Federico Ozanam: Vita, Opera e Beatificazione alla GMG 1997

Il Beato Federico Ozanam (Milano, 23 aprile 1813; † Marsiglia, 8 settembre 1853) è stato uno storico, giornalista e fondatore francese della Società San Vincenzo De Paoli. La sua figura, emblema di carità e santità laicale, è stata ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa con la sua beatificazione, proclamata da Papa Giovanni Paolo II a Parigi il 22 agosto 1997, durante la Giornata Mondiale della Gioventù.

Ritratto di Federico Ozanam, storico e fondatore

Un Profilo Biografico: Storia di un Laico Esemplare

Federico Ozanam nacque a Milano il 23 aprile 1813 da una famiglia francese che risiedeva nella città durante l'impero napoleonico. Nel 1815, dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, la famiglia fece ritorno all'originaria Lione. Federico era il secondo di tre fratelli; uno di essi sarebbe diventato sacerdote, l'altro medico.

Compì i suoi studi ordinari nel Collegio Reale di Lione, trascorrendo un'adolescenza limpida e seria, fortemente impegnata sia sul piano degli studi che su quello morale. D'ingegno precoce, si dedicò con generosità e fedeltà al dovere, coltivando una pietà genuina e convinta, una grande onestà di costumi e una laboriosità alacre. Nonostante ciò, nemmeno a lui fu risparmiata una crisi intellettuale tra i 14 e i 16 anni, una vera e propria tortura di dubbi e tentazioni contro la fede. Questa crisi, tuttavia, non lo prostrò, ma contribuì a fortificarne lo spirito, superata grazie alla costanza nello studio, nella preghiera e nella frequenza ai sacramenti.

A diciotto anni, Federico aveva già lo stile di vita di un uomo padrone di sé, capace di imprimere alla sua esistenza i ritmi che lo avrebbero reso un apostolo della carità e un testimone della fede. Dopo il liceo, si trasferì a Parigi (1831-1836) per studiare legge, ospite nella casa di André-Marie Ampère, il grande esploratore dell'elettrodinamica. Guidato dallo scienziato, uomo di profonda fede, Ozanam si unì ai giovani intellettuali cattolici riuniti attorno a Emmanuel Bailly, figura di spicco della riscossa culturale cattolica.

La Nascita della Società di San Vincenzo de' Paoli

Il 23 aprile 1833, Federico Ozanam fu parte del piccolo gruppo di studenti della Sorbona che si riunì per dare inizio alla prima "Conferenza di carità". Fu questa l'iniziativa che diede origine alla Società di San Vincenzo De Paoli, un'opera che ebbe uno sviluppo rapidissimo. All'età di vent'anni, assieme ad altri sei compagni universitari, Federico fondò questa Società. I gruppi, cattolici, si chiamano “conferenze” e nascono nelle parrocchie, nelle scuole, nelle fabbriche e nei quartieri. Sull’esempio del Buon Samaritano del Vangelo (Luca 10,25-37), sono donne e uomini comuni, anche sposati, giovani e anziani, che dedicano il loro tempo ai bisognosi.

Ozanam stesso definì la Società un'istituzione «cattolica, ma laica; povera, ma carica di poveri da sollevare; umile, ma numerosa». Egli considerava la San Vincenzo come una palestra fondamentale per i giovani, in preparazione alla loro vita sociale. Spiegava che l’Opera agiva sotto la piena responsabilità dei laici e non si dedicava a pura beneficenza. La carità, per lui, si viveva innanzitutto con la vicinanza fisica e regolare ai poveri nelle loro case. L’aiuto materiale soccorreva una necessità immediata, ma aveva il fine più profondo di strappare il povero alla sua condizione di indigenza. Federico Ozanam era convinto che «La terra si è raffreddata, tocca a noi cattolici rianimare il calore vitale che si estingue!».

Membri della Società di San Vincenzo de' Paoli che assistono i poveri

Carriera Accademica e Impegno Sociale

Federico Ozanam si laureò in legge nel 1836 e in lettere nel 1839, presentando una tesi sulla filosofia in Dante Alighieri, che egli chiamava "il poeta del nostro presente come lo fu del suo tempo; il poeta della libertà, dell’Italia e del cristianesimo". La sua tesi venne subito pubblicata anche in inglese, tedesco e italiano, e nel 1840 ottenne la nomina a professore di Letterature Straniere alla Sorbona di Parigi. Il suo progetto di studi era chiaro: impegnarsi nella dimostrazione della verità del Cristianesimo attraverso l'analisi della storia dell'alto Medioevo.

Ozanam fu un professore universitario di altissime qualità intellettuali e morali, oltre che di grande preparazione scientifica. Uomo di pensiero e di azione, mira anzitutto alla ricerca e alla comunicazione della verità, nella serenità e nel rispetto delle convinzioni di coloro che non condividono le sue. «Impariamo a difendere le nostre convinzioni senza odiare i nostri avversari, scriveva, ad amare quanti pensano diversamente da noi, [...] lamentiamoci meno dei nostri tempi e più di noi stessi» (Lettere, 9 aprile 1851).

Il suo impegno non si limitò all'ambito accademico. Nel 1848, durante i tumulti a Parigi che videro l'uccisione dell'Arcivescovo Monsignor Denis-Auguste Affre, Ozanam fece parte della Guardia Nazionale e accettò la candidatura politica per la Costituente Nazionale, professandosi democratico e repubblicano. La lotta tra i poveri che non hanno il necessario per vivere e i ricchi che non vogliono rinunciare al superfluo era tra i principali pensieri che occupavano la sua mente. Egli comprese che la carità deve condurre ad operare per correggere le ingiustizie, affermando che carità e giustizia vanno di pari passo. Per questo, è considerato un precursore della dottrina sociale della Chiesa, che Papa Leone XIII svilupperà qualche anno più tardi nell'enciclica Rerum Novarum.

Vita Personale e Virtù Eroiche

Nonostante la sua iniziale inclinazione verso la vita monastica, Ozanam scelse di dare testimonianza cristiana nel mondo attraverso il matrimonio. Nel 1839, decise di dedicarsi alla cattedra della Sorbona e di fondare una famiglia. Si sposò il 21 giugno 1841 con Amalia Soulacroix, dalla quale ebbe una figlia, Maria. Fu un marito e un padre esemplare.

Federico Ozanam era convinto che la santità consistesse nella carità, poiché era convinto della santità di Dio. Amava Dio sopra ogni cosa, e la sua vita intera lo testimonia attraverso la completa sottomissione alla volontà divina, la profonda devozione a Nostro Signore, il cui nome tornava costantemente sulle sue labbra e sotto la sua penna, e un culto fervente per la Santa Eucaristia. La sua carità verso Dio si manifestava nella sua purità d'intenzione: «Amico mio, filosoficamente e religiosamente parlando, l’unica regola da dare a ciascuno dei nostri atti, è la legge dell’amore. Amore di Dio, amor del prossimo. Oh, amico mio, che questa legge d’amore sia la nostra, e, togliendo di mezzo la vana gloria, il nostro cuore non brucerà più che per Dio, per gli uomini e per il vero bene».

La sua carità verso il prossimo era altrettanto eroica. Testimonianze indicano che egli consacrava un decimo, e a volte fino a un sesto, delle sue spese per i poveri. Amava stare in una soffitta circondato da una famiglia di mendicanti, ritenendosi più contento lì che non in un salone dorato. Visitava i poveri di persona, specialmente la domenica dopo Messa, pensando di ringraziare in loro Colui che aveva appena ricevuto nella Comunione. Era stimato tanto dai poveri quanto dai ricchi, dimostrando mansuetudine e accoglienza senza distinzione di religione. Aveva un orrore profondo delle minime mancanze, cercando di evitare ogni peccato come offesa a Dio, con un abbandono totale alla Divina Provvidenza, soprattutto durante la sua grave malattia.

Il testamento spirituale del Beato Antonio Federico Ozanam

Il Percorso verso la Beatificazione

Di salute cagionevole, la vita di Federico Ozanam fu breve; morì a soli 40 anni a Marsiglia l'8 settembre 1853, di ritorno dall'Italia, dove aveva invano cercato sollievo ai suoi mali. Morì circondato da venerazione e rispetto, con manifestazioni chiaramente indicative di fama di santità.

La bibliografia sulla sua persona iniziò ancor prima della sua morte. Già nel 1913, in occasione del centenario della nascita, la Società di San Vincenzo de Paoli, attraverso il contributo di storici e uomini di cultura, sottolineò la sua figura come quella di un «santo», manifestando il bisogno di intraprendere un processo di beatificazione. Il ritardo, dovuto sia al bisogno di uno studio approfondito di una figura così impegnata nel mondo laico, sia alle vicende storiche avverse (politica interna francese, guerre mondiali), fece sì che il Processo Ordinario di Parigi iniziasse solo il 10 giugno 1925, settantadue anni dopo la sua morte. Dopo la raccolta di testimonianze e documenti, la «Positio super virtutibus - Informatio et Summarium» fu completata a Roma nel 1990. I Consultori Storici il 3 marzo 1992 e il Congresso Speciale della Congregazione dei Santi il 18 dicembre 1992 diedero risposta affermativa sulla consistenza storica della causa e sull’eroicità delle virtù del Servo di Dio.

La Beatificazione alla Giornata Mondiale della Gioventù 1997

Federico Ozanam fu proclamato beato da Papa Giovanni Paolo II a Parigi il 22 agosto 1997, durante la Giornata Mondiale della Gioventù, in una celebrazione che ebbe risonanza globale. Era un venerdì, e la liturgia di quel giorno proponeva il Vangelo del Buon Samaritano, una coincidenza significativa data la vita di Ozanam dedicata ai bisognosi. Già nel 1953, il pittore Renè Dionnet aveva affrescato la parete della cripta della chiesa di Saint Joseph de Carmes, dove Federico si recava quotidianamente a Messa e dove riposano le sue spoglie mortali, ritraendo proprio alcune scene tratte dalla parabola del buon samaritano.

Le parole pronunciate da San Giovanni Paolo II in quell'occasione mantengono tutt’oggi un sapore profetico:

«Federico Ozanam ha creduto all'amore, l'amore che Dio ha per ogni uomo. Si è sentito lui stesso chiamato ad amare, dando l'esempio di un amore grande di Dio e degli altri. Andava verso tutti coloro che avevano più bisogno di essere amati, quelli cui Dio Amore non poteva essere concretamente rivelato se non attraverso l'amore di un'altra persona. Ozanam ha scoperto in questo la sua vocazione, vi ha visto la strada sulla quale Cristo lo chiamava. Ha trovato il suo cammino verso la santità. E l'ha percorso con determinazione. [...] Federico Ozanam amava tutti i bisognosi. Fin dalla giovinezza, ha preso coscienza che non era sufficiente parlare della carità e della missione della Chiesa nel mondo: questo doveva tradursi in un impegno effettivo dei cristiani al servizio dei poveri. [...] Io stesso, da studente, prima della Seconda guerra mondiale, facevo parte di una di esse. Parlando di questi uomini e di queste donne, egli scrisse: “Dovremmo cadere ai loro piedi e dir loro con l'Apostolo: ‘Tu es Dominus meus’. Voi siete i nostri maestri e noi saremo i vostri servitori; voi siete per noi le immagini sacre di Dio che non vediamo e, non sapendolo amare altrimenti, l'amiamo nelle vostre persone” (Federico Ozanam, A Louis Janmot).

[...] Invito pertanto i laici e particolarmente i giovani a dare prova di coraggio e di immaginazione per lavorare all'edificazione di società più fraterne dove i più bisognosi saranno riconosciuti nella loro dignità e troveranno i mezzi per una esistenza dignitosa. Con l'umiltà e la fiducia senza limiti nella Provvidenza, che hanno caratterizzato Federico Ozanam, abbiate l'audacia di condividere i beni materiali e spirituali con quanti sono nella miseria! [...] La Chiesa conferma oggi la scelta di vita cristiana fatta da Ozanam, come pure il cammino che egli ha preso. Essa gli dice: Federico, la tua strada è stata veramente la strada della santità. Bisogna che tutti questi giovani, più o meno della tua età, radunatisi così numerosi a Parigi, provenienti da tutti i Paesi d'Europa e del mondo, riconoscano che questa è anche la loro strada. Occorre che comprendano che, se vogliono essere cristiani autentici, devono intraprendere lo stesso cammino. Aprano meglio gli occhi dell'anima ai bisogni così numerosi degli uomini d'oggi. Comprendano questi bisogni come sfide. Cristo li chiama ciascuno per nome, affinché ciascuno possa dire: ecco la mia strada! Nelle scelte che faranno, la tua santità, Federico, sarà confermata in modo particolare. E la tua gioia sarà grande.»

Papa Giovanni Paolo II celebra la beatificazione alla GMG 1997

L'Eredità di Federico Ozanam Oggi

Le “conferenze” della San Vincenzo si sono diffuse in tutto il mondo, tuttora presenti in 130 Paesi con centinaia di migliaia di volontari, in lotta da oltre un secolo e mezzo contro la povertà, sia quella palese che quella nascosta. Federico Ozanam è per gli universitari del nostro tempo, professori e studenti, un modello di impegno coraggioso capace di far udire una parola libera ed esigente nella ricerca della verità e nella difesa della dignità di ogni persona umana.

La sua straordinaria attualità emerge nella complessità della sua figura e nei suoi molteplici interessi, volti sempre alla ricerca della carità nella giustizia. La sua santità è testimonianza che l'amore per Dio e per il prossimo, la fede ardente e la carità inventiva, sono un cammino concreto per i laici nel mondo, capaci di trasformare la società e ravvivare la fede. Come affermò Giovanni Paolo II nel 1983, in occasione del 150° anniversario della fondazione della Società di San Vincenzo De Paoli: «Si rimane meravigliati per tutto quello che ha potuto intraprendere per la Chiesa, per la società, per i poveri, questo studioso, questo professore, questo padre di famiglia, dalla fede ardente e dalla carità inventiva, nel corso della sua vita troppo presto finita…».

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