Istituto di Cultura e Archeologia delle Terre Bibliche a Lugano: Panoramica

L’Istituto di Cultura e Archeologia delle Terre Bibliche si propone di organizzare attività didattiche e di ricerca centrate sull’interesse per il testo biblico visto nel suo ambiente culturale. Nell’Istituto sono attivi due ambiti di ricerca principali: il settore filologico e il settore archeologico.

Ambiti di Ricerca dell'Istituto

Settore Filologico

Il settore filologico porta una particolare attenzione allo studio del testo biblico nelle sue diverse attestazioni, come sono recepite dalle tradizioni delle comunità credenti. Tra queste attestazioni figurano il testo Massoretico, la Bibbia dei LXX e il Pentateuco Samaritano.

Settore Archeologico

Questo settore si concentra sull'archeologia legata alle Terre Bibliche, esplorando i contesti materiali che hanno dato forma e significato ai testi sacri.

Collaborazioni Accademiche e Programmi

L’Istituto vanta importanti collaborazioni accademiche a livello internazionale e nazionale. Il programma «Gerusalemme» è realizzato in collaborazione con lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e con la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.

Mappa delle principali istituzioni accademiche collaboratrici dell'Istituto di Cultura e Archeologia delle Terre Bibliche a Lugano

Esso vede la partecipazione di diverse istituzioni di spicco:

  • Facoltà Teologica del Triveneto
  • Facoltà Teologica dell’Italia Centrale
  • Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale
  • Pontificia Università Gregoriana
  • Pontificia Università della Santa Croce
  • Pontificia Università S.

Progetti di Ricerca Rilevanti

Qumran Caves Publication Project

L’Istituto collabora con l’École biblique et archéologique française de Jérusalem nel progetto di pubblicazione degli scavi archeologici alle grotte di Qumran. Un progetto di ricerca specifico, intitolato "A Material Approach to the Qumran Quest: When, How and Why Were Dead Sea Scrolls Deposited to the Natural Caves", è diretto dal Prof. Dr. Marcello Fidanzio.

Ricostruzione o foto delle Grotte di Qumran e dei Rotoli del Mar Morto

Gli atti del convegno 2014, "The Caves of Qumran: Proceedings of the International Conference, Lugano 2014", sono stati pubblicati dall'editrice Brill di Leiden nella Collana STDJ. Questo volume ha ricevuto il prestigioso premio Best Scholarly Book in Archaeology dalla Biblical Archaeology Society. Il Professor Marcello Fidanzio ha dichiarato a proposito di questo riconoscimento: «Il premio è arrivato in maniera inattesa per il volume The Caves of Qumran, che nasce dal convegno tenuto a Lugano nel 2014, dove per la prima volta archeologi e studiosi di testi si sono riuniti a lavorare sulle grotte in cui sono stati trovati i Rotoli. Il premio è stato un riconoscimento del percorso fatto: abbiamo capito di essere sulla strada giusta.»

The Great Isaiah Scroll: A Biography

Un altro significativo progetto di ricerca è "The Great Isaiah Scroll: a Biography", approvato dal Museo d'Israele e diretto dal Prof. Dr. Marcello Fidanzio in collaborazione con Hagit Maoz, curatrice dello Shrine of the Book di Gerusalemme. Il Professor Fidanzio sottolinea l'importanza di questo reperto: «Il Grande Rotolo di Isaia è forse il reperto più importante trovato in Israele. Si tratta di un’opportunità straordinaria per lei e per Lugano.»

Immagine del Grande Rotolo di Isaia o dello Shrine of the Book

Il Grande Rotolo di Isaia è una pergamena di 7,34 m che riporta l’intero testo del libro biblico, in un manufatto preparato verso la fine del secondo secolo a.C. che si trova in ottimo stato di conservazione. Il manoscritto è il cuore del Tempio del Libro, in Israele, un’istituzione simbolicamente costruita di fronte al parlamento. Il nuovo progetto di ricerca prevede lo studio di questo rotolo come oggetto archeologico, concentrandosi sulle informazioni non testuali. Il testo della Bibbia smette di essere considerato come un’entità astratta e trova corpo in un manoscritto. Un corpo che presenta tutti i segni dell’interazione con gli uomini che lo hanno prodotto e ricevuto. Il progetto è realizzato in collaborazione con il museo d’Israele, che garantisce l’accesso al rotolo. La curatrice del Tempio del Libro, Hagit Maoz, partecipa alla ricerca come dottoranda.

Opportunità di Dottorato

Nel quadro degli ambiti di ricerca dell'Istituto, è possibile svolgere ricerche dottorali sia per studenti che possiedono una licenza in teologia, sia per studenti con un master in materie umanistiche.

Corpo Docente e Ricercatori di Rilievo

L'Istituto si avvale della collaborazione di esperti di fama internazionale nel campo dell'archeologia e della filologia biblica:

  • Professore Marcello Fidanzio: Professore di Ambiente Biblico alla Facoltà di Teologia di Lugano e direttore dell’Istituto di Cultura e Archeologia delle Terre Bibliche. È anche chercheur associé all’École biblique et archéologique française di Gerusalemme, dove dirige il programma di pubblicazione degli scavi archeologici alle grotte di Qumran.
  • Archeologo dello Studium Biblicum Franciscanum: Professore di Archeologia cristiana allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e direttore del Museo archeologico della Flagellazione (Terra Sancta Museum). Ha partecipato a numerosi scavi in Israele e Giordania.
  • Professore dell’Università Bar-Ilan e St. Michael’s College: Archeologo, è stato District Archaeologist di Gerusalemme. Oggi insegna all’Istituto di Cultura e Archeologia delle Terre Bibliche della Facoltà di Teologia di Lugano. Ha partecipato a numerose campagne di scavo in Israele e ha diretto gli scavi del Western Wall Tunnel. È autore, tra gli altri, del best seller "Atlante di Gerusalemme" per il quale ha ricevuto il premio “Ish-Shalom” nel settore dello studio della terra d’Israele.
  • Archeologo della Israel Antiquities Authority: Lavora per la Israel Antiquities Authority, dirigendo e coordinando le attività dell’Ente che si occupa degli interventi di emergenza sui siti del patrimonio culturale israeliano. Ha partecipato a numerosi scavi in Israele e diretto insieme ad Amos Kloner gli scavi a Bet Guvrin.
  • Archeologo dell’Israel Museum di Gerusalemme: Curatore capo di Archeologia e curatore di Numismatica dell’Israel Museum di Gerusalemme, oltre che direttore della sezione gerosolimitana della Società Israeliana di Numismatica. Le sue principali aree di ricerca riguardano la monetazione del tardo periodo Persiano, ma ha lavorato anche sulla monetazione ellenistica, romana, bizantina, islamica, crociata e moderna.
  • Archeologo dell’Università Ebraica di Gerusalemme: Direttore dell’Istituto di Archeologia dell’Università Ebraica di Gerusalemme. È specializzato in archeologia di epoca ellenistica, romana e bizantina in Israele. Ha lavorato sul campo, soprattutto in Galilea, per quasi trent’anni.
  • Archeologa dell’Università di North Carolina a Chapel Hill: “Kenan Distinguished Professor for Teaching Excellence in Early Judaism”. È stata presidente dell’Archaeological Institute of America ed è membro dell’American Academy of Arts and Sciences. Le sue pubblicazioni hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti; tra gli altri, il libro "The Archaeology of Qumran and the Dead Sea Scrolls" è stato premiato come “Best Popular Book in Archaeology” dalla Biblical Archaeology Society. Ha partecipato a numerosi scavi in Israele e in Grecia.
  • Archeologa classica della Hebrew University of Jerusalem: Specializzata in arte e architettura ellenistica e romana del Levante meridionale, dirige il settore di archeologia classica alla Hebrew University of Jerusalem.
  • Epigrafista dell’École biblique et archéologique française di Gerusalemme: Directeur de recherche emerito al Centre national de la recherche scientifique e professore emerito all’École biblique et archéologique française di Gerusalemme. Ha pubblicato diversi volumi nella serie "Discoveries in the Judaean Desert", editio princeps dei rotoli del Mar Morto. È stato direttore della “Revue de Qumrân” e ha ricevuto il “Premio Charles Clermont-Ganneau” per l’epigrafia semitica dall’Académie des Inscriptions et Belles Lettres.
  • Filologo della Hebrew University di Gerusalemme: “J. L. Magnes Professor of Bible” emerito alla Hebrew University di Gerusalemme. È membro della Israel Academy of Science, Corresponding Fellow della British Academy e membro dell’American Academy of Arts and Sciences. È stato Editor-in-Chief del Dead Sea Scrolls Publication Project e ha ricevuto numerosi premi per le sue ricerche, tra cui l’“Humboldt Research Prize”, l’“Emet Prize in Biblical Research”, e l’“Israel Prize”.

L'Archeologia in Ticino e l'Impegno Divulgativo

Il mondo dell’archeologia in Ticino è molto attivo, come ben evidenziato dal Professor Marcello Fidanzio. Sul territorio esistono aree di rilevanza archeologica molto estese, le associazioni di categoria e gli eventi pubblici suscitano grande interesse.

«Attualmente il Canton Ticino ha archeologi di grande valore che hanno raggiunto posizioni apicali», afferma il Professor Fidanzio. «Penso per esempio ad Andrea Bignasca, direttore dell’Antiken Museum di Basilea e della rivista “Quaderni Ticinesi di Numismatica e Antichità Classiche”, oppure a Simonetta Biaggio-Simona, capo dell’Ufficio dei beni culturali del Cantone. Ci sono poi diversi studiosi della generazione più giovane che hanno completato o portano avanti studi di valore. Il limite sta nel fatto che la formazione universitaria si svolge altrove.»

Un esempio dell'impegno internazionale dell'Istituto è il programma estivo: «Abbiamo un programma estivo di archeologia a Gerusalemme che ha come punto di forza la docenza di archeologi esponenti di diverse scuole, confessioni, appartenenze politiche. Dodici università mandano ogni estate i loro studenti e il corso è riconosciuto nei loro programmi accademici.»

L'Istituto mostra anche un forte impegno nella divulgazione scientifica. Il Professor Fidanzio osserva: «Il rischio per chi lavora in università è chiudersi nella bolla degli addetti ai lavori. In Ticino la mia esperienza è quella di un uditorio molto ricettivo. Ogni volta che abbiamo proposto iniziative di divulgazione i numeri sono stati sempre alti e in crescendo, e così l’interesse. Ho ancora vive le emozioni dell’ultimo evento prima della pandemia, il 4 febbraio del 2020, quando abbiamo dedicato una mezza giornata alla presentazione dei nostri lavori su Qumran usando linguaggi diversi: l’esperienza immersiva nelle grotte (insieme con l’Accademia di architettura dell’USI a Mendrisio), un nuovo documentario, una tavola rotonda con protagonisti della ricerca internazionale. L’auditorium dell’Università scoppiava di gente (in piedi, seduta anche sui gradini…) e fino a tarda notte ci è stato chiesto di continuare a replicare il documentario.»

L'Associazione Archeologica Ticinese (AAT) è un altro esempio di vivacità culturale. «L’AAT è oggetto della mia ammirazione. Sembra che neanche a Parigi le iniziative di un’associazione analoga raggiungano i numeri di quella presente in Ticino. Ma non è solo questione di numeri: le interazioni mostrano la qualità della partecipazione. Noi sappiamo che uno degli impegni dell’università è la cosiddetta terza missione. In un contesto in cui l’università in Ticino muove solo di recente i primi passi verso l’archeologia, la terza missione è già ampiamente compiuta.»

Un'altra realtà preziosa nell'ambito della ricerca è la rivista scientifica “Quaderni ticinesi di Numismatica e Antichità Classiche”, che quest'anno ha raggiunto i cinquant’anni di pubblicazioni.

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