La Diocesi di Cremona ha mantenuto negli anni un forte impegno missionario, in particolare attraverso il "Progetto Bahia", che la lega alla diocesi brasiliana di Salvador de Bahia. Questa iniziativa ha visto la presenza di sacerdoti e laici "fidei donum" cremonesi, impegnati in diverse attività pastorali e di solidarietà. Tuttavia, un recente annuncio ha segnato un importante cambiamento per la comunità cremonese in Brasile.
La Missione a Salvador de Bahia: Tra Volti Nuovi e Annunci di Cambiamento
È passato poco più di un anno dalla partenza di tre preti ambrosiani in missione per il Brasile: don Andrea Perego, che si è stabilito a Salvador de Bahia e collabora con il parroco don Davide Ferretti, sacerdote della Diocesi di Cremona già presente da anni; don Walter Cazzaniga e don Davide Chiaramella invece risiedono a Macapà. Per la prima volta, l'arcivescovo Mario Delpini ha visitato questi missionari, dal 26 dicembre al 3 gennaio, accompagnato da don Maurizio Zago, responsabile della Pastorale missionaria della Diocesi.
«Trattandosi di missioni aperte da poco, sarà un viaggio più importante di altri», ha spiegato Zago. Delpini ha incontrato i "suoi" sacerdoti e le comunità in cui vivono, ascoltando la loro esperienza di missione in contesti molto diversi tra loro e con uno sguardo al futuro.
La Parrocchia Gesù Cristo Risorto e le sue Opere

«Il territorio della parrocchia è molto circoscritto, ha un confine definito e un’alta concentrazione di popolazione», ha spiegato don Zago. Salvador è una grande città con le sue contraddizioni: una parte residenziale molto bella e frequentata da turisti, l'altra assai vasta costituita da favelas. È prevista anche la visita alle opere educative della parrocchia, simili a quelle italiane, e l'incontro tra i vicoli con le famiglie più attive della comunità.
In questo contesto, la parrocchia Gesù Cristo Risorto di Salvador de Bahia ha vissuto una domenica particolare il 30 novembre, con la celebrazione di Battesimi e Cresime in un clima di festa, mescolata alla tristezza per l'annuncio di un distacco, ma nel segno della riconoscenza per quanto la Chiesa cremonese ha dato alla comunità.
Il Ruolo di Don Davide Ferretti e Gloria Manfredini
Proprio durante l’Eucaristia domenicale, il vescovo Antonio Napolioni (in visita dal 25 novembre al 2 dicembre alla parrocchia brasiliana insieme a don Umberto Zanaboni, incaricato diocesano per la Pastorale missionaria) ha comunicato che all’inizio del 2026 terminerà la presenza dei “fidei donum” cremonesi don Davide Ferretti e Gloria Manfredini, che rientreranno in Italia lasciando la guida della parrocchia al clero della Chiesa locale.
«Lo so che questo fa male, che c’è un dispiacere: per voi, per don Davide e per tutti noi», ha detto il vescovo Napolioni nell’omelia. Ha proseguito: «Chiedo a tutta la comunità di vivere questo Avvento, il Natale e il mese della “Colonia de ferias” (l’equivalente del Grest cremonese, ndr) con tanto entusiasmo, gratitudine e fiducia, perché sia un grande passaggio di crescita per tutti e l’avvento del Signore si manifesti anche attraverso ciascuno di noi. Noi della Chiesa di Cremona non vi dimenticheremo e vi saremo vicini in altri modi. Entro Natale sarà nominato il nuovo parroco e con ogni probabilità anche un collaboratore parrocchiale, nel segno di una piena continuità pastorale.»
Anche su richiesta dello stesso cardinale, il vescovo Napolioni ha garantito che, almeno nel periodo iniziale, continuerà il sostegno della Chiesa cremonese ai progetti avviati in parrocchia. Il ricordo è andato alla sua prima visita a Salvador de Bahia, otto anni fa, quando il vescovo Napolioni volò oltreoceano per conoscere da vicino l’esperienza portata avanti dal sacerdote “fidei donum” cremonese don Emilio Bellani, iniziata con una storia legata a Comunione e Liberazione e che chiedeva di essere sostenuta nel suo sviluppo.
«Negli anni successivi - ha ricordato Napolioni - siamo riusciti a far partire don Davide perché lo affiancasse. Poi don Emilio è dovuto rientrare in Italia per motivi di salute.» E ancora: «Con questo passaggio vivrete una trasformazione importante: diventate sempre più una comunità radicata nel suo territorio, in cui i laici assumono sempre più responsabilità insieme ai propri sacerdoti. Ci avviciniamo a un Avvento e a un Natale che portano sorprese, forse più temute che attese.»
Un distacco, ma non un addio: «Noi desideriamo continuare l’amicizia tra la Chiesa di Cremona e questa Parrocchia - ha garantito il vescovo Napolioni - non più con la presenza stabile di sacerdoti e laici, ma attraverso visite e sostenendo le attività pastorali già avviate.»
Monsignor Napolioni ha poi voluto sottolineare quanto l’aiuto alla diocesi brasiliana abbia fatto bene anche alla Chiesa cremonese: «Vi ho mandato don Davide per riaverlo come un prete migliore. E così è stato! Ha imparato molto stando qui e sono certo che l’esperienza che ha vissuto in mezzo a voi sia stata molto positiva e che noi ne raccoglieremo frutti, anche in futuro.» Ai sentimenti di tristezza per il distacco si affiancano anche quelli di un certo rammarico per una Chiesa che anche a Cremona non riesce più a esprimere quell’anelito missionario così fortemente espresso in passato e testimoniato dalla vita di tanti missionari.
don Davide Ferretti
L'Annuncio Ufficiale del Nuovo Parroco
È stato il cardinale Sergio Da Rocha, arcivescovo di Salvador de Bahia e primate del Brasile, a presiedere la Messa con cui venerdì 17 settembre la parrocchia di Gesù Cristo Risorto ha salutato l’ingresso ufficiale di don Davide Ferretti come nuovo parroco, con un primo saluto a don Emilio Bellani che nelle prossime settimane lascerà il Sudamerica per tornare in diocesi a Cremona. Don Davide Ferretti è tornato in Brasile, nella sua Salvador de Bahia, dopo aver ricevuto la seconda dose di vaccino e aver partecipato a incontri in oratorio. «Diverse parrocchie - ha raccontato - mi hanno invitato durante il Grest per raccontare ai ragazzi la missione di Salvador. È sorprendente il numero di domande che mi hanno rivolto.»
La Solidarietà dell'Avvento e le Opere Sociali
Nei giorni in cui il vescovo Antonio Napolioni si trova in Brasile, in visita alla parrocchia Gesù Cristo Risorto di Salvador de Bahia, dove operano i «fidei donum» cremonesi don Davide Ferretti e Gloria Manfredini, prende ufficialmente avvio l’iniziativa di solidarietà dell’Avvento proposta dall’Ufficio missionario della Diocesi di Cremona. Un’esperienza nata dieci anni fa, subito dopo la creazione della parrocchia, rivolta allora a una ventina di bambine e che si è sviluppata nel tempo sino ad arrivare a contare oggi circa 200 partecipanti: bambine e ragazze dai 5 ai 18 anni.

Una vera e propria scommessa per la comunità parrocchiale di Salvador de Bahia: «Potrebbe sembrare strano fare un laboratorio di danza classica nel mezzo di una favela - ha raccontato Gloria Manfredini -. In realtà è importante, perché è uno spazio protetto e sicuro dove queste bambine e ragazze possono esprimere tutto loro stesse, danzando, formando un gruppo di amiche e di confidenze. E non meno importante è il fatto che le maestre, e in generale tutti gli adulti che si prendono cura di loro, dimostrano di avere su queste bambine uno sguardo diverso da quello che esse possono percepire nella propria vita di tutti i giorni, in una quotidianità passata per lo più in strada: è uno sguardo di bene che esprime fiducia in loro e nelle loro potenzialità.» In questo laboratorio non si imparano solo passi di danza, ma passi essenziali per la loro crescita.
«Ogni anno nel tempo di preparazione al Natale - ha ricordato don Umberto Zanaboni, responsabile della Pastorale missionaria della Diocesi di Cremona, in Brasile con il vescovo - la Chiesa Cremonese, attraverso l’Avvento di fraternità guarda fuori dall’Italia per venire incontro alle necessità di altre Chiese sorelle. Nel concreto sarà possibile sostenere l’iniziativa dell’Avvento di fraternità contribuendo all’acquisto di uno o più indumenti o kit per la danza: ciascuno può contribuire personalmente o promuovendo la raccolta fondi in parrocchia, a catechismo, nelle società sportive, nei gruppi o nelle associazioni. Al costo di 5 euro è possibile donare un body, oppure una calzamaglia, o una gonnellina, o un paio di scarpette da danza classica. I quattro indumenti sono riuniti nel «kit base» al costo di 20 euro. Spendendo 50 euro (kit avanzato) si potrà aggiungere anche un paio di scarpette da punta. Il «kit cultura» (70 euro) garantisce anche l’aggiunta di un libro.»
Il Contributo dei Laici: Reno Riboni e Anna Rossi
Domenica sera si è tenuto l'incontro con i coniugi Reno Riboni e Anna Rossi: entrambi originari della città del Torrazzo, dal 1992 fanno parte della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, che li ha presto portati a trascorrere la propria vita e la propria vocazione in Brasile: prima ad Araçuaì, una piccola città del Minas Gerais, dove hanno aperto le porte della loro casa a ragazze madri in difficoltà, con uno o più figli, allargando poi l’ospitalità anche a bambini, adolescenti e giovani; e dal 2011 a Salvador de Bahia, dove hanno aperto le porte della loro casa famiglia accogliendo tanti nuovi “figli”.
La Missione in Amazzonia: La Diocesi di Macapà
Nella seconda parte del viaggio (31 dicembre - 3 gennaio), monsignor Delpini si è spostato più a nord, in Amazzonia, nella Diocesi di Macapà, capitale dello Stato di Amapà sulla linea dell’equatore, dove è arrivato nella notte tra sabato e domenica. L’incontro col vescovo Pedro Josè Conti, originario di Brescia, «sarà più familiare», ha detto don Zago, perché i due si conoscono già.
«La casa in cui vivono i due fidei donum non è il centro fisico della parrocchia e la loro cappella non è neppure la più grande e frequentata, ma fanno opera di comunione con tutte.» Sorgono nelle zone rurali verso l'interno dell’Amazzonia e sono tra loro differenti per vivacità e numero di fedeli. Il 31 gennaio, ultimo giorno dell’anno, Delpini e Conti hanno celebrato la Messa in cattedrale, mentre altre funzioni sono previste in alcune cappelle. L’Arcivescovo è stato ospite dei fidei donum che lo hanno accompagnato nella «visita alla comunità del Carmelo, quello fondato da Marcello Candia, e al memoriale», ha raccontato Zago.
L'Appello alla Missionarietà e le Nuove Prospettive
La Chiesa di Cremona, nell’ambito del “Progetto Bahia” che la lega alla diocesi brasiliana di Salvador de Bahia, si prepara a condividere la collaborazione di due giovani laici che verranno inviati come missionari fidei donum. Come ricorda don Maurizio Ghilardi, incaricato diocesano per la Pastorale missionaria, a TeleRadio Cremona Cittanova, il progetto dopo l’iniziale “presenza di don Emilio Bellani (a servizio presso la parrocchia di Jesus Cristo Ressuscitado in Salvador de Bahia), ha visto un ampliamento con l’invio di don Davide Ferretti, due anni fa, al fine di generare uno scambio, favorire fratellanza e cooperazione, e comprendere ancora di più il significato della missione ecclesiale che non si esaurisce mai”. “Ora il percorso compie un nuovo passo”, prosegue don Ghilardi, spiegando che si è alla vigilia di un avvicendamento, con il ritorno definitivo in Italia di don Bellani.
I due giovani fidei donum riceveranno dal vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, il mandato missionario nel prossimo mese di ottobre, per essere inseriti nel “Progetto Bahia” proprio “come parti attive, fattive e anelli di congiunzione con la nostra diocesi”, ha aggiunto don Ghilardi, sottolineando che si tratta di “un gesto per ricevere, non un andare ad insegnare agli altri come essere Chiesa”.
La Sfida della Missione Oggi
«Tutte le chiese particolari, giovani e antiche, sono chiamate a dare e a ricevere per la missione universale e nessuna deve chiudesi in se stessa…. Esorto tutte le chiese e i pastori, i sacerdoti, i religiosi, i fedeli, ad aprirsi all’universalità della chiesa, evitando ogni forma di particolarismo, esclusivismo o sentimento di autosufficienza. Le chiese locali, pur radicate nel loro popolo e nella loro cultura, debbono tuttavia mantenere in concreto questo senso universalistico della fede, dando cioè e ricevendo dalle altre chiese doni spirituali esperienze pastorali, di primo annunzio e di evangelizzazione, personale apostolico e mezzi materiali. Infatti, la tendenza a chiudersi può esser forte: le chiese antiche, impegnate per la nuova evangelizzazione, pensano che ormai la missione debbono svolgerla in casa e rischiano di frenare lo slancio verso il mondo non cristiano, concedendo a malincuore le vocazioni agli istituti missionari, alle congregazioni religiose, alle altre chiese.»
A distanza di tempo, l’appello alla missionarietà non è meno attuale. L’attualità potrebbe indurci a considerare il nostro come un tempo in cui annunciare ed evangelizzare sia ormai un fatto sterile, vivendo la grande tentazione di chiudere ulteriormente il nostro sguardo solo su ciò che esiste, ciò che garantisce la nostra vita di comunità cristiane di antica tradizione. La Chiesa esiste per evangelizzare; sì, ma quale Chiesa? L’immagine di Chiesa infatti non è secondaria. Non si può ergere a paradigma una Chiesa autoreferenziale, preoccupata di auto-conservarsi. La scelta di alcune cooperazioni “strategiche” per la diocesi non esclude affatto la varietà di attività pro-missioni che singole parrocchie o altre realtà portano avanti con passione e frutto. La partenza di presbiteri fidei-donum è fruttuosa quando è preparata, accompagnata, verificata con l’ausilio delle competenze disponibili nella Chiesa italiana e diocesana.
Il primo concreto segno di tale impegno alla cooperazione sarà l’invio di un secondo sacerdote fidei-donum, con convenzione triennale rinnovabile, seguendo le indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana, contenute nella Convenzione fidei-donum (preti e laici). Contestualmente, si aggiornerà con l’aiuto di don Bellani il progetto di servizio pastorale (secondo le indicazioni della Chiesa locale), con l’attenzione a creare un cantiere di solidarietà per facilitare le esperienze laiche (di singoli, gruppi di giovani o famiglie).
La Vita Quotidiana in Brasile
È finito anche il mese di agosto. Agosto in Brasile vuol dire pieno inverno. Normalmente vuol dire “freddo”, minima 21 gradi e massima 30 (vi assicuro che 21 gradi per loro è molto freddo). Il virus sembra sotto controllo (ma non urliamo). La vaccinazione procede spedita. Sono riprese le scuole, anche se non tutte e comunque sempre in modo ridotto e a giorni alterni; è un piccolo segnale. Quasi due anni senza scuola, vi assicuro che qui si fanno sentire e molto. La catechesi sta accompagnando alcuni gruppi versi i sacramenti. In settembre alcuni adulti e ragazzi riceveranno il battesimo e dopo qualche settimana ci saranno le prime comunioni. Abbiamo ripreso anche la catechesi dei bambini più piccoli e di un gruppetto di ragazzi delle medie. L’attività del balletto ha ripreso alla grande dopo una breve sosta in luglio; adesso le ragazze che frequentano sono circa 130. Agosto è servito anche per cominciare a preparare alcuni avvenimenti importanti per la nostra parrocchia: in settembre don Emilio rientrerà in Italia, in ottobre le feste di S. Francesco e di N.S. Agosto è anche il mese delle vocazioni e ogni domenica si prega per una vocazione differente. Tra queste c’è la vocazione ad essere papà (seconda domenica del mese). Ci aspetta un mese di settembre intenso. Lo affidiamo alle mani sapienti del Signore che certamente saprà come guidarci.
La Diocesi di Cremona: Storia e Caratteristiche

La Diocesi di Cremona (in latino: *Dioecesis Cremonensis*) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Milano, appartenente alla regione ecclesiastica Lombardia. Nel 2023 contava 312.000 battezzati su 360.429 abitanti. La diocesi comprende l'area orientale della provincia di Cremona sino a Casalmaggiore e il territorio collocato tra i fiumi Oglio e Po in provincia di Mantova, ossia la zona di Viadana, eccetto la frazione di Cizzolo (Viadana) che appartiene alla diocesi di Mantova. La diocesi fu eretta nel IV secolo. Originariamente era suffraganea dell'arcidiocesi di Milano.
Vescovi Illustri e il Capitolo della Cattedrale
Il primo vescovo di cui si abbiano notizie è Stefano. Liutprando, nella seconda metà del X secolo, fu probabilmente il vescovo più famoso dell'epoca medievale. Fu un celebre diplomatico e cronista e si impegnò in una difficile missione a Costantinopoli. Il vescovo Sicardo, all'inizio del XIII secolo, prese parte alle Crociate. Fu anche un fervoroso promotore del culto di sant'Omobono, che morto a Cremona il 15 novembre 1197 ebbe dalla Santa Sede l'approvazione del culto già il 12 gennaio 1198 con una bolla di papa Innocenzo III. Sant'Omobono è il patrono principale della diocesi. Anche Sicardo lasciò ai posteri una cronaca. Nella seconda metà del XV secolo e all'inizio del secolo successivo Cremona fu travagliata da guerre.
Nella cattedrale è presente il per-insigne Capitolo, denominato ufficialmente "Capitolo dei Canonici della Beata Vergine Assunta nella Chiesa Cattedrale di Cremona", il più antico e illustre collegio della città. Tanti i poteri, le proprietà e i privilegi appartenuti nella storia al Capitolo, i cui membri, solitamente cadetti del patriziato, nel IX secolo sono chiamati "fratelli canonici" o "cardinali della Santa Chiesa cremonese". I canonici, che oggi hanno conservato il titolo di monsignore e con la facoltà di indossare la mozzetta violacea, hanno sempre esercitato un rilevante ruolo nel governo della diocesi, con la facoltà di elezione dei vescovi (fino alle bolle in contrario di papa Bonifacio VIII). Oggi hanno perso tutta questa rilevanza, compresa la nomina dell'amministratore diocesano in sede vacante e l'esame delle pratiche amministrative di maggior importanza, attualmente demandato al Collegio dei Consultori.