La Veglia della Solennità di Pentecoste rappresenta un momento significativo e profondo nella vita personale e diocesana, un tempo per fare memoria di quanto accaduto nel Cenacolo di Gerusalemme. Lì, gli apostoli e Maria pregavano, ascoltavano le Scritture e invocavano lo Spirito Santo, attendendo la sua discesa secondo la promessa di Gesù.
Anche oggi, in questo stesso spirito, i fedeli si raccolgono in preghiera, ascoltano la Parola del Signore e invocano lo Spirito, affinché si realizzi una nuova Pentecoste nella loro vita, nelle comunità e nella Chiesa.

"Siate ciò che celebrate": Le Grandi Opere dello Spirito Santo
Un antico autore, riferendosi alla Pentecoste, esorta: "Siate ciò che celebrate". I fedeli desiderano essere ciò che stanno celebrando, ossia le grandi opere che lo Spirito Santo ha compiuto fin dalle origini e che continua a compiere oggi.
Queste grandi opere possono essere identificate in cinque fondamentali trasformazioni che lo Spirito Santo intende operare nella vita dei credenti, delle comunità e dell'intera Chiesa.
1. Dalla Morte alla Vita: Rinascita Spirituale
La prima trasformazione, come suggerito dal profeta Ezechiele, è il passaggio dalla morte alla vita. Esistono diversi tipi di "morte" che affliggono l'individuo e la comunità, in particolare la depressione spirituale, il senso di solitudine e isolamento, la percezione di un mondo indifferente alla fede e contraddittorio rispetto a Dio. Questa "morte del cuore" spegne l'entusiasmo della fede.
Lo Spirito Santo interviene per infondere vita, trasformando le persone in uomini e donne vitali, restituendo l'entusiasmo della fede e la gioia dell'appartenenza al Signore Gesù. Inoltre, dove manca l'entusiasmo, viene meno la passione dell'annuncio. Lo Spirito trasforma i depressi in entusiasti, gli incapaci di testimoniare in audaci e coraggiosi annunciatori della bellezza della vita in Cristo.
2. Dalla Divisione all'Unità: Il Superamento di Babele
Il racconto della Genesi, con la storia della Torre di Babele, simboleggia la divisione tra gli uomini, una radice maligna che impedisce di sentirsi membri di un unico corpo, un solo cuore e una sola anima. Questa divisione può albergare anche nelle comunità, gruppi, associazioni e movimenti ecclesiali.
La Pentecoste è il capovolgimento di Babele: a Gerusalemme, l'opera dello Spirito Santo ha riconciliato le lingue diverse per l'edificazione della Chiesa, chiamata ad annunciare il Vangelo a tutti i popoli. Come sottolineato da San Gregorio di Nazianzo, lo Spirito agisce come un maestro di coro, unendo voci diverse in un unico canto di lode. È un'opera di riconciliazione che mira a risanare ciò che l'orgoglio umano e le ambizioni hanno corrotto.
3. Dall'Antica Legge alla Nuova Legge dell'Amore
La pagina dell'Esodo ricorda il momento in cui Dio convocò le tribù di Israele sul Sinai, donando loro l'antica legge e costituendole un popolo. Oggi, i credenti si interrogano se vivono ancora sotto l'antica legge del "dovere" o sotto la nuova legge dell'amore, della gioia e dell'esultanza.
Se la vita di fede è percepita come un obbligo che opprime, anziché come un dono e una possibilità che riempie il cuore di gioia, si è ancora legati all'antica legge. Lo Spirito Santo viene a trasformare uomini e donne "antichi" in un "popolo nuovo" che vive sotto la legge dell'amore, sentendosi amato da un Dio che dona tutto con passione e al quale si risponde con gioia ed entusiasmo.

4. Dall'Autonomia alla Dipendenza d'Amore: Sogni e Visioni dello Spirito
Il profeta Gioele parla di sogni e visioni, che non sono il prodotto della mente o della volontà umana, ma frutto dello Spirito Santo. San Paolo afferma che lo Spirito fa emergere in noi i desideri autentici che ci portano verso Dio.
È necessaria una grande trasformazione che ci conduca da una pretesa autonomia, dove si pensa di poter vivere secondo i propri progetti e capacità, alla dipendenza d'amore nello Spirito Santo. Egli ci guida, facendoci sognare e avere visioni secondo i progetti di Dio, e ponendo nel cuore desideri autentici in linea con il suo volere.
5. Da un Insieme di Valori alla Persona Viva di Gesù
Troppo spesso Gesù viene ridotto a un insieme di valori, a un messaggio o a un semplice maestro. Lo Spirito Santo opera una trasformazione per farci comprendere che Gesù non è solo questo, ma è la Persona viva che rende possibile tutte le altre trasformazioni.
Queste cinque grandi trasformazioni sono ciò che lo Spirito Santo ha operato a Pentecoste, ciò che vuole continuamente operare e ciò che questa sera, in ogni cristiano e in ogni comunità, desidera realizzare. L'invocazione "Vieni Spirito Santo e rinnova la faccia della terra" risuona come una preghiera potente per queste trasformazioni.
La Liturgia della Vigilia di Pentecoste: Struttura e Significato
La liturgia della Messa Vespertina della Vigilia di Pentecoste si distingue per una ricchezza particolare, che racchiude la celebrazione della Pasqua nel tempo sacro dei cinquanta giorni, portando a compimento il mistero pasquale.
Le Letture e le Preghiere
Nella riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II, sono stati rinnovati i testi delle Letture della Parola di Dio e delle Preghiere eucologiche. Una proposta originale della Messa della Vigilia prevede l'unione della preghiera dei Vespri con l'ascolto di fino a quattro letture del Vecchio Testamento, ciascuna seguita da un Salmo responsoriale e da un'orazione. Seguono il canto del Gloria, l'orazione Coletta, la lettura dall'Apostolo, il canto dell'Alleluia e il Vangelo.
L'Ordinamento generale del Lezionario Romano (N. 102) sintetizza i contenuti dei brani:
- I quattro testi dell'Antico Testamento illustrano il significato molteplice della solennità.
- La lettura dell'Apostolo descrive il compito dello Spirito nella Chiesa.
- Il Vangelo ricorda la promessa dello Spirito fatta da Cristo prima della sua glorificazione.
Per la Messa del giorno, la prima lettura è la pagina tradizionale degli Atti degli Apostoli, che narra il grande evento della Pentecoste. I testi dell'Apostolo descrivono gli effetti dell'azione dello Spirito nella vita della Chiesa, mentre il Vangelo si riferisce a Gesù che la sera di Pasqua comunica lo Spirito ai suoi discepoli.
Il Prefazio è l'unico testo comune alle due celebrazioni. I testi eucologici (collette, orazioni sulle offerte, orazioni dopo la Comunione) offrono una varietà di sottolineature sul significato della Festa per la Chiesa e per i Cristiani.
La Sequenza "Veni Sancte Spiritus" e il Cero Pasquale
Nella liturgia di Pentecoste è inserita una delle cinque sequenze ancora presenti nel Lezionario, il cui titolo è "Veni Sancte Spiritus". Questo componimento poetico, recitato o cantato prima del Vangelo, risale al periodo tra il XII e il XIII secolo.
Con la conclusione del Tempo pasquale, il cero pasquale viene tolto dal presbiterio e collocato accanto al fonte battesimale nel battistero, dove sarà acceso in occasione delle celebrazioni del Battesimo.

"Spe salvi facti sumus": La Speranza e il Gemito dello Spirito
Papa Benedetto XVI ha intitolato la sua seconda Enciclica sulla Speranza cristiana, "Spe salvi facti sumus" ("Nella speranza siamo stati salvati"), ispirandosi alla Lettera ai Romani. In essa, l'Apostolo Paolo ricorda che "tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi", e anche i credenti, che possiedono le primizie dello Spirito, gemono interiormente in attesa dell'adozione a figli e della redenzione del corpo.
La Solennità di Pentecoste celebra questo "possesso dello Spirito", o meglio, le "primizie dello Spirito". Possedere lo Spirito Santo significa in realtà essere da Lui posseduti, riconoscendo la precedenza del "dono" sul "frutto", dell'essere sull'operare. Questo è reso oggettivamente vero dai sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell'Ordine Sacro, che infondono nei fedeli una "inabitazione permanente dello Spirito", configurandone l'essere a quello di Cristo Signore. Questa "inabitazione" è particolarmente evidente nella vita dei Santi, considerati gli autentici riformatori della Chiesa.
Don Luigi Maria Epicoco - Il significato della Pentecoste
L'Omelia di Papa Francesco e il Grido di Roma
Papa Francesco, in un'omelia per la Veglia di Pentecoste, ha sottolineato come, di fronte alle "costruzioni" umane che si illudono di toccare il cielo (come la Torre di Babele), solo lo Spirito Santo, irrompendo dal grembo di Dio, "fa nuove tutte le cose". Il Pontefice ha invitato a lasciarsi "prendere per mano" dallo Spirito per essere portati "in mezzo al cuore della città", Roma e le città del "creato intero", per ascoltarne il grido, il gemito, le sofferenze e i sogni.
Il Papa ha osservato che oggi, come in ogni tempo, c'è chi cerca di costruire "una città e una torre che arrivi fino al cielo", progetti umani al servizio di un "io" sempre più grande, dove non c'è più spazio per Dio. Ma lo Spirito di Cristo "non vede l'ora di buttare all'aria tutto, per farci ricominciare".
Spesso si è "stretti" di sguardo e di cuore, perdendo l'orizzonte e illudendosi di aver compreso tutto. Invece, lo Spirito irrompe dall'Alto, dal grembo di Dio, e "fa nuove tutte le cose". Il "gemito" del popolo e del creato è il gemito dello Spirito stesso, "il parto del mondo nuovo". Dio è Padre e Madre, levatrice e gemito, e la Chiesa è al servizio di questo "parto", non delle proprie ambizioni o sogni di potere.
Francesco ha messo in guardia dal confondere le novità dello Spirito con un metodo di "risistematizzare" tutto: lo Spirito di Dio "sconvolge tutto e ci fa incominciare non da capo, ma da un nuovo cammino". Sotto il grido della gente, c'è un "gemito autentico" dello Spirito Santo.
Ascoltare con il Cuore
Richiamando il libro dell'Esodo, il Papa ha ricordato che Dio volle che Mosè scendesse con Lui "in mezzo" agli Israeliti. Il cuore di Mosè doveva diventare come quello di Dio, attento alle sofferenze e ai sogni degli uomini. Oggi, lo Spirito chiede ai cristiani di imparare ad ascoltare "con il cuore", aprendolo per farsi insegnare. Gesù, citando il Vangelo di Giovanni, è "in mezzo a noi", e "dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva", lo Spirito Santo che "lava e feconda la Chiesa".
Lo Spirito Santo, che scaturisce dal grembo di misericordia di Gesù Risorto, trasforma la Chiesa in un "grembo di misericordia", una "madre dal cuore aperto" per tutti. Francesco ha espresso il desiderio che la gente di Roma riconosca la Chiesa per questo "di più di misericordia", umanità e tenerezza, sentendosi a casa, sempre benvenuta e accolta.
Il Papa ha concluso invitando a "scendere" dalle proprie posizioni, in mezzo ai fratelli e alle sorelle, per ascoltare il loro bisogno di salvezza, il grido che arriva a Dio e che spesso non si ode. Non si tratta di spiegare "cose intellettuali, ideologiche", ma di aprire "occhi e orecchie, ma soprattutto il cuore", per sentire il fuoco della Pentecoste che spinge ad annunciare che la schiavitù è finita e che Cristo è la via verso la città del Cielo. Per questo è necessaria la fede.
Sant'Antonio di Padova e il Miracolo delle Lingue
La predicazione di Sant'Antonio di Padova è spesso richiamata in relazione alla Pentecoste, in particolare per il "miracolo delle lingue". Gli antichi agiografi esaltavano la sua profonda conoscenza della Sacra Scrittura e la sua efficace eloquenza. La sua voce chiara e dolce, compresa da tutti, lo fece considerare la "tromba di Dio". Il ritrovamento della sua lingua incorrotta dopo la morte rafforzò la convinzione che fosse stato "zampogna dal suono soave e strumento della voce potente dello Spirito Santo".
Un episodio significativo narra che, mentre Antonio predicava a Roma alla presenza di papa Gregorio IX, la grazia dello Spirito Santo lo esaltò al punto che ogni pellegrino, di lingue diverse, riuscì a capire il suo discorso nella propria lingua nativa. Questo episodio, avvenuto nella Pasqua del 1228, fece sì che il Papa lo definisse "arca del Testamento e scrigno delle Sacre Scritture". La tradizione vuole che questo "miracolo delle lingue" si sia ripetuto altre volte, poiché Antonio predicava in modo così comprensibile agli stranieri che sembrava parlare contemporaneamente molte lingue.
Il Concilio Vaticano II spiega questo fenomeno come la manifestazione della "Chiesa della Nuova Alleanza, che in tutte le lingue si esprime e tutte le lingue nell’amore intende e abbraccia, vincendo così la dispersione babelica" (Ad gentes, n. 4). È l'amore che riunifica ciò che è disperso, che fa comprendere l'incomprensibile e che supera la distanza. Chi ascoltava Antonio comprendeva che era sostenuto dall'amore, dalla carità, che "omnia vincit amor" (Virgilio).
Sant'Antonio, inoltre, raccomandava che le "diverse lingue" fossero le varie testimonianze a Cristo attraverso l'umiltà, la povertà, la pazienza e l'obbedienza. "Il parlare è vivo quando parlano le opere. Vi scongiuro: cessino le parole e parlino le opere". Questo incoraggiamento alla coerenza della vita invita a invocare l'aiuto del santo per scalare le vette della santità.
La Preghiera della Veglia: Riti Iniziali e Orazioni
La celebrazione della Messa Vespertina nella Vigilia di Pentecoste può iniziare in diversi modi. Se i Primi Vespri precedono immediatamente la Messa, l'azione liturgica può iniziare dal versetto iniziale e dall'inno "Vieni, o Spirito creatore" o dall'Antifona d'ingresso "L’amore di Dio" con la processione d'ingresso e il saluto del sacerdote, omettendo in entrambi i casi l'atto penitenziale. La salmodia dei Vespri si protrae fino alla lettura breve esclusa. Successivamente, omesso l'atto penitenziale e, secondo l'opportunità, il Kyrie, il sacerdote dice l'orazione "Rifulga su di noi".
Se la Messa inizia in modo consueto, dopo il Kyrie il sacerdote dice l'orazione "Rifulga su di noi".
Antifona d’ingresso: L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi. Alleluia.
Riti Iniziali:
- C. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. A. Amen.
- C. Il Signore sia con voi. A. E con il tuo Spirito.
Atto Penitenziale:
C. Il Signore Gesù, che ci invita alla mensa della Parola e dell’Eucaristia, ci chiama alla conversione. Riconosciamo di essere peccatori e invochiamo con fiducia la misericordia di Dio.
Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle, di pregare per me il Signore Dio nostro.
C. Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. A. Amen.
Kyrie: Kyrie, eleison. Christe, eleison. Kyrie, eleison.
Inno di Lode: Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal Signore. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente. Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre; tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi; tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi. Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo: Gesù Cristo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre. Amen.
Orazione Colletta:
Dio onnipotente ed eterno, che hai racchiuso la celebrazione della Pasqua nel tempo sacro dei cinquanta giorni, rinnova il prodigio della Pentecoste: fa’ che i popoli dispersi si raccolgano insieme e le diverse lingue si uniscano a proclamare la gloria del tuo nome. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Oppure:
Rifulga su di noi, Dio onnipotente, lo splendore della tua gloria, Gesù Cristo, luce della tua luce, e confermi con il dono dello Spirito Santo i cuori di coloro che per tua grazia sono rinati a vita nuova. Per Cristo nostro Signore. Amen.
I fratelli carissimi, entrati nella vigilia di Pentecoste, sono invitati, sull'esempio degli apostoli e dei discepoli che con Maria perseveravano nella preghiera, ad ascoltare la parola di Dio con cuore disponibile.