marcello Zammarchi, edificata tra il 1937 e il 1938 e inaugurata, col titolo di rettoria, il 24 dicembre 1939, insieme al “Villaggio Dall’Oca Bianca”, costruito grazie a una donazione del pittore veronese Angelo Dall’Oca Bianca dal quale prende il nome.
L’edificio, situato lateralmente rispetto alla piazza “Angelo Dall’Oca Bianca”, nel 1953 venne ampliato di un terzo oltre la facciata principale, anch’essa ricostruita e rinnovata e rivolta su via Taormina. Il 14 giugno 1941, Mons. Girolamo Cardinale, vescovo di Verona dal 1923 al 1954, firmò il decreto di nascita della parrocchia “Maternità di Maria” e nell’ottobre dello stesso anno benedisse il fonte battesimale situato sul presbiterio della chiesa. La parrocchia ottenne il riconoscimento civile il 7 novembre 1941 e nel 1984, in seguito al Concordato fra Stato italiano e Chiesa cattolica, assunse personalità giuridica con la denominazione “Beata Vergine Maria in Dall’Oca Bianca”.
Il Progetto della Nuova Chiesa: Riqualificazione e Identità
La rapida espansione dell’insediamento e le precarie condizioni strutturali della chiesa precedente portarono i parrocchiani a indire, nel 2004, un referendum sulla demolizione dell’edificio. La maggioranza dei votanti si espresse favorevolmente, nonostante la comunità fosse molto legata alla propria chiesa. In virtù di tale volontà, nel 2007 la parrocchia della Beata Vergine Maria bandì un concorso di progettazione ad inviti per la riqualificazione dell’intero isolato comprendente la chiesa e le opere parrocchiali, con l'obiettivo di dotare il quartiere di spazi di aggregazione, di cui era sempre stato carente.
Il Comune di Verona, nell’ambito della riqualificazione urbanistica delle aree adiacenti, suggerì un diverso allineamento della nuova chiesa, per non consentire il traffico veicolare nella zona contigua alla proprietà parrocchiale della piazza, garantendo così continuità tra piazza e sagrato a beneficio degli abitanti. Nel mese di settembre 2007 venne comunicato l’esito del concorso. Il progetto vincitore prevedeva la realizzazione di una chiesa moderna, capace sia di inserirsi nel particolare contesto del borgo, sia di porsi come riferimento identitario per la comunità, conservando e riproponendo elementi del vecchio edificio.
L’intero complesso parrocchiale fu realizzato in due fasi: la prima riguardò la demolizione e ricostruzione delle opere parrocchiali; la seconda la demolizione e ricostruzione della chiesa. Tra il 27 e il 28 ottobre 2016 la chiesa parrocchiale venne interamente demolita. In attesa della realizzazione del nuovo edificio di culto, le funzioni furono officiate nella sala comunitaria all’interno delle nuove opere parrocchiali.
La nuova chiesa della Beata Vergine Maria in Dall’Oca Bianca, inaugurata l’8 dicembre 2018 con messa officiata dal vescovo Mons. Giuseppe Zenti e dal parroco Don Giorgio Fainelli, si pone come simbolo di rinascita per il quartiere, attualmente in piena trasformazione urbanistica e culturale, ma per anni contraddistinto da degrado e povertà.
Architettura e Simbolismo della Nuova Struttura
L’architettura della Chiesa Beata Vergine Maria cerca la trascendenza, desiderando oltrepassare gli aspetti più evidenti per far immergere lo sguardo nelle pieghe profonde del senso cristiano delle cose. La Chiesa, con sobrio linguaggio, racconta l'anima di Borgo Nuovo, proponendo archetipi architettonici e il recupero di elementi come rosone, campane e immagini sacre della chiesa preesistente, per dare alla nuova una prospettiva storica e alla comunità un riferimento identitario. Le sue linee semplici si integrano perfettamente con lo spirito del quartiere, distinguendosi al tempo stesso dall'edificato circostante per la verticalità del campanile e dell'aula liturgica, enfatizzata dall'orizzontalità dei volumi laterali, che contengono la cappella feriale e le opere parrocchiali.
Perno visivo e simbolico dell’intero complesso è il campanile, lineare e slanciato, alto 30 metri, sormontato da una cella campanaria in travi metalliche a vista, posto all’angolo tra via Selinunte e la piazza-sagrato come elemento riconoscibile e qualificante. Il campanile, posto nel luogo più importante del quartiere, omaggia Angelo dall'Oca Bianca, artista filantropo e fondatore dello stesso quartiere realizzato negli anni '30 per dare rifugio ai poveri della città, che si trova sepolto proprio di fronte. Dal campanile si snoda il corpo dell’aula liturgica, volutamente alto in quanto proporzionato alla nuova urbanità, che culmina nel lucernario della zona presbiteriale.
L'interno presenta morbide superfici lapidee, cementizie e lignee che danno corpo a un nucleo avvolgente sia in pianta che in alzato, impostato su una pianta a campana in cui l’incurvamento della zona presbiteriale ne rallenta l’impostazione longitudinale. La direzione sull’asse est-ovest (piazza/altare) è resa netta e riconoscibile soprattutto in alzato, mentre sul piano è ibridata con l’asse opposto nord-sud, sul quale è impostato il percorso che va dall’ingresso laterale al fonte battesimale. La luce è principalmente zenitale; entrando nella Chiesa è percepibile l’intensificarsi della luminosità verso l’altare.
La planimetria della chiesa segue due importanti direttrici. La principale, l’asse da ovest a est, definisce il percorso che va dal sagrato verso l’altare, punto di fuga e perno dello spazio celebrativo. La direttrice secondaria, da nord verso sud, collega il fonte battesimale all’ingresso laterale, situato in corrispondenza dell’accesso al volume destinato ai locali per le attività pastorali. La modellazione dell’assemblea segue le suddette direttrici: i banchi sono disposti su quattro file, orientati verso l’altare, in modo tale da creare un corridoio centrale per i percorsi processionali e un secondo passaggio verso il fonte battesimale. Nella zona terminale verso il presbiterio, i banchi sono disposti asimmetricamente, così da lasciare spazio all’ambone, che si protrae verso l’assemblea.
Lo spazio interno presenta pareti che curvano verso l’altare, costituite dalla sequenza di alte quinte in legno sospese, a circa tre metri di altezza, alle pareti in muratura, tramite profilati metallici e sormontate da un controsoffitto a velario con uno stacco che lascia entrare molta luce. Un ideale percorso trasversale mette in relazione l’accesso alle opere parrocchiali con lo spazio del fonte battesimale, nel quale il gruppo scultoreo di Hermann Josef Runggaldier descrive, in un giardino di ciottoli, il battesimo di Cristo nell’acqua del Giordano e il procedere di una famiglia di statue in bronzo verso l’evento.
Un'affermazione del progetto sottolinea: “Il progetto si è sviluppato parallelamente allo studio della luce; la forma, che deriva dal luogo e dalla funzione, è stata pensata come volume al cui interno è stato inserito un sistema di captazione e filtraggio della luce al fine di scolpire la luce e l’ombra. Il risultato è uno sdoppiamento visivo tra la piana complanarità dell’esterno - volutamente ridotta all’elementarismo ascetico dei volumi e delle pareti - e la plastica articolazione del guscio ligneo interno: come in un gioco di scatole, dove alla nettezza del recinto murario è affidato il compito di proteggere l’unicità dello spazio sacro.”

I Protagonisti del Progetto Architettonico e Liturgico
La realizzazione del nuovo complesso parrocchiale ha visto la collaborazione di numerosi professionisti:
- Progettazione architettonica: Arch. Carlo Ferrari e Arch. Alberto Pontiroli (studio Archingegno)
- Liturgista: Don Franco Magnani
- Progettazione ed esecuzione crocifisso: Don Tito Amodei
- Progettazione ed esecuzione altare, ambone, sede, fonte: Hermann Josef Runggaldier
- Progettazione ed esecuzione tabernacolo: Giuliano Gaigher
- Progettazione e realizzazione Via Crucis - Via Lucis, pannello del Buon Pastore: Gabriella Furlani
- Progettazione strutturale: Ing. Giovanni Montresor e Ing. Mattia Gaspari
I Pellegrinaggi della Statua della Madonna di Fatima nella Diocesi di Verona
La Presenza a Borgo Nuovo e l'Itinerario Diocesano
La Madonna Pellegrina di Fatima ha avuto e continua ad avere una significativa presenza nella Diocesi di Verona. Ad esempio, una statua ha già fatto visita alla parrocchia di Borgo Nuovo dal 5 al 12 maggio in un'occasione precedente, e fu nuovamente presente nella Diocesi dal 26 maggio al 2 giugno, con un programma dettagliato che ha toccato diverse località:
- Domenica 26 Maggio:
- Ore 17.30: Arrivo e accoglienza in piazza San Giorgio e preghiera iniziale.
- Ore 18: Processione verso la Cattedrale e solenne Eucarestia presieduta dal vescovo Mons. Giuseppe Zenti.
- Ore 21: Veglia di preghiera Mariana.
- 27 Maggio:
- Ore 11: Arrivo presso il Monte Tabor di Illasi.
- Ore 15:30: Accoglienza nella chiesa parrocchiale di Tregnago.
- 28 Maggio: Permanenza a Tregnago.
- 29 Maggio:
- Ore 8: Messa al santuario di Scorgnano e partenza.
- Ore 15:30: Arrivo nella Chiesa parrocchiale di Negrar.
- 30 Maggio: Permanenza a Negrar.
- 31 Maggio:
- Ore 8: Messa a Negrar e partenza.
- Ore 10: Arrivo nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Lupatoto.
- 1 Giugno: Permanenza a San Giovanni Lupatoto.
- Domenica 2 Giugno:
- Ore 9.30: Messa conclusiva a San Giovanni Lupatoto e partenza verso la diocesi di Cagliari.
L'Evento Storico a San Pietro di Morubio
San Pietro di Morubio, nella provincia di Verona, è diventato per una settimana una meta centrale del pellegrinaggio italiano della Madonna di Fatima. L'effigie, concessa dal santuario portoghese, è stata accolta nella chiesa parrocchiale, diventando l'unica tappa di tutto il nord Italia per otto giorni. Tutta la comunità parrocchiale si è preparata per accogliere la statua della Madonna Pellegrina del santuario portoghese, in arrivo dal Lazio.
Per l'occasione sono state programmate diverse manifestazioni che sono culminate nella messa all'aperto celebrata da Monsignor Giuseppe Zenti, vescovo di Verona. In vista dell'eccezionale evento, che ha attirato fedeli anche dalle province limitrofe, il centro cittadino è stato addobbato con nastri bianchi e azzurri. La parrocchia dei Santi Pietro e Paolo apostoli si è preparata per mesi contando sull'appoggio dei gruppi di volontariato e l'amministrazione comunale si è prodigata per far fronte alle esigenze logistiche, in particolare alla viabilità durante le quattro processioni in calendario.
Per la comunità parrocchiale, l'avvenimento è stato storico e ha lasciato un segno. La chiesa ha ospitato l'effigie concessa dal rettore del Santuario di Fatima, portata in trasferta dalla delegazione italiana del movimento mariano Messaggio di Fatima. Per otto giorni è stato possibile venerare anche le reliquie dei pastorelli Giacinta e Francesco, proclamati beati.
Don Michele Fiore, parroco di San Pietro di Morubio, ha rivelato di aver preso i primi contatti con il movimento mariano due anni prima per ottenere l'inserimento del paese nell'itinerario che la statua stava percorrendo nel 2013 in Italia prima di ritornare in Portogallo. Don Michele, devoto al culto della Vergine, ha spiegato: «La preghiera alla Madonna ci aiuta a crescere nella fede. Maria è una via privilegiata attraverso la quale incontrare Gesù».
La settimana è stata fitta di appuntamenti, inclusa una prima processione seguita dalla messa celebrata da Monsignor Mario Masina, vicario del vescovo. Il protocollo ha previsto l'accensione quotidiana della lampada. Le giornate sono state cadenzate dal santo rosario con indulgenza plenaria, dai vespri e dalle veglie. Ogni giornata è stata caratterizzata da una dedica particolare: lunedì alla famiglia e ai bambini; martedì ai giovani; mercoledì alle associazioni, e così via fino a sabato, giornata dedicata alle persone senza lavoro. Giovedì sera si è tenuta una solenne processione eucaristica e venerdì la Via Crucis, mentre sabato la statua è stata portata in processione per le vie del paese alla luce delle fiaccole. Infine, la domenica, dopo la messa, un altro momento suggestivo ha concluso la visita: il saluto alla statua con il classico gesto del fazzoletto bianco sventolato.
Tutto il paese si è atteso ricadute positive da questa visita straordinaria. Il sindaco Giorgio Malaspina ha dichiarato: «Abbiamo dato la massima disponibilità in quanto eventi del genere devono essere tenuti in considerazione anche dalla comunità civile. Per il Comune questo evento assume un significato che va oltre i confini della parrocchia e della religione. Un evento in grado di attirare persone anche da fuori regione e che ci auguriamo possa portare frutti sotto tanti punti di vista». Numerosi fedeli da province e regioni limitrofe hanno annunciato il loro arrivo, alcuni in camper, altri a piedi, testimoniando il grande richiamo dell'evento.
I segreti di Fatima - La Storia Siamo Noi
Il Messaggio di Pace e Amore delle Peregrinazioni
I pellegrinaggi della Madonna Pellegrina di Fatima, sia a Borgo Nuovo che in altre località del Veronese e d'Italia, rappresentano momenti di profonda spiritualità e aggregazione per le comunità cattoliche. Queste visite non solo rafforzano la fede mariana, ma offrono anche un'opportunità di riflessione e preghiera collettiva, portando il messaggio di pace e amore che la Vergine Maria ha affidato ai pastorelli di Fatima. La partecipazione di fedeli, istituzioni civili e volontari sottolinea l'importanza culturale e sociale di questi eventi, che continuano a lasciare un segno duraturo nel cuore delle persone e nel tessuto dei quartieri e delle città.