Chi era San Giacomo il Maggiore
Le storie che riguardano le vite dei santi racchiudono vicende significative e affascinanti, ritenute degne di valore e di esempio per i fedeli. Tra realtà e leggenda, le loro gesta si intrecciano fino ad assumere un taglio talvolta avventuroso. L'esistenza dei santi, segnata spesso da notevoli privazioni, spirito di abnegazione e sacrifici fino al martirio, ha accompagnato la storia del Cristianesimo. In quest’ottica, si parlerà della storia di San Giacomo il Maggiore, destinatario insieme agli altri apostoli degli insegnamenti di Gesù e incaricato di diffonderli nel mondo.
Le Origini e la Chiamata di Gesù
Giacomo, fratello dell’apostolo Giovanni, è detto “Maggiore” per distinguerlo dall’apostolo omonimo, Giacomo di Alfeo, detto il Minore. Era figlio di Zebedeo, pescatore in Betsaida sul lago di Tiberiade, e di Salomè. Si pensa che la famiglia di Zebedeo fosse imparentata con la famiglia di Gesù. La sua vita cambia radicalmente quando accoglie l'invito di Gesù a diventare “pescatore di uomini”.
Andando oltre - si legge nel Vangelo secondo Matteo - Gesù “vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedeo, loro padre, riassettavano le reti. Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono”.
Il "Figlio del Tuono" e Testimone di Cristo
Di carattere impetuoso, lui e suo fratello sono chiamati da Gesù stesso con l’appellativo di “boanergés” (figli del tuono). Giacomo è un testimone speciale della vita di Cristo. È testimone della gloria di Gesù, dell’evento della Trasfigurazione: “Gesù - scrive l’evangelista Matteo - prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte. E fu trasfigurato davanti a loro; la sua faccia risplendette come il sole e i suoi vestiti divennero candidi come la luce”. L’apostolo è anche testimone dell’agonia di Gesù nell’orto del Getsemani: “Presi con sé Pietro, Giacomo e Giovanni - si ricorda nel Vangelo di Marco - cominciò a sentire paura e angoscia”. Assiste anche alla resurrezione della figlia di Giario. La sua forte personalità e la capacità comunicativa lo fecero distinguere nell’opera di evangelizzazione.
L'Evangelizzazione nella Penisola Iberica e il Martirio
Giacomo, in seguito alla morte del Cristo, come gli altri apostoli si prodigò nell’evangelizzazione dei popoli e viaggiò molto. L’Apostolo dovrebbe aver realizzato il viaggio dalla Palestina alla Spagna in una delle tante navi commerciali che veleggiavano lungo tutto il Mediterraneo. Sbarcato nelle coste dell’Andalusia, proseguì la sua missione evangelizzatrice a Coimbra e a Braga, passando nel “Finis Terrae” ispanico, dove continuò la predicazione. Durante il suo percorso, Ambrogio de Morales nel XVI secolo, nella sua opera il Viaggio Santo, riferisce di una chiesa su una montagna dove l'Apostolo pregava e celebrava messa, con una sorgente d'acqua sotto l'altare maggiore. Tornato in Palestina, assieme al gruppo dei “Dodici”, entrò a far parte delle colonne portanti della Chiesa di Gerusalemme, ricoprendo un ruolo di grande importanza all’interno della comunità cristiana della Città santa.
Gesù gli preannunciava il martirio, chiedendo: “Potete bere - scrive Matteo - il calice che io sto per bere?”. Giacomo e Giovanni gli rispondono: “Lo possiamo”. La sua morte è descritta negli Atti degli Apostoli: “In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni”. Erode Agrippa I, re della Giudea, per placare le proteste delle autorità religiose e assestare un duro colpo alla comunità cristiana, lo scelse in quanto figura assai rappresentativa e lo condannò a morte per decapitazione nel 44 d.C. a Gerusalemme. Così divenne il primo martire del collegio apostolico.
Secondo la tradizione, lo scriba Josias, incaricato di condurre Giacomo al supplizio, fu testimone del miracolo della guarigione di un paralitico che invocava il santo. Josias, turbato e pentito, si convertì al cristianesimo e supplicò il perdono dell’Apostolo; questi chiese come ultima grazia un recipiente pieno d’acqua e lo battezzò. Ambedue furono decapitati nello stesso anno.

La Leggenda della Traslazione e la Scoperta del Sepolcro
Il Viaggio delle Spoglie in Galizia
Dopo la decapitazione, secondo la Legenda Aurea del frate domenicano Jacopo da Varagine, il suo corpo venne traslato in Spagna. La leggenda narra che due dei discepoli di Giacomo, Attanasio e Teodoro, raccolsero il suo corpo e la testa e li trasportarono in nave da Gerusalemme fino in Galizia. Una volta approdati, i discepoli incontrarono seri problemi per seppellire il corpo del loro maestro a causa della regina Lupa, ma soprattutto del re Duyo, nemico dichiarato del cristianesimo.
Il Sepolcro sotto il "Campo di Stelle"
Secondo la tradizione, nell’830-831, dopo un prodigioso fenomeno luminoso in prossimità del monte Liberon (o Libadòn), venne scoperto un sepolcro con la scritta: “Qui giace Jacobus, figlio di Zebedeo e di Salomé”. Le strane luci, simili a stelle, che si vedevano sopra il tumulo in cima al monte, furono notate. Il primo a visitare quel luogo fu il pellegrino Pelayo, attorno all’813, a cui apparve in sogno l’apostolo Giacomo che lo avvertì che in quel luogo, sotto quel “campo di stelle”, si trovava il suo sepolcro. Il pellegrino informò Teodomiro, vescovo di Iria Flavia, città portuale della Galizia. Da allora quel luogo si chiamò Santiago de Compostela, che significa "San Giacomo del campo di stelle" (da campus stellae).

La Nascita della Cattedrale
Alfonso II El Casto, re delle Asturie e di Galizia, eresse per primo una chiesa sul sepolcro. La notizia si sparse dalla penisola iberica oltre i Pirenei, raggiungendo Carlo Magno e Papa Leone III. Nel 1075 iniziò la costruzione della basilica a lui dedicata, che è oggi la celebre Cattedrale di Santiago di Compostela. Fin dal Medioevo, il Santuario divenne meta di pellegrinaggi, prima da tutta Europa e poi da ogni parte del mondo.
San Giacomo Matamoros e la Reconquista
Il Contesto della Dominazione Musulmana
Gli anni della scoperta delle reliquie coincisero con la dominazione dei Mori che, dall’inizio dell’VIII secolo, avevano solcato le acque del Mediterraneo per sbarcare dal Nord Africa sulle coste meridionali della Spagna. Mentre i regni cristiani del Nord della Spagna erano intenti a farsi la guerra tra loro, a Sud, uniti nel nome dell’Islam, i musulmani diventavano sempre più forti, avendo a Granada il loro inespugnabile baluardo.
Il Simbolo della Speranza
La scoperta delle reliquie di Santiago sparigliò le carte in tavola. Il suo culto e la figura di San Giacomo divennero un simbolo capace di richiamare cristiani da ogni angolo d’Europa e ridestare la speranza nei regni spagnoli. I successi militari riaccesero le speranze nei combattenti cristiani e segnarono la svolta decisiva in questo lungo periodo di guerre contro i musulmani.
La Leggenda delle Apparizioni e Patrono di Spagna
La leggenda narra delle sue apparizioni, in sella ad un destriero bianco, davanti alle prime file dei combattenti. L’episodio più celebrato e raffigurato è certamente quello del Santo che, in groppa a un cavallo bianco, sconfigge i mori, nemici del cristianesimo, durante la battaglia di Clavijo nell’840. Fu così che la “Reconquista”, la cacciata dei Mori dalla penisola iberica, ebbe la sua svolta. San Giacomo divenne il santo patrono della Spagna e, grazie a questa leggenda, fu denominato anche "San Giacomo Matamoros". Ancora oggi, tramite le iconografie, viene tramandata la storia delle apparizioni che cambiarono le sorti della Spagna.

Il Cammino di Santiago: Un Percorso Millenario
Nascita e Diffusione del Pellegrinaggio
Il Cammino di Santiago è una delle vie più importanti della storia e della cristianità. Sin dalla diffusione della notizia del ritrovamento dei resti del Santo, tale luogo divenne una delle tre mete di pellegrinaggio più importanti per il mondo della cristianità, insieme a Gerusalemme e Roma. Questo famosissimo itinerario è oggi percorso da milioni di pellegrini che arrivano in Galizia da ogni parte della terra. Ogni anno uomini e donne, sia fedeli che non credenti, percorrono queste strade in cerca di una sfida, di un momento in cui immergersi in sé stessi e negli altri. Indipendentemente dal motivo, non si può negare il grande valore di questa esperienza e la crescita personale che ne deriva.
Buen Camino: Documentario sul Cammino Francese
Il Codex Calixtinus: La Prima Guida
Della sua storia si è iniziato a parlare nel 1139. Il V libro del Codex Calixtinus è la prima guida al cammino per raggiungere Santiago. La scrisse Aymeric Picaud, monaco di Parthenay, Francia occidentale. Conteneva aneddoti, indicazioni, suggerimenti dove dormire e dove mangiare.
Evoluzione e Significato Attuale
Non sempre questo itinerario, sovente identificato nel cosiddetto Cammino Francese, ebbe vita facile. Durante la storia del Cammino di Santiago numerosi avvenimenti hanno portato quasi alla scomparsa di questo percorso: dalle guerre al protestantesimo, dai cambiamenti culturali degli ultimi secoli agli avvenimenti politici e sociali. Oggi, questo famosissimo itinerario è più in forma che mai, nonostante ad alcuni possa sembrare anacronistico percorrere centinaia di chilometri a piedi per rendere omaggio al luogo di sepoltura di un santo.
Paulo Coelho scrive: “Lo Spirito dei vecchi pellegrini della Tradizione ti accompagna nel viaggio. Il cappello ti ripara dal sole e dai cattivi pensieri; il mantello ti salva dalla pioggia e dalle cattive parole; il bastone ti protegge dai nemici e dalle cattive azioni”.
I Simboli del Cammino
La conchiglia di capasanta (o “vieira”) è il simbolo più iconico, che rappresenta la “nascita di un uomo nuovo” e la redenzione, con le sue striature che convergono verso un unico punto, così come le diverse rotte giacobee convergono a Santiago.
Iconografia, Attributi e Culto di San Giacomo
Le Diverse Rappresentazioni
L’iconografia religiosa ci riporta l’immagine di San Giacomo, talvolta vestito da pellegrino con mantello e bordone, cappello, bisaccia, zucca per l’acqua e conchiglia, altre invece come apostolo coperto da una tunica, i piedi scalzi e con in mano un libro o un rotolo che simboleggia la sua missione apostolica.
Protettore e Patrono
Oltre tutti questi “ruoli”, San Giacomo è protettore dei viandanti e pellegrini, cavalieri, soldati e sofferenti. Inoltre, secondo la tradizione cristiana, viene invocato contro i reumatismi e per benedire e proteggere i raccolti. Non stupisce, quindi, che sia divenuto patrono di molti Paesi, regioni e città, tra cui: Spagna, Galizia, Santiago di Compostela, Nicaragua, Croazia, Cile e Guatemala. In Italia, le città e i paesi che lo hanno scelto come patrono sono numerosissimi (circa 90), tra cui Capizzi (ME) e Pistoia, unico luogo al mondo a parte Santiago di Compostela a possedere una reliquia ufficiale di San Giacomo (un frammento del cranio donato a Pistoia dal vescovo della città galiziana nel XII secolo).
Le Celebrazioni Annuali a Santiago di Compostela
Il "Dia del Apostol Santiago"
Il culto di san Giacomo il Maggiore, legato alla memoria del suo martirio e alla sua santità, ha avuto un’eco straordinaria nei secoli e nel mondo. Il più famoso centro di celebrazione è Santiago di Compostela, dove, il 25 luglio di ogni anno, il popolo galiziano (e non solo) rende omaggio al suo santo patrono. Il “Dia del Apostol Santiago” (il giorno di Santiago) coincide con il “Dia de Galicia”, festa ufficiale della comunità autonoma spagnola della Galizia.
I festeggiamenti in onore di San Giacomo non si limitano alla data del 25, ma hanno inizio alcuni giorni prima. Il ricco programma prevede: concerti musicali, mostre, spettacoli di strada, rappresentazioni teatrali, giochi pirotecnici e tanto altro. La città si accende di colori, suoni e luci, come le magnifiche proiezioni multidimensionali sulla Cattedrale, offrendo qualcosa di unico che riesce a catturare le emozioni di turisti e residenti.
L'Anno Santo Giacobeo
Il culmine del culto al Santo avviene nel momento in cui il 25 luglio cade di domenica (ciclicamente ogni 6, 5, 6 e 11 anni). In tale eventualità viene istituito l’Anno Santo Giacobeo e aperta la Porta Santa della Cattedrale di Santiago di Compostela, un evento di straordinaria importanza per i pellegrini e la Chiesa.
Tra Storia, Leggenda e Significato Spirituale
Come spesso accade nelle biografie dei personaggi che hanno avuto un ruolo prominente, anche in quella di San Giacomo si mescolano storia, leggenda, credenze e mito. Allo stato attuale, non esistono prove certe della sua presenza storica in Spagna o della traslazione del suo corpo. Come accade per tutte le reliquie, anche i dubbi sui resti custoditi a Santiago di Compostela sono innumerevoli, così come i nuovi studi che provano a confutare o smentire ciò che si tramanda da secoli.
In ogni caso, indipendentemente dall’attendibilità storica, San Giacomo e le sue gesta rappresentano un simbolo di coraggio e devozione, una fonte d’ispirazione per i pellegrini di ieri e di oggi. San Giacomo continua ancora oggi a chiamare uomini e donne da ogni parte del mondo, invitandoli a intraprendere un viaggio di scoperta e crescita personale attraverso il suo millenario Cammino.