Borgo alla Collina: Storia, Cultura e Vita Comunitaria

In una posizione privilegiata sul crinale di un colle, tra la Valle dell’Arno e quella del Solano, sorge Borgo alla Collina. Questo suggestivo villaggio, nel Valdarno casentinese, è stato descritto da E. Repetti come un luogo “posto su amenissimo colle, forse il più caratteristico del Casentino”.

Le Origini e la Fisionomia Medievale

Di proprietà di un ramo della famiglia dei Conti Guidi di San Niccolò, Borgo alla Collina governava sul territorio circostante. Il "borghetto", di notevole interesse, ha conservato la propria fisionomia medievale con le viuzze che si intrecciano e la struttura delle abitazioni, unite le une alle altre.

Il Castello: Sentinella del Tempo

Protagonista del centro storico è il Castello, datato tra l’XI e il XII secolo. La sua torre quadrata di avvistamento è sopravvissuta allo scorrere del tempo, mentre il corpo centrale, danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale, è stato oggetto di restauri. Delle antiche mura è rimasta intatta una porzione rivolta verso est, dove si trova l’unica porta ancora in piedi delle quattro originarie, la Porta Orgi. Questa porta è così chiamata perché da qui comincia un percorso che conduce all’Oratorio di Sant’Agata di Orgi.

Mappa storica o ricostruzione del borgo medievale di Borgo alla Collina

Storia della Signoria e Passaggi di Proprietà

Borgo alla Collina fu signoria dei conti Guidi del ramo di Battifolle e di Poppi, cui apparteneva il conte Roberto, amico del Petrarca. Egli assegnò in dote il villaggio, con le sue giurisdizioni e il distretto, alla figlia contessa Elisabetta, moglie di Giovanni di Cante Gabrielli da Gubbio.

Dalla Repubblica Fiorentina ai Landino e oltre

La contessa Elisabetta, come riferisce un atto pubblico del 1392, pose sotto “l’accomandigia” della Repubblica Fiorentina se stessa e Borgo alla Collina, con l’obbligo di cederlo al Comune di Firenze alla sua morte. La morte avvenne nel 1441, e il comune di Firenze donò il castello a Cristoforo Landino come premio per i suoi servigi.

I passaggi di proprietà del castello nei periodi successivi sono complessi. Sappiamo che all'inizio del 1700 apparteneva alla famiglia Bassi, dalla quale nel 1736 passò, a seguito di un matrimonio, alla famiglia Gatteschi. Sempre a seguito di un matrimonio, nel 1850, passò alla famiglia Nardi di Pratovecchio. Nelle divisioni patrimoniali, il palazzo toccò a Elisa Nardi, che andata in sposa il 19 giugno 1884 a Giuseppe Pauer, lo fece divenire una delle importanti dimore della nuova famiglia. Tanto che nel 1895 i Pauer d’Ankerfeld vi ricevettero il Re d'Italia.

Giuseppe Pauer fu segretario generale della prefettura dell'Arno con i francesi e nel 1844 assunse anche, per un certo periodo, la direzione della Segreteria di Stato con il granduca. A seguito della morte del figlio di Elisa, il castello, con gli altri beni, passò nuovamente alla famiglia Nardi, fino ad arrivare, attualmente, al demanio che lo ha concesso in affitto all’Accademia Casentinese, che ne ha fatto la sua sede. Queste annotazioni sono riprese dal "Dizionario Storico della Toscana" di E. Repetti e dalla "Storia e statuti della Comunità di Borgo alla Collina dal 1356 al 1738" a cura di Mario Agostini.

L'Accademia Casentinese: Un Focolaio Culturale

La casa del Landino, divenuta nel tempo proprietà demaniale e restaurata dopo le rovine provocate dalla Seconda Guerra Mondiale, è stata eletta a sede dell'Accademia Casentinese di Lettere-Arti-Scienze ed Economia.

Storia e Rifondazione

Durante le indagini per l'aggiornamento della Guida del Casentino di Carlo Beni, il notaio Vettori venne in possesso degli atti di un’Accademia Casentinese operante nell'alto Casentino dal 1836 al 1847. La sua ricostituzione è avvenuta nel 1967 con atto rogato dal dottor Massimo Taiti, notaio in Bibbiena. Il primo presidente fu l’avvocato Dante Ricci, penalista e umanista, affiancato dall’ingegner Piero Focacci, dal conte ammiraglio Luca Goretti De’Flamini e dal notaio Giulio Vettori.

Nel 1978 divenne presidente il professor Vittorio Vettori, scrittore critico e letterario, a cui è succeduta e tuttora in carica la Prof.ssa Lara Vannini. L'Accademia Casentinese rappresenta un luogo molto prestigioso per la diffusione della cultura, compresa quella dantesca, e non si è mai fermata, tenendo regolarmente incontri virtuali.

Interni della sede dell'Accademia Casentinese o un ritratto di Cristoforo Landino

L'Associazione "ASD il Borgo": Spirito Comunitario e Progetti

A Borgo alla Collina è sempre esistito un forte spirito identitario. I "ragazzi" delle generazioni locali sono cresciuti in famiglie dove le tradizioni paesane sono sempre state al centro della quotidianità. Questo ha creato non solo un forte attaccamento al territorio, ma ha scandito la vita con una ritualità antica fatta di amore per le feste e i momenti comunitari, cementando un forte attaccamento al paese e a tutta la vallata casentinese.

La Nascita di "ASD il Borgo"

Circa due anni fa, prima dell’inizio della pandemia, i soci dell’allora Proloco e quelli dell’Associazione Arci Polisportiva decisero di fondersi e dare vita ad un’unica associazione che avrebbe fatto da portavoce alle singole realtà. Si costituirono in associazione, dandosi il nome di “ASD il Borgo”, e fu nominato Presidente. Questa associazione nacque principalmente per continuare a dare un servizio alle persone e per coinvolgere gli abitanti in progetti che riguardassero la vita della comunità e opere di riqualificazione del paese.

Un'Eredità di Risorse e Impegno

Dalla Proloco l'associazione ha ricevuto in "eredità" molte dotazioni materiali come tavoli, sedie e gli arredi necessari alla vita comunitaria. Questo è stato di grande aiuto perché le associazioni senza scopo di lucro, come "ASD il Borgo", reinvestono ciò che guadagnano attraverso gli eventi comunitari esclusivamente a favore del paese. Avere già una base di partenza ha permesso di non dover affrontare spese onerose per i beni materiali.

Dall’Associazione Polisportiva è stata "ereditata" la gestione del campo sportivo e una struttura con cucina e sala cerimonie, che rappresentano importanti centri di aggregazione per i ragazzi, considerando che vi si allenano ben tre squadre. L'associazione ha ristrutturato la cucina, il salone e gli spogliatoi, oltre ad affrontare opere di mantenimento delle aree ambientali, come la messa in sicurezza dello spazio verde confinante il campo sportivo. In questa occasione, per coinvolgere ancora di più i paesani, è stata promossa una simpatica iniziativa: chi voleva avrebbe potuto donare una pianta alla "nuova area verde".

Foto del campo sportivo o del salone ristrutturato dalla comunità

Il Volontariato: Motore dell'Associazione

L’Associazione “ASD il Borgo” è interamente su base volontaria. Il motore che anima il lavoro è l’amore per il paese e un sentimento di altruismo verso il prossimo. Qualsiasi lavoro pratico è da ricondursi alla manualità dei liberi professionisti che si sono prestati volontariamente a favore della collettività. Esiste chiaramente all’interno dell’Associazione una struttura organizzativa, ma serve esclusivamente a gestire al meglio le risorse presenti e le attività che si intendono realizzare. Per questo vengono ringraziati tutti i volontari che si operano a dare una mano, senza i quali nulla sarebbe realizzabile.

Progetti e Opere Realizzate

L'associazione si è dedicata al campo sportivo e alle sue pertinenze, ha previsto e realizzato un’area di sgambamento per i cani e ha curato le aree verdi dove sono i giardini pubblici. Inoltre, piazza Cristoforo Landino è stata abbellita da un’opera donata dalla famiglia Carletti, una nota famiglia di scalpellini locali. L’opera in questione è una scultura che ritrae un leone, ed è proprio il leone il simbolo del logo dell'associazione. Come è noto, la Pietra lavorata è un emblema di Strada in Casentino, testimonianza dell’antico lavoro degli scalpellini.

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Tradizioni e Eventi della Comunità

Borgo alla Collina tiene molto alle proprie tradizioni e soprattutto al fatto che esse possano essere tramandate alle generazioni future. Anche la nascita dell'associazione, scaturita dalla fusione di entità preesistenti, dimostra come la vita sia sempre legata alle scelte dei predecessori e come sia importante non dimenticare mai la storia del proprio passato, utilizzando al meglio ciò che esiste già.

Iniziative Durante la Pandemia

Poiché la pandemia è stata un duro banco di prova per tutti, un momento di grande dolore e sofferenza, e di allentamento dei rapporti sociali, l'associazione ha pensato di non lasciare sole le persone e soprattutto i bambini. Per questo, lo scorso Natale, sempre nel pieno rispetto delle normative vigenti, sono state realizzate decorazioni per abbellire il paese e sono state promosse iniziative che coinvolgessero i più piccoli.

Eventi Tradizionali e Futuri

Al momento è difficile pianificare la prossima estate a causa delle limitazioni pandemiche. Nonostante ciò, se dovessero allentare le restrizioni, l'associazione è pronta a ripartire anche con semplici iniziative in un’ottica di socializzazione e condivisione delle tradizioni paesane. Negli anni passati un tipico evento che non mancava mai nel calendario era la “cena della sporta”, una cena allestita all’aperto in cui ogni partecipante portava qualcosa da mangiare da condividere con gli altri. È molto strano pensare che ritualità semplici e quasi scontate oggi debbano fare i conti con un'emergenza mondiale, e questo rende ancora più consapevoli dell’importanza delle relazioni e di quei gesti quotidiani che oggi sono desiderati più di ogni altra cosa al mondo.

Dal 1995 la Polisportiva di Borgo alla Collina organizza al Campo Sport i tradizionali riti e festeggiamenti legati all’Antica Battitura del Grano. La manifestazione, divenuta ormai un appuntamento fisso per tutto il Casentino, ha luogo ogni primo sabato e domenica del mese di agosto. La festa vede gli uomini impegnati a "battere" il grano con un’antica trebbiatrice, mentre le donne cucinano i piatti che erano anticamente preparati in quest’occasione di festa e di ritrovo fra vicini e paesani. La classica "Cena sull’aia" consente di assaggiare un’ampia varietà di piatti legati alla tradizione toscana della trebbiatura, fra cui il famoso "ocio", vera prelibatezza, oggi quasi scomparso dalle tavole. Al termine non mancherà il ballo con le musiche vecchie e nuove.

Foto storica o contemporanea della

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