Il panorama delle traduzioni bibliche in Italia è stato oggetto di dibattito e di importanti iniziative, in particolare in relazione alla Bibbia CEI 2008 e ai contributi del biblista don Luca Mazzinghi. La discussione si è concentrata sulle scelte traduttive, sulla ricezione del testo e sulla necessità di un dialogo ecumenico.

Il Contesto delle Traduzioni Bibliche in Italia e la CEI 2008
La traduzione ufficiale della Chiesa cattolica in Italia, la Bibbia CEI 2008, è stata oggetto di attenzione per diverse ragioni. A proposito di tale traduzione, in Italia si è osservato un silenzio quasi totale nel dibattito pubblico; gli italiani, infatti, ne sanno praticamente nulla. Questo fatto è, di per se stesso, molto indicativo, soprattutto se confrontato con la situazione in altri paesi dove le traduzioni sono state spesso oggetto di discussione e revisione più approfondita.
Una domanda ricorrente riguarda il motivo per cui i vescovi italiani non abbiano realizzato una nuova traduzione, come è avvenuto altrove. Il testo della CEI, avviato nel 1995 e terminato nel 2001 dagli uffici dei vescovi della CEI, ha visto apportare alcune modifiche considerate clamorose. Nonostante ciò, non si è sviluppata una vera e propria revisione basata sugli eventuali errori della vecchia traduzione CEI. Si è notato che, su vari siti, si difende a spada tratta la traduzione, con posizioni anche iper-cattoliche.
La Traduzione CEI 2008: Criticità e Scelte Terminologiche
Le scelte traduttive della CEI 2008 hanno sollevato diverse critiche, in particolare per quanto riguarda l'aderenza letterale e la fluidità del testo. In alcuni casi, pur ricercando una "fedeltà perfetta", si finisce per sacrificare l'agilità del testo, rendendolo a volte illeggibile o incomprensibile a livello liturgico, tanto che non può nemmeno essere cantato facilmente. Molte volte, il lettore incespica e non riesce a seguire il filo della lettura. Una delle ragioni di questa difficoltà, presente in altri paesi, è la scarsa abitudine al linguaggio biblico in Italia.
Alcuni vocaboli hanno suscitato particolare dibattito. Ad esempio, per il termine ebraico chèsed, le parole scelte sembravano essere le più centrate, ma altrettanto importante è rachamìm, spesso reso con termini desueti. La sola pronuncia o la ricerca di una "fedeltà perfetta" rischiano di rendere il testo liturgicamente ostico. I vescovi, a torto o a ragione, non si sono sentiti di modificare espressioni ormai entrate nell'uso, come "la Parola" o "schiere" al posto di "eserciti", o "onnipotente" al posto di "Signore Sabaòth", come del resto si dice nel Sanctus liturgico.

Il Contesto della Nova Vulgata e le Traduzioni Testuali
Un aspetto centrale nella discussione sulla traduzione riguarda la scelta dei testi di riferimento. Traduttori, come i benedettini di Boyron, hanno spesso orientato le loro scelte secondo il criterio della liturgia. Tuttavia, vi è una chiara discordanza tra la Nova Vulgata e i concetti ebraici originali. Se la Nova Vulgata non fosse stata il punto di riferimento, tanto valeva tradurre direttamente dal latino.
L'ebraico stesso presenta due forme testuali, e vi sono anche le Vetus latina, ulteriori forme testuali. I traduttori hanno seguito il criterio della liturgia. Inoltre, c'è stata una tendenza a dare all'appendice alla traduzione dell'ebraico la stessa importanza di quella ebraica, mentre prima si riteneva il contrario. Si pensi, ad esempio, al libro di Esther, che già aveva due versioni ebraiche, rendendo difficile distinguere l'una dall'altra.
Esempi di Correzioni e Questioni Aperte
Sono emersi numerosi esempi di correzioni e sfide nella traduzione. Un esempio rapido riguarda il Salmo 65, dove il testo ebraico tibi silens laus, Deus in Sion della Iuxta Hebraicam è stato reso in modo ambiguo in italiano. La traduzione "a te il silenzio è lode" è stata molto discussa, perché si presta a un'ambiguità nella resa per il fedele che sta pregando.
- Nel Salmo 8, dove il testo ebraico dice Adonai Adonenu, la traduzione è stata addìr (potente) e non ma gadòl (quanto è grande), che è semmai "grande".
- In un altro caso, il testo dei Settanta ha Elohìm, mentre il testo ebraico ha anch'esso Elohìm, ma dove ci si aspetterebbe malàkh (angelo) non c'è. La traduzione "poco meno di un dio" con la "d" minuscola ha sostituito "gli angeli", ma se la traduzione intendeva "angeli", tanto valeva lasciare "gli angeli".
Queste sono questioni ben note e di soluzione abbastanza semplice, a differenza delle incongruenze e dei passi paralleli dei Sinottici, che non sono del tutto risolte. Per esempio, le lettere di Filippesi e I Timoteo a proposito di un ministero ecclesiale sollevano interrogativi su come si concepisca la funzione di vescovo nelle varianti confessionali, soprattutto a livello sacramentale e storico, in Chiese cristiane che usano questi testi pur non avendo vescovi.
Un esempio significativo è la domanda di Gesù nel Vangelo di Giovanni: «mèneis?», che la vecchia CEI traduce in modo banale: «dove abiti?». Questa traduzione non coglie il senso profondo del "dimorare" di Gesù nel Padre, e del "dimorare" dello Spirito nei discepoli, perché non si tratta di semplice abitare. La risposta non la sanno i discepoli, ma la sa Giovanni e comincia a capirla il lettore. Similmente, il termine «via» era tradotto come «dottrina» nella vecchia CEI, perdendo una sfumatura fondamentale del cristianesimo.
Un altro esempio è nel Salmo 23: «il tuo bastone ed il tuo vincastro». Il vincastro serve per trattenere, e il bastone e il vincastro sono complementari, ma uno è un termine concreto e il secondo astratto, rendendo difficile la comprensione della metafora. Oppure, nel racconto del ricco epulone, "che vestiva di porpora e di bisso", dove "bisso" è un termine desueto che sarebbe più comprensibile tradurre con «lino finissimo» per favorire la comprensione del sintagma di impronta semitica.
La sfida è coniugare la fedeltà alle radici del testo sacro e la facilità di comprensione, riuscendo nello stesso tempo a renderlo il più possibile chiaro a chi lo accosta in una lingua diversa dall’originale. Per questo il compito del traduttore è complesso: si tratta di un’opera certosina di ricerca, di studio, di confronto, per non perdere neanche un grammo della freschezza originaria, ma avendo ben chiaro anche l’obiettivo di fruizione, nello studio, nella preghiera, nella semplice lettura, cui è finalizzato. Come diceva san Gregorio Magno, «la Scrittura cresce con chi la legge».

L'Impegno Ecumenico di Luca Mazzinghi e la Società Biblica in Italia
Don Luca Mazzinghi, presidente della Società Biblica in Italia (Sbi), docente di Antico Testamento alla Gregoriana e parroco nell’arcidiocesi di Firenze, è una figura chiave nel panorama delle traduzioni bibliche ecumeniche. Sotto la sua presidenza, la Sbi ha promosso progetti significativi.
Il Nuovo Testamento greco-italiano: Un Progetto Ecumenico
Una delle prospettive più innovative è il “Nuovo Testamento greco-italiano” con appendici e dizionario (1984 pagine, 74 euro), edito dalla Società Biblica in Italia (Sbi) e dalla Claudiana, curato da Mario Cignoni (docente di greco alla Facoltà valdese di teologia e segretario generale della Sbi). Il volume, fresco di stampa, è stato presentato lunedì 6 dicembre al Centro Pro Unione di Roma, in via di Santa Maria dell’Anima, con la partecipazione del cardinale Gualtiero Bassetti, della diacona Alessandra Trotta, di don Luca Mazzinghi e del pastore Eric Noffke.
Si tratta di un'edizione bilingue del Nuovo Testamento che affianca al testo greco originale una traduzione italiana. Il testo greco utilizzato è la 28° edizione del Nestle-Aland, considerato il migliore oggi esistente. La novità risiede nel fatto che le traduzioni italiane offerte nel libro sono in realtà due, pubblicate in colonne parallele nella stessa pagina: la traduzione ufficiale della Chiesa cattolica in Italia, la Bibbia CEI 2008, e la Nuova Bibbia italiana della Riforma, accolta dalla maggior parte delle Chiese evangeliche e riformate in Italia. Questo libro si rivolge alle diverse Chiese e confessioni cristiane in Italia come uno strumento per un vero dialogo ecumenico, a partire dal testo stesso della Bibbia.
Questo lavoro, che la Società Biblica in Italia aveva in programma da tempo, è giunto in porto grazie all’impegno del predecessore di Mazzinghi, il pastore Eric Noffke, docente alla Facoltà valdese, e del curatore, Mario Cignoni, oltre che del consiglio della Società Biblica.
Le Basi dell'Iniziativa Ecumenica
Questa edizione del Nuovo Testamento è definita ecumenica sia per il modo in cui è nata, sia per la volontà di offrire due diverse traduzioni non ponendole in contrasto tra loro, ma offrendo ai lettori la possibilità di valutare sintonie e differenze. Si ritiene che sia finito il tempo in cui la Chiesa cattolica condannava le Società bibliche e, di riflesso, veniva accusata da queste di tradire le Scritture. Se la comunità dei credenti è “corpo di Cristo” (1 Corinzi 12), il cammino ecumenico va nella direzione della ricerca dell’unità, ma anche del riconoscimento del valore delle differenze all’interno di quest’unico corpo.
Nell’introduzione, don Luca Mazzinghi e il pastore Noffke sottolineano che la Parola e la sua interpretazione non appartengono come tali ad alcuna Chiesa. In questo senso, il confronto tra due diversi modi di tradurre deve essere vissuto come un esercizio di dialogo. Mazzinghi ricorda quanto scriveva Benedetto XVI nella Verbum Domini (n° 46): si tratta di «superare la nostra sordità per quelle parole che non si accordano con le nostre opinioni o pregiudizi, ascoltare e studiare nella comunione dei credenti di tutti i tempi: tutto ciò costituisce un cammino da percorrere per raggiungere l’unità della fede, come risposta all’ascolto della Parola». L'invito è a lasciarsi sorprendere dalla perenne novità della Parola di Dio e non rimanere sordi di fronte a ciò che mette in crisi i pregiudizi religiosi, lasciandosi "imprigionare dalla Parola", per parafrasare una celebre espressione di Lutero.
Collaborazione con la CEI e Progetti Futuri
La Società Biblica in Italia ha storicamente avuto legami profondi con il mondo protestante e della Riforma, ma negli ultimi cinquant’anni ha sempre mantenuto una finestra aperta sul mondo cattolico, meno con quello ortodosso. Negli ultimi anni, la collaborazione con il mondo cattolico si è consolidata. Don Luca Mazzinghi ha espresso gratitudine in modo particolare al cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della CEI, per la sensibilità e l’attenzione da lui dimostrata nei confronti di questi progetti ecumenici, senza dimenticare l’impegno della Chiesa Valdese.
Nell’aprile precedente, assumendo la presidenza Sbi, Mazzinghi aveva parlato di un altro grande impegno: la Bibbia italiana della Riforma con una nuova traduzione dell’Antico Testamento. Questo progetto è ancora in corso, mentre il Nuovo Testamento è già incluso nel volume presentato. Accanto alla Bibbia italiana della Riforma, che riguarda il mondo protestante, è in mente un altro progetto: quello di una nuova traduzione ecumenica dell’intera Bibbia che possa essere accolta da tutte le Chiese. L'obiettivo è un ecumenismo pratico e concreto, che nasce da rapporti umani reali, sperando che i punti di unità risalteranno più che le differenze in un’unica traduzione condivisa.
Luca Mazzinghi, Lettura ecumenica della Bibbia?
Profilo del Prof. Don Luca Mazzinghi
Don Luca Mazzinghi è una figura di spicco nel campo degli studi biblici e della teologia. Ha ricoperto e ricopre diverse posizioni accademiche e pastorali:
- Professore invitato presso il Pontificio Istituto Biblico ogni anno dal 1996/1997.
- Docente di Antico Testamento presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.
- Parroco nell’arcidiocesi di Firenze.
- Presidente della Società Biblica in Italia (Sbi).
- Docente stabile di Teologia biblica (Libri Sapienziali) presso l’ISSR “A. Marvelli” di Rimini.
- Docente di lingua ebraica presso l’ISSR “A. Marvelli” di Rimini.
Formazione e Studi
Il suo percorso formativo include:
- Baccellierato in Teologia presso lo Studio Teologico Accademico Bolognese (STAB), rilasciato dall’Università Pontificia.
- Diploma in Scienze Religiose conseguito presso l’ISR “A.”.
- Corsi extra curriculari con relativi esami presso il Pontificio Istituto Biblico, includendo lo studio di tre lingue antiche: accadico, siriaco ed egiziano.
- Corsi di teologia neotestamentaria sul libro dell’Apocalisse presso l’ISR di Velletri.
- Corso di Esegesi Neotestamentaria presso l’ISSR “A. Marvelli” di Rimini.
- Studio e soggiorno in ambienti internazionali e multilinguistici, in particolare presso la comunità romana di “S.”.
Pubblicazioni e Contributi
La sua attività di ricerca e pubblicazione è vasta e include monografie, commentari e articoli:
Monografie e Commentari:
- Testimoni del Risorto. Percorsi di pneumatologia lucana, Collana “Gragorio da Rimini” dell’Issr “A.”.
- Gioele. Introduzione, traduzione e commento, Edizioni S.
- Amos. Introduzione, traduzione e commento, Edizioni S.
Volumi Co-curati:
- La Bibbia. Via Verità Vita: Commento esegetico-teologico ai “Libri sapienziali”, S.
- AA.VV., Plasmati dalla Sapienza, L. Lucci - N.
Articoli e Contributi:
- ‘Dio della promessa, Dio dell’alleanza’, «Vita Pastorale», 11 (1999), pp.
- ‘Il lavoro nei racconti biblici della creazione e nei miti mesopotamici’, «Rivista Biblica», 1 (2001), pp.
- ‘Spirito di Dio e vita nella bibbia tra simbolo e realtà’, «Rivista di vita spirituale», 1/62 (2008), pp.
- ‘Il Cantico dei Cantici sullo sfondo delle culture extra-bibliche’, in «Parola e Tempo», 10/2011, Pazzini, Rimini 10/2011, pp.
- ‘Testi umoristici babilonesi e assiri’ (di F. D’Agostino), Paideia, Brescia 2000, in “Rivista Biblica” 3 (2001), pp.
- ‘Introduzione al libro degli Atti degli Apostoli’, in “Atti degli Apostoli. Atti della Prima Settimana Biblica 20-24 settembre 1999”, il Ponte, Rimini 2000, pp.
- ‘Il Vangelo di Giovanni: questioni introduttive’, in “Il Vangelo di Giovanni. Atti della seconda settimana biblica 25-28 settembre 2000”, il Ponte, Rimini 2000, pp.
- ‘Il Vangelo di Matteo: questioni introduttive’, in “Il Vangelo di Matteo. Atti della settimana biblica 8-11 ottobre 2001”, il Ponte, Rimini 2001, pp.
- ‘Il Vangelo di Marco’, in “Il Vangelo di Marco.
- Preparazione sussidio per gli animatori dei Centri di Ascolto del Vangelo della diocesi di Rimini sul libro dell’Esodo.