L'Abbazia di Santa Maria in Castagnola è un complesso abbaziale situato a Chiaravalle, in provincia di Ancona. Fondata nel XII secolo, rappresenta un pregevole capitolo dell'architettura romanica e gotica in Italia.
La fondazione dell'abbazia risale al 1147, ad opera di monaci cistercensi, probabilmente provenienti dall'abbazia di Chiaravalle Milanese o dall'Abbazia di Santa Maria di Lucedio a Vercelli. I monaci intrapresero un'opera di bonifica della zona, mettendo a coltura il terreno circostante, precedentemente occupato da un fitto bosco noto come "selva di castagnola".
Già nel 1172 l'abbazia era completata e consacrata, come attestato da una lapide conservata nell'edificio principale. Il complesso monastico crebbe rapidamente in importanza: nel 1248 contava quaranta monaci, oltre a un numero considerevole di conversi e novizi.
Nel 1408, per volere di Papa Gregorio XII, l'abbazia passò sotto amministrazione commendataria, un sistema che prevedeva la gestione da parte di figure esterne, spesso a discapito dei guadagni del monastero. Nei decenni successivi, si accesero conflitti tra il comune di Jesi e la Repubblica di Ancona per il possesso del territorio circostante, motivati dalla volontà di Jesi di ottenere uno sbocco sul mare, dato che Ancona controllava i castelli vicini.
Nel 1440, Papa Eugenio IV incaricò il vescovo di Senigallia di risolvere la disputa, che portò all'assegnazione dell'abbazia alla Repubblica di Ancona. Dal 1440 Chiaravalle divenne parte dei territori della repubblica, che concesse autonomia al centro religioso. Tuttavia, questo periodo vide un aggravamento degli effetti della commenda. Di conseguenza, nel 1499, i cistercensi abbandonarono il monastero e si ritirarono in Francia.
Un momento cruciale per l'economia dell'abbazia, ormai in declino, si verificò nel 1759, quando l'abate commendatario Corsini autorizzò la coltivazione del tabacco e la fondazione della Manifattura Tabacchi. Questa iniziativa non solo contribuì al risanamento economico dell'abbazia, ma anche al consolidamento di Chiaravalle come centro urbanistico, organizzato sotto l'amministrazione di Corsini.
Nel 1797, il governo napoleonico procedette al primo esproprio dei beni monastici, affidandoli alla gestione di Eugenio di Beauharnais. Un secondo esproprio avvenne nel 1860 ad opera del Regno d'Italia, impoverendo ulteriormente la comunità monastica.
Architettura dell'Abbazia
L'architettura della chiesa dell'Abbazia di Santa Maria in Castagnola riflette le caratteristiche tipiche degli edifici cistercensi, con una particolare enfasi sull'interno.
Esterno
Esternamente, l'abbazia è realizzata quasi interamente in mattoni, con un uso limitato di elementi in pietra. La facciata, ampia e bassa, è suddivisa in tre ordini:
- Il registro inferiore presenta un porticato con massicci pilastri in laterizio, le cui arcate sono chiuse da cancellate in ferro. Il portico è coperto da un semplice tetto a spiovente.
- Il secondo ordine, centrale, è dominato da un grande rosone circolare, elemento distintivo dell'architettura gotica.
- Un cornicione decorato con archetti in cotto separa la fascia del rosone dall'ultimo ordine, costituito da un grande timpano triangolare con una bifora al centro.
Il lato sinistro della chiesa è caratterizzato da una serie di contrafforti che emergono dalla struttura "a scala" della navata laterale, più bassa rispetto alla navata centrale. I contrafforti sono intervallati da monofore che si aprono sia sulla parete della navata laterale che sull'alzato della navata centrale. Emerge inoltre il corpo sinistro del transetto.
Sul margine dell'intersezione tra navata e transetto si erge il campanile, di fattura semplice, anch'esso in cotto e con copertura piramidale.
Sul lato destro della chiesa si affaccia il chiostro dell'abbazia, anch'esso in laterizio ma di fattura posteriore. L'ambiente, di forma quadrata, è composto da un corridoio ad anello che circonda un piazzale centrale, separati da un colonnato. Questo colonnato è costituito da una serie di arcate a tutto sesto su pilastri di una variazione stilizzata dell'ordine dorico. Il camminamento porticato è coperto internamente da volte a crociera.

Interno
Internamente, la chiesa presenta una pianta a croce latina con tre navate: una centrale più larga e alta e due laterali minori. L'aspetto generale e l'impostazione degli alzati rispecchiano fedelmente i caratteri dell'architettura romanica, pur integrando dettagli di gusto gotico.
Partendo dalla base della navata centrale, si osserva una serie di pilastri a fascio da cui si dipartono archi a sesto acuto che scandiscono il colonnato divisorio con le navate laterali. Più in alto, i pilastri si suddividono ulteriormente: il corpo centrale si piega formando un grande arcone a sesto acuto, mentre i fasci laterali si trasformano in sottili ghiere che diventano i costoloni delle volte a crociera di copertura. Questa ritmata successione di arconi e volte a crociera copre l'intera navata centrale.
I capitelli dei pilastri sono realizzati in pietra, mentre il resto della struttura è in cotto. Il cotto è lasciato a vista solo sui pilastri e nelle cornici; tutte le altre superfici sono intonacate di bianco, accentuando l'aspetto romanico dell'ambiente.

Il Territorio e il Contesto di Chiaravalle
Chiaravalle sorge nella bassa Valle del fiume Esino, a ridosso del fiume e a circa 6 chilometri dal litorale adriatico. La sua storia è intrinsecamente legata a quella dell'Abbazia, che costituisce uno degli esempi più significativi di architettura cistercense in Italia.
Il legame tra l'abbazia e la comunità locale si rafforzò ulteriormente nel Settecento con l'avvio di un'importante attività di lavorazione del tabacco. Nel 1759, sotto l'abate commendatario cardinal Neri Maria Corsini, nacque la Manifattura Tabacchi, che divenne un centro propulsore dell'attività industriale e fonte di ricchezza per il territorio. In questo periodo, Chiaravalle iniziò a svilupparsi come centro in qualche modo autonomo dall'abbazia.
La fabbrica di tabacchi raggiunse il suo apice nel XIX secolo, diventando un punto di riferimento economico e un emblema dell'operosità cittadina, grazie soprattutto al lavoro delle "sigaraie", le operaie impiegate nella manifattura.
Chiaravalle è anche la città natale di Maria Montessori, la celebre educatrice e pedagogista. La sua casa natale è oggi sede di un centro studi dedicato alla sua figura, gestito dalla Fondazione Montessori, che include una biblioteca montessoriana e pedagogica. La casa è inserita nel circuito delle "case della memoria".
Tra le altre attrazioni di Chiaravalle figurano il Teatro Comunale del XIX secolo, restaurato nel 1997, con una sala a ferro di cavallo e decorazioni mitologiche sulla volta, e il Parco della Pace, un'area verde dove è possibile osservare pavoni, anatre e altri animali.
Per quanto riguarda la conservazione dell'Abbazia, uno dei problemi più seri è l'emersione delle falde acquifere, che causano forte umidità. Questo fenomeno provoca la risalita dell'umidità, lo sfaldamento dei paramenti murari e degli intonaci, nonché la spaccatura dei muri a causa dei movimenti del terreno. Le indagini sui materiali hanno rivelato una situazione eterogenea, dovuta alle molteplici modifiche subite dall'edificio nel corso dei secoli.
Durante scavi per risolvere i problemi di umidità, sono affiorate diverse vasche, la cui funzione non è ancora chiara, e parti di vasche probabilmente di decantazione, oltre a tramogge con filtri per i prodotti della macinazione, suggerendo la presenza di molteplici impianti nel tempo. Sono stati rinvenuti anche perni filettati piombati in grossi blocchi di pietra che formavano la platea operativa.
Il corpo est dell'edificio, probabilmente risalente al XV secolo, era utilizzato come casa del mugnaio. Sono state ritrovate stratificazioni di pavimentazioni e canaletti in cotto che trasportavano l'acqua dal fossato ai locali del mulino, al refettorio, alle cucine e ai locali di servizio. La particolarità di questo mulino risiede nella trasmissione verticale, a differenza della maggior parte dei mulini che la hanno laterale. I solai lignei, deteriorati e precari, rappresentavano un ulteriore problema per la fruizione in sicurezza, rendendo necessarie la progettazione di solette di adeguato spessore.
CHIARAVALLE (AN) Abbazia S.M. in Castagnola (Sec XII°) (05) v.614
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