La Bibbia di Borso d’Este: capolavoro del Rinascimento

La Bibbia di Borso d’Este rappresenta uno dei massimi capolavori dell'arte rinascimentale italiana. Realizzata tra il 1455 e il 1461, l'opera incarna una fusione mirabile tra fede e bellezza, potere e cultura, testimoniando lo splendore della corte estense e la munificenza del Duca Borso d'Este.

Illustrazione storica della Bibbia di Borso d'Este con i dettagli delle miniature rinascimentali.

Storia e realizzazione dell'opera

Commissionata da Borso d’Este, la Bibbia fu il frutto del lavoro di una squadra di maestri d'eccezione. Tra i protagonisti spiccano i due miniatori principali, Taddeo Crivelli e Franco de’ Russi, affiancati dalla loro scuola, dal calligrafo milanese Pietro Paolo Marone e dal conciatore delle pergamene, il bolognese Giovanni della Badia.

Il mecenate lombardo rimarcò l'antitesi tra il «lavoro immenso» richiesto dalla complessità del codice e il «breve tempo» impiegato per compierlo: poco più di un lustro. L'opera segna un momento di svolta nella storia dell'illustrazione libraria, dove il linguaggio della Rinascenza, con la sua nuova razionalità prospettica di matrice toscana, si fonde con la meticolosa attenzione al vero tipica dell'arte fiamminga.

Caratteristiche artistiche e materiali

Il manoscritto, conservato presso la Biblioteca Estense Universitaria di Modena (Mss. Lat. 422 e Lat. 423), si distingue per la straordinaria ricchezza iconografica:

  • Miniature: presenti in ogni carta, sia sul recto che sul verso, includono iniziali istoriate, bordure e medaglioni.
  • Decorazioni: fregi impreziositi da motivi mitologici, animalistici e araldici, fulgidi di colori e oro.
  • Legatura: originariamente eseguita da Gregorio da Gasparino in velluto cremisi con borchie d’argento dorato. Treccani informa che, sebbene nel 1775 la legatura originale sia stata sostituita con una in pelle, le borchie originali conservate furono riprodotte fedelmente.
Schema tecnico che mostra il processo di miniatura e la struttura del codice rinascimentale.

Il ruolo di Treccani e la diffusione del sapere

Il legame tra la Bibbia di Borso d’Este e l'Istituto della Enciclopedia Italiana è profondo. Nel 1923, il senatore Giovanni Treccani acquistò il manoscritto a un'asta a Parigi, donandolo poi alla nazione. Questo gesto di filantropia ha permesso di preservare e far conoscere un tesoro che continua a illuminare la storia italiana ed europea.

In occasione del Giubileo 2025 e del centenario dell'Istituto, Treccani ha pubblicato un volume celebrativo che accompagna la mostra ospitata presso la Sala Capitolare del Senato della Repubblica. L'impegno editoriale di Treccani prosegue oggi attraverso Treccani Arte, che consolida il ruolo dell'istituto nel panorama culturale internazionale, curando percorsi iconografici e la costruzione visiva del libro con un'attenzione progettuale che spazia dall'arte contemporanea alla storia.

La vera storia della Bibbia di Borso d'Este raccontata da Martino d'Austria-Este

Celebrazioni e mostre

Dal 14 novembre 2025 al 16 gennaio 2026, il pubblico ha l'opportunità straordinaria di ammirare l'opera originale presso la Sala Capitolare del Senato, in Piazza della Minerva a Roma. Per celebrare tale evento, è stata pubblicata una tiratura speciale delle memorie inedite di Giovanni Treccani, intitolata Nel cammino della mia vita, un volume di quasi mille pagine che racconta la straordinaria storia del mecenate che restituì il capolavoro all'Italia.

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